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Visita di ciechi e ipovedenti alla Cattedrale: la bellezza è inclusiva

incontro ipovedenti con il vescovo

Nel pomeriggio del 5 maggio, un gruppo dell’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti di Piacenza ha preso parte ad una visita speciale alla cattedrale, guidata dall’architetto Manuel Ferrari e accompagnata dal vescovo mons. Adriano Cevolotto, pensata per rendere accessibile uno dei simboli più imponenti della città.

Le pietre che parlano

La visita è iniziata proprio davanti alla facciata, dove Ferrari - direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi - ha saputo tradurre in parole e suggestioni ciò che spesso si affida allo sguardo. Ha raccontato la pietra, i marmi, la forza delle tre entrate scandite dai protiri, le statue che sembrano custodire il passaggio e i bassorilievi che, come pagine scolpite, narrano episodi sacri e simboli della tradizione biblica. Un racconto che non si è limitato a descrivere, ma ha invitato a immaginare, a “vedere” attraverso il linguaggio e la sensibilità. Accanto a lui, il vescovo Adriano ha sottolineato il valore di un’esperienza che non è solo culturale, ma profondamente inclusiva.

Il totem interattivo

L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio, nato per rendere fruibile il patrimonio artistico della diocesi anche a chi convive con disabilità visive o cognitive. Proprio per questo, la visita ha avuto poi come tappa gli spazi sopra la sacrestia, dove è stato installato il nuovo totem multimediale inaugurato lo scorso ottobre.
Il totem - imponente nelle sue dimensioni di tre metri per tre - rappresenta un punto di incontro tra tecnologia e accessibilità. Realizzato grazie alla collaborazione tra la diocesi e i Rotary Club Piacenza Valli Nure e Trebbia, Rotary Sant’Antonino e Rotaract Piacenza, è pensato per offrire un’esperienza immersiva e multisensoriale.
Monitor interattivi, calchi tattili delle formelle scolpite sulle colonne del Duomo, animazioni tridimensionali e narrazioni audio si intrecciano in un percorso che permette di “toccare” la storia. Le mani diventano occhi: seguendo i rilievi delle formelle, i visitatori possono attivare contenuti che raccontano mestieri medievali, simboli e significati nascosti nella pietra.

Arte da esplorare

Il totem dunque rappresenta un cambio di prospettiva. L’arte non è più qualcosa da osservare a distanza, ma da esplorare, ascoltare, percepire. Ogni dettaglio diventa accessibile, ogni storia condivisibile. Per i partecipanti, la visita del 5 maggio è stata quindi un’esperienza concreta di inclusione. Un modo per dimostrare che la bellezza, quando viene raccontata e progettata con attenzione, può davvero appartenere a tutti.

Riccardo Tonna

Nella foto il gruppo dell’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti con il vescovo Cevolotto.

Pubblicato il 6 maggio 2026

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