Festa dei Cresimandi: relazioni nel nome di Francesco
Voci, colori, entusiasmo hanno riempito, il 19 aprile, il parco del Collegio Alberoni. A Piacenza è andata in scena la Festa dei Cresimandi, appuntamento che ha riunito 500 ragazzi delle parrocchie di tutta la diocesi in un pomeriggio pensato come esperienza di incontro, animazione e preghiera, insieme al vescovo mons. Adriano Cevolotto. Un tempo condiviso da chi, nel corso del 2026, riceverà il dono dello Spirito Santo.
Relazioni al cubo
A fare da filo conduttore alla giornata è stato il titolo scelto per questa edizione, “Relazioni al cubo”, espressione immediata e vivace, capace di raccontare il desiderio di moltiplicare legami, ascolto e fraternità. Non a caso, sullo sfondo del cammino diocesano di quest’anno c’era il Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: il segno di un Dio che prende il poco, lo benedice e lo restituisce in abbondanza, trasformandolo in dono per tutti.
Fin dalle prime ore dell’incontro, il parco si è trasformato in uno spazio vivo, attraversato dai gruppi arrivati dalle diverse comunità parrocchiali. Volti nuovi, amicizie già avviate, educatori e catechisti accanto ai ragazzi: la festa ha mostrato il volto di una Chiesa giovane, in cammino, capace di ritrovarsi non soltanto per un appuntamento organizzato, ma per vivere insieme un’esperienza concreta di comunità.

Gioco e festa
Al centro della giornata, la presenza del vescovo Adriano, che ha guidato il momento di preghiera e ha rivolto il suo saluto ai presenti. Le sue parole si sono inserite in un clima di attenzione e semplicità, aiutando i ragazzi a cogliere il significato più profondo dell’incontro: prepararsi alla Cresima non come a una tappa formale, ma come a un passaggio vivo della fede, in cui lasciarsi raggiungere e trasformare dallo Spirito. Accanto alla preghiera, non è mancata la dimensione del gioco e della festa. Un grande gioco comunitario ha coinvolto i vari gruppi parrocchiali, creando movimento, collaborazione e partecipazione. Hanno condotto l'incontro con stile brillante e allegro gli scout Alice Gruppi e Raffaele Malvermi.
Il ricordo di San Francesco
Tra i tratti più significativi dell’evento, anche il ricordo di San Francesco d’Assisi, nell’ottocentesimo anniversario della sua morte. Una memoria che non è rimasta affidata solo al richiamo storico, ma ha preso forma attraverso il teatro e la testimonianza. La compagnia piacentina “La Maschera di Cristallo”, guidata dalla prof.ssa Giovanna Liotti, ha portato in scena alcuni episodi della vita del Santo, offrendo ai presenti un racconto capace di avvicinare Francesco ai ragazzi di oggi: la sua libertà, la sua radicalità evangelica, la sua gioia disarmante. Sul palco, Francesco Capozzi, nei panni del Santo di Assisi, Francesca Pia Dossena (Santa Chiara) e Matteo Milza (il lupo di Gubbio e frate Leone); narratore, il giovanisismo Francesco Falla.
A rendere ancora più coinvolgente questo passaggio è stata poi la testimonianza del friulanofra Andrea Maset, frate minore di Bologna, che ha parlato di San Francesco con passione e immediatezza. Il suo intervento ha saputo intercettare il linguaggio dei più giovani, trascinandoli dentro il racconto con cori da stadio, partecipazione corale ed energia contagiosa. Non una semplice conferenza, ma un’esperienza condivisa, capace di imprimersi nella memoria dei ragazzi come uno di quei momenti che lasciano il segno.

Il volto di una Chiesa giovane
Nel parco dell’Alberoni, tra gioco, ascolto, preghiera e spettacolo, la festa dei cresimandi ha così assunto il volto di una Chiesa che educa attraverso relazioni vere. “Relazioni al cubo” non è rimasto solo uno slogan, ma si è tradotto in una trama concreta di incontri, volti e parole, dentro cui i ragazzi hanno potuto intuire qualcosa del dono che li attende.
Riccardo Tonna
Pubblicato il 21 aprile 2026
Nelle foto, l'incontro dei cresimandi con il vescovo Cevolotto nel parco del Collegio Alberoni.
Ascolta l'audio


