Immagini spezzate, studenti protagonisti

Vignette generate dall’IA, collage di foto, decaloghi, slogan che rimandano a fiducia, responsabilità, giustizia, rispetto, odio, relazioni, consapevolezza, pericolo, emozioni, affetti. Il tutto racchiuso in otto manifesti realizzati da altrettante classi (155 gli studenti coinvolti) di quattro Istituti superiori di Piacenza (licei Colombini e San Benedetto, ISII Marconi e Raineri-Marcora) chiamati a elaborare un “Manifesto della comunicazione rispettosa online”, destinato ai loro coetanei, per declinare il lavoro compiuto nell’ambito del progetto «Percorso 3R - Rispetto, Responsabilità, Relazioni» proposto dal Servizio Tutela minori e adulti vulnerabili e dall’Ufficio per la Pastorale della scuola della diocesi di Piacenza-Bobbio, per promuovere una comunicazione digitale responsabile e rispettosa.
Il percorso ha preso spunto dalla serie tv “Nudes”, prodotta da Rai Fiction con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e trasmessa su Rai Play dal 2021.
L’evento conclusivo, dal titolo «Immagini spezzate», coordinato artisticamente da Marco Brusati, docente e formatore, si è svolto giovedì 7 maggio al Laboratorio Aperto Piacenza, nell’ex chiesa del Carmine (piazza Casali, 10).
La data scelta non è stata casuale perché a ridosso del 5 maggio, Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia.
Gli studenti erano accompagnati dagli insegnanti di religione cattolica che hanno seguito il progetto: Martina Subacchi (liceo Colombini), Giuseppe Bussandri (ISII Marconi), Giulia Lavezzi (liceo San Benedetto) e Riccardo Tonna (Istituto Raineri-Marcora); presenti anche i relativi dirigenti scolastici: Monica Ferri (liceo Colombini), Alberto Mariani (ISII Marconi e Raineri-Marcora) e Fabrizio Bertamoni (liceo San Benedetto).
Gli studenti hanno presentato i manifesti realizzati dialogando con quattro autorità cittadine: il vescovo, mons. Adriano Cevolotto, la sindaca Katia Tarasconi, il prefetto Patrizia Palmisani e il questore Gianpaolo Bonafini.
Erano presenti inoltre Chiara Griffini, presidente del Servizio nazionale tutela minori Cei e referente diocesana di Piacenza-Bobbio per lo stesso servizio, Claudio Ferrari, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della scuola, Domizia Mazzola, Commissario capo del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia postale e delle comunicazioni dell’Emilia-Romagna, Grazia Pradella, Procuratrice capo della Repubblica di Piacenza, Andrea Grossi, responsabile dell’Ufficio scolastico di Parma e Piacenza, don Giuseppe Basini, vicario generale della Diocesi di Piacenza-Bobbio e Francesco Brianzi, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Piacenza.
I manifesti realizzati dagli studenti saranno affissi, di concerto con l’assesore per le Politiche giovanili del Comune di Piacenza, negli spazi di “Too Piacenza”, nell’area di via XXIV Maggio 51.
Le dichiarazioni
Mons. Adriano Cevolotto, vescovo di Piacenza-Bobbio:
«Il Progetto 3R con l’evento odierno, Immagini spezzate, costituisce una ulteriore azione che come diocesi abbiamo messo in campo in questo anno per accompagnare le nuove generazioni nell’abitare con rispetto e responsabilità quello che è ormai a tutti gli effetti un ambiente, il digitale. È anche metterci in ascolto della loro capacità propositiva di abitare questo ambiente, perché la rete resti sempre e solo un’opportunità. È la strada per ritessere un dialogo intergenerazionale, in cui la velocità e la facilità della connessione tecnologica che appartiene alle giovani generazioni richiami il costante lavoro educativo delle generazioni adulte per accompagnarli nell’approcciare in modo critico e costruttivo quanto la rete offre loro in modo convincente e affascinante. Mi auguro che i manifesti presentati non siano solo diffusi e visti, ma diventino una grammatica etica intergenerazionale per le nostre relazioni digitali».
Chiara Griffini, presidente del Servizio nazionale tutela minori Cei e referente diocesana di Piacenza-Bobbio per lo stesso servizio:
«Il Progetto 3R è una estensione delle attività formative sviluppate dal Servizio diocesano tutela minori dagli adulti di riferimento chiamati a relazionarsi e operare con i minori, agli adolescenti stessi, che nell’ambiente digitale possono rischiare di diventare inconsapevolmente sia vittime sia autori di reati. L’evento “Immagini spezzate” ha voluto dare voce agli adolescenti con la loro capacità di muoversi nell’ambiente digitale non solo garantendo ma promuovendo il rispetto dei diritti e delle persone mediante manifesti di comunicazione generativa e responsabile. I manifesti realizzati vogliono essere la loro impronta digitale che non ferisce, ma connette, che contrasta e insieme educa a relazioni digitali sicure e sane».
«I dispositivi digitali che utilizziamo ogni giorno ci offrono opportunità straordinarie, ma richiedono anche responsabilità: crediamo sia fondamentale condividere questo messaggio con i giovani - commentano la sindaca Katia Tarasconi e l’assessore alle Politiche Giovanili Francesco Brianzi - per educare a quella consapevolezza che è un valore portante del progetto 3R promosso dal Servizio diocesano Tutela minori. Parlare di “revenge porn” è necessario proprio per inquadrarlo e comprenderlo nella sua dimensione di violenza, che richiede un impegno condiviso da parte di tutte le istituzioni, nonché in quanto reato che come tale deve sempre essere denunciato. Al di là dei percorsi specifici che vengono attivati dai Servizi sociali per supportare, in sinergia con l’Azienda Usl, i minori vittime di questo brutale fenomeno, il Centro per le Famiglie del Comune offre un servizio gratuito di consulenza educativa, psicologica e legale ai genitori per gestire l’emergenza digitale e tutelare i diritti di chi subisce questo genere di abusi. Ma essenziale è anche il coinvolgimento attivo dei giovani, ad esempio con la partecipazione della Consulta provinciale degli Studenti al Tavolo Politiche di Genere e al Tavolo Antidiscriminazione».
Pubblicato il 7 maggio 2026
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