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Caro Papa ti scrivo. E il Papa risponde


 Roberto Lovattini card. Matteo Zuppi e Carla Fedele


Una lettera con i colori dell’arcobaleno è arrivata a papa Leone XIV. “Le scriviamo avendo imparato ad apprezzare in questi mesi del suo Pontificato, la sua sensibilità ed il suo costante riferimento alla solidarietà e alla necessità di un mondo di pace che tanto spesso ha richiamato. Siamo molto felici ed onorati che tanti bambini e ragazzi abbiano indirizzato a Lei le loro lettere dimostrando di considerarla un punto di riferimento per coloro i quali operano per la Pace. Speriamo di poterla incontrare presto e di poterle presentare direttamente la nostra proposta insieme ad una delegazione di insegnanti e ragazzi che Le hanno scritto”.
Robert Prevost, tramite la Segreteria di Stato, ha risposto con un incoraggiamento e una benedizione ai destinatari, gli insegnanti del gruppo Educazione alla Pace e alla Nonviolenza del Movimento di Cooperazione Educativa. Il movimento, a carattere nazionale, che raduna insegnanti, educatori e genitori interessati è attivo anche in altri paesi, e fa parte della Federazione internazionale dei movimenti di scuola moderna (Fimem).

Il progetto educativo

Abbiamo intervistato il coordinatore del gruppo, il piacentino Roberto Lovattini, maestro in pensione che continua a proseguire il suo impegno in ambito nazionale e internazionale: “Noi lavoriamo nella scuola e nell’educazione. A settembre abbiamo varato la ‘Flotilla dei bambini e dei ragazzi del mondo: lettere ai politici per la pace’. Crediamo che i bambini debbano potersi esprimere, lasciar emergere i loro stati s’animo e sentimenti sulla pace e sulla guerra. Abbiamo proposto loro di scrivere una lettera di pace collettiva, sull’esempio della ‘Lettera a una professoressa’ di don Milani e della lettera della classe del maestro Lodi che chiedeva la fine della guerra in Vietnam. La lettera di pace dovrebbe essere il risultato del lavoro di un gruppo o di una classe di bambini e ragazze di ogni età, frutto di un dialogo e di una riflessione sul tema facilitati dagli insegnanti. Il contenuto deve essere degli alunni e non degli insegnanti. Il compito della scuola è lavorare per la pace”.
“Cari politici, io credo che la guerra non dovrebbe esistere perché si devono rispettare i diritti di tutti, soprattutto dei bambini innocenti”. “Cari adulti, ci sono talmente tante guerre che è difficile fermarle. Voi grandi siete troppo concentrati sulla guerra e poco concentrati sulla pace”. “Con quale autorevolezza dite a noi di comportarci bene se voi fate la guerra?”.
Sono alcune delle sane “provocazioni” di bambine, bambini e ragazzi e ragazze che si trovano nel migliaio di lettere inviate dall’Italia a Capi di stato, tra cui il presidente Mattarella, ad amministrazioni locali, all’Unione europea, all’Onu e al Papa. “Diversi gruppi ci hanno mandato copia delle loro lettere e anche delle risposte. A Piacenza una ventina di classi hanno aderito; alcune le ha prese in carico la presidente del Consiglio comunale Paola Gazzolo, alla quale hanno scritto direttamente. La presidente della Provincia Monica Patelli ha risposto a una classe di Fiorenzuola appoggiando l’iniziativa. Per illustrarla, il nostro movimento ha chiesto e ottenuto un colloquio con il cardinale Matteo Zuppi”.

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L’incoraggiamento del Papa

Il maestro conclude: “La risposta di papa Leone alla lettera che gli abbiamo inviato tre settimane fa è per noi una conferma del lavoro che stiamo facendo. Se vogliamo davvero che i giovani abbiano fiducia nella vita e nel futuro occorre che gli adulti si mettano a loro disposizione. Anche se la Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia garantisce all’infanzia di potersi esprimere su tutte le questioni che la riguardano, bambini e ragazzi non vengono mai chiamati ad esprimersi su pace e guerra. Con questa iniziativa possono farlo. Potrebbero scrivere lettere anche gruppi scout e gruppi di catechismo: sarebbero in linea con quanto ha sempre detto papa Francesco e sta dicendo papa Leone: è importante agire nella concretezza. Spero che sempre più insegnanti delle scuole ed educatori nelle parrocchie possano collaborare”.

Il 26 maggio a Piacenza tavola rotonda sulla pace

L’iniziativa delle “Lettere di pace” è sostenuta da Europe For Peace Piacenza, una rete di trenta associazioni, sindacati e persone che si occupa di nonviolenza attiva e partecipa alla Rete regionale Pace e Nonviolenza. Lovattini è nel gruppo di coordinamento di Efp Piacenza. “Stiamo raccogliendo firme per una proposta di legge per la difesa popolare nonviolenta. Sosteniamo l’obiezione di coscienza alla guerra in ogni parte del mondo. Siamo indignati e denunciamo la violenza che devasta la Palestina. Il recente episodio dell’arresto degli attivisti della Global Sumud Flotilla a seicento miglia dalle coste di Gaza ci ha scossi. Il governo israeliano pensa che il mondo sia di sua proprietà. Noi siamo per la libertà del popolo palestinese e di chiunque voglia vivere libero, nel rispetto degli altri”.
La rete è preoccupata anche per “la crescente cultura bellicista che si sta insinuando nelle scuole: spesso agli istituti arrivano inviti ad andare a visitare luoghi e conoscere iniziative delle forze armate. Recentemente siamo andati a manifestare alla mostra Eos (European outdoor show) che si è svolta a Parma, dove i ragazzi potevano entrare gratuitamente e provare a tirare con armi leggere”. Il 26 maggio Europe For Peace Piacenza organizza in città una tavola rotonda sul tema “È ancora possibile parlare di pace?”.

Laura Caffagnini

Pubblicato il 5 maggio 2026

Nelle foto, dall'alto, Roberto Lovattini, il card. Matteo Zuppi e Carla Fedele; le lettere di pace.

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