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Adolescenti: un viaggio attraverso le proprie strade di Emmaus

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Il cammino di Emmaus, fatto di delusioni e speranze, è stato il leitmotiv della Veglia Quaresimale degli adolescenti e loro educatori, il 3 marzo, nella Collegiata di Fiorenzuola. L’evento, presieduto dal vescovo, mons. Adriano Cevolotto, ha rappresentato non solo un'occasione di preghiera, ma anche di profondo dialogo interiore, ispirato dalla pagina evangelica.

Un rotolo di tristezze

L'incontro è iniziato con un gesto simbolico molto potente: i giovani, radunatisi all'ingresso della chiesa, hanno ascoltato la narrazione evangelica che racconta del cammino dei discepoli di Emmaus e della loro delusione dopo gli eventi di Gerusalemme. Questa storia ha offerto loro un'opportunità unica per esplorare e condividere le proprie esperienze di tristezza e delusione. Ispirati da questo momento biblico, i partecipanti hanno scritto su un lungo rotolo di carta parole e frasi che esprimevano le loro personali "strade di Emmaus", portando alla luce le loro battaglie interiori e i momenti di sconforto.

Questo rotolo, simbolo delle difficoltà e delle sfide affrontate dai giovani nella loro quotidianità, è stato successivamente portato davanti all'altare, diventando parte centrale della Veglia.

Noi speravamo...

“Questa pagina di Vangelo - sintetizziamo le parole del Vescovo - ci dà modo di partire da qualche cosa di negativo che suscita in noi tristezza. Quando siamo tristi è facile rinchiudersi, quasi rannicchiarsi dentro le proprie sofferenze interiori. Trovare qualcuno che raccoglie le nostre lacrime, rende il dolore più sopportabile, ma tante cose fanno fatica ad uscire e diventano pesanti”. Mons. Cevolotto ha poi invitato i giovani a trovare qualche persona fidata, un grande appoggio e un sostegno, che aiuta a raccogliere ciò che fa lacrimare.

“Se anche voi - ha sottolineato il Vescovo - diventate amici che ricevono le confidenze, non parlate subito, ma sappiate ascoltare”.

L’episodio di Emmaus evidenzia la frase dei discepoli: “Noi speravamo…”. È una espressione - per il Vescovo - che fa comprendere la tristezza, la delusione verso sé stessi, verso gli altri e verso il Signore. La speranza dunque è grande e debole insieme, bisogna capire che Gesù si affianca ad ognuno come ha fatto con i discepoli di Emmaus.

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Nella foto, la Veglia di Quaresima degli adolescenti in Collegiata a Fiorenzuola. (foto Pagani)

Mettere insieme il puzzle della vita

“È lui il primo - ha affermato mons. Cevolotto - che si mette in ascolto, ma a volte facciamo fatica a sentire il Signore perché non lo chiamiamo dentro la nostra vita, lo teniamo sempre fuori.

Alla sera provate a riflettere e pensare per far entrare Gesù in voi, fermatevi su una frase del Vangelo e scoprirete che il Signore aiuta pazientemente a mettere insieme le tessere del puzzle di ogni esistenza. Dobbiamo ascoltare - ha incalzato il Vescovo - anche quello che ci ha fatto arrabbiare. Infatti Gesù usa parole forti, dicendo “stolti e duri di cuore” ai discepoli di Emmaus, però sta loro vicino, li accompagna e si fa riconoscere nel gesto dello spezzare il pane”.

Invitando i giovani alla preghiera e alla risonanza interiore, il Vescovo ha detto di far memoria di quello che Gesù ha fatto per noi.

“In questa prospettiva di amore, - ha concluso mons. Cevolotto - il Signore ci accompagni in questo nostro cammino di Emmaus per rianimare il desiderio di riprendere la strada”.

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Nella foto, il Vescovo alla veglia degli adolescenti a Fiorenzuola in Collegiata. (Foto Pagani)

Ritrovare speranza

Il Vescovo, riflettendo sulla storia di Emmaus, ha collegato la vita degli adolescenti con quella dei discepoli e ha sottolineato come, nonostante le inevitabili delusioni e le tristezze che caratterizzano il cammino di ognuno, la presenza di Gesù sia una costante fonte di luce e di guida verso la comprensione profonda del proprio percorso di vita.

La Veglia è proseguita con canti e riti simbolici che hanno arricchito l'esperienza spirituale, coinvolgendo profondamente i giovani e permettendo loro di sentirsi parte di una comunità unita nella fede e nel supporto reciproco. Questi momenti hanno creato un'atmosfera di intima comunione e di condivisione, in cui i partecipanti hanno potuto riflettere sul significato del cammino quaresimale come tempo di conversione e di rinnovamento interiore.

La Veglia di Quaresima a Fiorenzuola, quindi, non è stata soltanto un evento liturgico, ma un vero e proprio viaggio attraverso le proprie "strade di Emmaus", un'occasione per i giovani e i loro educatori di confrontarsi con le proprie fragilità e di ritrovare, insieme, la direzione verso una rinnovata speranza e fiducia nel cammino di fede.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 4 marzo 2024

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