Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

San Scalabrini: i migranti sono un dono che apre al futuro

scalabrini26 IMG 20260521 183350028 BURST000 COVER

Nella Cattedrale di Piacenza, illuminata dalla luce del tardo pomeriggio e attraversata dalle voci di popoli diversi, la memoria di San Giovanni Battista Scalabrini è tornata a farsi viva come una parola rivolta al presente.
La celebrazione del 21 maggio, presieduta dal vescovo mons. Adriano Cevolotto, ha raccolto attorno all’altare la famiglia scalabriniana e numerosi fedeli, in una liturgia dal respiro universale. A sostenere la celebrazione con il canto è stato il Coro San Carlo degli Scalabriniani, che ha accompagnato i diversi momenti della Messa con intensità e partecipazione. Concelebravano i padri scalabriniani e il Capitolo della Cattedrale, mentre erano presenti anche le suore scalabriniane e le autorità cittadine, in un clima di comunione che ben rifletteva il carisma del santo vescovo piacentino.

Una liturgia multilingue

La liturgia ha assunto fin dall’inizio un carattere profondamente multilingue: letture, invocazioni e preghiere dei fedeli sono risuonate in idiomi differenti, quasi a dare voce ai popoli e alle storie che attraversano oggi le rotte della migrazione. Un mosaico di lingue che non ha disperso l’assemblea, ma l’ha resa ancora più unita attorno al Vangelo.
Nell’omelia, mons. Cevolotto ha richiamato con forza l’attualità della profezia di Scalabrini, il vescovo che già alla fine dell’Ottocento aveva intuito come il fenomeno migratorio non fosse soltanto una questione sociale, ma una provocazione spirituale per la Chiesa e per il mondo intero. Una verità che - ha sottolineato il presule - continua oggi a interrogare credenti e società.

Il credente è un pellegrino

Il vescovo Cevolotto ha intrecciato la riflessione con le Scritture, a partire dagli Atti degli Apostoli. Dopo il martirio di Stefano - ha ricordato - la prima comunità cristiana fu costretta a disperdersi: uomini e donne anonimi lasciarono Gerusalemme e portarono il Vangelo oltre i confini di Israele. “La mano del Signore era con loro”, raccontano gli Atti. Ed è proprio attraverso queste relazioni, nate nel cammino e nella precarietà, che il Vangelo si è diffuso.
Da qui l’invito rivolto sia a chi arriva sia a chi accoglie: i migranti non devono sentirsi inferiori o tollerati, ma consapevoli della propria dignità; allo stesso tempo chi accoglie è chiamato a superare ogni senso di superiorità o autosufficienza. Il Vangelo - ha lasciato intendere mons. Cevolotto - cresce solo dove si riconosce l’altro come dono.
La migrazione è stata poi letta come immagine stessa della fede. Richiamando l’Esodo e la Lettera agli Ebrei, il vescovo Cevolotto ha ricordato come il credente sia, per natura, un pellegrino: uno che parte senza sapere fino in fondo dove arriverà, affidandosi a una promessa. La fede comporta il lasciare certezze, l’abitare “sotto una tenda”, pronti a ripartire.

Maggiore apertura, dinamismo e speranza

“Stranieri e pellegrini sulla Terra”: l’espressione biblica è risuonata come una chiave per comprendere anche il nostro tempo.
Secondo mons. Cevolotto, l’arrivo dei migranti scuote quella che ha definito una “sedentarietà morbosa”, costringendo tutti a riscoprire la dimensione essenziale e nomade dell’esistenza umana. Non una minaccia, dunque, ma una chiamata alla conversione, personale e comunitaria.

Celebrando Scalabrini, ha concluso mons. Cevolotto, la Chiesa recupera il cuore della sua intuizione profetica: i migranti possono diventare “un dono che apre un futuro”, aiutando le comunità cristiane a vivere con maggiore apertura, dinamismo e speranza.

Nel volto dei migranti la Chiesa in cammino

Al termine della celebrazione, padre Gianni Borin, superiore della Casa Madre degli Scalabriniani di Piacenza, ha rivolto parole di saluto e ringraziamento ai presenti. La liturgia si è infine conclusa in preghiera davanti alla tomba del santo, nel silenzio raccolto della cattedrale, quasi a custodire ancora una volta l’eredità di un vescovo che seppe leggere nel volto dei migranti il volto stesso della Chiesa in cammino.

Riccardo Tonna

scalabrini26 IMG 20260521 201039815 HDR

scalabrini26 IMG 20260521 202253689 BURST000 COVER

scalabrini26 IMG 20260521 201140129 HDR

Pubblicato il 22 maggio 2026

Ascolta l'audio

Altri articoli...

  1. Da Piacenza ad Assisi: studenti internazionali e migranti sulle orme di San Francesco
  2. La Cattedrale di Piacenza si riempie di futuro
  3. Cohousing di Santa Maria di Campagna: un’opera-segno del Giubileo
  4. Consiglio pastorale: una Chiesa che cambia, ma non si arrende
  5. Immagini spezzate, studenti protagonisti
  6. Visita di ciechi e ipovedenti alla Cattedrale: la bellezza è inclusiva
  7. Caro Papa ti scrivo. E il Papa risponde
  8. Una Chiesa che accoglie: fede, volti e speranza nella comunità franco-africana
  9. Il vescovo Cevolotto celebra a Cascia al santuario di Santa Rita
  10. Le Figlie di Gesù Buon Pastore in festa tra memoria e futuro
  11. SAE: il dialogo tra le Chiese nel cuore di un’Europa attraversata da tensioni e speranze
  12. Auxilium a Domino: 343 pagine raccontano gli ultimi due anni del Collegio Alberoni
  13. L'eucaristia con don Pietro Dotti tra i tavoli della Mensa Caritas
  14. Kronos e cupola del Guercino: si apre con tante novità
  15. Festa dei Cresimandi: relazioni nel nome di Francesco
  16. Convegno Fisc. A Trento il racconto della crisi ambientale a dieci anni dalla Laudato si'
  17. In 250 per Sammy: una vita donata
  18. Centenario della nascita di don Vittorione: una luce si è accesa
  19. Addio a Carlo Pecorini, il diacono dal cuore sempre giovane
  20. La Madonna del Popolo: una fede che rinnova e unisce la città
  21. I genitori di Sammy Basso a Piacenza
  22. «Prossima fermata», dove i ragazzi con fragilità producono torte e focacce
  23. Pasqua in carcere: il terremoto della speranza
  24. Veglia Pasquale: il racconto vivo di una speranza
  25. Tra silenzio e preghiera, nella Via Crucis uno sguardo alla Terra Santa
  26. Cambiare è possibile. Dio ci precede sempre
  27. Messa «in Coena Domini»: il silenzio che inaugura il tempo nuovo
  28. Messa Crismale: l’ora dell’amore
  29. Addio don Formaleoni, un prete «generoso di cuore»
  30. «Solo chi si riconosce mancante può accogliere Gesù»
  31. La Domenica delle Palme con tre dettagli
  32. Festa del Sì: un grazie al Signore
  33. Veglia per i missionari martiri: Il limite attraversato dalla speranza
  34. Il Vescovo: «Fin da piccoli, i ragazzi vanno educati alla legalità»
  35. Nel buio la luce: la Statio Quaresimale di Fiorenzuola
  36. Chiara Lubich: un messaggio di fraternità universale
  37. Non solo posti letto: a Piacenza nascono «Casa Ida» e «Il Mandorlo»
  38. Festa di San Giuseppe: la fede che guarda il cuore
  39. Nella cripta della Cattedrale, silenzio e preghiera per la pace
  40. «Senza sete non c’è vita»

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente