Il Vescovo ha incontrato Yassine Baradai, presidente nazionale dell’Ucoii, e il rabbino Jeremy Milgrom
Dopo la tappa in moschea e in Comune a Piacenza, il rabbino Jeremy Milgrom, esponente del giudaismo riformato e attivista per la pace, ha incontrato in Curia nel pomeriggio di sabato 31 gennaio il vescovo mons. Adriano Cevolotto insieme a Yassine Baradai, presidente nazionale dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche italiane. Erano presenti il prof. Emanuele Vendramini, diacono e direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, il vicesindaco di Piacenza Matteo Bongiorni, Serena Baldini, in rappresentanza dell’ong “Vento di terra”, associazione umanitaria che opera nella Striscia di Gaza, e i membri del Consiglio direttivo dell’Ucoii.
Un rapporto all’insegna del rispetto reciproco
“La comunità cattolica e quella islamica - ha spiegato mons. Cevolotto - hanno costruito in questi anni a Piacenza un rapporto molto cordiale e collaborativo, all’insegna del reciproco rispetto. Nessuno nega le differenze - ha aggiunto -, ma le differenze non rappresentano un problema nella misura in cui diventano occasione di scambio e di incontro”. Il Vescovo ha poi ripreso un’affermazione di papa Francesco secondo cui nel mondo sono all’opera gli architetti della pace che lavorano alle grande intese tra gli Stati, ma ci sono anche gli artigiani della pace che costruiscono la pace attraverso le relazioni quotidiane. Se non viviamo la pace noi in prima persona, non possiamo pretenderla dagli altri.

Nuovi rapporti tra ebrei e musulmani
Il rabbino Milgrom nel suo intervento ha spiegato le ragioni del suo impegno nel costruire nuove relazioni con la comunità islamica. Nonostante la tragedia in corso - sintetizziamo le sue parole - ci sono spazi di incontro tra ebrei e palestinesi. Io stesso ho educato i miei figli e i miei nipoti a vivere rapporti di serena convivenza e rispetto con i musulmani. Milgrom ha ricordato anche alcuni suoi amici cristiani, in particolare una suora comboniana, che gli comunicano energia e speranza e lo sostengono nel suo servizio. Ha anche esortato gli ebrei in Italia a lavorare insieme ai cristiani a favore di chi si trova ai margini della società.
L’altro non è un nemico
Mons. Cevolotto ha ricordato i recenti interventi sulla stampa nazionale sulla presunta islamizzazione di Piacenza. Finché si vede l’altro come un nemico - sintetizziamo le sue parole -, non si può costruire niente insieme perché dal nemico ci si difende o lo si attacca. La sfida, invece, nei binari della legalità e della Costituzione che tutti siamo tenuti a rispettare, è costruire insieme. In quest’ottica le diversità di tradizioni, cultura e religione non sono più motivo di separazione, ma di unità. Con un lavoro sinergico possiamo cercare di offrire risposte sul piano educativo alle domande delle nuove generazioni che a volte attraversano situazioni di disagio.
La forza della misericordia e della compassione
L’impegno comune delle nostre comunità - ha detto a sua volta Yassine Baradai - ci aiuta a superare il linguaggio di odio che spesso caratterizza la comunicazione pubblica. Le ferite nei rapporti tra le persone e tra i popoli - ha aggiunto il Vescovo - non vanno in prescrizione; un po’ si rimarginano, ma di fatto rimangano incise sulla nostra pelle e nel nostro cuore. Non possiamo però permettere a queste ferite di generare nuova divisione e violenza; dobbiamo costruire, grazie all’esperienza della misericordia e della compassione, un nuovo domani.Al termine il rabbino Milgrom ha letto il testo biblico del libro dei Numeri al capitolo 6, 22 in cui Dio per mezzo di Mosè e Aronne benedice il suo popolo: “Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace”. Non a caso proprio questi versetti vengono proclamati nelle letture della liturgia cristiana il primo giorno dell’anno, che coincide con la Giornata mondiale della pace.
Nelle foto, dall'alto, il vescovo Cevolotto con Beradai e il rabbino Milgrom e i presenti all'incontro in curia.
Pubblicato il 31 gennaio 2026
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