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Fino al 26 maggio la mostra «Davide Groppi. Un’ora di luce»

PORTRAIT DAVIDEGROPPI copia


“Davide Groppi. Un’ora di luce” è la mostra antologica che racconta il percorso iniziato nel 1988 del designer e imprenditore piacentino, famoso a livello internazionale. È allestita lungo la navata principale dell’ex chiesa di Sant’Agostino in città. Si può visitare fino al 26 maggio dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. La mostra è a cura di Marco Sammicheli curatore per il settore Design, Moda e Artigianato e Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano. Nel testo curatoriale sottolinea come “a quattro decadi di distanza dall’inizio di questa avventura Groppi ha immaginato una mostra per la galleria Volumnia. Ha lastricato di pietre miliari un percorso unico nel suo genere - una storia che diventa letteratura”. E poi “il catalogo di luci esposte in mostra a Volumnia segue un dispositivo che Groppi stesso ha immaginato per donare al visitatore un tempo di stupore. La mostra è una macchina delle meraviglie in cui lampade, costruzioni luminose e intuizioni scenografiche danno profondità al buio e spessore alla luce. Tra poesia e industria, la mostra ricalca la simbiosi di linguaggio, progetto e impresa tipica di Groppi che come spesso ama dire, «Io sono le mie lampade»”.
Groppi suddivide il percorso espositivo con volumi metafisici che scandiscono lo spazio, inserendosi nell’ospitalità di Volumnia, il luogo restituito alla città dalla fondatrice Enrica De Micheli e già illuminato dal designer stesso nel 2018.

L’ingresso della mostra è una soglia dove la lampada MOON segna il confine tra interno ed esterno, è una cerniera che annuncia uno stradone di architetture bianche, geometriche. L’esposizione muove i primi passi attraverso cinque utopie di luce, pezzi unici, tra possibile e impossibile, natura e artificio. In occasione della mostra viene presentata VERA, limited edition in finitura amaranto laccato a tiratura limitata per Volumnia. VERA è un’illusione. La lampadina è un ologramma che appare all’accensione. Un gioco di prestigio per una lampada da tavolo che genera luce diretta, indiretta e diffusa. Una sintesi di geometrie: il cono è in vetro trasparente, la base è un cilindro in alluminio che abbandona le finiture naturali, per vestirsi di un rosso laccato vibrante, il riflettore garantisce una qualità della luce molto alta. All’interno del percorso è possibile scoprire anche UMASI, una nuova lampada di Davide Groppi, presentata in anteprima.
Volumnia nasce nel 2018 all’interno della chiesa di Sant’Agostino a Piacenza, riportata alla vita grazie alla visione della gallerista Enrica De Micheli. Il restauro ha restituito alla luce l’architettura rinascimentale della basilica, trasformandola in uno spazio in cui arte, design e cultura convivono in dialogo con la storia. La galleria si occupa di ricerca, selezione e valorizzazione di arredi e oggetti di design storico, con particolare attenzione ai maestri del Novecento italiano. Accanto a questo, propone una lettura contemporanea attraverso mostre e progetti espositivi, mettendo in relazione epoche, linguaggi e materiali diversi. Volumnia è oggi uno spazio in continua evoluzione, dedicato alla valorizzazione del progetto e alla riscoperta della bellezza nel tempo.

G. A.

Pubblicato l'8 maggio 2026
Nella foto, il designer Davide Groppi e un’immagine della mostra “Un’ora di luce” in corso alla Galleria Volumnia a Piacenza  (foto Fausto Mazza)

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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