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Giornata della Memoria: alla Cattolica una riflessione sugli internati militari italiani nei lager nazisti

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Torna anche quest’anno nel campus di Piacenza l’appuntamento promosso dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in occasione della Giornata della Memoria. Un momento ormai consolidato di riflessione e approfondimento storico rivolto alla comunità accademica, alla cittadinanza e, in modo particolare, alle giovani generazioni.
Martedì 27 gennaio 2026, alle ore 11.30, nell’Auditorium G. Mazzocchi si terrà l’incontro di studio dal titolo “Gli internati militari italiani nei lager nazisti. Un’altra Resistenza”, dedicato a una delle pagine più rilevanti e al tempo stesso meno conosciute della storia del nostro Paese.
Al centro dell’iniziativa la vicenda dei circa 650.000 militari del Regio Esercito che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di continuare a combattere al fianco della Germania nazista. Una scelta che costò loro una lunga e durissima deportazione nei campi di prigionia tedeschi e che rappresentò, di fatto, una forma precoce di Resistenza, maturata ben prima che questa si organizzasse entro i confini italiani.
«Intendiamo offrire una riflessione pubblica su una vicenda di grande rilievo storico ma ancora poco nota – sottolinea il professor Saverio Gentile, docente dell’Università Cattolica e curatore dell’incontro –. Furono centinaia di migliaia i soldati e gli ufficiali italiani che, scegliendo di non aderire al nazismo, pagarono con la prigionia e con sofferenze indicibili una decisione fondata su valori di libertà e dignità».
Dopo i saluti istituzionali del preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, professor Marco Allena, l’incontro sarà introdotto e coordinato dallo stesso professor Gentile. Interverrà la professoressa Valentina Giorgia Maria Villa, storica della Facoltà di Scienze politiche della sede di Milano dell’Università Cattolica, con una relazione dal titolo “Storia e memoria di un rifiuto: la vicenda degli Internati Militari Italiani”.
Anche per l’edizione 2026 l’iniziativa ha registrato una numerosa adesione da parte delle scuole superiori del territorio, a conferma del forte valore educativo dell’appuntamento e il suo ruolo nel promuovere una memoria consapevole, capace di parlare ai giovani e di offrire strumenti critici per comprendere il presente attraverso la storia.
L’incontro si inserisce nel più ampio impegno dell’Università Cattolica nel custodire e trasmettere la memoria del Novecento, nella convinzione che conoscere il passato resti una condizione indispensabile per la costruzione di una società democratica e responsabile.

Pubblicato il 26 gennaio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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