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Interno Verde, Piacenza mostra i suoi giardini il 16 e il 17 maggio

Interno Verde Pubblico 4

Raffinate corti nobiliari, piccole oasi fiorite di tranquillità e pace domestica, insospettabili orti urbani e magnifici alberi secolari, roseti e aiuole celate alla vista dei passanti dalle eleganti facciate dei palazzi: Piacenza custodisce gelosamente, all’interno del proprio centro storico, uno spettacolare patrimonio di giardini e cortili segreti. Un patrimonio che eccezionalmente, grazie alla manifestazione Interno Verde, si aprirà alla collettività. Piacentini e turisti sabato 16 e domenica 17 maggio potranno esplorare oltre 30 giardini, luoghi densi di suggestioni e ricordi, attraverso i quali è possibile leggere la storia, i cambiamenti e i vissuti della città.
Interno Verde ha raccolto la disponibilità di famiglie, istituzioni e associazioni, che per un weekend apriranno porte e portoni, permettendo a chi vorrà partecipare all’evento di esplorare la città in modo intimo e inedito. Un’occasione unica per incontrare, dietro le facciate degli antichi palazzi, un’anima verde tanto rigogliosa quanto capillarmente diffusa.
L’obiettivo degli organizzatori è sensibilizzare i visitatori al rispetto e alla cura dell’ambiente, fornire alla comunità una chiave per leggere e interpretare con maggiore profondità lo spazio urbano, sollecitare anche nei confronti degli ospiti provenienti da altre città una più completa comprensione del passato e maggiore consapevolezza della ricchezza presente, che necessita di essere tutelata e promossa.
Per questo ogni giardino sarà accompagnato da informazioni di carattere botanico, storico e architettonico. Le descrizioni si potranno leggere nella mappa navigabile pubblicata nel sito del festival, oppure ascoltare in formato audio passeggiando tra chiostri e aiuole.
Arricchirà il weekend un fitto calendario di iniziative organizzate in collaborazione con le associazioni e gli operatori culturali del territorio: visite guidate per ammirare gli erbari storici del Collegio Alberoni, approfondimenti dedicati agli alberi monumentali, passeggiate per conoscere la progettazione del parco della Galleria Ricci Oddi, mostre e installazioni artistiche ispirate alla natura. Non mancheranno giochi per bambini, brunch domenicali e aperitivi ispirati ai sapori di primavera. Per conoscere il programma completo dell’iniziativa e restare aggiornati sugli eventi collaterali si può fare riferimento al sito www.internoverde.it oppure seguire il festival su Facebook o su Instagram.

ISCRIZIONI

Le iscrizioni sono aperte online al sito www.internoverde.it. Per chi preferisce iscriversi di persona è attivo da mercoledì 13 maggio l’infopoint di Sala Cattivelli, in piazza Cavalli, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, nel weekend con orario continuato dalle 9 alle 19. Il contributo richiesto per l’iscrizione è di 15 euro, ridotto a 11 euro per chi si iscrive prima dell’evento e per i soci Aiapp, Arci, Avis e Fai, gratis per i bambini fino ai 13 anni di età. Alle persone iscritte verrà consegnato il braccialetto che funziona da pass, valido per entrambe le giornate del festival, la mappa con gli indirizzi dei giardini e il programma delle tante attività organizzate.

INTERNO VERDE MAG

All’infopoint verrà regalato ai visitatori, fino a esaurimento copie, il secondo numero cartaceo di Interno Verde Mag, la rivista online che accompagna il festival, consultabile al sito www.mag.internoverde.it. La redazione, composta da giovani scrittori, fotografi e illustratori, pubblica settimanalmente interviste e approfondimenti dedicati al verde urbano, pubblico e privato. Tra le sue pagine si potranno trovare buone pratiche di rigenerazione urbana, interessanti progetti avviati da associazioni e aziende, proposte per insolite gite fuoriporta, giochi enigmistici a tema botanico.

ESTERNO VERDE

Tra le proposte più rilevanti dell’edizione 2026 c’è sicuramente Esterno Vered, ovvero il percorso di scoperta che partirà dal centro città per esplorare il patrimonio storico, architettonico e botanico paesi e frazioni, allungandosi fino a San Giorgio Piacentino. La proposta comprenderà vasti parchi e residenze nobiliari, luoghi antichi e giardini recentissimi, dove l’arte si mescola alla natura. Tra le tappe da non perdere: la stupefacente Rocca di San Giorgio, tenuta di campagna della dinastia Scotti, che aprirà eccezionalmente ai visitatori le proprie sale, ricche di affreschi e arredi d’epoca; le Boscaglie di Caio Gracco, originale atelier insediato in un vecchio podere agricolo. Farà la gioia degli appassionati di piante e fiori la collaborazione avviata con i Frutti del Castello, la rassegna florovivaistica che si svolge a Paderna nello stesso weekend: gli iscritti a Interno Verde potranno accedere alla mostra con l’ingresso ridotto, e viceversa.

PRIMAVERA SUL BASTIONE

Interno Verde collabora con Arci Piacenza per portare la cultura del verde all’interno della festa che darà nuova vita al Bastione delle Mura Farnesiane. Nel parco sopraelevato, da cui si possono ammirare gli orti e il frutteto di Santa Maria di Campagna, il festival dei giardini segreti porterà la mostra di illustrazione “Piante Acquatiche” e due curiose attività. Con “Giardini 360” si potranno visitare i giardini più iconici della manifestazione, anche quando porte e portoni saranno già chiusi: basterà indossare gli Oculus e sperimentare la tecnologia immersiva del virtual tour. Con il laboratorio “Stampini e fiori di loro” i partecipanti potranno imparare la tecnica della stampa su tela, per personalizzare magliette e shopper. A guidare il lavoro sarà l’artista Nadia Lafrizi, che a preparato per l’occasione forme e disegni di ispirazione botanica.
L’iniziativa “Primavera sul bastione” è finalizzata alla riattivazione urbana temporanea di un luogo spesso poco conosciuto e frequentato. Si realizza in collaborazione con il Comune di Piacenza, tramite il bando Le Stagioni della Cultura.

UN FESTIVAL SOSTENIBILE

Interno Verde presta particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del festival. Le strategie adottate per ridurre l’impatto dell’evento e sensibilizzare i visitatori al rispetto e alla cura dell’ambiente sono numerose e diversificate: dalla stampa su carta certificata Fsc all’organizzazione di talk dedicati alla sensibilità degli alberi. Dal cotone biologico per le magliette dei volontari al font open source scelto per il magazine: si chiama Apfel Brukt e permette di risparmiare il 18% dell’inchiostro normalmente impiegato.

UN FESTIVAL DI RELAZIONI

Interno Verde rivela la sua vera natura: sembra un festival di giardini, in realtà è un festival di relazioni. Per questo ringrazia di cuore i proprietari dei meravigliosi spazi che con grande e mai scontata generosità hanno aderito all’iniziativa, e gli oltre 100 volontari che accoglieranno i visitatori e custodiranno questi luoghi, tanto belli quanto delicati. La manifestazione non sarebbe stata possibile senza la collaborazione del Comune di Piacenza e il prezioso supporto degli sponsor: Fondazione Piacenza e Vigevano, Gruppo Zatti. Tra gli sponsor tecnici: Antica Cioccolateria Bardini, Arata Garden, Bardini, Il Poggiarello, La Pireina, Lo Fai, Osteria della Balera. Media partner: Il Resto del Carlino.

Fondamentale nella definizione del programma la positiva collaborazione di tante realtà del territorio: Asilo Mirra, ASP Piacenza, Consorzio di Bonifica di Piacenza, Diocesi di Piacenza, Galleria Ricci Oddi, l’Istituto Romagnosi, Istituto Volta, Liceo Colombini, Liceo Gioia, Ordine degli Architetti di Piacenza, Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, AbeeC, A/Mano Market, Ambiente e Lavoro, Arci Piacenza, Avis, Barone Rampante, Bearesi Giardini, Fai Piacenza, Fiab Piacenza, Flora, Giustè, Gruppo Astrofili Piacenza, I frutti del Castello, Il Pollice Verde, Kids&Us, Kult, La Ricerca, Legambiente Piacenza, Libreria Fahrenheti 451, Rami, Risalita dei Pesci, Ristorante Sant’Agostino, Opera Pia Alberoni, Volumnia.

Interno Verde è patrocinato dal Parlamento Europeo, Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Piacenza, dall’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, dall’Associazione Nazionale Pubblici Giardini, da Visit Emilia.

Pubblicato il 13 maggio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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