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Dante, Leonardo, Manzoni, Calvino, San Francesco: gli italiani di Finazzer Flory

I protagonisti del recital rispondono agli applausi del pubblico

Una scenografia semplice ma ricca di significati per il recital letterario in omaggio alla nostra lingua di Massimiliano Finazzer Flory andato in scena al PalabancaEventi (Sala Corrado Sforza Fogliani) per iniziativa della Banca di Piacenza: la bandiera italiana (proiettata sullo schermo), a ricordare l’Italofilia (l’ammirazione e l’amore verso l’Italia per la sua storia e la sua cultura); un poliedro in legno, in omaggio a Leonardo (che vedeva in questa figura geometrica la connessione con la struttura della natura), tra i protagonisti dello spettacolo; un libro (e che libro, la prima edizione dei Promessi Sposi che porta la data del 1840), che in generale «è lo strumento – ha spiegato l’attore e regista – che ci permette di estendere la nostra memoria e la nostra immaginazione».

Finazzer Flory è quindi “partito” per un viaggio tra i padri della lingua italiana. Prima tappa, Dante e la Divina Commedia, con la lettura di un passo del Canto XXVI, ottava bolgia dellottavo cerchio dellInferno, il luogo in cui il sommo poeta colloca i consiglieri fraudolenti: una testimonianza del folle volo di Dante nello stile, con la guida di Ulisse.

Dopo le note al pianoforte de “La leggenda del pianista sull’Oceano” di Morricone eseguite da Asako Watanabe, l’attore (che vive a lavora tra Milano e New York) ha pescato nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, in particolare nello scritto dove descrive l’incontro nel 1483 con Ludovico Sforza detto il Moro, che diventerà il suo mecenate. Leonardo si presenta in un primo tempo come uomo di spettacolo e musico, che considerava “la musica sorella della pittura”.

Dopo un brano cantato dalla soprano Elisa Maffi (il recital è stato accompagnato dalle musiche di Bellini, Mascagni, Corelli, Verdi, Casella, Morricone e Ortolani), Finazzer Flory ha recitato il famoso brano dei Promessi Sposi nel quale il Manzoni racconta dell’incontro tra don Abbondio e i Bravi. La carrellata dei “grandi italiani” è proseguita con Filippo Tommaso Marinetti e i suoi Manifesti Futuristi, con la lettura di un brano nel quale un incidente stradale subito dall’autore viene descritto poeticamente.

Penultima tappa del viaggio, le Città invisibili di Italo Calvino, con focus sulla feroce allegoria della società dei consumi rappresentata nel racconto di come si vive a Leonia, dove tutto si trasforma in spazzatura e, l’amara conclusione, “forse tutto il mondo è spazzatura”. L’attore, regista e drammaturgo ha concluso il tour nella lingua italiana declamando quella che ha definito «un’opera attualissima», il Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, la prima poesia scritta in italiano. Applausi convinti del pubblico presente e saluto finale di Massimiliano Finazzer Flory, che alzando lo sguardo con un «ciao Corrado» ha voluto rendere omaggio al presidente Sforza Fogliani.

Nella foto, i protagonisti della serata.

Pubblicato il 30 aprile 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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