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Ex Libris: quando l’arte plasma la parola

 locandina mostra di branca

Lunedì 20 aprile nel campus Piacentino dell’Università Cattolica del Sacro Cuore apre al pubblico la mostra “Ex Libris”. Protagoniste, nell’atrio d’onore dell’ateneo di via Emilia Parmense 84, saranno le opere dello scultore Mario Branca. L’esposizione sarà inaugurata alle 11,30 e sarà visitabile fino a venerdì 22 maggio, come ulteriore riconferma dello scambio sempre più vivace tra Università e mondo dell’arte.
Le opere in rame con anche elementi naturali, cemento e bronzo che saranno esposte nell’ateneo Piacentino dell’Università Cattolica rappresentano il legame tra l’artista, milanese di nascita piacentino d’adozione, e i suoi libri, in modo particolare quelli che compongono la sua “biblioteca interiore”. Di qui si comprende il titolo della mostra, Ex Libris, come riferimento a un cartiglio o a un timbro che indica il proprietario di un determinato volume. «È come se Branca – si legge nel catalogo della mostra - partisse dall’idea chiusa tra le righe di un libro a lui caro e cercasse di portarla nel mondo tridimensionale attraverso un processo di estrazione». «Se il punto di partenza è la parola scritta – si legge sempre nel catalogo della mostra -, il punto di arrivo è la materia fisica: la pietra, il bronzo, il legno».
Lunedì 20 aprile al momento inaugurale interverranno il direttore della sede di Piacenza - Cremona dell’Università Cattolica, Angelo Manfredini, insieme all’artista e al curatore Carlo Francou.
«Siamo felici di ospitare questa raccolta di Mario Branca – dice Manfredini -, un artista di spicco profondamente legato alla nostra città». «Un’altra mostra – aggiunge il direttore - di grande valore e un’ulteriore proposta culturale per il territorio».
Tra le opere che saranno esposte nell’ateneo Piacentino di Università Cattolica del Sacro Cuore alcune sono chiari rimandi al Cappellaio Matto e ad Alice, tratti dalle famose opere nate dalla fantasia di Lewis Carrol. Altre opere rappresentano richiami autobiografici. Una, il “Tavolo creativo”, raffigura «una piccola scrivania d’altri tempi che ci ricorda che la nostra mente è fatta per viaggiare» si apprende dal catalogo della mostra. Il viaggio a cui le opere di Mario Branca rimandano è un viaggio alla scoperta di sé.

Pubblicato il 18 aqprile 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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