Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

La Filodrammatica «GARI» al President con «Un de’ in Sant’Agnesa»

Gari

Sabato 7 marzo alle ore 21 al Tetaro President per la Rassegna dialettale Corrado Sforza Fogliani la Compagnia Filodrammatica “GARI” – Battini che presenta “Un de’ in Sant’ Agnesa”, atto unico brillante della compagnia Gari e “L’impurtant l’e’ capiss”, due atti brillanti di Adriano Vignola. La regia è di Anna Maria Figliossi. Rassegna dialettale Corrado Sforza Fogliani organizzata dalla Famiglia Piasinteina in collaborazione con la Banca di Piacenza e la Fondazione di Piacenza e Vigevano.

La Filodrammatica “Gari” storica compagnia dialettale di Piacenza con sede nel quartiere di Sant’Agnese vuole festeggiare il ventennale dalla sua ripresa, dopo un breve periodo di sosta, portando in scena le prime due commedia rappresentate e riadattate per l’occasione: “Un dè in Sant’ Agnesa” della Filodrammatica Gari e “L’impurtant l’è capiss” di Adriano Vignola. La prima, “Un dè in Sant’Agnesa”, si svolge in una casa modesta dove Tognu e Cisa si accingono a conoscere il fidanzato della figlia, invitato a cena, “presunto “ figlio di un ingegnere e quindi di famiglia benestante…La serata però non andrà come si sperava a causa dell’arrivo del pensionante, e non solo, che la famiglia ospita creando un susseguirsi di situazioni a dir poco esilaranti.
Nella seconda, “L’impurtant l’è capiss”, una giovane è nei guai ma il figlio che aspetta di chi è? Dirce, la madre, vuole giustizia a tutti i costi! nozze riparatrici! Una serie di eventi ed equivoci, personaggi divertenti e stravaganti che si avvicendano sulla scena porteranno ad un finale inaspettato con buona pace di tutti. Divertimento assicurato!

Interpreti: Giusy Baroni, Anna Maria Figliossi, Elena Polli, Franca Sartori, Elisa Rebecchi, Maria Angela Zilocchi, Giuseppe Barbattini, Roberto Cristalli, Lertua Graziano, Lertua Maurizio, Enrico Periti, Angelo Rebecchi. Rammentatore Luigi Boselli, tecnici audio Vittore Demalde e Giorgio Campilongo, costumi Enrica Cavatorta, trucco Alessandra Norlasso.

Informazioni

Posto unico non numerato € 12 - Soci Famiglia Piasinteina € 5 - Under 18 Gratuito

Prevendita: CITY BAR, Via Manfredi 33 da lunedì a sabato dalle ore 7 alle 19

Info e prenotazioni: tel. 351 8728156 da lunedì a sabato dalle 15 alle 19

Nella foto, la Filodrammatica Gari.

Pubblicato il 2 marzo 2026

Ascolta l'audio

Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    5

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente