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«Prendere il volo»: a XNL il teatro racconta il valore del vicinato solidale

Volantini prendere il volo

Sabato 28 febbraio, alle ore 16, XNL Piacenza ospiterà, al civico 36 di via Santa Franca, "Prendere il volo", uno spettacolo teatrale gratuito per famiglie che trasforma la poesia della scena in un invito concreto alla solidarietà. L’evento è promosso dal Centro per le Famiglie del Comune di Piacenza nell’ambito della coprogettazione legata al Programma P.I.P.P.I., che vede come partner Kairos Servizi Educativi, con il coinvolgimento dell’associazione "Dalla parte dei Bambini".
Al centro della storia c'è Zazì, una giovane artista interpretata da Miriam Costamagna, che attraverso giochi di ombre e animazioni pop-up si prende cura degli uccellini caduti dal nido finché non sono pronti a volare via. La regia di Enrica Carini, le sagome di Gabriele Genova e la musiche di Paolo Codognola traducono così in immagini e suoni il messaggio profondo del libro di Marina Marinelli: "Crescere significa proteggere, accompagnare e poi trovare il coraggio di lasciare andare".

Lo spettacolo non è solo un momento artistico, ma uno strumento per promuovere il valore del vicinato solidale. Attraverso la metafora della cura del nido, il Centro per le Famiglie e Kairos intendono sensibilizzare le famiglie del territorio a porsi come riferimento e sostegno fattivo per altri nuclei in situazione di vulnerabilità, rafforzando l’idea di una comunità a cui tutti apparteniamo e in cui ognuno, in certi momenti della vita, può aver bisogno di una mano tesa.
A testimonianza della grande sensibilità del territorio verso questi temi, l’evento è andato sold out a pochi giorni dall’apertura delle prenotazioni.
Per far fronte alle numerose richieste, è stata comunque aperta una lista d’attesa: per iscriversi o ricevere informazioni è possibile scrivere all'indirizzo .

Pubblicato il 24 febbraio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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