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Il 21 al President la compagnia dialettale “La curt di sigullon”

Sigulon

Sabato 21 marzo alle ore 21 al Teatro President per la Rassegna dialettale Corrado Sforza Fogliani sarà in scena la Compagnia dialettale “La curt di sigullon” con “Occio Ada!.. Eda Ida!”, commedia in tre atti in dialetto piacentino di Giorgio Tosi, per la regìa di Andrea Bersani.

Si tratta di una commedia che si differenzia dal filone classico del dialettale, per le scene veloci, le situazioni insolite e le battute efficaci. Protagoniste assolute Ada e Ida, due sorelle malefiche (ma divertentissime), molto invadenti nei confronti della sorella minore, rimasta di recente vedova: pettegolezzi, critiche, intromissioni continue nella sua post-vedovanza per tentare di impedire che si rifaccia una vita. Dopo numerosi avvenimenti, le sorelle bigotte verranno sbugiardate e ridicolizzate. Fanno da comprimari, esilaranti figure come un fiorista innamorato, un prete con il vizietto del bere, la vecchia madre delle tre sorelle, il nuovo spasimante della vedova , il fratello delle tre sorelle succube della folcloristica moglie oltre al figlio della vedovella.

Personaggi e interpreti

Ada, Betty Cignatta; Ida, Michela Scotti ; Ines, Sara Bollati; Primina, Antonella Opizzi ; Mario, Andrea Bersani; Oreste, Davide Merli; Enrico, Davide Rizzi; Rina, Anna Valerio; Carlo, Michele Albertini; don Giovanni, Maurizio Manfredi. Scene e costumi Angela Bersani, rammentatrice Silvia Bongiorni.

Per informazioni

Posto unico non numerato € 12 - Soci Famiglia Piasinteina € 5 - Under 18 Gratuito

Prevendita: CITY BAR, Via Manfredi 33 da lunedì a sabato dalle ore 7 alle 19

Info e prenotazioni: tel. 351 8728156 da lunedì a sabato dalle 15 alle 19

Nella foto, la compagnia dialettale “La curt di sigullon”.

Pubblicato il 17 marzo 2026

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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