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Galleria in Musica: alla Ricci Oddi l’arte incontra le note del Conservatorio

incontro ricci oddi e conservatorio

Nasce dalla collaborazione della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi e il Conservatorio Giuseppe Nicolini l’iniziativa Galleria in Musica: tre appuntamenti venerdì 10, 17 e 24 aprile a partire dalle ore 20.30, dove arte e musica saranno fianco a fianco. Nelle tre serate in calendario, infatti, le bellissime sale della Ricci Oddi risuoneranno delle musiche interpretate dai Maestri del vicino Conservatorio; un’ottima occasione per godere in orario straordinario serale della Galleria e per lasciarsi coinvolgere in un’esperienza che fa dell’intreccio di linguaggi artistici diversi il proprio punto di forza.

“L’iniziativa – così ha commentato il presidente della Ricci Oddi Massimo Toscani durante la conferenza stampa di mercoledì pomeriggio - nasce dal desiderio di aprire sempre più la Galleria alla città e di dare vita, nel segno della cultura, a collaborazioni con importanti realtà piacentine. Il Conservatorio Nicolini, che della Ricci Oddi è vicino di casa, è in questo senso un interlocutore naturale”. A questo ha fatto eco il presidente del Conservatorio Nicolini, Massimo Trespidi che sottolinea il valore del progetto: “Questa collaborazione rappresenta per il Conservatorio un’importante occasione di dialogo con la città e con le sue istituzioni culturali. Portare la musica dei nostri docenti e interpreti all’interno di uno spazio museale così significativo significa valorizzare la formazione artistica come esperienza viva, capace di incontrare nuovi pubblici e di creare connessioni profonde tra le arti”.

Si sono inserite in questo dialogo anche le parole del direttore del Conservatorio, Roberto Solci: “Galleria in Musica testimonia concretamente come la collaborazione tra istituzioni possa generare progetti di alto valore culturale. Per i nostri docenti e studenti è un’opportunità preziosa per esibirsi in un contesto suggestivo, capace di amplificare il significato della performance musicale attraverso il confronto diretto con le arti visive”. Sulla stessa linea la direttrice della Ricci Oddi, Lucia Pini, che ha evidenziato: “Accogliere la musica nelle sale della Galleria significa offrire al pubblico un’esperienza ancora più immersiva e coinvolgente. Questo progetto rafforza la vocazione della Ricci Oddi come luogo vivo, aperto alla contaminazione tra linguaggi artistici e sempre più vicino alla sensibilità contemporanea”.

Le serate prendono avvio alle ore 20.30 con la possibilità, per chi lo desidera, di partecipare a un percorso guidato tra le opere della Ricci Oddi: un itinerario di visita pensato come introduzione ai temi e alle suggestioni del concerto in programma. Le esecuzioni musicali avranno inizio alle ore 21.15. Ad aprire la rassegna, venerdì 10 aprile, sarà Il respiro che racconta, con la flautista Elena Cecconi, protagonista in una doppia veste di musicista e poetessa.
Venerdì 17 aprile sarà la volta dell’Antonino Votto Brass Ensemble, con le trombe di Roberto Rigo e Valentino Caico, il corno di Alfredo Pedretti, il trombone di Giuseppe Zizzi e la tuba di Giovanni Cicchelli.
La rassegna si concluderà il 24 aprile con Last Words, affidato al duo composto da Iakov Zats (viola) e Antonio Tarallo (pianoforte). Il costo del biglietto di ingresso è di 9 €, comprensivo di visita guidata e concerto.

Pubblicato il 7 aprile 2026

Nella foto, la presentazione dell'iniziativa Musica in Galleria.

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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