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Musica e immagini in dialogo: al Conservatorio due eventi tra libri e cinema muto

il film Tosca del 1918 con lattrice Francesca Bertini

Un pomeriggio che intreccia parole, immagini e suoni, mettendo al centro il dialogo tra musica e cinema: è questo lo spirito dell’appuntamento in programma giovedì 23 aprile al Conservatorio Nicolini. Alle ore 16.30, nella biblioteca del Conservatorio, Caterina Calderoni presenterà il volume “Screen Music – La musica applicata alle immagini”, pubblicato da Ricordi all’interno della rassegna “Incontri in Biblioteca – Novità editoriali e discografiche e musiche dell’era digitale”, curata da Patrizia Florio. In dialogo con l’autrice interverranno la stessa Florio e Barbara Rettagliati, dando vita a un confronto che promette di approfondire uno dei linguaggi più affascinanti e trasversali della contemporaneità.

Il libro di Calderoni esplora infatti il ruolo fondamentale della musica nel linguaggio audiovisivo. Più che un genere, la “screen music” si configura come una pratica capace di accompagnare e trasformare le immagini, conferendo loro ritmo, emozione e significato. Dal cinema ai documentari, dalla pubblicità ai videogiochi, il volume analizza le molteplici funzioni del suono, offrendo al lettore strumenti critici per comprendere come la musica diventi parte integrante della narrazione visiva e contribuisca a creare esperienze memorabili.

A seguire, alle ore 18.30, il pomeriggio proseguirà nel Salone dei Concerti con “Donne e opera agli albori del cinema”, evento inserito nella rassegna Casta Diva. Protagonista sarà la pianista e compositrice Rossella Spinosa, che accompagnerà dal vivo una selezione di film muti, restituendo al pubblico il fascino originario del cinema delle origini.

In programma, quattro titoli che mettono al centro figure femminili iconiche: La Tosca (1908), diretto da André Calmettes e Victorien Sardou, con Sarah Bernhardt; Tosca (1918) di Alfredo De Antoni, interpretato da Francesca Bertini; Madama Butterfly (1915) di Sidney Olcott; e La signora delle camelie (1921) di Ray C. Smallwood.

 Un doppio appuntamento pensato per appassionati, studenti e curiosi, che invita a riscoprire il cinema attraverso l’ascolto e la visione condivisa.

Nella foto, un'immagine tratta dal film Tosca con l'attrice Francesca Bertini nel 1918.

Pubblicato il 21 aprile 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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