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Rassegna dialettale al President. Doppio appuntamento per la commedia «Malëtt i sood!»

Compagnia FPC

Come da tradizione doppio appuntamento per la rassegna dialettale Corrado Sforza Fogliani con la Compagnia teatrale della Famiglia Piasinteina che va in scena al Teatro President venerdì 30 gennaio e sabato 31 gennaio alle ore 21 con "Malëtt i sood!", commedia dialettale in tre atti di Egidio Carella, per la regia di Cesare Ometti. Per Ometti, attore e docente della Scuola di dialetto - è il regista anche del saggio di fine anno - costituisce l’esordio come regista in una commedia dialettale, avendo sostituito il bravissimo Pino Spiaggi, regista per lunghi anni della compagnia, che peraltro rimane come attore in questa commedia nel ruolo importante come quello di Ceccö. La Rassegna dialettale Corrado Sforza Fogliani  è organizzata dalla Famiglia Piasinteina in collaborazione con la Banca di Piacenza e la Fondazione di Piacenza e Vigevano.

"Malëtt i sood!..." (1946), un classico della commedia dialettale piacentina nata da una collaborazione tra Egidio Carella, primo razdur della Famiglia Piasinteina, commediografo e poeta, e Aldo Ambrogio, socio fondatore e autore del logo della Famiglia Piasinteina (il gonfalone della città che sventola sui merli di Palazzo Gotico), autore di testi teatrali, commedie dialettali, romanzi e direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo, a cui si dedicò con particolare impegno nella valorizzazione del nostro territorio. Una fortunata commedia interpretata più volte da quasi tutte le compagnie dialettali della nostra provincia.
In scena la famiglia di un sarto, Pavlein, assillata dal problema economico, problema che spunta fìn dalle prime battute. La moglie Luisa è vanitosetta, molto donna, assai preoccupata dei figli, uno dei quali, Sergio, è birichino e scavezzacollo. Nella commedia è ben svolto anche il tema dell'amicizia, impersonata da Ceccö che vive tutto per Pavlein, riscuote per lui, lo induce alla pulizia e alla proprietà, lo moralizza sul mondo, lo aiuta in tutti i modi, gli insegna a «tener su le carte». C'è anche un conte vecchio stampo, litigioso, geloso, aristocratico e classista. Egli protesta perché il figlio del sarto, Ferruccio, gli disturba la figlia, ed è proprio durante una scena col conte che Pavlein, vedendo come la sua povertà lo costringe a subire certe umiliazioni, esce nell'esclamazione che dà il titolo alla commedia: "Malëtt i sood!...". La morale potrebbe essere quel verso: "Ai voli troppo alti e repentini...” con quel che ne consegue.

La commedia è stata arricchita da altri personaggi nell’intento del regista di coinvolgere tutti i bravi attori della compagnia, tra cui il debutto della giovane Emma Agosti nel ruolo di Chicca, “allieva” della Scuola di dialetto.
Personaggi ed interpreti: Pavlein Maretti (sarto), Fabio Agosti; Tersilla (sorella di Pavlein), Daniela Balordi; Luisa (moglie di Pavlein), Mirella Girometti; Ôreste (venditore di stoffe), Paolo Tramelli; Chicca (terza figlia), Emma Agosti; Ceccö (amico di Pavlein), Pino Spiaggi; Conte Pantaleone di Roccia Scabra, Carlo Pinotti; rag. Contini (amministratore), Bruno Tramelli; Ferruccio (primogenito), Pietro Agosti; Usciere (messo comunale), Luigi Vaghini; notaio, Gian Paolo Foanna; Carlein (maggiordomo), Ivan Chiesa; Loretta (modella), Manuela Costa; Cocca (seconda figlia); Giulia Tebaldi; Lucietta (figlia del Conte), Alessandra Faleggi; Gianna (amica Cocca), Annalisa Missieri; Nanni (amica Cocca), Dèsirèe Bongiorni.

Rammentatrice, Monica Dallacasagrande; Assistenti di scena Mirella Girometti e Daniela Balordi; Registrazione video Cravedi Produzione Immagini, acconciature e trucchi Idea Uno S.n.c. di Bisagni Debora &Nicelli Emilia.
Posto unico non numerato € 12 - Soci Famiglia Piasinteina € 5 - Under 18 Gratuito
Prevendita: CITY BAR, Via Manfredi 33 da lunedì a sabato dalle ore 7 alle 19

Info e prenotazioni: tel. 351 8728156 da lunedì a sabato dalle 15 alle 19

Pubblicato il 26 gennaio 2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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