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Rotary Fiorenzuola, innovazione e sanità: le nuove frontiere dell’ematologia

il dott. Daniele Vallisa con il Presidente Onesti

Serata, il 23 aprile,  di grande partecipazione e contenuti al Rotary Club Fiorenzuola d’Arda, presieduto da Rinaldo Onesti, che ha accolto oltre 40 ospiti presso la Tavola Rotonda di Chiavenna Landi. Tra i presenti Marco Bricconi Assessore del Comune di Cadeo in rappresentanza della Sindaca Marica Toma, la Vicesindaca di Fiorenzuola Paola Pizzelli (anche socia del club), Giorgia Pera e Thelma Tansini del Sentiero di Whoo Pet Therapy, Roberta Zanetti della scuola primaria Don Bosco e il prefetto del Distretto Rotary 2050 Stefano Pavesi, anch’egli socio. Presenti inoltre diversi giovani, tra cui Alexander Rispo (presidente Rotaract Fiorenzuola), la presidente incoming Clara Alfano e Mirko Ticchi, reduce dall’esperienza rotariana di promozione della leadership (RYLA).
La serata è stata aperta dalla dottoressa Evelina Cattadori, direttrice del Distretto sociosanitario di Levante, che ha illustrato brevemente le novità dei servizi sanitari di tutto il territorio della val d’Arda. Protagonista della serata il dottor Daniele Vallisa, direttore dell’Unità operativa di Ematologia e del Centro trapianti di midollo osseo dell’ospedale di Piacenza, affiancato dalla dottoressa Evelina Cattadori. Un intervento ricco di spunti, che ha evidenziato come la sanità moderna sia sempre più un lavoro di squadra multidisciplinare, dove medici, infermieri, biologi e tecnici operano in sinergia.
Vallisa ha illustrato l’evoluzione dell’ematologia, distinguendo tra patologie oncologiche e non oncologiche, con un accenno alle sfide emergenti legate a fenomeni come l’aumento di malattie genetiche quali talassemia e drepanocitosi, anche in relazione ai flussi migratori. Centrale il tema delle nuove terapie geniche, potenzialmente risolutive ma ancora caratterizzate da costi molto elevati.

Ampio spazio è stato dedicato alle neoplasie ematologiche – leucemie, linfomi e mielomi – sottolineando come i progressi della ricerca abbiano cambiato radicalmente le prospettive: oggi l’analisi genetica consente di stratificare il rischio e personalizzare le cure, scegliendo tra chemioterapia, farmaci “target” o percorsi trapiantologici. Tra le innovazioni più rilevanti, Vallisa ha evidenziato l’immunoterapia, capace di “riattivare” il sistema immunitario del paziente contro le cellule tumorali, e le terapie con anticorpi bispecifici, in grado di mettere in contatto diretto linfociti e cellule malate per distruggerle. Particolarmente significativo il capitolo delle CAR-T, cellule immunitarie ingegnerizzate geneticamente per riconoscere e colpire il tumore: una rivoluzione che ha portato, in alcuni casi, a percentuali di guarigione impensabili fino a pochi anni fa. Non sono mancati spunti di riflessione sul sistema sanitario, tra innovazione, sostenibilità economica e necessità di scelte politiche adeguate, con un forte richiamo alla centralità del paziente e all’etica medica, ribadendo come non si debba mai togliere la speranza.

In chiusura, il presidente Onesti ha ricordato anche la recente vittoria della Coppa CEV della Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza, sottolineando come una nutrita rappresentanza del club fosse presente alla finale di mercoledì sera e come il Rotary abbia voluto felicitarsi con la socia Susanna Curti per il prestigioso successo sportivo condiviso con tutta la città.

“In questo periodo siamo impegnati su diversi fronti – ha concluso Onesti – tra conviviali di altissimo livello come quella di oggi con il dott. Vallisa, eventi come la meravigliosa finale di mercoledì sera che ha dato gioia a tutta Piacenza, diversi service che sono in fase di avanzata realizzazione, la visita dei nostri partners francesi di metà maggio, e la conviviale di assegnazione del Premio dedicato al nostro socio Giovanni Zangrandi, prematuramente scomparso un anno fa e che abbiamo ricordato stasera per la presenza della consorte. Il Premio, giunto alla seconda edizione, è dedicato alla ricerca in campo agricolo ed è realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e lo assegneremo nella prossima conviviale del 28 maggio”.

Nella foto, il dottor Daniele Vallisa con il presidente Rinaldo Onesti.

Pubblicato il 27 aprile  2026

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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