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I Salmi: un'esperienza autentica di preghiera

busani

“Nei salmi è portato davanti a Dio, anche ciò che ci imbarazza o ci spaventa”: sono le parole di mons. Giuseppe Busani che è intervenuto nel primo incontro del percorso: “I Salmi, preghiere per ogni tempo”, tre serate promosse dal Servizio Apostolato Biblico della diocesi di Piacenza-Bobbio insieme a Parole di Vita, una iniziativa per ritrovare nei Salmi, una voce capace di parlare all’uomo di oggi, in vista della 7ª Domenica della Parola di Dio, che la Chiesa celebrerà il 25 gennaio 2026. La prima serata, venerdì 9 gennaio, ha avuto il tono di un’introduzione che era già immersione. Raffaella Arzani, musicista e insegnante di religione, ha aperto l’incontro intrecciando canto e preghiera, mostrando come i Salmi siamo parole, oltre che da leggere, da abitare con il corpo e con la voce. Un invito a lasciarsi attraversare dalla musica che emerge dalla composizione letteraria dei Salmi.

Nei salmi: gioia, paura, rabbia, fiducia, smarrimento…

Il cuore della serata è stato però l’intervento di mons. Giuseppe Busani, liturgista, che ha guidato i presenti in un vero e proprio viaggio dentro la preghiera salmica. Il punto di partenza è stato netto: i Salmi non sono una possibilità tra le tante, ma una via necessaria. San Romualdo parlava di una “via in salmis”, l’unica strada per fare esperienza autentica di preghiera. Una convinzione condivisa anche da figure più vicine a noi, come il cardinale Carlo Maria Martini, che consigliava ai giovani di iniziare proprio dai Salmi, perché lì l’uomo trova parole quando le sue mancano. Pregare con i Salmi, ha ricordato Busani, significa pregare con la Parola di Dio. È un paradosso fecondo: l’uomo si rivolge a Dio usando le parole che Dio stesso ha consegnato all’uomo. Romano Guardini definiva i Salmi una “preghiera ricevuta”, un dono che viene incontro alla nostra radicale incapacità di pregare. Dentro di essi c’è tutta la verità dell’essere umano: gioia, paura, rabbia, fiducia, smarrimento. Nulla viene censurato. Tutto può essere portato davanti a Dio, anche ciò che ci imbarazza o ci spaventa.

Essere veri

È qui che la preghiera dei Salmi - secondo il liturgista - mostra la sua forza disarmante. Non chiede di essere migliori di ciò che siamo, ma veri. Sant’Ambrogio li descriveva come “ricreazione della mente, gioia del cuore, nutrimento dello spirito”: una preghiera che coinvolge l’uomo intero e lo accompagna nella sua storia concreta. Nella liturgia, - ha evidenziato Busani - questa ricchezza trova un’ulteriore profondità. Il Salmo responsoriale, restituito alla sua centralità dal Concilio Vaticano II, crea un dialogo vivo tra la Parola proclamata e la risposta dell’assemblea. È un movimento quasi “sponsale”, in cui Dio parla e l’uomo risponde, anche prima di capire pienamente, con un’acclamazione che è fiducia. Così la Scrittura diventa esperienza condivisa, voce corale.

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I salmi nella Liturgia delle Ore

Ancora più evidente - per il relatore - è il ruolo dei Salmi nella Liturgia delle Ore, la preghiera che santifica il tempo. Al mattino, con le Lodi, il risveglio si carica di speranza e richiama la luce della risurrezione. Alla sera, con i Vespri, il tramonto e le ombre non fanno più paura: il tempo che finisce diventa spazio abitato dalla luce di Cristo. Gesti, silenzi, posture del corpo non sono cornice, ma parte integrante di una preghiera che prende carne. Non sono mancati, nel percorso tracciato da Busani, accenni alle questioni più delicate, come i Salmi imprecatori, omessi dalla Liturgia delle Ore. Una scelta comprensibile, ma non priva di interrogativi. Da qui la proposta, ricordata dal liturgista, del biblista don Matteo Crimella: restituire alla preghiera della Chiesa tutti i Salmi, senza tagli, per consegnare a Dio anche la violenza e la sete di giustizia dell’uomo, lasciando a Lui il giudizio e la salvezza.

Un cammino che prosegue

Il cammino non si ferma qui. Venerdì 16 gennaio don Giuseppe Porcari guiderà i partecipanti alla scoperta del Salmo 1 come “portale” di lettura di tutto il Salterio, mentre venerdì 23 gennaio il Salmo 22 sarà riletto tra Antico e Nuovo Testamento con Laura Bernardi e don Paolo Mascilongo.

Riccardo Tonna

Nelle foto,  dall'alto, Raffaella Arzani e mons. Giuseppe Busani e il pubblico presente.

Pubblicato il 10 gennaio 2026

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  • In Cattedrale è stato ricordato il beato Secondo Pollo

    pollo

    Lunedì 26 dicembre il vescovo mons. Adriano Cevolotto ha presieduto la messa in Cattedrale a Piacenza nella memoria del beato Secondo Pollo, cappellano militare degli alpini. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle sezioni degli Alpini di Piacenza e provincia e i sacerdoti mons. Pierluigi Dallavalle, mons. Pietro Campominosi, cappellano militare del II Reggimento Genio Pontieri, don Stefano Garilli, cappellano dell'Associazione Nazionale degli Alpini di Piacenza, don Federico Tagliaferri ex alpino e il diacono Emidio Boledi, alpino dell'anno nel 2019.
    Durante la Seconda guerra mondale, il sacerdote parte per la zona di guerra del Montenegro (Albania), dove trova la morte il 26 dicembre dello stesso anno, colpito da fuoco nemico mentre soccorreva un soldato ferito. 
    Originaio di Vercelli, fu beatificato il 24 maggio 1998 da papa Giovanni Paolo II. 

    Nella foto, il gruppo degli Alpini presenti in Cattedrale con il vescovo mons. Adriano Cevolotto.

    Pubblicato il 27 dicembre 2022

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