«Giovani troppo sazi. Servono spazi in cui ascoltarsi»

Don Giuseppe Porcari, 36 anni, è viceparroco a Fiorenzuola d’Arda e impegnato nella pastorale giovanile:
“Il nostro vero ministero è lasciare agire il Signore”
“Sono state tre le occasioni attraverso le quali cui il Signore mi ha parlato e mi ha messo su questa strada, a partire da un’intuizione che, attraverso il discernimento, si è poi tramutata in una chiamata vera e propria. All’inizio un cammino di fede nelle Comunità neocatecumenali, in particolare gli incontri vocazionali con Kiko Argüello, poi l’esperienza dei gruppi giovanili alla SS. Trinità, infine quella nella Casa della Carità in Vescovado che mi ha aiutato a capire cosa sia il servizio”.
A parlare è don Giuseppe Porcari, 36 anni, viceparroco a Fiorenzuola d’Arda e impegnato nella pastorale giovanile.
Tra lettere e musica
“Ho studiato lettere antiche e musica al Conservatorio - racconta -. La letteratura mi ha spinto ad approfondire l’espressione umana degli autori che studiavo, come fosse un incontro con una persona vera anche se a distanza nel tempo. Così come la musica, è stato un modo per sperimentare la bellezza e trasmettere qualcosa di importante. Mi faceva anche pensare a Qualcuno che ha creato tutto questo”.
L’ordinazione nel 2020
Dopo la laurea decide di non entrare subito in seminario.
“Per un anno ho fatto il manovale e il magazziniere. Il lavoro mi ha insegnato l’obbedienza e il rispetto delle persone. Ho stretto legami molto concreti e sono stato confermato nella mia scelta. Nel 2015 sono entrato in seminario, nel settembre 2020 il vescovo mons. Gianni Ambrosio mi ha ordinato presbitero. Importante in quegli anni, segnati anche dal Covid, è stata l’esperienza parrocchiale a Borgonovo Val Tidone, la mia prima parrocchia da prete”.
Un’altra parentesi, prima dell’arrivo a Fiorenzuola: tre anni di Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico a Roma.
Per il 33enne “tornare agli studi è stato un percorso affascinante e impegnativo. Ho vissuto tre anni al Collegio Lombardo e ho lavorato in una parrocchia a Centocelle, un quartiere popolare della capitale; è stato molto bello fare esperienza pastorale in un’altra città”.
Domande soffocate
Tornato in diocesi, nella nuova parrocchia di Fiorenzuola don Giuseppe ha ripreso la pastorale di base e l’impegno nel settore giovanile: il catechismo, i gruppi adolescenti e giovani, gli educatori, l’oratorio.
Nel mondo di oggi, in cui tanti giovani si allontanano dalla Chiesa ma restano in ricerca, come rispondere loro?
“La comunità cristiana si è sempre chiesta come intercettare le esigenze dell’umanità. Oggi le grandi domande sembrano soffocate, i giovani sono sottoposti a un senso di sazietà, a ritmi convulsi che consumano la richiesta di senso, le emozioni, le relazioni. Forse la domanda di spiritualità che si esprime in forme diverse da quella cristiana va intercettata e proposta come una sosta, dove un giovane può vivere i suoi desideri, esprimere le sue paure e imparare ad ascoltarsi”.
“Il Signore sorprende sempre”
Dei suoi primi cinque anni da presbitero, don Giuseppe è contento: “Il Signore sorprende sempre: vedo cose che mi aspettavo e altre che mi hanno sorpreso. Avevo chiesto di avere una vita avventurosa ed è così. A volte ti chiede passi che non pensi di riuscire a fare, poi ti fidi e scopri doni intorno a te, anche tra le persone con cui cammini. Come in tutte le strade della vita, si tratta di entrare in una forma che non ti appartiene, e un po’ per volta permea la tua esistenza. Vedo le mie fragilità, ma anche la misericordia di Dio. Il nostro vero ministero è lasciare agire il Signore senza appropriarci di quello che stiamo diventando. Sono curioso di vedere cosa mi riserverà”.
Laura Caffagnini
Una via per rispondere alle domande dei giovani
Riscoprire la preghiera
(l. c.) Don Porcari riflette su come rispondere al bisogno dei giovani attraverso la riscoperta della preghiera.
Una preghiera che attinga al tesoro della Sacra Scrittura, l’Antico e il Nuovo Testamento, “uno slancio verso un’esperienza diversa, verso qualcosa di trascendente che può fare irruzione nella vita. Un incontro, un dialogo con una persona viva, Gesù Cristo, che ci sta cercando. Ci sono tante forme: la preghiera dell’adorazione eucaristica ritmata da canti e da alcune riflessioni che hanno radici nella Parola di Dio. La recita dei Salmi, con la condivisione di una parola o una frase che risuona più forte dentro di sé. Quelle forme di preghiera che si avvicinano alla lectio di tradizione monastica: mettersi in preghiera, proclamare un brano della Scrittura e poi pregare con quelle parole, cercare altri versetti esplicativi. Per me la preghiera, in certi snodi della vita, ha i segni dell’incontro di Giacobbe con l’angelo al fiume Yabboq: è un corpo a corpo che ti cambia”.
Offerte ai sacerdoti: perché e come donare
Promuovere e raccogliere le offerte dei donatori a sostegno di tutti i sacerdoti delle diocesi italiane, inclusi gli anziani e malati e quelli in missione all’estero, è molto importante. Perché, dal 1990 il loro sostentamento non è più a carico dello Stato, ma è affidato alle persone, come te.
Sostenere i sacerdoti, inoltre, significa anche supportare tutte le nostre comunità che, grazie a loro, esistono.
Le donazioni sono raccolte a livello centrale dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero (www.icsc.it) per poi essere redistribuite equamente tra tutti i sacerdoti. Ogni persona che fa un’offerta, contribuisce alle necessità quotidiane del proprio parroco, ma anche di altri, meno fortunati e con comunità più piccole.
I dati delle offerte e dei donatori vengono costantemente aggiornati in modo trasparente e accessibile a tutti.
Le offerte dovrebbero essere la fonte principale di reddito per i sacerdoti. Purtroppo però esse coprono solo l’1,7% del necessario; la parte restante viene recuperata con parte del gettito derivante dall’8xmille, che però è stato concepito per servire altri scopi di carità.
Il contributo versato a favore dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero è deducibile dal reddito complessivo delle persone fisiche fino ad un tetto massimo di 1.032,91 euro annui. Se inserita nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi), l’offerta concorrerà a diminuire l’Irpef e le relative addizionali.
Come donare
Sono disponibili varie modalità per effettuare la propria donazione a sostegno dei sacerdoti:
- on line dal sito www.unitineldono.it con carta di credito o PayPal
- numero verde: 800.825000 per effettuare una donazione tramite telefono
- bollettino di c/c postale N° 57803009 intestato a: Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero - Erogazioni liberali, via Aurelia 796, Roma 00165
- bonifico bancario a Intesa San Paolo, IBAN: IT 33 A 03069 03206 10000 0011384 da effettuare a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero, con causale “Erogazioni liberali art. 46 L.222/85”
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Pubblicato il 16 gennaio 2026
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