Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

La Liturgia delle Ore, una consacrazione del tempo stesso

sae

L'incontro del SAE di sabato 10 nella cornice della Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni ha subito dei cambiamenti. Ad intervenire doveva essere il teologo Gabriel Codrea, che avrebbe dovuto mettere l’accento sulla preghiera nel cristianesimo ortodosso, ma a causa di un suo imprevisto gli è subentrato monsignor Giuseppe Busani che ha proposto al pubblico l'argomento alla Liturgia delle Ore nella Chiesa cattolica.

La struttura benedettina

“La liturgia delle Ore – ha introdotto don Busani – è la presenza assidua della preghiera nelle ore del giorno: è una consacrazione del tempo stesso”. Precise forme di preghiera in determinati momenti della giornata sono state codificate già dai primi cristiani e se ne trovano tracce in Tertulliano. Questa preghiera nasce come lode, quasi sempre vespertina, attraverso i salmi e nasce come preghiera popolare: spesso il vescovo e il clero partecipavano solo alla parte finale della liturgia. Una prima evoluzione si compie già nell’età costantiniana, quando questa preghiera rituale diventa anche mattutina e la cattedrale diviene il luogo preposto alla recita di questi culti; con la nascita del monachesimo le forme di preghiera diventano sempre più lunghe e complesse: lo scopo dei monaci era quello di eseguire una “laus perennis”, che accompagnasse tutte le ore. Queste forme con ritmi sempre più difficili da mantenere sono riformate da San Benedetto, che riduce il corpus delle preghiere e le gestualità compiute durante la recita, ma introduce gli inni, che introducono il monaco nella ricorrenza, nel periodo liturgico che si ritrova a vivere”.
“La struttura benedettina perdura fino al tredicesimo/quattordicesimo secolo quando questa liturgia poco si addice alla vita di predicazione dei nuovi ordini che si stavano diffondendo, e così avviene, per mano della Curia papale, un’imponente riduzione dell’ufficio ideato da Benedetto: la recita diventa individuale, esclusiva del clero e racchiusa in piccoli libri, che prendono il nome di breviario, adatto per i predicatori e i lavoratori. Il breviario, però, a causa della sua flessibile struttura inizia a perdere la ritualità e l’orarietà originaria della preghiera quotidiana e per questo prima il Concilio di Trento e poi numerosi pontefici tentano di compiere riforme per stabilire un nuovo modello che rispettasse la coincidenza tra la preghiera e determinate ore della giornata. Sarà poi con il Concilio vaticano II che il breviario subirà un profondo cambiamento, divenendo Liturgia delle Ore, con una struttura precisa incentrata sul criterio della «ritualità» e dell’«orarietà», producendo quel corpus di preghiere che è oggi disponibile a tutti i fedeli e che è in grado di inserire la meditazione e il culto all’interno della vita ordinaria del cristiano”.

Francesco Archilli

Nella foto, mons. Giuseppe Busani e Lucia Rocchi.

Pubblicato il 14 gennaio 2026

Ascolta l'audio

Altri articoli...

  1. Il 18 nella chiesa di San Carlo si ricorda padre Fongaro
  2. Il 16 si presenta l'Annuario diocesano 2026
  3. Corso sul Credo a 1700 anni da Nicea
  4. Il 12 gennaio messa di guarigione spirituale in Santa Maria di Campagna
  5. I Salmi: un'esperienza autentica di preghiera
  6. «Islamizzazione di Piacenza», l'intervento della diocesi
  7. I Salmi, primo incontro stasera al Samaritano
  8. La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Si inizia il 19
  9. Incontriamoci in discoteca a cellulare spento
  10. Santissima Trinità, don Vincent Feriè vicario parrocchiale
  11. Messa delle Genti il 6 gennaio in Cattedrale con il Vescovo
  12. E' morto don Marco Guarnieri, dom Colombano
  13. Accanto agli anziani, con i piccoli gesti si vince la solitudine
  14. Il 31 in Santa Brigida si prega per la pace
  15. «Presepi dal mondo» nella chiesa di San Carlo
  16. Un modello di laico cristiano: addio ad Aldo Sckokai
  17. Le celebrazioni con il Vescovo nel tempo di Natale
  18. L’esempio di San Savino ci aiuti a vivere con gioia l’attesa di Gesù
  19. «Ci vuole carisma»: la profezia dell'insieme tra vita e Parola
  20. Nuovi incarichi per don Frazzani, don Busi e don Kitenge
  21. Accogliere la misericordia di un Dio che si fa Bambino
  22. A «Lo Specchio di Piacenza» il vescovo Cevolotto
  23. Addio a Roberto Porcari, una vita tra le famiglie e la missione
  24. Madre Emmanuel: «Erode e i Magi, la scelta che salva»
  25. Mons. Dosi: «Chi crede non può tacere la gioia dell’incontro con Cristo»
  26. Preti tra i giovani che guardano al loro futuro
  27. C’è bisogno di famiglie vere: l'incontro con fra Marco Vianelli
  28. Giubileo: a Piacenza il giornalista Andrea Tornielli
  29. A.C. mons. Busani: «La pace passa per la via della giustizia»
  30. 8 dicembre: messa con il Vescovo e ordinazione di tre diaconi
  31. I settant’anni del Collegio Sant’Isidoro
  32. Don Galeazzi amministratore parrocchiale di Altoè, Maiano e Verano
  33. Il 1° dicembre messa di guarigione spirituale in Santa Maria di Campagna
  34. Don Zazzali amministratore parrocchiale di Albareto (PR)
  35. Tre parrocchie dalla diocesi di Massa Carrara-Pontremoli passano alla diocesi di Piacenza-Bobbio
  36. Percorso vocazionale: prima tappa al Carmelo
  37. Madre Emmanuel: Il perdono che salva
  38. Don Claudio Carbeni parroco della Concattedrale di Bobbio
  39. Tutela minori, il 20 veglia di preghiera a Castel San Giovanni
  40. L'iniziazione cristiana attraverso i film: un ciclo on line verso il Natale

Sottocategorie

  • In Cattedrale è stato ricordato il beato Secondo Pollo

    pollo

    Lunedì 26 dicembre il vescovo mons. Adriano Cevolotto ha presieduto la messa in Cattedrale a Piacenza nella memoria del beato Secondo Pollo, cappellano militare degli alpini. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle sezioni degli Alpini di Piacenza e provincia e i sacerdoti mons. Pierluigi Dallavalle, mons. Pietro Campominosi, cappellano militare del II Reggimento Genio Pontieri, don Stefano Garilli, cappellano dell'Associazione Nazionale degli Alpini di Piacenza, don Federico Tagliaferri ex alpino e il diacono Emidio Boledi, alpino dell'anno nel 2019.
    Durante la Seconda guerra mondale, il sacerdote parte per la zona di guerra del Montenegro (Albania), dove trova la morte il 26 dicembre dello stesso anno, colpito da fuoco nemico mentre soccorreva un soldato ferito. 
    Originaio di Vercelli, fu beatificato il 24 maggio 1998 da papa Giovanni Paolo II. 

    Nella foto, il gruppo degli Alpini presenti in Cattedrale con il vescovo mons. Adriano Cevolotto.

    Pubblicato il 27 dicembre 2022

    Ascolta l'audio

    Conteggio articoli:
    16

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente

Il nostro Sito utilizza esclusivamente cookies tecnici e non di tracciamento dell'IP di chi accede. Per saperne di più, clicca qui: Utilizzo Cookies