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Notizie Varie

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Educazione finanziaria e giovani: cresce l’impegno grazie alla collaborazione tra Banca di Piacenza e FEduF

Foto di repertorio di una manifestazione di educazione finanziaria al PalabancaEventi

Promuovere una cultura economica consapevole tra i giovani del territorio e accompagnarli nelle prime scelte critiche legate al denaro, alla gestione responsabile delle risorse e alla costruzione del proprio futuro. È con questo obiettivo che prende nuovo impulso la collaborazione tra la Banca di Piacenza e la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEduF), realtà promossa da ABI e attiva su tutto il territorio nazionale. La partnership, avviata per sostenere le scuole e la cittadinanza piacentina, si è già dimostrata particolarmente efficace: nel 2025 oltre 320 studenti piacentini hanno partecipato ai percorsi educativi promossi congiuntamente, confermando un forte interesse da parte dei giovani e delle loro scuole verso iniziative che coniugano competenze economiche, orientamento e cittadinanza attiva.
La Banca di Piacenza, istituto profondamente legato al tessuto sociale ed economico del territorio, conferma il proprio ruolo di promotore di iniziative ad alto valore educativo. La collaborazione con FEduF permette di unire la conoscenza diretta del territorio con le competenze pedagogiche ed economiche della Fondazione, realizzando attività efficaci e vicine ai bisogni concreti delle scuole e delle famiglie.
«Investire sull’educazione finanziaria - evidenzia Giuseppe Nenna, Presidente della Banca di Piacenza - significa investire sulle persone e sul futuro di questa comunità: sostenere studenti e insegnanti in questo percorso è per noi un atto di responsabilità verso il territorio che rappresentiamo e con cui cresciamo ogni giorno».
Attraverso laboratori, lezioni interattive e format pensati per coinvolgere in modo attivo, gli incontri hanno dato agli studenti alcuni strumenti per comprendere temi quali la gestione del denaro e la pianificazione delle spese, il risparmio consapevole e la prevenzione del sovraindebitamento, l’uso informato dei mezzi di pagamento, la previdenza e gli scenari di lungo periodo, la sostenibilità economica e la responsabilità individuale.
Un linguaggio diretto, esempi vicini alla vita dei ragazzi e attività partecipative hanno permesso loro di acquisire maggiore autonomia nelle decisioni economiche e un rapporto più sereno e informato con il futuro.
“L’educazione finanziaria è un tassello fondamentale della cittadinanza consapevole - sottolinea Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale della FEduF - grazie alla collaborazione con la Banca di Piacenza possiamo offrire strumenti concreti alle ragazze e ai ragazzi, valorizzando un modello in cui scuole, istituzioni e imprese del territorio lavorano insieme per far crescere competenze essenziali. I risultati del 2025 dimostrano quanto questo impegno sia già radicato e riconosciuto. È un investimento che produce valore sociale, culturale e umano.”
La crescente complessità economica, unita all’evoluzione digitale dei pagamenti e alla necessità di compiere scelte previdenziali sempre più anticipate, rende indispensabile una formazione che aiuti le nuove generazioni a orientarsi con lucidità e la collaborazione tra Banca di Piacenza e FEduF si inserisce in questa prospettiva: contribuire a creare cittadini più consapevoli, informati e capaci di affrontare il futuro con responsabilità.

La Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEduF) è nata su iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana per diffondere l’educazione finanziaria in un’ottica di cittadinanza consapevole e di legalità economica. Obiettivo della Fondazione è il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati a promuovere una nuova cultura di cittadinanza economica, valorizzando le diverse iniziative, superando gli individualismi e mettendo a fattor comune le esperienze maturate in nome dell’interesse della comunità. Opera in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e gli Uffici Scolastici sul territorio e diffonde, nelle scuole di ogni ordine e grado, programmi didattici innovativi nella forma e nei contenuti, anche attraverso l’organizzazione di eventi per gli studenti, gli insegnanti e i genitori. La Fondazione lavora sulla mediazione culturale tra contenuti complessi e strumenti divulgativi semplici ed efficaci. Le sue iniziative si rivolgono anche agli adulti, in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori.

Nella foto, una passata manifestazione di educazione finanziaria al PalabancaEventi.

Pubblicato il 21 gennaio 2026

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Tutela delle fasce deboli, welfare di comunità, dialogo costante. I cardini del Protocollo tra Comune e Sindacati

protocollo gruppo

E' stato sottoscritto nella mattinata di martedì 20 gennaio in Municipio il Protocollo d'intesa tra il Comune di Piacenza e le rappresentanze Confederali e dei Pensionati di Cgil, Cisl e Uil, per la contrattazione sociale riferita al bilancio preventivo 2026-2028 dell'ente. "Un documento condiviso che valorizza il metodo, consolidato e costruttivo, del costante confronto tra le parti - sottolinea la sindaca Katia Tarasconi - con particolare attenzione alla tutela delle fragilità e ai servizi alla persona. Voci di importanza strategica per l'Amministrazione, sulle quali ci troviamo però a fare i conti con la minore disponibilità di risorse conseguente alle manovre governative che determinano, tra fondi di solidarietà e spending review, tagli per circa un milione di euro: a maggior ragione è fondamentale, in questo contesto, il dialogo con i Sindacati, come garanzia di trasparenza, qualità e continuità di questi servizi essenziali".

Tra i punti cardine del Protocollo, firmato dalla sindaca Tarasconi, dall'assessore al Bilancio Gianluca Ceccarelli e dal direttore generale Luca Canessa, la conferma dell'esenzione dall'addizionale comunale Irpef per la fascia sino a 15 mila euro - considerando lo stesso valore Isee anche per i nuclei familiari - e l'impegno a proseguire il percorso virtuoso intrapreso nel contrasto all'evasione fiscale, anche grazie alla collaborazione tra uffici comunali e Agenzia delle Entrate, con la previsione, per il 2026, di un recupero di mancati introiti Tari stimato in 850 mila euro e l'incremento di oltre 300 mila euro per l'attività di controllo sull'Imu. "Dati valutati positivamente dalle organizzazioni sindacali - rimarca Ceccarelli - così come la scelta di mantenere invariate - dal 2022 in avanti - le tariffe relative ai nidi d'infanzia, alle mense e al trasporto scolastico, su cui non abbiamo applicato neppure l'adeguamento Istat".

Il documento ratificato oggi, commenta la sindaca, "mette nero su bianco anche l'impegno dell'ente legato alla realizzazione di 19 progetti Pnrr afferenti alla Missione 5 di ambito sociale, per circa 43 milioni di euro, nonché l'impronta di un Bilancio fortemente orientato alla promozione della collettività e al sostegno delle fasce più vulnerabili, con la destinazione di oltre il 43% delle spese correnti al welfare, alle politiche scolastiche e giovanili".

Presenti in aula consiliare il segretario generale Cgil Ivo Bussacchini nonché, per Spi Cgil, il segretario generale Claudio Malacalza e il segretario di lega Piacenza Giuseppe Zeni; per Cisl il segretario generale Michele Vaghini e il segretario aggiunto Fnp Cisl Aldo Baldini; per Uilp Uil, Pasquale Negro e Claudio Trivini. 

Tra gli obiettivi condivisi dalle parti per il 2026, il potenziamento dell'offerta residenziale pubblica delle CRA, nell'alveo della programmazione regionale per la non autosufficienza, con un incremento di 20 posti: dagli attuali 383 a quota 403. Si delinea inoltre l'esigenza di una mappatura della popolazione anziana priva di rete familiare, anche implementando progetti come il "servizio di quartiere" attivato dal Comune. Nel riaffermare congiuntamente l'impegno per l'aumento delle risorse destinate agli assegni di cura (compatibilmente con i fondi disponibili), si ricorda inoltre nel Protocollo l'approvazione del nuovo Regolamento per l'erogazione dei contributi a sostegno del pagamento delle rette, ora incentrato sul parametro dell'Isee: un risultato frutto di un proficuo percorso condiviso le rappresentanze sindacali dei Pensionati.

Anche sul fronte delle politiche giovanili, Comune e Sindacati concordano sulla necessità di monitorare i bisogni emergenti delle nuove generazioni, anche in relazione alla salute mentale, al disagio psicologico e all'uso consapevole delle tecnologie. Tra i progetti strategici in quest'ambito - dall'educativa di strada al potenziamento dei centri di aggregazione - particolare soddisfazione è stata espressa da Cgil, Cisl e Uil per il sostegno strutturale del Comune agli spazi di ascolto negli istituti secondari di 2° grado, sulla base del Patto di corresponsabilità siglato con scuole ed enti di formazione. 

In primo piano l'emergenza abitativa: dall'housing sociale all'implementazione di alloggi di emergenza, dall'adozione del nuovo Regolamento Erp al programma regionale per incentivare l'edilizia residenziale sociale, sino all'avvio del percorso per la sottoscrizione e realizzazione del Patto per la Casa. In corso di realizzazione due alloggi destinati alle vittime di violenza, tema su cui le parti hanno concordato sull'opportunità di sottoscrivere un Protocollo interistituzionale e di avviare, sul territorio, sportelli di quartiere a cura dei Sindacati, in collaborazione con Consultori familiari e Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, in attuazione dell'intesa sottoscritta dalle sigle confederali con la Regione Emilia Romagna nel 2025.

Positivo il riscontro sulla costituzione, ad opera dell'Amministrazione, di una comunità energetica rinnovabile e sostenibile aperta alla partecipazione dei cittadini, nonché sui servizi di trasporto sociale (tra cui la gratuità per gli over 70 e le persone con disabilità e il mantenimento delle tariffe agevolate per studenti, lavoratori a basso reddito e categorie fragili), nel quadro di un impegno - ritenuto prioritario dalle organizzazioni sindacali - sul rafforzamento del trasporto pubblico locale.

Centrale, nel documento, "la gestione pubblica del welfare come garanzia di equità, universalità e qualità dei servizi", valorizzando nel contempo il ruolo del Terzo Settore non solo nell'erogazione, ma nella coprogettazione dei servizi.

Nella foto, la sottoscrizione del Protocollo d'intesa tra Comune e Sindacati.

Pubblicato il 21 gennaio 2026

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La Croce Rossa piacentina ha soccorso 32mila persone in un anno

Bilancio 2025 Croce Rossa a Pc

Il 2025 si chiude come un anno di impegno diffuso e presenza capillare per la Croce Rossa Italiana di Piacenza, attiva quotidianamente sull’intero territorio provinciale grazie alla rete delle sue Unità Territoriali di Piacenza, Agazzano, Bobbio, Borgonovo, Cadeo, Farini, Ottone, Pianello, Podenzano, Piozzano e San Nicolò–Rottofreno, oltre al distaccamento di Marsaglia. Una presenza strutturata che consente alla Croce Rossa di essere operativa tanto nel capoluogo quanto nelle aree collinari e montane della provincia, garantendo prossimità, continuità di servizio e capacità di risposta ai bisogni delle comunità locali. Attraverso servizi sanitari, attività sociali, progetti educativi, iniziative di protezione civile e percorsi formativi, il Comitato ha accompagnato migliaia di persone nel corso dell’anno, lavorando in stretta collaborazione con istituzioni, amministrazioni comunali, scuole, associazioni e cittadini. Un impegno quotidiano reso possibile dall’azione coordinata dei Volontari, cuore pulsante della Croce Rossa sul territorio. Nel corso del 2025, il Comitato ha rafforzato il proprio intervento dell’ambito di inclusione sociale, sostenendo persone e famiglie in situazione di fragilità. Attraverso lo Sportello Sociale, sono state supportate 60 famiglie, mentre l’azione sul territorio ha portato alla distribuzione di oltre 1.850 pacchi alimentari e buoni spesa, alla consegna di 130 beni di prima necessità non alimentari e alla distribuzione gratuita di farmaci e presidi sanitari. A questi si aggiungono 700 farmaci consegnati direttamente a domicilio in convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale di Piacenza, a supporto delle persone più vulnerabili. Costante anche l’impegno dell’Unità di Strada, che nel corso dell’anno ha assistito 35 persone senza dimora, offrendo ascolto, orientamento e beni di prima necessità, in sinergia con i servizi territoriali e le realtà del welfare locale. Sul fronte dell’emergenza e del trasporto sanitario, la Croce Rossa di Piacenza ha soccorso 32mila persone, tra servizi di emergenza/urgenza e trasporti sanitari, percorrendo complessivamente oltre 1,2 milioni di chilometri. Numeri che raccontano una presenza capillare e continua, resa possibile grazie all’impegno dei Volontari e alla collaborazione con il sistema sanitario. Nel corso dell’anno ha preso avvio il progetto “generAzione in gioco”, realizzato all’interno delle Rsa del territorio: un percorso di incontro e scambio tra giovani Volontari e anziani, pensato per valorizzare le tradizioni, custodire la memoria e costruire un dialogo tra generazioni, in cui il passato diventa patrimonio condiviso e il presente occasione di relazione. Sono stati realizzati anche quattro percorsi dedicati esclusivamente ai giovanissimi, attraverso il progetto 8/13, pensato per promuovere cittadinanza attiva, partecipazione e cultura della solidarietà tra i giovani.

Nel 2025 il Comitato ha inoltre garantito una presenza attiva nell’ambito delle Operazioni, Emergenze e Soccorsi di Protezione Civile, con quattro attivazioni in emergenza, un’esercitazione provinciale e la partecipazione a due esercitazioni regionali, rafforzando la preparazione e il coordinamento con il sistema di risposta alle emergenze. Accanto a queste attività, nel 2025 si è sviluppato anche il lavoro in ambito relazionale e di supporto emotivo: l’Unità Cinofila della Croce Rossa di Piacenza hanno realizzato 40 attività presso strutture sanitarie e case di riposo, contribuendo al benessere psicologico di pazienti e ospiti. La formazione ha rappresentato un pilastro fondamentale dell’attività annuale: sono state realizzate 800 ore di formazione interna e 4 corsi per nuovi Volontari, investendo sulla crescita delle competenze e sul futuro dell’Associazione. Tra i momenti più significativi del 2025, la simulazione di Diritto Internazionale Umanitario realizzata il 28 maggio con il Liceo Gioia, in collaborazione con il Genio Pontieri, ha rappresentato un’importante occasione educativa e di sensibilizzazione. L’iniziativa, inserita al termine di un percorso formativo dedicato, ha permesso agli studenti di confrontarsi in modo diretto con i principi umanitari, il rispetto della persona e le conseguenze dei conflitti armati, attraverso un’esperienza immersiva basata sulla simulazione e sul dialogo. Accanto a questa esperienza, il mass training di Blsd in piazza Cavalli, realizzato insieme ad Anpas e Misericordia, ha portato la cultura del primo soccorso nel cuore della città, coinvolgendo numerosi cittadini in una grande esercitazione pubblica di rianimazione cardiopolmonare e dimostrando il valore della collaborazione tra le varie associazioni. A completare i momenti più rappresentativi dell’anno, il campo estivo di Protezione Civile, tenutosi a Pianello Val Tidone, ha offerto un’importante occasione di formazione e crescita, in particolare per i più giovani. L’iniziativa ha visto la partecipazione di diversi enti, tra cui Vigili del Fuoco e il servizio territoriale di emergenza-urgenza 118, e si è configurata come un’esperienza educativa sul campo, pensata per diffondere la cultura della prevenzione, rafforzare la consapevolezza sui comportamenti corretti in emergenza e promuovere il senso di responsabilità e partecipazione attiva alla vita della comunità.

Pubblicato il 19 gennaio 2026

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Mercosur, Coldiretti protesta: «Più controlli e stop alle importazioni sleali»

 La protesta a Strasburgo

“Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere”. Questa la posizione di Coldiretti, presente a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea.
Presente a Strasburgo anche una rappresentanza dei soci di Coldiretti Emilia-Romagna guidata dal presidente regionale, Luca Cotti. “La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula von der Leyen – commenta l’associazione - sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica. La Commissione Von der Leyen ha trasformato l’agricoltura in un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese europee e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale”.

Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione. La Commissione predica ideologia e impone burocrazia: 100 giorni di lavoro sottratti ogni anno alle aziende agricole per obblighi inutili, mentre senza reciprocità il commercio diventa un’arma contro l’Europa.
“Il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo”. “Come Coldiretti Piacenza – commenta il direttore Roberto Gallizioli - ribadiamo con forza una richiesta semplice ma fondamentale: le stesse regole che valgono per i nostri agricoltori devono valere per tutti i prodotti che entrano in Europa, da qualunque Paese provengano”. Per queste ragioni la mobilitazione di Coldiretti proseguirà senza sosta. “Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza - sottolinea ancora Prandini - nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese.

Nella foto, la protesta a Strasburgo.

Pubblicato il 20 gennaio 2026

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Calano i contratti nel Piacentino a gennaio: -0,1%

 personale

Ammontano a 2.880, i nuovi contratti che le imprese piacentine prevedono attivare nel primo mese del 2026. Rispetto ad un anno, fa il calo complessivo è di 30 unità, corrispondenti al -1%. E’ inoltre previsto un peggioramento del dato generale, alla fine del trimestre gennaio-marzo 2026, quando le 7.570 attivazioni previste, saranno nella misura di 350 inferiori allo stesso periodo del 2025, con una perdita del 4,4%. Tra i comparti in maggiore sofferenza, troviamo l’industria con 820 nuove attivazioni, delle quali 20 in meno rispetto al periodo di confronto (-2,4%). Seguono da vicino, in termini di cali percentuali, i servizi che si attestano a 1.890 contratti, in diminuzione di 40 (-2,1%) e con un’incidenza sul totale delle attivazioni del 65,6%. Buono, invece, il dato del comparto primario, con 180 attivazioni e 30 in più dell’anno scorso, equivalenti ad un +20%. Dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, emerge che le aziende della provincia di Piacenza che prevedono di attivare nuovi contratti nel mese di gennaio sono pari al 18% e che l’esperienza è fondamentale nel 64% delle posizioni ricercate. Di queste, il 28% riguarderà forme contrattuali a carattere stabile (tempo indeterminato e apprendistato), il 63% i contratti a durata predefinita (tempo determinato, somministrazione e altri rapporti di lavoro dipendente) e il 9% i contratti diversi dalle modalità dipendenti. Un dato interessante, per capire l’andamento del mercato del lavoro nella nostra provincia, viene fornito dalle posizioni riservate ai giovani, che questo mese scendono al 27,8% del totale, contro il 35,2% di un anno fa.
Tra i giovani che hanno maggiori chances occupazionali, spiccano i dirigenti e tecnici con elevata specializzazione, che sono particolarmente richiesti nei ruoli dei tecnici informatici telematici e delle telecomunicazioni (il 59,3% dei contratti è riservato agli under 30), dei tecnici della salute (48,1%) e degli ingegneri (41,4%). Nelle professioni impiegatizie, invece, le maggiori preferenze vengono accordate agli addetti all’accoglienza e informazione della clientela (55,6%), agli addetti vendite (44,2%) e ai professionisti qualificati in campo sanitario e sociale (31%). Anche tra gli operai specializzati, vi è una consistente richiesta di giovani lavoratori e in questo caso si parla di operai di macchine automatiche/semiautomatiche per lavorazioni di metalli e minerali (55,6%), operai addetti all’assemblaggio di prodotti industriali (53,7%) e operai specializzati delle produzioni alimentari (50,6%). Il mese di gennaio ripropone il tema dei cosiddetti candidati introvabili, ovvero figure professionali per la cui reperibilità le imprese piacentine dichiarano di trovarsi in difficoltà; a questo proposito, si parla del 56,4% dei casi, i quali per il 37% dipendono dalla mancanza di candidati e per il 15,4% dall’inadeguatezza e/o impreparazione degli stessi.
Fanno riflettere le percentuali di scopertura attese dalle aziende, nelle posizioni offerte negli ambiti dirigenziali e con elevata specializzazione: si prevede infatti la mancanza dell’89,7% degli ingegneri richiesti, dell’88,9% dei tecnici informatici telematici e delle telecomunicazioni e dell’81,7% dei tecnici delle salute. Tra gli impiegati, potrebbe non essere attivato il 79,3% dei contratti riservati ai professionisti qualificati del settore salute, il 69,7% degli esercenti/addetti ai servizi di ristorazione e il 66,7% degli operatori della cura estetica. Quanto agli operai specializzati, le imprese temono di non poter reperire installatori/manutentori di attrezzature elettriche/elettroniche nell’87,5% dei casi, meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori di macchine fisse/mobili (87%) e infine operai specializzati nel settore alimentare (84,8%). L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.

Pubblicato il 19 gennaio 2026

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