Sono passati solo alcuni anni da quando è stato inaugurato il servizio di noleggio di e-bike in Alta Val Tidone, promosso dall’Amministrazione comunale e realizzato anche grazie il contributo di privati che hanno messo a disposizione alcuni mezzi. Oggi, il parco di ebike disponibili al noleggio presso la ferramenta di Piazza Combattenti a Nibbiano, che si occupa del servizio, si accresce di due nuove unità: si tratta di due nuove e-mountain bike che si vanno ad aggiungere agli altri tipi di velocipedi disponibili e che sono state tenute a battesimo dal sindaco Franco Albertini insieme al consigliere Carlo Fontana e da Michela Picchioni responsabile del servizio di noleggio.
“Il cicloturismo – commenta il sindaco Albertini – è in costante crescita, anche grazie alla disponibilità di mezzi elettrici che permettono a un numero ancora maggiore di appassionati di percorrere qualche ora in sella per scoprire il nostro straordinario territorio. Dopo un’estate eccezionale, i prossimi mesi promettono ancora una stagione di grande attività cicloturistica e amatoriale nella nostra valle. Le due nuove e-bike e i diversi punti di riparazione installati sul territorio comunale accrescono l’offerta di servizi a disposizione di chi vorrà cimentarsi sulle due ruote”.
Oltre alle due nuove e-mountain bike, infatti, sono stati installati tre punti di riparazione per biciclette: uno a Trevozzo, in uscita dal paese in località la Fattoria, uno a Caminata in prossimità del parco giochi e uno sulla diga sul percorso del Sentiero del Tidone. Inoltre, è stato installato anche un punto di ricarica elettrica e di riparazione in Piazza Combattenti a Nibbiano.
Sono previsti in diminuzione, nel mese di agosto, i nuovi contratti di lavoro in provincia di Piacenza. Dall’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio dell’Emilia sui dati forniti da Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, emerge, infatti, che per il mese corrente si dovrebbe registrare un calo del 3,6% rispetto all’agosto 2023, vale a dire 70 nuovi contratti in meno su un totale di 1.900. Anche il dato trimestrale, per il periodo agosto-ottobre 2024, segna un calo del 2,6% rispetto al 2023, attestando a quota 7.490 i nuovi contratti che saranno attivati. Quelli relativi al mese di agosto si concentreranno per il 75% nel settore dei servizi, con 1.430 nuovi contratti (-4,7% rispetto all’agosto 2023), e per il 50% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. L’analisi all’andamento della domanda nei singoli settori rileva che all’interno dei servizi sono previsti 540 nuovi contratti nell’ambito dei servizi alle imprese (-43,2% rispetto ad agosto 2023), 180 nei servizi alle persone (-10%), 210 nei servizi di alloggio e ristorazione (+16,7%) e 490 nel commercio, che mostra una crescita di oltre il 100% rispetto ad agosto 2023. Stazionaria l’industria, con 470 nuovi contratti previsti: i nuovi contratti si distribuiscono nell’industria manifatturiera e nelle public utilities (390 unità, -2,5% rispetto al dato agosto 2023) e, a seguire, nelle costruzioni, con 80 nuovi ingressi, (+33,3%). I contratti stabili (cioè a tempo indeterminato o di apprendistato) copriranno una quota del 24% del totale, mentre nel 76% dei casi si prevedono contratti a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita.
Le attivazioni di contratti interesseranno per una quota del 35% giovani con meno di trent’anni; per una quota pari al 57% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Come ormai accade puntualmente, le aziende incontreranno difficoltà, anche nel mese di agosto e in 49 casi su 100, nel reperimento delle figure professionali ricercate. Nell’ambito dirigenziale e con elevata specializzazione tecnica, la domanda infruttuosa di tecnici della salute rischia di attestarsi al 63%, quella di tecnici in campo ingegneristico al 53,8% e quella di tecnici dei rapporti con i mercati al 50%. Nell’ambito degli impiegati e nelle professioni commerciali e nei servizi, sono di più difficile reperimento le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (77,8% di difficile reperimento), gli addetti alla segreteria e agli affari generali (42,1%), gli addetti all’accoglienza e all’informazione della clientela (41,7%). Per quanto riguarda gli operai specializzati, le maggiori difficoltà di reperimento si scontano per fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (91,8% dei casi di difficile reperimento), fabbri ferrai costruttori di utensili (83,3% dei casi) e meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori di macchine fisse/flessibili (81,6%).
Aumenta il numero di pazienti trapiantati di rene che il reparto guidato da Roberto Scarpioni, direttore della Nefrologia e dialisi, prepara al delicato intervento ottimizzando i trattamenti con le più moderne attrezzature. “Accompagniamo i pazienti passo per passo - osserva il primario Scarpioni - affinché arrivino ai centri trapianti il prima possibile, con esami e terapie pronte, e nelle condizioni psicofisiche idonee. Nonostante gli organi a disposizione siano pochi, i tempi d’attesa si sono comunque nettamente ridotti rispetto a 4/5 anni fa. Tredici, finora, i trapianti effettuati su pazienti seguiti da noi, fino a luglio 2024, con altre tre coppie di pazienti al momento in attesa per un trapianto da vivente entro i prossimi 60 giorni. Otto in più rispetto al 2023, un notevole incremento rispetto ai dodici mesi precedenti. Tre di questi trapianti, va inoltre sottolineato, sono stati fatti con donatori viventi. Quest’ultimo tipo di trapianto è particolarmente importante. Vanta migliori probabilità di riuscita nel lungo-termine ed è più programmabile; inoltre, l’esperienza clinica e la letteratura scientifica non segnalano problemi per il donatore proprio perché i controlli su chi dona sono estremamente scrupolosi. Tredici trapianti, in totale, per tredici pazienti – ricordiamolo sempre – che non sono più costretti a recarsi da noi, in reparto, tre volte a settimana, per fare dialisi. Con una qualità di vita eccezionale e prospettive di sopravvivenza sempre migliori grazie anche ai nuovi farmaci e nuovi protocolli (tre pazienti con trapianto sono seguiti da noi da oltre 25 anni)”. Non tutti i trapianti sono uguali. Per quanto concerne quelli che coinvolgono donatori viventi, il team del dottor Scarpioni punta su colloqui frequenti con i diretti interessati, vitali per potersi muovere nel modo più fluido ed efficace. Interessati a cui viene garantita ampia informazione anche grazie alla presenza nel team di una psicologa (Monica Premoli). Poi, più rari, ci sono i trapianti definiti “pre-emptive” (“preventivi”): “Quelli - nota Scarpioni - sono l’optimum. Si effettua il trapianto prima ancora che il paziente entri in dialisi. In questi casi lo sforzo è notevole perché bisogna mettere in moto tempestivamente una complessa macchina organizzativa”.
Un aumento di trapiantati, quello registrato in questi ultimi mesi, che fa leva sugli ottimi rapporti che Piacenza ha stretto (e mantiene attivamente) con vari centri, soprattutto Bologna, Pavia e Parma, i tre centri dove vengono eseguiti la maggioranza dei trapianti. “Insieme a loro – sottolinea Scarpioni – organizziamo incontri a cadenza periodica per favorire un confronto aggiornato e continuo, discutendo, spesso in presenza, i casi più complessi al fine di snellire le liste d’attesa per il trapianto”. Una volta dimessi dal centro trapianti, spesso nel giro di un paio di settimane, i pazienti tornano all’ospedale di Piacenza per tutti i successivi controlli. I dati positivi del 2024 rinfrancano Scarpioni e la sua équipe: “Negli scorsi anni il Covid aveva presentato un conto pesante. Durante quel periodo i trapianti si erano quasi azzerati perché chirurghi e rianimatori erano occupati altrove e fare terapie immunosoppressive durante una pandemia era troppo rischioso. I trapianti, nell’anno 2019, prima del Covid, erano stati 21; oggi ci stiamo di nuovo avvicinando a quei livelli. Inoltre, grazie ai grandi passi avanti compiuti dalla scienza, è oggi possibile trapiantare soggetti sempre più avanti con l’età o ipotizzare ulteriori trapianti in pazienti che in passato erano già stati soggetti a un primo intervento di trapianto (prima il cuore, il fegato o i polmoni, per esempio, e in seguito i reni)”. Un team, quello dell’ambulatorio trapianti dell’ospedale di Piacenza, formato nel 1995 e rinforzato dal 2017, che in questo momento segue 150 pazienti già trapiantati (reni, fegato, cuore, polmoni). L’età media dei 13 pazienti trapiantati di quest’anno va dai 43 ai 67 anni, mentre quella dei donatori va dai 20 fino oltre i 70 anni. L’équipe dell’ambulatorio trapianti, oltre ovviamente a Roberto Scarpioni, comprende Luigi Melfa, nefrologo referente dell’ambulatorio, Chiara Rocca, nefrologo, e Raffaella Zangrandi, infermiera referente.
Al 30 giugno, in provincia di Piacenza, secondo i dati frutto delle analisi e delle elaborazioni della Camera di Commercio dell’Emilia, si contavano 5.601 imprese femminili attive, che costituivano il 21,8% del totale delle imprese attive nel territorio provinciale. Rispetto al 30 giugno 2023, si riscontra una crescita dello 0,5%, in controtendenza con quanto avviene per l’Emilia-Romagna (-0,8%) e a livello nazionale (-0,7%). La graduatoria relativa alla maggior presenza di aziende “in rosa” assegna il primato al commercio con 1.404 unità produttive e con una quota del 25,1% del totale delle imprese femminili piacentine (in calo dell’1%). Al secondo posto i servizi alle imprese, incidenti per il 19,1% sul totale e complessivamente in crescita del 2%, con 1.070 unità. In aumento le imprese femminili anche nell’ambito dei servizi alla persona con 927 unità (+1,2% in un anno, e quota del 16,6%, nella manifattura con 382 unità (quota del 6,8% e crescita del 4,9%) e anche nelle costruzioni con 200 unità (quota del 3,6% sul totale delle femminili e aumento della consistenza dell’1,5%).
Per quanto riguarda la natura giuridica delle imprese femminili, prevalgono le imprese individuali (68,9% del totale), seguite dalle società di capitale (18,4%) e dalle società di persone (11,2%). L’impresa femminile è valutata dall’indagine camerale anche in base al grado di presenza di donne, vale a dire secondo la percentuale di quote “rosa”, identificando tre gradi di presenza crescenti: “maggioritaria”, “forte” ed “esclusiva”. Sul totale delle imprese della provincia individuate come “femminili”, l’84,7 % delle imprese attive è a presenza “esclusiva”, il 11,7% delle imprese attive è a presenza “forte” e il 3,6 % delle attive è a presenza “maggioritaria”. La distribuzione territoriale delle imprese femminili (per comune e per aggregato) evidenzia la forte concentrazione numerica nel comune capoluogo, con 2.079 imprese e una quota del 37,1% sul totale delle imprese femminili della provincia.
In seguito al crollo del tetto del salone parrocchiale di Vicobarone, preso atto del verbale dell’intervento tecnico urgente realizzato dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Piacenza, la Diocesi ha disposto di dare seguito, per quanto di sua competenza, alle indicazioni ricevute e a raccogliere ulteriori relazioni tecniche utili a comprendere nel dettaglio la dinamica del crollo parziale della copertura. Rimane fermo l’impegno, attraverso gli uffici diocesani preposti, ad aiutare il parroco e la comunità di Vicobarone a far chiarezza su quanto accaduto e a mettere in atto i provvedimenti di competenza a salvaguardia dell’incolumità delle persone e della preservazione dei beni.
"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria. "Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.