Da mercoledì 4 febbraio è operativo il dispensario farmaceutico a Cerignale. Grazie all’istituzione, a cura delle precedenti amministrazioni comunali, di una sede farmaceutica, che risultava vacante, è stato creato, a seguito di specifico sopralluogo dell’Ausl di Piacenza, un dispensario farmaceutico permanente in un locale ad uso esclusivo di proprietà comunale, collocato al primo piano del municipio di Cerignale (accessibile anche con ascensore). La gestione del dispensario è stata assegnata alla dottoressa Cristina Gazzola, titolare da anni della farmacia di Ottone, la quale ha accolto con entusiasmo e grande disponibilità la proposta avanzatale dal Comune di Cerignale. La dottoressa Gazzola sarà affiancata nella gestione del dispensario dalla dottoressa Elisabetta Biggio, che già collabora nella farmacia di Ottone. Gli orari di apertura del dispensario di Cerignale saranno i seguenti: mercoledì mattina dalle ore 8.30 alle ore 12,30; venerdì mattina dalle 9 alle 11. Il dispensario ha il seguente numero di telefono “dedicato” 3420933591: a questo numero ci si può rivolgere per informazioni e prenotazione di farmaci. Il servizio farmaceutico riveste una particolare importanza per il Comune di Cerignale, la cui popolazione, con età anagrafica avanzata, potrà beneficiare direttamente dell’approvvigionamento di farmaci, ad oggi consentito solo percorrendo chilometri di strada per raggiungere la farmacia più vicina. Il sindaco Fausta Pizzaghi esprime tutta la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto. “Sicuramente - commenta la prima cittadina - renderà un po’ più vivibile un territorio già tanto penalizzato dall’assenza di servizi e questo obiettivo è stato raggiunto grazie alla disponibilità di professionisti, ma prima di tutto persone, che da tempo lavorano nei territori montani e sanno capirne le esigenze e le carenze, rispondendo con dedizione e sensibilità alle domande della popolazione”.
Nel 2025 si è verificato in tutta Italia - con dati simili nel Piacentino - un aumento delle opposizioni al consenso per la donazione degli organi, al momento in cui in comune si richiede il rinnovo della carta di identità. Questo determina un aumento significativo del tempo di attesa per le 8mila persone che aspettano il trapianto di un organo, tenendo presente che proprio per la carenza di organi disponibili ogni anno circa trecento persone perdono la vita. Consapevoli che molte di queste opposizioni dipendono da una scarsa o cattiva informazione sull'argomento, la sezione Aido provinciale di Piacenza (con il presidente Gianfranco Antonelli) ha organizzato, in collaborazione con l’Amministrazione provinciale, uno specifico incontro con tutti i sindaci piacentini per evidenziare il ruolo delle amministrazioni locali e dei relativi uffici anagrafe per sensibilizzare i cittadini sull'importanza di una scelta consapevole che può ridare la vita a tanti pazienti.
L'incontro, programmato per il prossimo 5 febbraio, alle ore 11, presso la sala consiliare della provincia di via Garibaldi, servirà per consegnare ai sindaci stessi i “roll up” informativi, donati dai Lyons di Castel San Giovanni, e dedicati alla sensibilizzazione al “Sì” al dono in occasione del rinnovo della carta d’identità, da collocare, preferibilmente, nelle adiacenze degli uffici dell’anagrafe. Nell'occasione sarà presentato il cortometraggio "Briciole al cielo" realizzato dal regista Gian Francesco Tiramani con il Cineclub Cattivelli di Piacenza che Aido nazionale ha scelto per la campagna di sensibilizzazione in tutta Italia.
Terre alte doppiamente protagoniste a XNL Piacenza. Nel centro d’arte che ospita fino al 22 febbraio la mostra di Alessandra Calò e Sergio Ferri Sillabari d’Appennino, è stata presentata la quinta edizione della rassegna che il Gruppo Teatrale Quarta Parete, con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, dedica ai residenti delle aree montane della provincia piacentina. Sipario sul nostro Appennino, che partirà ufficialmente il prossimo 3 febbraio, si conferma così progetto di welfare teatrale declinato sui temi dello spettacolo e dell’aggregazione rivolto ai residenti nella stagione invernale: gli anziani che sulle montagne vivono da sempre e i giovani nuclei familiari che ne rappresentano il futuro. L’edizione di quest’anno conferma la formula degli anni passati - scene teatrali proposte in luoghi insoliti come osterie, bar, spazi parrocchiali - con alcune novità: anzitutto i luoghi, che per la quinta edizione attraversano ben cinque diverse valli facendo tappa a Bettola e Farini (Alta Val Nure), Ferriere (Val d’Aveto), Zerba (Val Boreca), Corte Brugnatella (Alta Val Trebbia) e Alta Val Tidone. Grazie alla partecipazione per la prima volta di Bettola (frazione di Groppo Ducale) e del Comune di Alta Val Tidone (Cicogni), la rassegna arriva a toccare trenta diverse località in cinque edizioni. Sipario sul nostro Appennino 2026 sceglie nuove comunità ancora più isolate, e spazi non convenzionali, più vicini alla quotidianità delle persone e dei paesi: circoli, sala del consiglio comunale, chiesa parrocchiale, bar, trattorie. Il progetto di Quarta Parete conferma dunque la propria valenza artistica, ma soprattutto il proprio obiettivo civile, sociale e di welfare collettivo. Altre due novità legate agli eventi saranno la presenza di una coppia di danzatori oltre al teatro e alla musica popolare, e il previsto coinvolgimento degli spettatori nelle rappresentazioni.
GLI EVENTI
Sipario sul nostro Appennino prevede sei appuntamenti, riuniti sotto il titolo Ritagli in Alta Valle, che vedranno impegnati gli attori di Quarta Parete in varie sceneteatrali prese dai loro spettacoli, con la partecipazione del Gruppo Musicale San Lorenzo e dei maestri di ballo Anna e Sandro. Gli appuntamenti saranno distribuiti nell’arco di due weekend: 7 e 8 febbraionelle località di Groppo Ducale di Bettola presso l’Ostello San Biagio, Montereggio di Farini nella sala della Trattoria Figoni e Salsominore di Ferriere nella chiesa parrocchiale; 21 e 22 febbraio a Ponte Lenzino di Corte Brugnatella presso il Bar Chiara, Cicogni di Alta Val Tidone all’interno della Trattoria Alpina e Zerba nella sala del Consiglio Comunale. Tutti gli eventi si svolgeranno in collaborazione con i Comuni interessati, ma soprattutto con le comunità locali che, attraverso circoli locali o trattorie, eroicamente si rendono disponibili tutto l’anno, in luoghi abitati d’inverno da pochissime persone, per garantire un punto di incontro che possa servire da appoggio a tutti i residenti, così come presso la chiesa parrocchiale o la sala comunale, fondamentali luoghi di incontro settimanale del paese. Anche quest’anno il progetto sarà l’occasione per scoprire non solo piccoli incantevoli borghi a volte sconosciuti ai più, ma anche di “lasciare” un segno tangibile a livello economico al territorio, perché il gruppo nei due weekend vivrà fisicamente nei luoghi toccati dal progetto, mangiando e pernottando in loco. Anche per vitto e alloggio sono previsti nuovi luoghi, come l’Albergo Salini a Groppallo e l’Albergo Monte Penice, la Trattoria Alberici a Groppo Ducale, la Trattoria Agogliati a Salsominore e l’Osteria La Scianza a Zerba, oltre ovviamente ai luoghi già indicati per gli spettacoli. Alla presentazione dell’edizione 2026 della manifestazione hanno preso parte Mario Magnelli, vicepresidente Fondazione di Piacenza e Vigevano; Tino Rossi, Paola Vincini, Simona Baldrighi e Daniele Righi di Quarta Parete; Luca Corbellini, vicesindaco di Bettola: Anna Mozzi, vicesindaco di Corte Brugnatella: Erika Sturla, vicesindaco di Farini; Christian Bergonzi, assessore di Ferriere; Giovanni Dotti, assessore dell’Alta Val Tidone.
“Come Coordinamento Anpas esprimiamo la nostra più sincera e profonda vicinanza a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine, che ogni giorno svolgono il proprio servizio con professionalità, sacrificio e senso dello Stato, spesso in condizioni difficili e ad alto rischio. Siamo vicini al personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Comandi di Polizia Locale, che troppo spesso sono bersaglio ingiustificato di soggetti violenti, così come siamo vicini ai Magistrati, che troppo facilmente vengono additati come colpevoli di ciò che accade nel nostro Paese”. Così Paolo Rebecchi, membro della direzione nazionale e coordinatore Anpas, interviene in merito all’aggressione a un operatore di Polizia presente alla manifestazione di Torino, avvenuta il 31 gennaio. “Nel caso specifico, le immagini di Torino diffuse dai media, durante la manifestazione a favore di un centro sociale, hanno suscitato in me personalmente – perché è ora che tutti ci mettiamo la faccia – e, credo di poterlo affermare, in noi come movimento di volontariato che vanta migliaia di militi in tutta Italia, sgomento, rabbia e una fortissima indignazione. La scena di un poliziotto brutalmente aggredito e colpito a martellate rappresenta una violenza cieca e raccapricciante, che supera ogni limite di civiltà e umanità. Si tratta di un episodio gravissimo, inaccettabile e intollerabile, che nulla ha a che vedere con il diritto di manifestare, con il dissenso o con la libertà di espressione, valori che trovano senso solo se esercitati nel rispetto delle persone e delle istituzioni. Quando la protesta degenera in aggressione e l’odio prende il posto del confronto, si entra in una spirale pericolosa che mette a rischio la vita delle persone e mina le basi della convivenza democratica”.
“NON SI PUÒ ASSOCIARE LA PAROLA «SOCIALE» A COMPORTAMENTI VIOLENTI”
“Come associazione – prosegue Rebecchi nel suo intervento - che ogni giorno opera nel mondo del volontariato e del soccorso, non possiamo restare in silenzio di fronte a questa escalation di violenza. Questa ondata deve finire. È necessario riaffermare con forza che la violenza non è mai una risposta, non può essere tollerata né giustificata, e che chi serve lo Stato e la collettività non può diventare bersaglio di aggressioni tanto feroci. Ritengo che nessuno possa continuare a inserire “se” e “ma” nelle dichiarazioni pubbliche e credo che sia giunto il momento che tutto l’universo civile, nel senso più autentico di civiltà umana, pretenda una risposta chiara e decisa, senza rifugiarsi in frasi fatte o in distorsioni del linguaggio del cosiddetto «politicamente corretto»”. “Conosco decine e decine di appartenenti alle diverse Forze dell’Ordine, con gradi e incarichi differenti, operanti in varie zone d’Italia, e con alcuni di loro abbiamo condiviso esperienze di supporto sociale in situazioni difficili: questo è il vero significato del termine «sociale». Associare tale parola a comportamenti violenti o a fini pseudo-politici deve finire, perché significa inquinare e annullare un vocabolo nobile, con radici profonde nella solidarietà e nel rispetto umano. Rinnoviamo quindi – conclude il piacentino Rebecchi - la nostra solidarietà e il nostro sostegno alle Forze dell’Ordine, augurando una pronta guarigione all’agente ferito, e ribadiamo con convinzione che solo il rispetto delle regole, delle persone e di tutte le istituzioni può garantire una società più sicura, giusta e civile per tutti”.
“L’introduzione di un nuovo sistema di gestione del Servizio Rifiuti Urbani comporta cambiamenti oggettivi che, nelle prime fasi, possono generare situazioni particolari e anche qualche disagio. Si tratta di criticità che devono senza dubbio essere risolte, ma che non compromettono l’impianto complessivo del progetto, orientato a obiettivi strategici tra i quali una maggiore efficienza ed equità del servizio, l’incremento della raccolta differenziata e la sostenibilità ambientale”. È quanto sottolinea Atersir, l’agenzia di territoriale dell’Emilia-Romagna per il servizio di gestione dei rifiuti, in riferimento al completamento del modello di servizio e all’introduzione della tariffa corrispettiva puntuale (Tcp) nel Comune di Piacenza, entrata in vigore il 1° gennaio 2026. “La fase attuale – puntualizza l’agenzia - rappresenta un momento delicato di trasformazione, nel quale tutti i soggetti coinvolti, ciascuno per le proprie competenze, stanno analizzando le criticità emerse anche grazie al contributo delle segnalazioni pervenute, con l’obiettivo di giungere quanto prima a una progressiva normalizzazione del servizio. Un percorso che, sulla scorta di altre esperienze simili già vissute in regione con buon esito finale, richiederà verosimilmente diverse settimane durante le quali saranno necessari la comprensione e l’impegno responsabile di tutti”.
In questo contesto Atersir, in qualità di ente di regolazione e controllo, pur non intervenendo direttamente sull’erogazione del servizio, mantiene un confronto costante con il gestore e con l’Amministrazione comunale con i quali è stata condivisa la necessità di un tavolo di confronto che, nella fase iniziale, avrà cadenza frequente e sarà finalizzato, tra l’altro, al monitoraggio delle segnalazioni ricevute, alla verifica degli interventi necessari e alla valutazione delle criticità già risolte. L’obiettivo comune resta quello di migliorare il servizio e ridurre ulteriormente eventuali situazioni di degrado che, pur richiedendo un affinamento del sistema, dipendono anche da conferimenti impropri o da comportamenti non conformi, come ad esempio nel caso di utenti che finora non hanno ritirato le dotazioni perché sconosciuti alle istituzioni che erogano e regolano il servizio.
“Tutti – riprende Atersir - sono chiamati a una nuova assunzione di responsabilità, sia in termini di una raccolta differenziata sempre più efficace, sia per quanto riguarda le modalità di conferimento dei rifiuti, che rappresentano un cambiamento nelle abitudini quotidiane. Il conferimento esclusivamente su suolo pubblico diventa un elemento centrale del nuovo sistema. Proprio per favorire il passaggio graduale, il gestore ha attivato servizi straordinari volti a rendere questa fase di transizione il più possibile sostenibile e resta la disponibilità a valutare caso per caso situazioni particolari”. L’invito rivolto a tutti è quello di attenersi scrupolosamente alle corrette modalità di conferimento e differenziazione dei rifiuti fornite dal Gestore (https://servizi.irenambiente.it/) e dal Comune (https://www.comune.piacenza.it/it/news/raccolta-rifiuti), evitando qualsiasi comportamento improprio, a volte anche suggerito dai social media, e segnalando eventuali criticità esclusivamente attraverso i canali ufficiali, che garantiscono la presa in carico e la gestione efficace delle segnalazioni.
Atersir, pertanto, invita i cittadini a segnalare eventuali disservizi in prima istanza direttamente al gestore, utilizzando l’app Iren Ambiente, il numero verde 800-212607 o il sito https://servizi.irenambiente.it/comune/segnalazioni-ambientali.html. Solo in caso di mancata risposta entro 30 giorni o di esito insoddisfacente è possibile inoltrare una segnalazione ad Atersir tramite il form dedicato: https://www.atersir.it/invia-una-segnalazione. Si ricorda infine che le segnalazioni inviate a indirizzi email non dedicati non garantiscono una gestione efficace e comportano tempi più lunghi di risoluzione. L’utilizzo dei canali ufficiali indicati sopra consente interventi più rapidi ed efficaci.
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