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Notizie Varie

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Manifattura, l’ultima parte del 2025 si è chiusa in positivo

Manifattura ultimi dati 25

Dopo aver scontato un calo dello 0,5% alla fine del settembre scorso, nel quarto trimestre 2025 la produzione della manifattura piacentina è risultata in aumento del 2,3%, in linea con il dato regionale. Questa ripresa dei volumi si è tradotta anche in un moderato incremento del fatturato; un + 0,4% (+0,7% sull’estero), in sostanza, molto al di sotto dell’aumento che ha riguardato i volumi, ma certamente più positivo del -2,4% che aveva segnato il bilancio di fine settembre. Gli ordinativi totali – secondo le analisi dell’Ufficio studi e statistiche della Camera di Commercio dell’Emilia – sono nel frattempo aumentati del 4,9%, con un andamento nettamente più favorevole rispetto alle altre vicine province emiliane e alla media regionale (+1,6%). Singolare e in controtendenza appare, in questo contesto, anche il fatto che a trainare gli ordinativi siano stati quelli interni, visto che per quelli esteri ci si è fermati ad un +1,1%). Le settimane di produzione assicurate dalla consistenza del portafogli ordini si sono attestate a 17,7 (dato nettamente migliore delle 12,2 a livello regionale), mentre anche il grado di utilizzo degli impianti continua a crescere, raggiungendo un 78,4% contro il 75% medio regionale. A proposito delle previsioni per l’andamento della produzione nel primo trimestre 2026, il 61% delle imprese ipotizza stabilità generale, il 19% un aumento e il 20% una diminuzione. Per quanto riguarda le previsioni sugli ordinativi il 61% ipotizza stabilità, il 15% un aumento e il 24% una diminuzione, valori che – se riferiti ai mercati esteri – evidenziano una stima del 62% di orientamento di stabilità, 16% per l’aumento e 22% per il calo. Le previsioni sull’andamento del fatturato indicano invece che il 18% delle imprese ipotizza una crescita, il 64% prevede stabilità e il 18% un calo.

FOCUS ARTIGIANATO

L’artigianato continua ad essere un po’ in sofferenza anche alla fine del quarto trimestre 2025, con una produzione in calo dello 0,8% (contro un dato medio regionale a +0,9%) e una riduzione del fatturato dello 0,2%, nonostante il fatturato estero cresca del 3,5% (superiore al +2,4% regionale).

Gli ordinativi totali sono in calo dello 0.9%, mentre quelli sui mercati esteri risultano invariati rispetto al medesimo trimestre del 2024. Le settimane di produzione assicurate dal portafogli ordini alla fine del quarto trimestre 2025 si confermano in 8, contro le 7,5 regionali, mentre il grado di utilizzo degli impianti è al 69% contro un 70,7% medio regionale. Relativamente alle previsioni di produzione per il primo trimestre 2026, il 64% delle imprese prevede stabilità, l’8% un aumento e il 28% un calo. Per quanto riguarda gli ordinativi il 64% prevede stabilità, il 6% un aumento e il 30% un calo, valori che – se riferiti ai mercati esteri – si distribuiscono in modo equo tra stabilità e timori di calo al 50%. Sul fatturato, infine, ci sono previsioni di crescita per il 10% delle imprese, di stabilità per il 61% e di calo per il 29%.

Pubblicato il 13 marzo 2026

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Fiorenzuola, completata la nuova piattaforma chirurgica di day surgery

fioreausl

È entrato in attività il nuovo blocco operatorio dell’ospedale di Fiorenzuola, al termine dei lavori di realizzazione e dopo il completamento delle verifiche tecniche previste. Nei giorni scorsi il Comune ha rilasciato l’autorizzazione al funzionamento di quella che è stata individuata come lanuova piattaforma chirurgica di day surgery aziendale. Gli spazi, situati al terzo piano dell’ospedale, sono stati riqualificati nei mesi scorsi e comprendono due sale operatorie e sei postazioni di osservazione post-chirurgica, oltre agli ambienti di supporto alle attività assistenziali.

“L’utilizzo del nuovo blocco operatorio – spiega il direttore sanitarioAndrea Magnacavallo, che ha coordinato il gruppo di lavoro - sarà progressivo. In questa settimana si comincia con le prime sedute di endoscopia della Gastroenterologia, diretta daGiovanni Aragona, che utilizzerà i nuovi spazi per prestazioni diagnostiche e interventistiche”.
Le attività piattaforma chirurgica di day service si caratterizzeranno come interventi programmati che consentono al paziente di rientrare a casa nella stessa giornata. “Nelle prossime settimane introdurremo gradualmente – aggiunge il direttore sanitario – altre discipline chirurgiche di bassa complessità, per rendere pienamente funzionante il nuovo blocco”.
La responsabilità sanitaria della piattaforma è affidata aRuggero Massimo Corso, direttore di Anestesia, affiancato daRaffaella Sorsi per la direzione delle Professioni sanitarie. La programmazione delle attività è coordinata dalla Gestione operativa e committenza, diretta da Nicholas Rossetti.
Per sottolineare l’importanza del risultato raggiunto, l’Azienda Usl di Piacenza ha organizzato un momento di inaugurazione ufficiale delle nuove sale operatoriegiovedì 26 marzo, alla presenza del presidente della Regione Emilia-RomagnaMichele de Pascale, dell'assessorealle Politiche per la salute Massimo Fabie del sindaco di FiorenzuolaRomeo Gandolfi.
Nella foto, la nuova piattaforma chirurgica di day surgery aziendale dell'ospedale di Fiorenzuola.
Pubblicato il 13 marzo 2026

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Politica monetaria vs politica fiscale: il segreto è trovare un punto di equilibrio

Sala Corrado Sforza Fogliani gremita per seguire la lezione di Gabriele Pinosa

«La moneta non è un gioco, né uno scherzo: il prezzo da pagare di fronte a una politica monetaria troppo espansiva è il rischio di iperinflazione». Questa la riflessione finale di Gabriele Pinosa, presidente di Go-Spa Consulting, protagonista al PalabancaEventi (Sala Corrado Sforza Fogliani) di una seguitissima lezione di educazione finanziaria avente per tema “La nuova sfida per le Banche centrali: come salvaguardare la moneta dalla politica?” promossa dalla Banca di Piacenza.

Dopo aver sottolineato la rilevanza per l’economia dell’equilibrio tra politica monetaria (offerta di moneta, tasso di interesse) e politica fiscale (spesa pubblica, trasferimenti, prelievo fiscale), il relatore ha spiegato che cosa succede quando si passa da una politica monetaria convenzionale (che agisce sul costo del denaro) a quella non convenzionale, il cosiddetto quantitative easing: «Tecnicamente, con il QE la banca centrale crea nuova moneta e compera sul mercato asset, ad esempio titoli del debito, con tre tipi di conseguenze: l’aumento della moneta in circolazione, l’incremento degli asset detenuti dalla banca centrale e l’aumento dei prezzi degli asset oggetto di acquisto». Ma il quantitative easing ha dimostrato di non funzionare a dovere: in teoria, infatti, la moneta messa in circolazione dovrebbe finire sia al sistema finanziario, sia all’economia reale; in realtà, rimane nel sistema finanziario, provocando inflazione dal superiore apprezzamento degli asset causato dagli acquisti delle banche centrali; inflazione che invece in questo caso non atterra nell’economia reale. «La politica monetaria – ha proseguito il dott. Pinosa – negli anni ’10 era diventata the only game in town e alle banche centrali si attribuivano poteri taumaturgici che in realtà non avevano e non hanno». Poi con la pandemia qualcosa è cambiato. Per risollevare economie al collasso si è ricorsi a piani straordinari (come il Next Generation Eu dell’Unione Europea che ha stanziato 800 miliardi di euro). «Abbiamo in questo caso l’intervento della politica fiscale – ha argomentato il presidente di Go-Spa Consulting – quando quella monetaria da sola non basta a sostenere lo sviluppo. Un’azione conosciuta come helicopter money, che sana il problema del blocco della circolazione monetaria portando il denaro all’economia reale. Era quindi ragionevole attendersi una ripartenza inflattiva, alimentata dall’enorme crescita del debito (misure fiscali) e della moneta, utilizzati per contrastare lo choc economico del Covid. Con il PNRR si è fatto debito, ma le risorse sono andate direttamente all’economia reale».

Il dott. Pinosa ha quindi trattato del “caso giapponese”, «una storia che fa da monito e che dimostra come l’ipermonetarismo causa conseguenze drammatiche». Negli Anni ’80 il Giappone era una potenza tecnologica che voleva sostituirsi agli Usa, ma l’America esercitava un potere nei confronti di Tokyo e a un certo punto (settembre 1985) disse “basta” e costrinse il Giappone a rivalutare lo yen con conseguente abbattimento del loro export. Si ricorse allora in maniera illimitata al quantitative easing «ma è inutile regalare moneta se non mi dai motivi per averne bisogno». Il sistema giapponese si è così ritrovato “drogato” di moneta e con un debito pubblico insostenibile.

Nell’ultima parte della sua lezione il dott. Pinosa ha illustrato gli impatti e i rischi della dominanza fiscale, fenomeno che si ha quando le necessità fiscali prevalgono sulla politica monetaria. «Banca centrale e Tesoro fanno il tiro alla fune e se prevale il secondo la politica monetaria assume un ruolo passivo e interviene solo per stabilizzare e correre ai ripari per evitare il collasso; con la dominanza fiscale si crea invece inflazione con aumento del debito pubblico». Il relatore ha spiegato che in Europa per la Bce è più facile rimanere più indipendente rispetto alle richieste della parte politica, mentre in Stati Uniti (vedi scontro Trump-Powell), Giappone e Regno Unito l’autorità politica è più forte rispetto a quella monetaria, maggiore è quindi il rischio di fenomeni inflattivi e iperinflattivi. «Dopo una dominanza di natura fiscale – ha spiegato il relatore – aumenta il rischio di default».

In questo scenario, c’è chi allora riscopre l’economia reale puntando su oro e argento o sull’ultima tendenza del momento, l’Halo trade, che guarda ad asset collegati a beni materiali poco soggetti all’obsolescenza tecnologica.

Il vicedirettore generale della Banca Pietro Boselli nell’aprire e chiudere l’incontro di educazione finanziaria ha sottolineato i benefici – per chi desidera investire i propri risparmi – della consulenza evoluta «che permette un dialogo continuo con il cliente, una visione integrata del patrimonio familiare e una percezione del valore del servizio decisamente più elevata». Il vicedirettore ha anche osservato che pur in uno scenario internazionale complesso l’investimento in titoli rimane un’opzione sicura «a patto che ci si rivolga a professionisti».

Nella foto, la lezione di Gabriele Pinosa nella sala Corrado Sforza Fogliani.

Pubblicato il 12 marzo 2026

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Sicurezza stradale, tappa piacentina per la campagna regionale «Guardiamoci negli occhi»

gruppo esterno
A Piacenza ha fatto tappa la campagna regionale sulla sicurezza stradale "Guardiamoci negli occhi"  con la presentazione del testimonial del progetto incentrato sulla sicurezza dei motociclisti, l'influencer Luca Bellei, in piazza Mercanti e a seguire il Tavolo di confronto tra istituzioni e realtà associative del territorio in aula consiliare.
Hanno partecipato all'incontro, dialogando con l'assessore allo Sport e Politiche Educative Mario Dadati, il presidente dell'Osservatorio regionale per l'educazione alla sicurezza stradale Marco Pollastri e il referente dell'Ufficio Scolastico Territoriale Fiorenzo Zani, i rappresentanti di Polizia Stradale, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Anpas, Ceas Infoambiente comunale, Aci, Federazione Motociclistica Italiana, Fiab Amolabici, Unasca (scuole guida) e associazione Sonia Tosi. 
Ciclisti e motociclisti coinvolti in incidenti

In Emilia-Romagna, la serie storica degli incidenti stradali negli ultimi 10 anni - considerando la flessione nel periodo Covid - evidenzia come i decessi registrati nel 2024 (273) siano in linea con il percorso verso il dimezzamento entro il 2030. Tuttavia, il numero dei motociclisti deceduti non segue l’andamento generale: nel 2024, dopo una leggera flessione registrata l’anno precedente, resta stabile rispetto a quello del 2019: 69. Si è dimezzato rispetto al valore registrato nel 2019, invece, il nuimero dei ciclisti coinvolti in incidenti letali, comunque alto pur passando da 60 a 30.
Il peso percentuale degli incidenti ciclocorrelati si attesta, per l’intero decennio, su valori sempre superiori al 18% del totale; il numero di ciclisti deceduti registrato nel 2019 (60) è stato il più elevato del periodo osservato, pari al 17% del totale dei decessi. Il peso percentuale dei ciclisti deceduti nel 2024, dimezzati rispetto al 2019, scende all’11% del totale. Il numero dei ciclisti feriti è in linea con il numero di incidenti ciclocorrelati: sono rari, infatti, sia i casi di conducenti ciclisti illesi, sia i casi di trasportati su bicicletta. Il peso percentuale dei ciclisti feriti sul totale dei feriti in incidente stradale oscilla tra il 13,1% del 2018 e il 15% del 2021 (periodo Covid).
La percentuale degli incidenti motocorrelati sul totale degli incidenti passa dal 16% del 2015 al 19% del 2024; lo stesso andamento si registra nei feriti a bordo di motociclo, il cui peso sul totale, passa dal 12% del 2015 al 15,2% del 2024.
fiorenzozani mariodadati marcopollastri
Nelle foto, in alto, la presentazione del progetto; sopra, Fiorenzo Zani, Mario Dadati e Marco Pollastri

Sebbene il peso in termini percentuali di incidenti e feriti a bordo di moto sia inferiore a quello osservato per i ciclisti, il numero dei motociclisti deceduti sul totale dei deceduti in incidente stradale è sempre superiore a quello dei ciclisti, con valori che si mantengono mediamente attorno al 20% e con un massimo, raggiunto nel 2024, di oltre il 25% (un morto su quattro in incidente stradale viaggiava a bordo di motociclo).
Costante il calo dei soggetti deceduti o feriti a bordo di ciclomotore, probabilmente anche a causa della minor diffusione e utilizzo del tipo di mezzo. Il numero di pedoni vittime di incidente presenta un andamento simile a quello dei ciclisti, pur mantenendosi quasi ogni anno su livelli leggermente più elevati. Al contrario, il numero di pedoni feriti è decisamente inferiore a quello dei ciclisti feriti che registra, invece, valori simili (e fino al 2021 leggermente superiori) a quello dei motociclisti feriti.
Il numero di motociclisti deceduti mantiene valori più elevati rispetto gli altri utenti deboli. Il 63% dei ciclisti deceduti ha 60 anni o più; questa percentuale sale al 72% per i pedoni (per i quali la sola classe 75 anni e oltre rappresenta il 55%). I conducenti di motociclo deceduti sono per un terzo di età compresa tra i 18 e i 34 anni e per un terzo tra i 50 e i 64 anni di età.
Poco meno del 90% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un ciclista avvengono in ambito urbano; i decessi nelle strade urbane si attestano al 67%. L’82% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un ciclista si verificano in seguito a scontri tra veicoli in marcia; solo il 2% degli incidenti e il 3% dei feriti sono frutto di un investimento di pedoni. L’81% dei decessi si verifica in seguito a scontri tra veicoli in marcia; il restante 19% avviene a seguito di incidenti senza alcun urto, ovvero fuoriuscite o cadute da veicolo (a fronte di un 8% di incidenti e feriti per questa stessa natura). Il 75% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un motociclo avvengono in ambito urbano; il 53% dei decessi, invece, avviene in ambito extra urbano.
Pubblicato il 13 marzo 2026

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Progetto «Rifugi», partecipa anche la biblioteca «Margherita Hack» di Gragnano

Gragnano 8 marzo

La biblioteca “Margherita Hack” di Gragnano parteciperà al progetto “Rifugi”. Nato nel 2023 su iniziativa della casa editrice “Settenove”, in collaborazione con Percorso Donna Aps ed Emme Promozione, ha l’obiettivo di creare una rete informale di librerie e biblioteche sensibili al tema della violenza di genere, capaci di offrire informazioni utili e un primo supporto in collegamento con i Centri Antiviolenza territoriali. “Troviamo il progetto molto interessante e siamo davvero molto contenti di poter dare questa notizia in occasione dell’8 marzo”, commentano il sindaco Patrizia Calza, l’assessore Francesca Grignano e il consigliere comunale Matteo Provini. L’edizione 2024 del progetto ha ricevuto l’alto patrocinio del Parlamento europeo e ha coinvolto realtà nazionali come Differenza Donna e D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza e anche la Fondazione Giulia Cecchettin ha sostenuto il progetto nell’edizione del 2025, a conferma dell’impegno civile e culturale nel promuovere azioni concrete di contrasto alla violenza di genere e rinnova il suo sostegno per l’edizione del 2026, che si svolgerà sotto il patrocinio dell’Associazione Italiana Biblioteche .

“Le biblioteche possono essere un fondamentale presidio culturale e sociale nel territorio, un aiuto concreto alla lotta contro la violenza e alla promozione di una cultura della libertà e dell’autodeterminazione”, commenta la responsabile della Biblioteca comunale Elisabetta Pallavicini che parteciperà, allo scopo, ad un corso che si svolgerà in quattro lunedì del mese di Giugno. Il progetto prevede infatti una formazione specifica sulla violenza di genere, su come prevenirla e contrastarla, per offrire alle donne un supporto concreto in caso di necessità, destinata agli operatori che lavorano in biblioteca ma anche l’ingresso in un circuito di 250 librerie e biblioteche già presenti in tutta Italia con newsletter periodiche tematiche di aggiornamento e la sinergia con le reti antiviolenza territoriali. Per ogni biblioteca aderente, Settenove regalerà un libro alla Casa rifugio più vicina e verrà dare riconoscibilità, quale biblioteca formata ed aderente a “I Rifugi”, mediante un kit contenente vetrofania, pannelli con numeri utili antiviolenza, lista dei centri antiviolenza e materiale informativo.

“Come Amministrazione riteniamo che l’adesione al progetto rappresenti un’opportunità per rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali come luoghi di prossimità, ascolto e sensibilizzazione   ed è coerente con i nostri obiettivi in materia di inclusione, educazione civica e promozione della parità di genere. Essendo i primi in tutta la Provincia tra Librerie e Biblioteche ci auguriamo di poter svolgere il ruolo di apripista”, concludono gli amministratori.

Pubblicato il 12 marzo 2026

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