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Notizie Varie

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Cracco inaugura l’anno accademico alla Cattolica: «La cucina oggi è un gioco di squadra»

Cracco

“Bisogna far capire quanto è importante mangiare bene e soprattutto preservare le nostre tradizioni”. Lo chef Carlo Cracco, sopra nella foto, è stato l’ospite d’onore del Dies Academicus delle sedi di Piacenza e Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che si è tenuta giovedì 12 marzo nella sede di Piacenza. La sua prolusione, dal titolo “L’evoluzione della figura dello chef: un ponte fra generazioni”, è stata preceduta dal discorso della rettrice Elena Beccalli e dai saluti della sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, e dell’amministratrice unica di Epis, nonché presidente della Provincia di Piacenza, Monica Patelli. Prima della cerimonia ufficiale, nella piazzetta interna dell’ateneo mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica, ha presieduto la messa, concelebrata dal vescovo emerito di Piacenza-Bobbio, mons. Gianni Ambrosio.

Da Gualtiero Marchesi alle nuove generazioni

Fermato dai cronisti prima dell’inizio della cerimonia, Cracco ha parlato dell’importanza del passaggio generazionale. “Dobbiamo cercare il più possibile di far appassionare i ragazzi allo studio, al lavoro e alla professione, e soprattutto far loro vedere come attraverso l’alleanza si può rafforzare la conoscenza”. Il tema è stato poi ripreso nella prolusione, in cui Cracco ha citato lo chef Gualtiero Marchesi. “La sua figura rappresenta, a mio avviso, non soltanto quella di un grande cuoco, ma anche quella di un maestro capace di formare e ispirare intere generazioni di professionisti”. Sulla valorizzazione dei prodotti piacentini, il consiglio dello chef stellato è di “uscire, farli conoscere, contaminare gli altri, così che poi non possono più farne a meno e quindi se li vengono a cercare”. “La cucina – ha detto nel suo discorso – non rappresenta soltanto un insieme di tecniche o l’espressione di una creatività individuale: è soprattutto un patrimonio culturale che si sviluppa e si arricchisce grazie alla trasmissione di conoscenze, esperienze e valori tra maestri e allievi”.

Messa Giuliodori

Nella foto, la celebrazione della messa presieduta da mons. Claudio Giuliodori.

La cucina oggi è una “brigata”

“Quando penso alla cucina professionale – ha proseguito – sono consapevole che il piatto che giunge al tavolo rappresenta soltanto la parte visibile di un lavoro molto più complesso. Dietro ogni preparazione esiste infatti una struttura fatta di persone, ruoli, responsabilità e relazioni. La brigata costituisce il cuore operativo di un ristorante: un sistema che deve funzionare con precisione, ritmo e fiducia reciproca. Vorrei sottolineare ora la vera essenza del concetto di brigata: un vero ecosistema professionale che nel tempo ha conosciuto una profonda evoluzione. In passato le cucine erano ambienti più rigidi, caratterizzati da una gerarchia fortemente marcata e da metodi di insegnamento spesso severi. Si riteneva che pressione e disciplina rappresentassero strumenti indispensabili per la formazione di un cuoco. Oggi questo modello sta progressivamente cambiando. La cucina rimane un luogo in cui sono richiesti rigore, responsabilità, puntualità, precisione e concentrazione; allo stesso tempo, tuttavia, è cresciuta la consapevolezza dell’importanza della dimensione umana e relazionale. Le nuove generazioni cercano maggiormente dialogo, confronto e opportunità di crescita. Per questa ragione ritengo che il ruolo dello chef non consista più soltanto nel dirigere una brigata, ma anche nel guidarla, formarla e motivarla. Personalmente attribuisco grande valore all’idea di una brigata che operi come una squadra. Ogni persona contribuisce con il proprio talento, la propria sensibilità e la propria energia. Il mio compito, in qualità di chef, è creare le condizioni affinché queste qualità possano esprimersi nel modo migliore. Un ristorante, infatti, non è mai il risultato del lavoro di una sola persona. È piuttosto il frutto dell’impegno quotidiano di molte figure professionali che condividono lo stesso obiettivo: offrire agli ospiti un’esperienza autentica. La cucina rimane un mestiere esigente, fatto di sacrificio, ritmo e dedizione, ma rappresenta anche uno dei luoghi più straordinari in cui costruire relazioni professionali e umane fondate su fiducia, rispetto e passione”.

Tavolo con Beccalli

Nella foto, il tavolo dei relatori con la rettrice Elena Beccalli

I numeri dell’Ateneo

Nel corso del suo intervento, la rettrice Elena Beccalli ha fornito alcuni numeri significativi dell’ateneo, che conta quattro facoltà, sei dipartimenti, 17 centri di ricerca e 20 corsi di laurea. Gli iscritti totali all’Università Cattolica sono 47mila 851, di cui 3mila 662 (il 7,65%) nella sede di Piacenza-Cremona. Piacenza, in particolare, conta 3.140 iscritti (di cui 1.122 immatricolati nell’anno accademico 2025/26). La maggior parte frequenta un corso di laurea di primo livello o una magistrale a ciclo unico (32.020, di cui 2.339 a Piacenza-Cremona), 9.194 sono gli studenti dei corsi di laurea di secondo livello (1.053 a Piacenza-Cremona), mentre ai corsi post-laurea (dottorati e master) sono 6.637 gli iscritti, di cui 270 nella sede piacentino-cremonese. Rilevante anche l’attività internazionale: nell’anno accademico 2024/25 sono 154 gli studenti in uscita e 376 quelli in entrata nella sede di Piacenza-Cremona.

Dieci progetti piacentini nel Piano Africa

“Operare nel cuore di un importante distretto agroalimentare – una straordinaria combinazione di competenze produttive e culturali – genera certamente benefici tangibili”, ha detto Beccalli nel suo discorso. La rettrice è tornata a parlare del Piano Africa, un pilastro del suo mandato, che a Piacenza vede attivi dieci progetti. Sul tema posto al centro di quest’anno accademico, l’alleanza tra generazioni, Beccalli ha detto che “in un’epoca segnata da una transizione demografica senza precedenti, il binomio tra nutrizione e longevità rappresenta una nuova frontiera dei diritti umani. Inoltre, l’invecchiamento non deve essere inteso come un processo di sottrazione, bensì un’estensione della dignità umana assicurata anche dalle scelte alimentari”.

Le autorita in prima fila

Nella foto, le autorità presenti al Dies Academicus

Nutrizione, fra obesità infantile e bisogni speciali

La rettrice ha sottolineato il tema della nutrizione, che diventa “un’importante forma di cura e inclusione sociale” se si pensa a chi vive con bisogni speciali, poiché “il cibo non è più solo sostentamento, ma una sorta di «codice software» che istruisce le nostre cellule su come invecchiare”. Su questo, c’è un grande problema legato alle giovani generazioni. “Nel 2026 – ha evidenziato Beccalli – lo scenario globale descrive una realtà paradossale: per la prima volta nella storia, il numero di bambini e adolescenti obesi ha superato quello dei sottopeso. L’obesità infantile non è più un problema limitato ai paesi ad alto reddito, ma un’epidemia globale: sono 188 milioni i bambini e adolescenti in età scolare che a livello mondiale convivono con tale patologia (circa 1 su 10). Non si tratta solo di un fenomeno determinato da scelte individuali, ma influenzato dall’ambiente alimentare che circonda i giovani. Da un lato, i social media bombardano i minori con pubblicità di alimenti non sani; dall’altro, spesso il junk food costa meno ed è più facile da reperire rispetto a un pasto fresco e bilanciato, specialmente nelle aree urbane degradate. Come è evidente, si tratta di un tema politico in senso ampio, di una questione sociale di primo livello. Le risposte devono essere frutto di una sintesi tra scienza, politica e umanità, specie per quanto riguarda la nutrizione legata ai bisogni speciali degli anziani, dei bambini e dei giovani. Infatti, non esiste una dieta universale, poiché l’alimentazione deve essere adattata alla fase del ciclo di vita, alle specifiche patologie e all’attività fisica. Ma vi è di più. La nutrizione porta con sé un evidente valore sociale: per un anziano con bisogni speciali, l’atto di mangiare è spesso un baluardo di socialità. Alla luce di queste riflessioni e delle evidenze scientifiche disponibili, desidero formulare un appello all’azione fondato su un impegno condiviso tra istituzioni, comunità e mondo della ricerca. Alle istituzioni, affinché riconoscano pienamente la nutrizione clinica come componente primaria dei livelli essenziali di assistenza. Alle comunità, perché riscoprano il valore del pasto condiviso, potente antidoto alla solitudine, che a sua volta rappresenta una delle cause più insidiose della malnutrizione. Alla scienza, infine, perché continui a innovare nel campo delle tecnologie alimentari senza mai perdere di vista la persona e la qualità dell’esperienza alimentare”.

“Il sapere non rimane chiuso nelle aule”

“L’università non è solo un luogo di studio e formazione: è uno spazio vivo fatto di relazioni, di pensiero, di confronto. È dove si inizia a immaginare e a costruire il futuro. E non solo quello di chi studia, ma quello della società intera”. Così la sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, nel suo intervento. “Avere a Piacenza una università così prestigiosa è una grande opportunità non solo per la formazione ma anche perché produce scambi culturali, portando energia e innovazione all’interno della città. Il sapere non rimane chiuso nelle aule ma è capace di dialogare con le istituzioni e col tessuto economico e sociale. Dobbiamo continuare a lavorare per rendere Piacenza una città sempre più accogliente per chi sceglie di passare qui un periodo della propria vita. Ringrazio gli studenti che hanno scelto Piacenza: sono anni in cui, oltre a studiare, si cresce come persone e si sviluppano idee”. Monica Patelli, amministratrice unica di Epis (l’ente di Piacenza e Cremona per l’istruzione superiore) e presidente della Provincia di Piacenza, ha detto che “il ruolo che l’Università Cattolica svolge dal punto di vista formativo è centrale per il nostro territorio: la conoscenza è alla base di ogni prospettiva di sviluppo e di crescita. Nel consolidarsi della sua lunga storia, l’Università Cattolica ha saputo accrescere il proprio apporto anche nell’ambito della ricerca, attraverso le interconnessioni con il mondo extra accademico, in particolare con il tessuto economico e con le istituzioni”. In conclusione, ha portato la sua testimonianza di studentessa dell’Università Cattolica Rebecca Mariani, che ha conseguito la doppia laurea in Giurisprudenza e Gestione d’azienda e attualmente è dottoranda nella sede di Milano.

Francesco Petronzio

Pubblicato il 13 marzo 2026

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Fiorenzuola, si inaugura la mostra fotografica «la Zobia 2026»

2026 Premio VIDALEN Fausto Carini


Domenica 15 marzo alle 10.30 al Centro Culturale Aldo Braibanti (ex macello) in largo Gabrielli 3 a Fiorenzuola d'Arda sarà inaugurata la mostra del Concorso Fotografico la Zobia e, nella stessa occasione, si terrà la consegna dei premi, assegnati dalla Giuria ai concorrenti vincitori.
Nonostante il maltempo di Sabato sera abbia costretto la rappresentazione alla sola Domenica, ciò non ha influito sulla riuscita della ZOBIA.

I numerosi carri, che si sono contesi l'ambito Palio, la folta partecipazione di gruppetti mascherati ed il pubblico presente lungo il percorso, hanno confermato il successo e l’affezione che i nostri concittadini ed i "foresti" nutrono per la ZOBIA.
Come sempre la ZOBIA ha spaziato nei più vari ambiti dello spettacolo.
La "cultura" in primis è stata ben rappresentata dall'artista Jeff Koons, che ha portato per le vie la sua mostra d'arte, e dal noto Stefano Villaggi, artista locale che si offriva di ritrarre, con discutibili risultati, i malcapitati spettatori.
Anche l'aspetto religioso ha avuto il suo spazio: un San Fiorenzo defraudato del suo cavallo si aggirava tra gli zobiari e c'era chi stava già progettando l'Albero per il prossimo Natale.
Due note farmacie fiorenzuolane hanno unito le forze proponendosi con una rivendita a due facciate; nel caso i farmaci avessero effetti collaterali letali, ci si poteva rivolgere ad un paio di "cassa mortari" che proponevano considerevoli sconti.
Sempre rimanendo nell'ambito commerciale, è da notare la proposta del "Folletto" cinese: unico inconveniente la collocazione delle prese di alimentazione dell'elettrodomestico.
In questi momenti di incertezza internazionale una maga potrebbe essere utile per tranquillizzare sul futuro che ci attende; la ZOBIA, sempre attenta alle necessità dei cittadini, ha messo a disposizione le "migliori" cartomanti e fattucchiere presenti sulla piazza (e nella via) inclusa la Fata Turchina, quest'ultima naturalmente a disposizione dei soli bimbi.
Non scordiamoci dell'aspetto ludico: i famosi "baracon" si sono presentati in forze per divertire grandi e piccini, facendo impallidire la fiera di San Fiorenzo e preoccupando non poco gli spettatori "costretti" a provare le varie attrazioni.
Nemmeno il lato sportivo è stato trascurato: anche la nostra cittadina è stata teatro delle Olimpiadi invernali e una scuola di volo metteva a disposizione vari apparecchi per chi volesse provare l'ebrezza dell'aria. 
Tanti fotografi si sono intrufolati tra carri e carretti immortalando le scene e i personaggi più rappresentativi e 17 di questi hanno presentato circa 120 foto al concorso indetto dal CCF che ora sono esposte nel Centro Culturale Aldo Braibanti (ex macello). Tra queste la giuria composta da Laura Torricella - Membro del Direttivo LUTEFiorenzuola, Rosita Lusignani -Fotografa, Andrea Dadomo - Membro dell'Associazione AMICI DELLA ZOBIA ha visionato e attentamente valutato le opere presentate a concorso.
L’assegnazione dei premi alle opere vincitrici, che potete vedere pubblicate sul sito e nell'albumPremiate al Concorso LA ZOBIA 2026sulla pagina fb del CCF, è stato frutto di vivace confronto tra i membri della giuria.

Nella foto, premio 2026 Vidalen: Fausto Carini

Pubblicato il 13 marzo 2026

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Manifattura, l’ultima parte del 2025 si è chiusa in positivo

Manifattura ultimi dati 25

Dopo aver scontato un calo dello 0,5% alla fine del settembre scorso, nel quarto trimestre 2025 la produzione della manifattura piacentina è risultata in aumento del 2,3%, in linea con il dato regionale. Questa ripresa dei volumi si è tradotta anche in un moderato incremento del fatturato; un + 0,4% (+0,7% sull’estero), in sostanza, molto al di sotto dell’aumento che ha riguardato i volumi, ma certamente più positivo del -2,4% che aveva segnato il bilancio di fine settembre. Gli ordinativi totali – secondo le analisi dell’Ufficio studi e statistiche della Camera di Commercio dell’Emilia – sono nel frattempo aumentati del 4,9%, con un andamento nettamente più favorevole rispetto alle altre vicine province emiliane e alla media regionale (+1,6%). Singolare e in controtendenza appare, in questo contesto, anche il fatto che a trainare gli ordinativi siano stati quelli interni, visto che per quelli esteri ci si è fermati ad un +1,1%). Le settimane di produzione assicurate dalla consistenza del portafogli ordini si sono attestate a 17,7 (dato nettamente migliore delle 12,2 a livello regionale), mentre anche il grado di utilizzo degli impianti continua a crescere, raggiungendo un 78,4% contro il 75% medio regionale. A proposito delle previsioni per l’andamento della produzione nel primo trimestre 2026, il 61% delle imprese ipotizza stabilità generale, il 19% un aumento e il 20% una diminuzione. Per quanto riguarda le previsioni sugli ordinativi il 61% ipotizza stabilità, il 15% un aumento e il 24% una diminuzione, valori che – se riferiti ai mercati esteri – evidenziano una stima del 62% di orientamento di stabilità, 16% per l’aumento e 22% per il calo. Le previsioni sull’andamento del fatturato indicano invece che il 18% delle imprese ipotizza una crescita, il 64% prevede stabilità e il 18% un calo.

FOCUS ARTIGIANATO

L’artigianato continua ad essere un po’ in sofferenza anche alla fine del quarto trimestre 2025, con una produzione in calo dello 0,8% (contro un dato medio regionale a +0,9%) e una riduzione del fatturato dello 0,2%, nonostante il fatturato estero cresca del 3,5% (superiore al +2,4% regionale).

Gli ordinativi totali sono in calo dello 0.9%, mentre quelli sui mercati esteri risultano invariati rispetto al medesimo trimestre del 2024. Le settimane di produzione assicurate dal portafogli ordini alla fine del quarto trimestre 2025 si confermano in 8, contro le 7,5 regionali, mentre il grado di utilizzo degli impianti è al 69% contro un 70,7% medio regionale. Relativamente alle previsioni di produzione per il primo trimestre 2026, il 64% delle imprese prevede stabilità, l’8% un aumento e il 28% un calo. Per quanto riguarda gli ordinativi il 64% prevede stabilità, il 6% un aumento e il 30% un calo, valori che – se riferiti ai mercati esteri – si distribuiscono in modo equo tra stabilità e timori di calo al 50%. Sul fatturato, infine, ci sono previsioni di crescita per il 10% delle imprese, di stabilità per il 61% e di calo per il 29%.

Pubblicato il 13 marzo 2026

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Scuola Don Minzoni, un laboratorio educativo all'aperto per i bambini

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La prevenzione parte anche da una serra: questo il messaggio lanciato lunedì 9 marzo presso la scuola dell'infanzia Don Minzoni, durante l’inaugurazione della nuova serra, iniziativa realizzata grazie alla generosità dell’Associazone Lilt di Piacenza, Lega italiana per la lotta contro i tumori. 
I protagonisti di questo progetto educativo saranno tutti gli alunni della scuola - a partire dai bambini di tre anni - che dovranno seminare, osservare e prendersi cura delle piante, imparando il valore dell'orto e del rispetto per l’ambiente.

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Il presidente provinciale della Lilt, Franco Pugliese, ha sottolineato l'importanza di esperienze come questa fin dalla tenera età. «Si cresce meglio in un contesto sano», ha detto Pugliese. «Questo è un modo per offrire ai bambini la possibilità di piantare qualcosa, prendersene cura e vederlo crescere. Si tratta di un in insegnamento importante, una metafora positiva: ciò che coltiviamo - come nella vita- può svilupparsi se curato.»
La serra sarà infatti un luogo di apprendimento e di crescita per i bambini della scuola che verranno coinvolti direttamente in attività di semina, coltivazione e cura delle piante.
Questa iniziativa è solo una delle tante promosse dalla Lilt per far avvicinare le nuove generazioni a stili di vita salutari, rispetto per l’ambiente e buone abitudini, in un’ottica di prevenzione, caposaldo dell’ attività dell’Associazione. “Se imparano fin da piccoli, i benefici saranno per tutta la società” conclude Pugliese.

Nelle foto, l'inaugurazione alla scuola materna Don Minzoni della serra all'aperto.

Pubblicato il 13 marzo 2026

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Fiorenzuola, completata la nuova piattaforma chirurgica di day surgery

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È entrato in attività il nuovo blocco operatorio dell’ospedale di Fiorenzuola, al termine dei lavori di realizzazione e dopo il completamento delle verifiche tecniche previste. Nei giorni scorsi il Comune ha rilasciato l’autorizzazione al funzionamento di quella che è stata individuata come lanuova piattaforma chirurgica di day surgery aziendale. Gli spazi, situati al terzo piano dell’ospedale, sono stati riqualificati nei mesi scorsi e comprendono due sale operatorie e sei postazioni di osservazione post-chirurgica, oltre agli ambienti di supporto alle attività assistenziali.

“L’utilizzo del nuovo blocco operatorio – spiega il direttore sanitarioAndrea Magnacavallo, che ha coordinato il gruppo di lavoro - sarà progressivo. In questa settimana si comincia con le prime sedute di endoscopia della Gastroenterologia, diretta daGiovanni Aragona, che utilizzerà i nuovi spazi per prestazioni diagnostiche e interventistiche”.
Le attività piattaforma chirurgica di day service si caratterizzeranno come interventi programmati che consentono al paziente di rientrare a casa nella stessa giornata. “Nelle prossime settimane introdurremo gradualmente – aggiunge il direttore sanitario – altre discipline chirurgiche di bassa complessità, per rendere pienamente funzionante il nuovo blocco”.
La responsabilità sanitaria della piattaforma è affidata aRuggero Massimo Corso, direttore di Anestesia, affiancato daRaffaella Sorsi per la direzione delle Professioni sanitarie. La programmazione delle attività è coordinata dalla Gestione operativa e committenza, diretta da Nicholas Rossetti.
Per sottolineare l’importanza del risultato raggiunto, l’Azienda Usl di Piacenza ha organizzato un momento di inaugurazione ufficiale delle nuove sale operatoriegiovedì 26 marzo, alla presenza del presidente della Regione Emilia-RomagnaMichele de Pascale, dell'assessorealle Politiche per la salute Massimo Fabie del sindaco di FiorenzuolaRomeo Gandolfi.
Nella foto, la nuova piattaforma chirurgica di day surgery aziendale dell'ospedale di Fiorenzuola.
Pubblicato il 13 marzo 2026

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