Si è chiusa il 12 marzo la missione piacentina al Mipim di Cannes, la principale fiera internazionale dedicata agli investimenti immobiliari e allo sviluppo dei territori. All’evento hanno partecipato oltre venticinquemila operatori provenienti da novanta paesi: il luogo dove si incontrano capitali, visioni e opportunità di trasformazione urbana. Per il quarto anno consecutivo Piacenza ha occupato uno spazio all'interno dello stand di Invest in Emilia-Romagna di Art-ER e Regione, confermando una presenza che ormai fa parte della strategia di promozione del territorio. A guidare la delegazione, Confindustria Piacenza insieme al sindaco Katia Tarasconi e all'assessore all'Urbanistica Adriana Fantini per il Comune, e ai presidenti provinciale e regionale di Ance Alessandro Losi e Maurizio Croci. Un fronte comune che, nelle precedenti edizioni, ha già dimostrato di saper aprire interlocuzioni con soggetti strategici internazionali. Al centro della presentazione agli investitori quattro aree rigenerabili ad alto potenziale, tutte in attesa di risorse e progettualità capaci di restituirle alla città in una forma nuova: l'ex Caserma Jacopo dal Verme, Cascina San Savino, l'ex Ospedale Militare e Bastione Borghetto. Aree diverse per collocazione e vocazione, accomunate dalla possibilità di diventare occasioni di sviluppo per l'intero territorio provinciale, nell'ambito del progetto Invest in Piacenza.
I COMMENTI
“Essere al Mipim significa portare Piacenza in un centro decisionale sugli investimenti”, dichiara Erika Colla, vicepresidente di Confindustria Piacenza. “Ciò che distingue la nostra presenza rispetto ad altri territori è la coesione: non arriviamo a Cannes come soggetti separati, ma come un sistema Piacenza che parla con una voce sola. Le aree che abbiamo presentato hanno un potenziale importante e il dialogo avviato con alcuni interlocutori internazionali lo conferma. La nostra provincia unisce una posizione geografica strategica a una tradizione manifatturiera solida: sono elementi che, raccontati nel contesto giusto, suscitano interesse. La competizione tra territori è elevata pur nella totale correttezza e non lascia spazio all'improvvisazione: bisogna esserci con continuità, con proposte credibili e con la capacità di seguire nel tempo le relazioni avviate”. “Il Mipim di Cannes è uno dei luoghi più importanti al mondo dove incontrare realtà, investitori e operatori dello sviluppo urbano. Essere presenti significa portare l’esperienza e la visione di un territorio come il nostro, che vuole crescere e attrarre nuove opportunità. È stato importante, anche quest’anno, raccontare Piacenza, i suoi progetti, le sue potenzialità, ma anche costruire relazioni con interlocutori internazionali. Le città oggi competono anche sulla capacità di presentarsi, di dialogare con chi investe e di immaginare il proprio futuro insieme”.
Nella sala del Consiglio comunale di Piacenza l'assessore al Welfare Nicoletta Corvi ha ricevuto i rappresentanti dell'associazione William Bottigelli per la consegna, all’Unità Operativa Minori, di buoni spesa destinati a famiglie in condizioni di difficoltà economica. La benefica associazione piacentina, grazie al sostegno di Banca di Piacenza, di Conad, dell'Unione dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Piacenza, di Confesercenti e altre realtà piacentine, permetterà di assegnare 252 buoni spesa da valore di 50 euro ad altrettante famiglie con bambini con fragilità economiche, seguite dai Servizi sociali del Comune di Piacenza. Erano presenti alla consegna Paolo Marzaroli (Banca di Piacenza), Daniele Cacia (in rappresentanza del presidente dell'associazione William Bottigelli Eusebio Di Francesco), Elena Soressi (Conad), la responsabile dell'Uo Minori Paola Poggi e Angelo Gardella per l'associazione.
Nella foto, i rappresentanti dell'associazione Bottigelli ricevuti in Comune.
Porterà il nome di Ricky la nuova stanza delle medicazioni della Pediatria e neonatologia dell’ospedale di Piacenza, diretta dal professor Giacomo Biasucci. Lo spazio è stato dedicato a Riccardo scomparso nel 2024. Il nuovo ambiente è stato pensato per rendere più accoglienti e sereni i momenti di cura dei bambini più piccoli, trasformando uno spazio sanitario in un luogo capace di trasmettere tranquillità, attenzione e vicinanza. La decorazione degli spazi è stata affidata all’associazione Fuori Serie, composta da utenti del dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche, già autori di altre decorazioni dedicate ad allietare i momenti che i bambini devono trascorrere in ospedale. La stanza è stata realizzata grazie all’impegno de Il Pellicano Piacenza onlus e al contributo dell’associazione di pesca sportiva El Belensei di Caorso di cui Riccardo faceva parte, che hanno sostenuto concretamente il progetto con l’obiettivo di offrire ai piccoli pazienti e alle loro famiglie un ambiente più umano e rassicurante. Fuori Serie, che si occupa di arteterapia come strumento di inclusione sociale e lavorativa per persone con fragilità e spiccate doti nel linguaggio artistico, in questo progetto, ha impiegato sei giovani artisti dell’associazione che hanno affiancato i professionisti nella fase di realizzazione, all’interno di un percorso di inserimento lavorativo che qualifica socialmente e operativamente le persone coinvolte, valorizzandone competenze, creatività e capacità espressive.
Alla presentazione hanno partecipato il direttore generale Paola Bardasi, il professor Biasucci, la presidente de Il Pellicano Piacenza onlus, Maria Angela Spezia, una rappresentanza dell’associazione El Belensei con il presidente Michele Zaffignani e Ambra Nalbone e l’associazione Fuori Serie con Veronica Cavalloni e alcuni degli artisti coinvolti. Presenti anche i genitori e Alessandro, fratello di Riccardo, accompagnati da Maria Lodovica Toma, amica di famiglia.
La dedica della stanza rappresenta un ulteriore momento del percorso di memoria e solidarietà promosso dall’associazione El Belensei, che a Riccardo ha dedicato due memorial con una gara di pesca durante la Festa del Po di Caorso, finalizzati alla raccolta di fondi per progetti di beneficenza. Da questa esperienza è nata anche la proposta di contribuire alla riqualificazione della stanza delle medicazioni della Pediatria: un progetto che Il Pellicano Piacenza onlus ha accolto e sostenuto, partecipando alla realizzazione dell’intervento e trasformando l’iniziativa in un gesto concreto capace di mantenere viva la memoria di Riccardo all’interno di un luogo dedicato alla cura dei bambini. Questo progetto testimonia anche l’importanza del rapporto tra il sistema sanitario e il territorio. La collaborazione tra associazioni, volontariato e istituzioni sanitarie rappresenta oggi una risorsa preziosa per migliorare la qualità dell’accoglienza e dei servizi offerti ai cittadini. Quando la comunità partecipa e sostiene attivamente il proprio ospedale, la sanità diventa davvero un patrimonio condiviso: un luogo di cura che appartiene al territorio e che cresce grazie alla responsabilità, alla generosità e all’impegno di tutti. La stanza di Ricky resterà così non solo uno spazio dedicato alle medicazioni dei bambini, ma anche un segno concreto di memoria, vicinanza e solidarietà, fondamenti del valore di una comunità capace di riconoscere ogni giorno il significato più profondo della cura.
Nella foto, l'inaugurazione della stanza di Ricky in pediatria nell'ospedale di Piacenza.
«È insensato fare di Trump il capro espiatorio dei fallimenti dell’Unione europea, che è spesso inutile e dannosa non certo per colpa del presidente americano». Così il direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, intervenuto alla prima giornata della decima edizione del Festival della cultura della libertà (organizzato da Associazione culturale Luigi Einaudi in collaborazione con Confedilizia, Banca di Piacenza, European students for liberty, Associazione dei Liberali Piacentini, Istituto Liberale) in corso al PalabancaEventi di via Mazzini a Piacenza, intitolato al suo ideatore Corrado Sforza Fogliani e avente per tema il rapporto tra Europa e America, viste come i due volti della crisi occidentale (un tema scelto un anno fa dal curatore scientifico Carlo Lottieri, ma più che mai di attualità visto lo scenario internazionale.
Il giornalista ha poi precisato: «Trump predica sempre bene? No. A volte predica male, ma razzola meglio di quanto predichi». Capezzone si è detto preoccupato per gli eventi di questi giorni ma fiducioso che «la guerra stia volgendo in modo interessante per gli amici della libertà», stigmatizzando il fatto che «si vuole tutto e subito e non si ha neanche la pazienza di attendere qualche settimana. Il problema è che non si valutano le cose con il senso della storia». Di Trump si è occupato nel suo intervento del pomeriggio anche Pierluigi Magnaschi, criticandolo per il trattamento riservato al presidente della Fed Powell, preso a calci nel sedere in pubblico: «Così è destabilizzante. Con il suo comportamento ha gettato per aria tutto. Un esempio? Aveva messo sulla pasta italiana dazi al 91,7%, ora li ha ridotti al 2,65%. La politica dei dazi ha terremotato l’economia mondiale. Per che cosa poi? Per dare ai cittadini americani un danno del 9%. Avere a che fare con lui è difficile». Il direttore di Italia Oggi ha quindi preso in esame le due entità, Europa e Stati Uniti: «La prima ha la leadership nella manifattura di qualità, gli Usa sono imbattibili nella finanza e nella tecnologia con l’AI che noi sottovalutiamo ma che sarà una bomba atomica di tipo economico e sociale. La debolezza dell’Europa deriva dalla dispersione di essere dispersa in 27 Paesi e di dover prendere le decisioni all’unanimità, cosa paralizzante». Poi la sentenza: «Dal punto di vista politico, oggi l’Europa conta niente».
Il Festival si era aperto con gli interventi di saluto del ministro Tommaso Foti (che ha richiamato la necessità di un rapporto tra Europa e Stati Uniti fondato «sul realismo e non sulla propaganda» e ha respinto l’idea di un suo inevitabile declino. L’on. Foti ha anche ricordato l’ideatore del Festival Corrado Sforza Fogliani «che volle questa manifestazione come luogo di confronto in una fase storica in cui sembrava prevalere il pensiero unico e si pensava che la globalizzazione avrebbe garantito automaticamente prosperità») e dell’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza Christian Fiazza (che autodefinendosi il più americano della sua Giunta, ha auspicato un approfondimento sulle caratteristiche della società Usa per capirne meglio le dinamiche). Presente anche la senatrice Elena Murelli.
Dopo i ringraziamenti di rito del presidente dei Liberali piacentini Antonino Coppolino a tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione del Festival, hanno preso la parola il presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna (che ha fatto un paragone tra la crescita della Banca, che quest’anno compie 90 anni, e il Festival ideato dal presidente Sforza che vedeva lontano e che ha trasformato l’Istituto di credito anche in motore culturale a beneficio della comunità) e il presidente della Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, che nel ricordare Corrado Sforza Fogliani ha annunciato la prossima uscita di un libro, per iniziativa della casa editrice Liberilibri, dedicato alla sua poliedrica figura e scritto a più mani.
La giornata – seguita anche in diretta streaming (confedilizia.it, liberalipiacentini.com, culturadellaliberta.com, Radio Radicale) – ha visto altri interventi di qualificati relatori: Dario Caroniti e Alessandro Vitale (che si sono occupati di Europa e Stati Uniti tra alleanza e dissidi), Andrea Venanzoni (con la lectio magistralis su “L’America della tecnoscienza: incubo o nuovo Rinascimento?”), Roberto Brazzale (Europa e America: due economie divergenti), Eugenio Capozzi, Dario Fertilio e Aurelio Mustacciuoli (C’è ancora libertà di parola in Occidente?) e infine Andrea Favaro con la lectio magistralis su “La solidarietà in Occidente: fondamenti e finzioni”.
Nella foto, da destra, Daniele Capezzone, Antonino Coppolino, Dario Caroniti, Alessandro Vitale
Prezzi stabili e aumento delle compravendite: è la fotografia del mercato immobiliare piacentino nel secondo semestre 2025, “scattata” dall’Osservatorio Fiaip Monitora. Nel report emerge che in città, nell’ultimo anno preso in considerazione, il mercato è stato più “dinamico”: le compravendite a Piacenza sono cresciute del 17,9% (da 757 a 892), mentre nel resto della provincia l’aumento è stato del 15,2% (da 1.278 a 1.472). Questo dato è in controtendenza rispetto al fenomeno registrato nel post Covid: nella prima metà del 2025, nei paesi della provincia sono state comprate il 60,4% in più delle case rispetto allo stesso periodo del 2019. Nell’anno precedente al lockdown, le compravendite in città erano state 675, in provincia 917; sei anni dopo sono rispettivamente 892 e 1.472, con la città che cresce alla metà della velocità (+32,2%). L’ultima indagine è stata presentata venerdì 13 marzo nella sede di Confindustria Piacenza da Marco Ghioni, responsabile di Fiaip Monitora e vicepresidente di Fiaip Piacenza, Fabrizio Floriani, presidente Fiaip Piacenza, e Paolo Rizzi, presidente del Laboratorio di economia locale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
Classe energetica importante, ma il nuovo costa troppo
L’abbassamento dei tassi d’interesse dei mutui, oggi intorno al 3%, secondo Marco Ghioni, ha dato una spinta alle compravendite. “Con tassi così contenuti – afferma – è più interessante acquistare casa che andare in affitto: un tasso di mutuo su 100mila euro ha un valore inferiore rispetto all’affitto di un bilocale”. Per il 2026, le previsioni sono positive. “Tendenzialmente – dice Ghioni – i valori degli immobili saranno stazionari e si prevede un ulteriore aumento del numero delle compravendite”. I piacentini, oggi più di prima, fanno attenzione alla classe energetica degli immobili prima di acquistarli. E quindi preferiscono case di nuova costruzione. Tuttavia, i costi elevati spesso scoraggiano l’acquisto. Per cui, spiega Marco Ghioni, “la categoria più appetibile è quella degli immobili in buono stato, anche se sono difficili da trovare sul mercato. Gli immobili da ristrutturare invece danno incertezze per quanto riguarda costi e tempi di consegna dei lavori”.
“Il ceto medio fa fatica”
“Sulle compravendite – è l’analisi di Paolo Rizzi – nell’ultimo periodo Piacenza cresce di più rispetto all’Emilia-Romagna e all’Italia”. Le cause sono da ricercare prevalentemente “nella demografia, positiva grazie a immigrati e studenti”. Nell’alta richiesta di case “usate” rispetto alle nuove, Rizzi legge una caratteristica socioeconomica della popolazione, legata alla perdita del potere d’acquisto delle famiglie. “Il ceto medio fa fatica, e ancor di più quelli che lavorano nella logistica, di cui la metà sono stranieri e hanno un potere d’acquisto basso. La polarizzazione salariale continua ad esserci”. Rizzi ha ricordato i dati occupazionali che girano intorno al settore della casa: 9mila addetti nel settore delle costruzioni, che diventano 12-13mila se si aggiunge il terziario (servizi, attività immobiliare), ossia l’11-12% del totale degli addetti della provincia (che sono circa 112mila, mentre gli occupati sono 134mila). Gli addetti sono coloro che lavorano sul territorio, non necessariamente residenti in provincia di Piacenza. Gli occupati sono coloro che sono residenti nel Piacentino e che lavorano, non necessariamente sul territorio. E le unità locali sono 5.100 nel settore delle costruzioni, che diventano 6.800 con il terziario (il 20,5% delle unità locali totali). Rizzi ha ricordato che i mediatori “sono una categoria di cui fidarsi, valori come terzietà e correttezza sono fondamentali. Gli agenti hanno la funzione di aiutare chi compra e chi vende a capire le tendenze del mercato per raggiungere il soddisfacimento più alto possibile”.
I dati delle compravendite
L’analisi del mercato immobiliare residenziale di Piacenza e provincia per il secondo semestre 2025 conferma un quadro con segnali positivi di ripresa dei volumi transazionali, consolidando i trend osservati nei primi sei mesi dell’anno ed invertendo la fase negativa osservata nel 2024. Nel primo semestre del 2025 sono state registrate 2.364 compravendite immobiliari residenziali (Numero di transazioni normalizzate – Ntn) in provincia di Piacenza con un aumento di 330 unità (+16,2%) rispetto al primo semestre del 2024 (2.034). Questo incremento segna la ripresa del mercato dopo la contrazione registrata nel periodo precedente. Analizzando la componente territoriale, il capoluogo Piacenza ha realizzato 892 compravendite, con una crescita di +17,9% rispetto allo stesso periodo 2024, mentre il resto della provincia ha registrato 1.472 transazioni, in aumento del +15,2% sul 2024. In sintesi, dopo la flessione del 2024 (-9,6% sul 2023), il mercato mostra un deciso rimbalzo nel primo semestre del 2025 con 2.364 compravendite, pari a +16,2% rispetto allo stesso periodo 2024. I livelli attuali di transazioni superano quelli del 2019 (pre-pandemia) di oltre il 48%, a testimonianza della vitalità del mercato piacentino nel medio periodo.
Quanto costa una casa oggi?
Dalle analisi e approfondimenti effettuati sulle basi dei dati rilevati si evidenzia un valore medio di circa 1.021 €/m2 per la Provincia di Piacenza e 1.292 €/m2 nel comune capoluogo, con una stabilizzazione rispetto all’anno precedente (-0,5% provinciale). La ripresa delle transazioni registrata a Piacenza è coerente con la tendenza positiva osservata a livello nazionale e regionale nel primo semestre del 2025, dove le compravendite residenziali hanno mostrato segni di crescita su base annua nonostante oscillazioni congiunturali. Variazioni delle transazioni: dopo la contrazione generalizzata del 2024, dovuta in parte all’aumento dei costi del credito e alla fine di taluni incentivi, il 2025 mostra un’inversione di tendenza significativa con +16,2% nelle compravendite residenziali dell’intera provincia. Il trend positivo osservato nell’area piacentina è in linea con le tendenze più ampie in Emilia-Romagna e nell’intero mercato italiano, che mostrano dinamiche di recupero dei volumi transazionali nel 2025.
Gli affitti e il “peso” dei fuorisede
Nel secondo semestre del 2025 il mercato immobiliare degli affitti nella città di Piacenza e nella relativa provincia ha mostrato un andamento complessivamente dinamico. La domanda di locazioni residenziali si è mantenuta sostenuta, trainata principalmente da studenti universitari, lavoratori impiegati nel settore logistico e manifatturiero e da giovani coppie. Tale dinamica ha contribuito a mantenere un livello di assorbimento degli immobili piuttosto rapido, con tempi medi di permanenza sul mercato molto contenuti. Dal lato dell’offerta, si osserva invece una disponibilità relativamente limitata di immobili in locazione, soprattutto per quanto riguarda appartamenti di piccola e media metratura (bilocali e trilocali) situati nelle zone centrali o semicentrali della città. Nei comuni della provincia, una domanda più stabile, ad eccezione dei comuni prossimi ai poli logistici, Castel San Giovanni e Fiorenzuola d’Arda, si registra una domanda crescente da parte di lavoratori fuori sede. Secondo dati comunali aggregati più recenti, sono circa 5.000-5.400 studenti universitari iscritti complessivamente alle sedi piacentine (tutti atenei e conservatorio). Una quota significativa (spesso superiore al 60-65%) è fuori sede, con impatto diretto sulla domanda abitativa e servizi universitari e con un graduale incremento degli iscritti nei prossimi anni. Inoltre, l’insieme delle attività riconducibili al comparto logistico occupano ad oggi nella provincia di Piacenza oltre 14mila addetti, con tendenza in continua crescita. Il quadro emerso dall’osservatorio sul secondo semestre 2025 conferma la solidità del mercato immobiliare residenziale di Piacenza e provincia e la sua resilienza nel confronto con gli anni immediatamente precedenti alla pandemia.
Francesco Petronzio
Nella foto, da sinistra Paolo Rizzi, Fabrizio Floriani e Marco Ghioni.
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