Giorgio Perlasca «entra» nel Giardino dei giusti di Gragnano

“La Giornata dei Giusti non crea barriere, non è a senso unico, piuttosto unisce gli esseri umani in nome dell’aspirazione al bene, al vero e alla ricerca della bontà nei comportamenti quotidiani. Ci stimola, in nome della comune umanità delle persone buone, a ricomporre memorie terribili del passato e del presente e ad impedire l’effetto perverso della loro concorrenza, una degenerazione che attraversa il nostro tempo”. Questo è il pensiero che sottende la decisione della “Fondazione Gariwo” di diffondere i Giardini nel mondo. Il 6 marzo, Giornata Europea dei Giusti delle Nazioni presso il Giardino dei Giusti di Gragnano, uno dei 300 sparsi nel mondo, attraverso lo scoprimento di una targa, il Comune, di concerto con il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, ha ricordato Giorgio Perlasca che, fingendosi un console spagnolo, a Budapest, salvò 5200 ebrei dall’Olocausto.
Il giovane sindaco Alessia Varesi, con Anna Timoni e Noemi Chiesa (rappresentanti del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze) hanno ripercorso la storia di Perlasca e condiviso altre riflessioni sull’azione di questo italiano che trovatosi a Budapest nel 1944 ebbe la formidabile intuizione di mettere in atto una incredibile messinscena, tornando poi, a fine guerra, nell’anonimato.

“C’era gente in pericolo di vita e bisognava fare qualcosa. Avendo la possibilità di farlo, l’ho fatto” questa la semplice risposta di Perlasca al giornalista Giovanni Minoli che gli chiedeva come avesse potuto trovare il coraggio per una simile azione. “Perlasca, come gli altri che in tempi difficili misero in pericolo la propria vita per salvarne altre sono esempi a cui guardare oggi più che mai”, ha commentato il sindaco Patrizia Calza.
“Il giardino che abbiamo voluto realizzare ormai quattro anni fa vuole essere uno spazio pubblico di stimolo alle coscienze grazie alle storie delle persone buone e straordinarie nella loro semplicità che saranno ricordate In questo luogo anno dopo anno. Si tratta di un luogo di speranza che non è la convinzione che una cosa andrà a finire bene ma la certezza che quella cosa ha un senso farla indipendentemente da come andrà a finire”.
Dopo la benedizione di don Alessandro Ponticelli è toccato a Marco Bergonzi, presidente Acer e promotore della intitolazione a Perlasca di una sala dell’Amministrazione Provinciale quando ricoprì il ruolo di consigliere provinciale. La cerimonia si è poi chiusa con una sorpresa: il messaggio del figlio Franco Perlasca e presidente della Fondazione Giorgio Perlasca, letto dal sindaco e contenente il testamento spirituale che Giorgio Perlasca ha lasciato a tutti, ma specialmente ai ragazzi.
Nelle foto, la cerimonia a Gragnano.
Pubblicato il 9 marzo 2026


