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Notizie Varie

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Sicurezza stradale, tappa piacentina per la campagna regionale «Guardiamoci negli occhi»

gruppo esterno
A Piacenza ha fatto tappa la campagna regionale sulla sicurezza stradale "Guardiamoci negli occhi"  con la presentazione del testimonial del progetto incentrato sulla sicurezza dei motociclisti, l'influencer Luca Bellei, in piazza Mercanti e a seguire il Tavolo di confronto tra istituzioni e realtà associative del territorio in aula consiliare.
Hanno partecipato all'incontro, dialogando con l'assessore allo Sport e Politiche Educative Mario Dadati, il presidente dell'Osservatorio regionale per l'educazione alla sicurezza stradale Marco Pollastri e il referente dell'Ufficio Scolastico Territoriale Fiorenzo Zani, i rappresentanti di Polizia Stradale, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Anpas, Ceas Infoambiente comunale, Aci, Federazione Motociclistica Italiana, Fiab Amolabici, Unasca (scuole guida) e associazione Sonia Tosi. 
Ciclisti e motociclisti coinvolti in incidenti

In Emilia-Romagna, la serie storica degli incidenti stradali negli ultimi 10 anni - considerando la flessione nel periodo Covid - evidenzia come i decessi registrati nel 2024 (273) siano in linea con il percorso verso il dimezzamento entro il 2030. Tuttavia, il numero dei motociclisti deceduti non segue l’andamento generale: nel 2024, dopo una leggera flessione registrata l’anno precedente, resta stabile rispetto a quello del 2019: 69. Si è dimezzato rispetto al valore registrato nel 2019, invece, il nuimero dei ciclisti coinvolti in incidenti letali, comunque alto pur passando da 60 a 30.
Il peso percentuale degli incidenti ciclocorrelati si attesta, per l’intero decennio, su valori sempre superiori al 18% del totale; il numero di ciclisti deceduti registrato nel 2019 (60) è stato il più elevato del periodo osservato, pari al 17% del totale dei decessi. Il peso percentuale dei ciclisti deceduti nel 2024, dimezzati rispetto al 2019, scende all’11% del totale. Il numero dei ciclisti feriti è in linea con il numero di incidenti ciclocorrelati: sono rari, infatti, sia i casi di conducenti ciclisti illesi, sia i casi di trasportati su bicicletta. Il peso percentuale dei ciclisti feriti sul totale dei feriti in incidente stradale oscilla tra il 13,1% del 2018 e il 15% del 2021 (periodo Covid).
La percentuale degli incidenti motocorrelati sul totale degli incidenti passa dal 16% del 2015 al 19% del 2024; lo stesso andamento si registra nei feriti a bordo di motociclo, il cui peso sul totale, passa dal 12% del 2015 al 15,2% del 2024.
fiorenzozani mariodadati marcopollastri
Nelle foto, in alto, la presentazione del progetto; sopra, Fiorenzo Zani, Mario Dadati e Marco Pollastri

Sebbene il peso in termini percentuali di incidenti e feriti a bordo di moto sia inferiore a quello osservato per i ciclisti, il numero dei motociclisti deceduti sul totale dei deceduti in incidente stradale è sempre superiore a quello dei ciclisti, con valori che si mantengono mediamente attorno al 20% e con un massimo, raggiunto nel 2024, di oltre il 25% (un morto su quattro in incidente stradale viaggiava a bordo di motociclo).
Costante il calo dei soggetti deceduti o feriti a bordo di ciclomotore, probabilmente anche a causa della minor diffusione e utilizzo del tipo di mezzo. Il numero di pedoni vittime di incidente presenta un andamento simile a quello dei ciclisti, pur mantenendosi quasi ogni anno su livelli leggermente più elevati. Al contrario, il numero di pedoni feriti è decisamente inferiore a quello dei ciclisti feriti che registra, invece, valori simili (e fino al 2021 leggermente superiori) a quello dei motociclisti feriti.
Il numero di motociclisti deceduti mantiene valori più elevati rispetto gli altri utenti deboli. Il 63% dei ciclisti deceduti ha 60 anni o più; questa percentuale sale al 72% per i pedoni (per i quali la sola classe 75 anni e oltre rappresenta il 55%). I conducenti di motociclo deceduti sono per un terzo di età compresa tra i 18 e i 34 anni e per un terzo tra i 50 e i 64 anni di età.
Poco meno del 90% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un ciclista avvengono in ambito urbano; i decessi nelle strade urbane si attestano al 67%. L’82% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un ciclista si verificano in seguito a scontri tra veicoli in marcia; solo il 2% degli incidenti e il 3% dei feriti sono frutto di un investimento di pedoni. L’81% dei decessi si verifica in seguito a scontri tra veicoli in marcia; il restante 19% avviene a seguito di incidenti senza alcun urto, ovvero fuoriuscite o cadute da veicolo (a fronte di un 8% di incidenti e feriti per questa stessa natura). Il 75% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un motociclo avvengono in ambito urbano; il 53% dei decessi, invece, avviene in ambito extra urbano.
Pubblicato il 13 marzo 2026

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Politica monetaria vs politica fiscale: il segreto è trovare un punto di equilibrio

Sala Corrado Sforza Fogliani gremita per seguire la lezione di Gabriele Pinosa

«La moneta non è un gioco, né uno scherzo: il prezzo da pagare di fronte a una politica monetaria troppo espansiva è il rischio di iperinflazione». Questa la riflessione finale di Gabriele Pinosa, presidente di Go-Spa Consulting, protagonista al PalabancaEventi (Sala Corrado Sforza Fogliani) di una seguitissima lezione di educazione finanziaria avente per tema “La nuova sfida per le Banche centrali: come salvaguardare la moneta dalla politica?” promossa dalla Banca di Piacenza.

Dopo aver sottolineato la rilevanza per l’economia dell’equilibrio tra politica monetaria (offerta di moneta, tasso di interesse) e politica fiscale (spesa pubblica, trasferimenti, prelievo fiscale), il relatore ha spiegato che cosa succede quando si passa da una politica monetaria convenzionale (che agisce sul costo del denaro) a quella non convenzionale, il cosiddetto quantitative easing: «Tecnicamente, con il QE la banca centrale crea nuova moneta e compera sul mercato asset, ad esempio titoli del debito, con tre tipi di conseguenze: l’aumento della moneta in circolazione, l’incremento degli asset detenuti dalla banca centrale e l’aumento dei prezzi degli asset oggetto di acquisto». Ma il quantitative easing ha dimostrato di non funzionare a dovere: in teoria, infatti, la moneta messa in circolazione dovrebbe finire sia al sistema finanziario, sia all’economia reale; in realtà, rimane nel sistema finanziario, provocando inflazione dal superiore apprezzamento degli asset causato dagli acquisti delle banche centrali; inflazione che invece in questo caso non atterra nell’economia reale. «La politica monetaria – ha proseguito il dott. Pinosa – negli anni ’10 era diventata the only game in town e alle banche centrali si attribuivano poteri taumaturgici che in realtà non avevano e non hanno». Poi con la pandemia qualcosa è cambiato. Per risollevare economie al collasso si è ricorsi a piani straordinari (come il Next Generation Eu dell’Unione Europea che ha stanziato 800 miliardi di euro). «Abbiamo in questo caso l’intervento della politica fiscale – ha argomentato il presidente di Go-Spa Consulting – quando quella monetaria da sola non basta a sostenere lo sviluppo. Un’azione conosciuta come helicopter money, che sana il problema del blocco della circolazione monetaria portando il denaro all’economia reale. Era quindi ragionevole attendersi una ripartenza inflattiva, alimentata dall’enorme crescita del debito (misure fiscali) e della moneta, utilizzati per contrastare lo choc economico del Covid. Con il PNRR si è fatto debito, ma le risorse sono andate direttamente all’economia reale».

Il dott. Pinosa ha quindi trattato del “caso giapponese”, «una storia che fa da monito e che dimostra come l’ipermonetarismo causa conseguenze drammatiche». Negli Anni ’80 il Giappone era una potenza tecnologica che voleva sostituirsi agli Usa, ma l’America esercitava un potere nei confronti di Tokyo e a un certo punto (settembre 1985) disse “basta” e costrinse il Giappone a rivalutare lo yen con conseguente abbattimento del loro export. Si ricorse allora in maniera illimitata al quantitative easing «ma è inutile regalare moneta se non mi dai motivi per averne bisogno». Il sistema giapponese si è così ritrovato “drogato” di moneta e con un debito pubblico insostenibile.

Nell’ultima parte della sua lezione il dott. Pinosa ha illustrato gli impatti e i rischi della dominanza fiscale, fenomeno che si ha quando le necessità fiscali prevalgono sulla politica monetaria. «Banca centrale e Tesoro fanno il tiro alla fune e se prevale il secondo la politica monetaria assume un ruolo passivo e interviene solo per stabilizzare e correre ai ripari per evitare il collasso; con la dominanza fiscale si crea invece inflazione con aumento del debito pubblico». Il relatore ha spiegato che in Europa per la Bce è più facile rimanere più indipendente rispetto alle richieste della parte politica, mentre in Stati Uniti (vedi scontro Trump-Powell), Giappone e Regno Unito l’autorità politica è più forte rispetto a quella monetaria, maggiore è quindi il rischio di fenomeni inflattivi e iperinflattivi. «Dopo una dominanza di natura fiscale – ha spiegato il relatore – aumenta il rischio di default».

In questo scenario, c’è chi allora riscopre l’economia reale puntando su oro e argento o sull’ultima tendenza del momento, l’Halo trade, che guarda ad asset collegati a beni materiali poco soggetti all’obsolescenza tecnologica.

Il vicedirettore generale della Banca Pietro Boselli nell’aprire e chiudere l’incontro di educazione finanziaria ha sottolineato i benefici – per chi desidera investire i propri risparmi – della consulenza evoluta «che permette un dialogo continuo con il cliente, una visione integrata del patrimonio familiare e una percezione del valore del servizio decisamente più elevata». Il vicedirettore ha anche osservato che pur in uno scenario internazionale complesso l’investimento in titoli rimane un’opzione sicura «a patto che ci si rivolga a professionisti».

Nella foto, la lezione di Gabriele Pinosa nella sala Corrado Sforza Fogliani.

Pubblicato il 12 marzo 2026

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Domenica 15 in cammino sulla via degli Abati tra Colombarone e Pometo

Locandina ESCURSIONE 20260315

Domenica 15 marzo nuovo appuntamento con "Val Tidone Lentamente 2026". "Sulla Via degli Abati tra Colombarone e Pometo" è il titolo dell'escursione che rappresenta la seconda tappa dello storico itinerario che unisce Pavia e Pontremoli passando per l'Appennino Emiliano insieme con l'associazione "Via degli Abati APS".  Immersi nelle prime colline pavesi, tra vigneti e seminativi, i partecipanti verranno guidati da Giuseppe Noroni, guida esperta escursionistica ambientale AIGAE e presidente della "Via degli Abati APS", fino al confine con la regione Emilia-Romagna e passando per Rocchetta, Castana, San Nazzaro, Canevino. 

Ritrovo a località Colombarone di Canneto Pavese (PV) alle ore 9.15 con rientro previsto per le 17 circa. Escursione di circa 7 ore e mezza con un dislivello in salita di 700 metri e lunghezza di 16,5 chilometri di tipo escursionistico. Pranzo al sacco. 

Quota di partecipazione € 15 e comprende la completa organizzazione, l'accompagnamento ad opera di una guida escursionistica ambientale e regolarmente iscritta ad AIGAE, e la parte assicurativa.

L'iscrizione obbligatoria deve pervenire entro venerdì 13 marzo e l'escursione si svolgerà con un numero limitato di partecipanti. Tutte le informazioni dettagliate si trovano sull'evento Facebook oppure contattando direttamente la guida escursionista ambientale AIGAE Giuseppe Noroni tramite i seguenti riferimenti: telefono 3297265227 (anche WhatsApp) oppure e-mail

Tutte le escursioni di "Val Tidone Lentamente" sono a numero chiuso e si svolgono nel rispetto delle regole di prevenzione della PSA e in regola con le norme vigenti in ambito sanitario: il calendario aggiornato ed ufficiale è presente sulla pagina Facebook "Comitato Storico Culturale Val Tidone".

Pubblicato il 12 marzo 2026

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Progetto «Rifugi», partecipa anche la biblioteca «Margherita Hack» di Gragnano

Gragnano 8 marzo

La biblioteca “Margherita Hack” di Gragnano parteciperà al progetto “Rifugi”. Nato nel 2023 su iniziativa della casa editrice “Settenove”, in collaborazione con Percorso Donna Aps ed Emme Promozione, ha l’obiettivo di creare una rete informale di librerie e biblioteche sensibili al tema della violenza di genere, capaci di offrire informazioni utili e un primo supporto in collegamento con i Centri Antiviolenza territoriali. “Troviamo il progetto molto interessante e siamo davvero molto contenti di poter dare questa notizia in occasione dell’8 marzo”, commentano il sindaco Patrizia Calza, l’assessore Francesca Grignano e il consigliere comunale Matteo Provini. L’edizione 2024 del progetto ha ricevuto l’alto patrocinio del Parlamento europeo e ha coinvolto realtà nazionali come Differenza Donna e D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza e anche la Fondazione Giulia Cecchettin ha sostenuto il progetto nell’edizione del 2025, a conferma dell’impegno civile e culturale nel promuovere azioni concrete di contrasto alla violenza di genere e rinnova il suo sostegno per l’edizione del 2026, che si svolgerà sotto il patrocinio dell’Associazione Italiana Biblioteche .

“Le biblioteche possono essere un fondamentale presidio culturale e sociale nel territorio, un aiuto concreto alla lotta contro la violenza e alla promozione di una cultura della libertà e dell’autodeterminazione”, commenta la responsabile della Biblioteca comunale Elisabetta Pallavicini che parteciperà, allo scopo, ad un corso che si svolgerà in quattro lunedì del mese di Giugno. Il progetto prevede infatti una formazione specifica sulla violenza di genere, su come prevenirla e contrastarla, per offrire alle donne un supporto concreto in caso di necessità, destinata agli operatori che lavorano in biblioteca ma anche l’ingresso in un circuito di 250 librerie e biblioteche già presenti in tutta Italia con newsletter periodiche tematiche di aggiornamento e la sinergia con le reti antiviolenza territoriali. Per ogni biblioteca aderente, Settenove regalerà un libro alla Casa rifugio più vicina e verrà dare riconoscibilità, quale biblioteca formata ed aderente a “I Rifugi”, mediante un kit contenente vetrofania, pannelli con numeri utili antiviolenza, lista dei centri antiviolenza e materiale informativo.

“Come Amministrazione riteniamo che l’adesione al progetto rappresenti un’opportunità per rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali come luoghi di prossimità, ascolto e sensibilizzazione   ed è coerente con i nostri obiettivi in materia di inclusione, educazione civica e promozione della parità di genere. Essendo i primi in tutta la Provincia tra Librerie e Biblioteche ci auguriamo di poter svolgere il ruolo di apripista”, concludono gli amministratori.

Pubblicato il 12 marzo 2026

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L’intelligenza artificiale aiuta a vendere meglio, il seminario in Unione Commercianti

Incontro Ai Unione Commercianti

Che ruolo può giocare l’intelligenza artificiale nell’affiancare i commercianti e gli agenti immobiliari nel loro lavoro quotidiano? Era questo uno degli interrogativi a cui ha cercato di dare un’esauriente risposta l’incontro che si è svolto nei giorni scorsi presso la sede dell'Unione Commercianti di Piacenza in strada Bobbiese. Il seminario formativo, organizzato da F.I.M.A.A. Piacenza, in collaborazione con il Network Len, è stato condotto da Claudio Mallero, consulente digitale, ed ha visto la partecipazione attiva di numerosi agenti immobiliari e operatori del settore commerciale. Mallero ha aperto l'incontro smontando con decisione i miti che spesso circondano questa tecnologia, presentandola non come un concetto fantascientifico riservato ai colossi del web ma come uno strumento accessibile e versatile per la piccola e media impresa locale. Il messaggio centrale del seminario è stato chiaro e diretto poiché non si tratta di subire passivamente un cambiamento tecnologico ma di guidarlo con consapevolezza imparando a conoscere i mezzi a disposizione prima ancora di implementarli.

“Non stiamo parlando di futuro remoto – ha affermato Mallero - stiamo parlando di oggi, di strumenti che puoi iniziare ad usare domani mattina, anche da solo, anche senza un reparto It”. Durante la sessione formativa sono stati approfonditi i benefici specifici per il mercato immobiliare spaziando dai modelli di valutazione automatica degli immobili (Avm-Automated Valuation Models), fino all'utilizzo di chatbot capaci di assistere i clienti in ogni momento della giornata, senza dimenticare la generazione automatica di annunci ottimizzati, l'analisi predittiva dei prezzi per zona e la personalizzazione delle proposte d'acquisto in base al profilo del cliente. Allo stesso modo i commercianti hanno scoperto come l’Ia possa rivoluzionare la gestione delle scorte, la previsione della domanda stagionale e la creazione di contenuti di marketing d'impatto attraverso strumenti generativi che permettono di produrre testi e immagini di alta qualità in pochi istanti.
Ma l’Ia può anche tradursi in assistenti virtuali per l'e-commerce e nel supporto post-vendita, può servire per elaborare analisi dei dati di vendita ed identificare prodotti strategici e clienti ad alto valore ed infine per creare e gestire sistemi smart di fidelizzazione della clientela. Particolarmente apprezzata dalla platea è stata la parte dimostrativa del seminario, durante la quale Mallero ha mostrato dal vivo il funzionamento di assistenti conversazionali e software di analisi dei dati confermando che queste tecnologie possono essere integrate nelle attività professionali anche senza possedere competenze informatiche. Numerose le domande a testimonianza di un interesse che va oltre la semplice curiosità. È anzi emerso il desiderio, da parte di buona parte dei presenti, di approfondire l’utilizzo di questi strumenti attraverso dei veri e propri percorsi di formazione, indispensabili per restare competitivi in un mercato in rapida evoluzione. L'incontro si è concluso con una riflessione emblematica del relatore: “L'intelligenza artificiale – ha detto Claudio Mallero - non sostituirà l'agente immobiliare o il commerciante, ma l'agente immobiliare che saprà usare bene l'Ia sostituirà quello che non la usa”.

Pubblicato l'11 marzo 2026

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