Sicurezza stradale, tappa piacentina per la campagna regionale «Guardiamoci negli occhi»

In Emilia-Romagna, la serie storica degli incidenti stradali negli ultimi 10 anni - considerando la flessione nel periodo Covid - evidenzia come i decessi registrati nel 2024 (273) siano in linea con il percorso verso il dimezzamento entro il 2030. Tuttavia, il numero dei motociclisti deceduti non segue l’andamento generale: nel 2024, dopo una leggera flessione registrata l’anno precedente, resta stabile rispetto a quello del 2019: 69. Si è dimezzato rispetto al valore registrato nel 2019, invece, il nuimero dei ciclisti coinvolti in incidenti letali, comunque alto pur passando da 60 a 30.
Il peso percentuale degli incidenti ciclocorrelati si attesta, per l’intero decennio, su valori sempre superiori al 18% del totale; il numero di ciclisti deceduti registrato nel 2019 (60) è stato il più elevato del periodo osservato, pari al 17% del totale dei decessi. Il peso percentuale dei ciclisti deceduti nel 2024, dimezzati rispetto al 2019, scende all’11% del totale. Il numero dei ciclisti feriti è in linea con il numero di incidenti ciclocorrelati: sono rari, infatti, sia i casi di conducenti ciclisti illesi, sia i casi di trasportati su bicicletta. Il peso percentuale dei ciclisti feriti sul totale dei feriti in incidente stradale oscilla tra il 13,1% del 2018 e il 15% del 2021 (periodo Covid).
La percentuale degli incidenti motocorrelati sul totale degli incidenti passa dal 16% del 2015 al 19% del 2024; lo stesso andamento si registra nei feriti a bordo di motociclo, il cui peso sul totale, passa dal 12% del 2015 al 15,2% del 2024.

Sebbene il peso in termini percentuali di incidenti e feriti a bordo di moto sia inferiore a quello osservato per i ciclisti, il numero dei motociclisti deceduti sul totale dei deceduti in incidente stradale è sempre superiore a quello dei ciclisti, con valori che si mantengono mediamente attorno al 20% e con un massimo, raggiunto nel 2024, di oltre il 25% (un morto su quattro in incidente stradale viaggiava a bordo di motociclo).
Costante il calo dei soggetti deceduti o feriti a bordo di ciclomotore, probabilmente anche a causa della minor diffusione e utilizzo del tipo di mezzo. Il numero di pedoni vittime di incidente presenta un andamento simile a quello dei ciclisti, pur mantenendosi quasi ogni anno su livelli leggermente più elevati. Al contrario, il numero di pedoni feriti è decisamente inferiore a quello dei ciclisti feriti che registra, invece, valori simili (e fino al 2021 leggermente superiori) a quello dei motociclisti feriti.
Il numero di motociclisti deceduti mantiene valori più elevati rispetto gli altri utenti deboli. Il 63% dei ciclisti deceduti ha 60 anni o più; questa percentuale sale al 72% per i pedoni (per i quali la sola classe 75 anni e oltre rappresenta il 55%). I conducenti di motociclo deceduti sono per un terzo di età compresa tra i 18 e i 34 anni e per un terzo tra i 50 e i 64 anni di età.
Poco meno del 90% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un ciclista avvengono in ambito urbano; i decessi nelle strade urbane si attestano al 67%. L’82% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un ciclista si verificano in seguito a scontri tra veicoli in marcia; solo il 2% degli incidenti e il 3% dei feriti sono frutto di un investimento di pedoni. L’81% dei decessi si verifica in seguito a scontri tra veicoli in marcia; il restante 19% avviene a seguito di incidenti senza alcun urto, ovvero fuoriuscite o cadute da veicolo (a fronte di un 8% di incidenti e feriti per questa stessa natura). Il 75% degli incidenti e dei feriti che hanno visto il coinvolgimento di un motociclo avvengono in ambito urbano; il 53% dei decessi, invece, avviene in ambito extra urbano.
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