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Notizie Varie

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Una raccolta fondi per salvare tre mezzi dell’Assofa

Appello Assofa

Cooperativa Assofa, con il supporto dell’Associazione Amici di Coop Assofa, ha pubblicato un’iniziativa di raccolta fondi sulla piattaforma “CrowdForLife” di Crèdit Agricole. L’obiettivo è la raccolta di 20mila euro da destinare alle spese di officina e carrozzeria per dare nuova vita ai tre pulmini utilizzati per il trasporto di persone con gravi disabilità. La procedura per la donazione è molto semplice. Basta cliccare il link https://www.ca-crowdforlife.it/progetto/tre-pulmini-da-salvare/ e seguire le istruzioni. Si può scegliere liberamente l’importo da donare. Per poter trasportare in sicurezza i ragazzi e le ragazze ospitate nella sede della Cooperativa Assofa, ogni mattina da casa al centro e ogni pomeriggio per il percorso inverso, vengono utilizzati tre pulmini ormai datati. La messa a punto di questi mezzi, sia dal punto di vista meccanico, sia per quanto riguarda la sicurezza del trasporto stesso, richiede una spesa ingente. Per questo motivo è stata avviata una raccolta fondi pubblica, dove il contributo di tutti può aiutare a raggiungere e forse superare l’obiettivo.
Cooperativa Assofa, attiva a Piacenza dal 1987, fornisce servizi socioassistenziali all’interno di un centro socioriabilitativo diurno per ragazzi e ragazze con disabilità gravi e gravissime. Si tratta di un servizio provvidenziale, un sostegno a intere famiglie. Queste attività impediscono che situazioni di grave disabilità possano portare a isolamento e chiusura. Circa cento persone con disabilità gravi e gravissime ricevono assistenza e svolgono attività laboratoriali e ricreative, vengono aiutate a riscoprire le loro abilità e, insieme a queste, il loro valore sociale. Al fianco della cooperativa si è costituita l’Associazione Amici di Coop Assofa che ad oggi coinvolge più di sessanta volontari e volontarie impegnati quotidianamente in numerose attività. Tra queste la gestione della Bottega Vintage situata nella Galleria San Donnino e i laboratori svolti insieme ai ragazzi e alle ragazze assistiti presso la sede della cooperativa in via Luigi Zoni.

Pubblicato l'11 marzo 2026

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Novanta giovani di Gragnano s’impegnano per l’ambiente

Pulizie Gragnano 26

Un maxi gruppo di novanta ragazzi e ragazze ha dato vita alla giornata “Puliamo Gragnano”, grazie alla collaborazione dell'associazione Ekoclub e del Comune di Gragnano. Ne è sortito un grosso bottino costituito da ogni genere di rifiuti con una netta preponderanza di bottiglia di plastica, lattine e sigarette. Dopo l'accoglienza presso il Centro Culturale dove hanno partecipato ad un incontro informativo e divulgativo in tema di rifiuti, raccolta e riciclo degli stessi, gestito dall'ingegnere ambientale Edoardo Amisani, i ragazzi, tutti frequentanti le scuole medie, si sono divisi in quattro gruppi e hanno con grande entusiasmo iniziato la raccolta. Per la riuscita dell'iniziativa fondamentale è stata anche la collaborazione e l'assistenza oltre che degli insegnanti anche di adulti volontari, tra cui alcuni amministratori: Giuseppe Ferri, Mauro Vignola, Angelo Romanini, Attilio Foletti, Emilio Costantini, Davide Barbieri, Alberto Frattola, Giuseppe Ghezzi, Agostino Quagliaroli e Marco Quagliaroli.

Nella foto, il gruppo dei ragazzi intervenuto alla giornata “Puliamo Gragnano”.

Pubblicato l'11 marzo 2026

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Cala la presenza delle imprese femminili a Piacenza: -2,3%

Dati calo imprese femminili 25

Sono scese a 5.418 unità le imprese femminili attive in provincia di Piacenza alla fine del 2025, con una contrazione del 2,3% che risulta di due punti superiore al -0,3% già registrato nel 2024. Nonostante la flessione, che determina un saldo con 127 imprese “in rosa” in meno, Piacenza conserva la prima posizione, nell’area vasta dell’Emilia Occidentale, per l’incidenza delle imprese femminili sul totale delle attività imprenditoriali attive, attestata al 22% e, conseguentemente, anche al di sopra della media regionale del 21,4%. “La nostra provincia - sottolinea la Vicepresidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia, l’imprenditrice piacentina Federica Bussandri - si distingue non solo per il peso rilevante della componente femminile all’interno del sistema imprenditoriale, ma anche per la forte inclusività che le imprese «in rosa» esprimono”.
“Significativi, al proposito - prosegue Federica Bussandri - sono i valori che riguardano le imprese guidate da donne di origine straniera, che rappresentano il 15,3% di quelle femminili, così come quelli relativi alle realtà condotte da giovani, che nel caso delle imprese femminili rappresentano il 9,2%, mentre le imprese giovanili sul totale di quelle piacentine sono al 7,6%”. “Anche per questo - conclude la vicepresidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia - continuiamo a lavorare intensamente per aprire nuove opportunità per le imprese femminili del nostro territorio, ma anche per rilanciare quella cultura d’impresa che consenta alle donne di entrare nel sistema imprenditoriale con nuovi progetti che possono avere positive ricadute per tutti”.

Le analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere, intanto, evidenziano la più forte presenza di imprese femminili piacentine nel commercio, dove le unità attive sono 1.290 con incidenza sul totale del 23,8%. Anche i servizi alle imprese giocano un ruolo fondamentale in questo tipo di analisi, con le loro 1.086 realtà imprenditoriali, che pesano per il 20%. Seguono poi, molto ravvicinate, le imprese “in rosa” dei servizi alla persona (968 aziende e incidenza al 17,9%) e quelle agricole (891 e 16,4%), mentre sono 650 quelle impegnate nelle attività di alloggio e ristorazione (incidenza sul totale al 12%), nella manifattura 336 (6,2%) e, infine, nelle costruzioni 176 (3,2%). Quanto alla natura giuridica, 3.689 imprese femminili sono ditte individuali, che vanno a incidere sul totale per il 68,1%, pur con un calo del 3,8% nel 2025. Seguono le società di capitale che, con un +3,4%, hanno chiuso il 2025 a 1.052 unità e, infine, le società di persone (588 unità e -3%). Riguardo, poi alle cosiddette “cariche femminili” registrate (titolari, soci, amministratori, altre cariche e soci di capitale), in provincia di Piacenza sono 18.658, delle quali il 25,9% sono presenti nei servizi alle imprese (4.839 cariche), seguite più da lontano da quelle del commercio, ferme al 19,4% (3.623). Quanto alla distribuzione territoriale, il maggior numero di imprese femminili è concentrato, ovviamente, nel capoluogo, con 2.038 unità attive che incidono per il 22,4% sul totale delle realtà imprenditoriali presenti nel comune. Seguono, in graduatoria, Fiorenzuola d’Arda (299 imprese femminili e 22,9% sul totale), Castel San Giovanni (223 e 21,4%), Rottofreno (165 e 24,8%) e Carpaneto Piacentino (147 e 22,4%).

Pubblicato il 10 marzo 2026

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Pietro Coppelli confermato direttore dell’Isri

Conferma Pietro Coppelli

Nel prestigioso salone “Generale Ambrosino” del Polo di Mantenimento Pesante Nord si sono ritrovati i soci dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano in assemblea per fissare le linee di programma e rinnovare il Consiglio direttivo. I componenti del Consiglio, nominati dall’Assemblea sono: Pietro Coppelli, direttore, Eugenio Gentile, vicedirettore, Massimo Moreni, segretario e tesoriere, Filippo Lombardi, consigliere, Laura Bonfanti, consigliere, Enrico Micheli, consigliere.

I principii generali e l’attività dell’Istituto sono la promozione degli studi sulla storia d’Italia dal periodo dell’unità e dell’indipendenza sino al termine della prima guerra mondiale, attraverso la raccolta, la conservazione e la messa a disposizione a fini di studio e ricerca di documenti e pubblicazioni. L’Istituto si impegna anche nell’organizzazione di congressi scientifici e di adottare iniziative volte a diffondere i risultati di tali studi presso la società civile ed in particolare verso le scuole. Infatti anche nel 2025 il Comitato di Piacenza si è impegnato in numerose iniziative, come ad esempio il Convegno storico che si è tenuto presso la Fondazione Piacenza e Vigevano, la presentazione degli atti del Convegno presso il Museo del Risorgimento e l’incontro con un numeroso gruppo di giovani studenti che, con l’ausilio anche dell’Istituto, hanno realizzato un bellissimo volume che raccoglie fumetti ispirati al periodo storico risorgimentale. Costante attenzione è stata rivolta al Museo del Risorgimento, organizzato come sezione autonoma nell’ambito dei Musei Civici di Palazzo Farnese, sotto la sorveglianza – ad esso demandata per legge – del Comitato di Piacenza dell’Istituto del Risorgimento, che mantiene la proprietà dei materiali esposti così com’è l’affidatario di quelli in deposito. Il Museo offre al visitatore la possibilità di conoscere, attraverso documenti dell’epoca (arricchiti anche da recenti donazioni fatte da soci dell’Istituto), i momenti salienti della storia di Piacenza durante il Risorgimento.

Il Comitato piacentino vede la partecipazione di tanti soci, sia studiosi e appassionati alla storia di Piacenza, sia semplici simpatizzanti iscritti al fine di sostenere l’attività culturale. Nel corso del 2025, come è stato detto in Assemblea, il Comitato ha ricevuto diverse nuove adesioni, segnale molto positivo a garanzia di una continuità e di un proficuo futuro. L’anno scorso al Polo di Mantenimento Pesante Nord è stato conferito il titolo di socio onorario in riconoscimento al costante impegno finalizzato alla tutela, conservazione, valorizzazione nonché per la lodevole disponibilità a consentire la visita da parte di cittadini, scuole e studiosi degli importanti resti del Castello di Pier Luigi Farnese, situato all’interno del Polo stesso. Proprio dal Castello il 26 marzo del 1848 uscì per la prima volta la guarnigione austriaca segnando l’inizio del riscatto di Piacenza dal giogo straniero e per l’Italia il percorso verso l’unità nazionale. Quest’anno il Consiglio ha proposto all’Assemblea, che con voto unanime ha approvato, di conferire il titolo di socio onorario al Secondo Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, in riconoscimento al grandissimo e prezioso contributo dato nei vari conflitti bellici del periodo risorgimentale, tanto da meritare encomi e medaglie al valore. La riunione assembleare è terminata con la visita guidata alle sale museali situate all’interno del Polo di Mantenimento Pesante Nord.

Nella foto, Pietro Coppelli con i soci dell'Isri.

Pubblicato il 10 marzo 2026

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Al via i lavori per il nuovo regolamento della partecipazione

Regolamento partecipazione Comune

Sono 65, di cui 28 donne e 37 uomini, i componenti del panel di cittadini aderenti al percorso di coinvolgimento della comunità nell'aggiornamento del Regolamento comunale della Partecipazione, in vigore dal 2013 e oggetto di un processo inclusivo di riscrittura e rinnovamento, mirato a consolidare ulteriormente - anche grazie alle opportunità offerte dall'evolversi delle tecnologie e degli strumenti digitali - il dialogo tra Amministrazione e territorio. L'evento di avvio del progetto cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna - il cui lancio ufficiale era avvenuto qualche settimana fa in Municipio, per invitare singoli e associazioni a candidarsi a far parte del gruppo - si è tenuto nella serata di mercoledì 4 marzo a Palazzo Farnese, con l'intervento del sindaco Katia Tarasconi, dell'assessora alla Partecipazione Serena Groppelli e del direttore generale del Comune, Luca Canessa. L'appuntamento, coordinato dal team di Poleis che affianca l'Amministrazione in questa attività, è stato occasione per presentare - a cura del referente Filippo Ozzola - il calendario degli incontri in programma, nonché, con il coordinatore dei processi partecipativi regionali Michele D'Alena, gli obiettivi che ci si pone per ampliare e favorire il contributo della collettività alle decisioni pubbliche. "Ci tenevo particolarmente - sottolinea il sindaco Tarasconi - a ringraziare le persone che si sono rese disponibili a seguire ogni tappa di questo cammino, che è molto più di un normale iter amministrativo volto ad adeguare, ai mutamenti del tempo, un documento che sino ad oggi ha rappresentato una bussola importante. Il nostro attuale Regolamento è un ottimo punto di partenza da cui iniziare a lavorare insieme, con il supporto prezioso della Regione; condividere la genesi del suo rinnovamento significa assumersi un impegno che è espressione di senso civico e responsabilità, ma è anche un gesto di fiducia reciproca, per costruire una città sempre più accogliente. Penso ad esempio agli studenti fuori sede, o ai lavoratori non residenti: una comunità inclusiva è uno spazio in cui ognuno può sentirsi cittadino, corresponsabile del territorio che ci apre le sue porte". "Negli ultimi anni - rimarca l'assessore Groppelli - è cambiato radicalmente il modo in cui le persone si attivano e i modelli ereditati dalla lunga esperienza novecentesca richiedono di essere aggiornati e integrati, non solo includendo le tecnologie digitali, ma ripensando gli strumenti stessi, perché possano essere più flessibili e vicini ai bisogni e ai tempi dei cittadini. Il Regolamento della partecipazione non è un documento tecnico da lasciare agli esperti, ma la carta con cui Piacenza decide come i suoi cittadini possono contare, incidere, essere ascoltati. È, in un certo senso, il fondamento di tutto il resto, del dialogo tra la città e chi la amministra".

"Alla base - chiosa il direttore generale dell'ente, Luca Canessa - c'è il concetto fondamentale di tutela e promozione dei beni comuni, di cui nel 2025 abbiamo approvato le linee guida di gestione condivisa, introducendo il criterio innovativo della redditività civica come capacità di generare benefici sociali misurabili per la collettività. In questi anni abbiamo declinato in tanti modi il principio cardine della partecipazione: dall'implementazione dei gruppi di vicinato alla co-progettazione nei più svariati ambiti di competenza del Comune, dai patti di reciprocità con i cittadini (basti pensare al cosiddetto "baratto amministrativo" o a iniziative premiali come Ecoattivi) sino all'impianto generale di una collaborazione costruttiva, orientata a valorizzare il rapporto tra pubblico e privato: tutto va nella direzione di una città sempre più vissuta e recepita come patrimonio di cui prendersi cura insieme". Il panel si compone per oltre il 60% - 40 persone - della fascia d'età tra i 35 e i 65 anni, mentre 5 partecipanti (pari circa all'8%) hanno tra i 16 e i 25 anni, 9 cittadini - quasi il 15% - rientrano nella fascia 25-35 e gli over 65 sono 11, vale a dire oltre il 16% del totale.

C’E’ ANCHE LA DIOCESI DI PIACENZA-BOBBIO

Per quanto riguarda la zona di residenza, il 31.1% afferisce al centro storico compreso tra i punti cardine di via Taverna, via Roma, piazza Cittadella e Cheope, il 21.3% rappresenta i quartieri tra viale Dante e via Veneto, Galleana e Stadio nella parte Sud della città, il 16.4% è espressione della zona Est tra Farnesiana, Baia del Re, San Lazzaro, Mucinasso, Ivaccari e Montale, il 13.1% fa riferimento all'area Ovest tra Infrangibile, Veggioletta, Borgotrebbia e Sant'Antonio, l'8.2% non risiede stabilmente a Piacenza ma la vive quotidianamente per motivi di studio o lavoro, mentre il restante 9.8% si divide equamente tra Besurica e frazioni lungo la direttrice di Vallera, Pittolo, Quarto e San Bonico da una parte, Roncaglia, Gerbido, Mortizza, Bosco dei Santi e Capitolo dall'altra. Sono 43 i cittadini che non hanno ruoli direttivi o di rappresentanza in alcuna associazione, a differenza delle rimanenti 22 persone coinvolte nelle seguenti realtà: Amici del Capitolo, Arci, Amici del Museo della Resistenza Piacentina, Associazione Noi di Gerbido, Mortizza e Bosco dei Santi, Cantiere Simone Weil, Fiab Amolabici, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Libera Piacenza, Nuovi Viaggiatori, Piacenza in Blu, Associazione Baia del Re, Rathaus, Avis comunale, Arcigay, Spes, Comitato Orti di via Campesio, Laureati in Scienze Agrarie, Legambiente, Quartiere Roma, Cosmonauti, Croce Rossa Italiana, Assofa. I lavori proseguiranno con il prossimo incontro in calendario il 25 marzo presso l'Hub Too di via XXIV Maggio 51.

Nella foto, il sindaco Katia Tarasconi e l'assessora alla Partecipazione Serena Groppelli.

Pubblicato il 10 marzo 2026

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