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Notizie Varie

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Soggiorno marino a Varazze per gli over 65 di Gragnano


 Soggiorno anziani Gragnano Varazze

Anche quest’anno la cittadina ligure di Varazze ha accolto gli over 65 di Gragnano che hanno aderito al soggiorno marino organizzato dal Comune e che hanno ancora scelto come meta preferenziale questa località della Riviera di Ponente. Il clima e l’ospitalità sperimentata negli scorsi anni consigliano di non cambiare destinazione. E infatti il gruppo dei partecipanti si fa cassa di risonanza cosicché è sempre in aumento la richiesta di partecipazione: quest’anno sono 47 i partecipanti. Ai 25 gragnanesi infatti si è unito un cospicuo numero di residenti a Rottofreno, Piozzano e Piacenza cosicché purtroppo diversi anziani non residenti che negli anni scorsi si erano uniti al gruppo quest’anno hanno dovuto rinunciare alla partenza per esaurimento posti. Partito il 7 gennaio, salutato dall’assessore ai servizi sociali Marco Caviati e dal consigliere comunale Andrea Capellini, il gruppo farà ritorno il 21 gennaio prossimo. Nel frattempo i villeggianti sono stati raggiunti, come da tradizione, dal sindaco Patrizia Calza e dall’assessore al Bilancio Alberto Frattola ai quali hanno espresso la loro soddisfazione per questa esperienza positiva sotto vari punti di vista, dalla logistica, al clima, ai servizi offerti.

“Crediamo nella bontà di questa iniziativa – dichiara il sindaco – pertanto cerchiamo di favorire queste partenze sia coprendo il costo del viaggio sia ottenendo prezzi di soggiorno calmierati grazie alle partenze di gruppo. Così come ci piace partecipare a questa bella esperienza di comunità facendo visita ai vacanzieri. È un modo per esprimere l’importanza che attribuiamo a queste iniziative che hanno alla base diverse ragioni oltre a quelle di tipo sanitario. Infatti mentre si favorisce il soggiorno in località in cui le condizioni climatiche sono migliori, si offrono anche occasioni di socializzazione, di relax, di divertimento e si combatte la solitudine che sta diventando sempre più un problema grave della nostra società, soprattutto per chi è più avanti con l’età”, conclude Calza. Dopo il pranzo e l’immancabile foto di gruppo, i più si sono cimentati in vivaci partite a carte prima di uscire ancora per salutari camminate. A Gragnano sono 1003 gli over sessantacinquenni e 305 gli ultraottantenni. “Circa 400 sono gli anziani stabilmente in carico al servizio sociale - spiega l’assessore Caviati -. Ai loro bisogni il Servizio sociale, con la sua responsabile Luisa Zioni e i suoi collaboratori risponde proponendo vari servizi, dalla presa in carico professionale all’ assistenza domiciliare, dal sostegno all’anziano e al care-giver a seguito della dimissione ospedaliera, all’ accompagnamento sociale alle visite e terapie, dai sostegni economici previsti per legge (contributo badanti, assegno di cura), ai pasti a domicilio, oltre appunto ai soggiorni marini estivi e invernali. E ben 1394 sono le prenotazioni Cup svolte nel corso del 2025”. Ventidue invece sono gli ospiti del Centro diurno anziani San Michele, realizzato in un immobile donato dalla parrocchia di San Michele Arcangelo di Gragnano e ristrutturato dal Comune grazie a un contributo della Regione Emilia-Romagna. Il prossimo appuntamento per tutti gli over sarà la proiezione del film al Centro culturale "Nuovo Cinema Italia", prevista per mercoledì 28 gennaio. Un appuntamento molto partecipato da quando, con la ristrutturazione del Centro, superando ogni problema di trasporto, i film vengono proiettati appunto a Gragnano.

Pubblicato il 19 gennaio 2026

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Il vicepresidente della Regione Colla in visita alla Daf di San Giorgio


Visita Colla alla Daf 

Il vicepresidente della Regione e assessore allo sviluppo economico, il piacentino Vincenzo Colla, ha fatto visitare a San Giorgio Piacentino all’azienda Daf, della famiglia Fioruzzi da 7 generazioni. “Stiamo parlando – commenta Colla dopo la visita - di una realtà imprenditoriale che ha da poco festeggiato i suoi duecento di vita: una storia bellissima con un'evoluzione eccezionale che dalla produzione strettamente agricola è passata per la filanda dei bachi da seta, la fornace per produrre mattoni, la distilleria di alcol etilico, fino al gruppo agroindustriale moderno”.

“Devo ringraziare il presidente Giorgio Fioruzzi e il figlio Agostino – ha proseguito il vicepresidente della Regione - per il lavoro che stanno portando avanti, di grande qualità, con investimenti che ogni anno permettono di mettere sul mercato prodotti di prima scelta che finiscono sugli scaffali delle principali catene della grande distribuzione in Italia e all'estero. Mi ha molto impressionato il controllo quasi maniacale di tutta la filiera, una gestione di processo che consente all'azienda di distinguersi con una produzione di nicchia, oggi concentrata su legumi e mais dolce biologico. Senza dimenticare che qui trovano lavoro molte persone, fra cui tante donne e stranieri, grazie a una gestione intelligente della stagionalità. Allo stesso tempo ho visto una grande capacità di investire e innovare, puntando sulla sostenibilità ambientale e la sicurezza, che permettono di rispondere sempre di più e meglio alle esigenze del consumatore. La mostra allestita in azienda, che ho avuto il piacere di visitare, evidenzia la capacità di questa grande famiglia di imprenditori di tenere insieme tradizione e innovazione ed è una testimonianza preziosa della passione, dell'impegno, della visione anticipatrice, dello spirito imprenditoriale e della capacità di guardare lontano senza dimenticare il rapporto con il territorio”.

Pubblicato il 19 gennaio 2026

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Le parole della cura, incontro a Sant’Antonio a Trebbia

cura

“Le parole non sono un dettaglio accessorio, ma uno strumento essenziale della cura, al pari dei gesti e delle competenze”: ha detto Itala Orlando nel salone parrocchiale Piero Bongiorni, della comunità di Sant’Antonio a Trebbia di Piacenza, la sera del 16 gennaio, in una significativa tappa del calendario della Sagra di Sant’Antonio, abate, patrono della parrocchia. L’evento dal titolo “Le parole della cura”, è stato promosso dall’Azione Cattolica di Sant’Antonio e dall’Ufficio Pastorale della Salute della diocesi insieme al Forum delle associazioni familiari.

Interrogarsi su temi universali

Ad aprire l’incontro è stata proprio Itala Orlando, direttrice dell’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute, che ha introdotto la quinta edizione di quella che ha voluto definire non un convegno, ma una serata di riflessione. Un appuntamento che da cinque anni accompagna la comunità a interrogarsi su temi universali: la malattia, la vecchiaia, la fragilità, con uno sguardo critico, etico, antropologico e sociale.

Quest’anno il filo conduttore è stato il potere delle parole: parole che possono sostenere o ferire, costruire fiducia o generare distanza, cambiare profondamente la qualità della cura nei luoghi in cui essa prende forma, dagli ospedali alle case di riposo, fino alle strutture residenziali.

A rendere ancora più incisiva la riflessione, Orlando ha condiviso un’esperienza personale vissuta da paziente, raccontando come, talvolta senza intenzione, medici e infermieri possano usare parole non pensate, pronunciate di fretta, capaci però di lasciare segni profondi. Da qui l’invito a una maggiore consapevolezza comunicativa, affinché la cura diventi davvero attenta ed efficace.

Curare e lasciarsi curare

Il primo intervento è stato affidato a Giuliana Masera, ex infermiera, studiosa e docente universitaria, che ha condotto il pubblico in una riflessione ampia e profonda sul significato stesso della cura. La cura, ha spiegato, non è un atto occasionale, ma l’essenza dell’essere umano: ci accompagna dalla nascita alla fine della vita, si manifesta nei momenti di dipendenza e vulnerabilità, ed è sempre relazione. Curare e lasciarsi curare significa riconoscere l’interdipendenza che ci lega gli uni agli altri, superando l’illusione dell’autosufficienza.

Masera ha richiamato il pensiero della filosofa statunitense Martha Nussbaum, secondo cui il valore di una società si misura da come essa considera la sofferenza, la fragilità e coloro che se ne fanno carico. Riconoscere dignità alla dipendenza significa costruire una società in cui la cura non sia un valore marginale, ma primario.

ABC della dignità

Proprio il tema della dignità ha costituito il cuore del suo intervento, attraverso il riferimento al lavoro dello psichiatra canadese Harvey Max Chochinov, che ha elaborato un modello – un vero e proprio “ABC della dignità” – per orientare chi opera nei contesti di cura.
A come Attitude: l’atteggiamento, fatto di sguardi, ascolto, attenzione autentica. B come Behavior: i comportamenti concreti, i piccoli gesti che rendono una persona visibile e riconosciuta. C come Compassion: la capacità di stare accanto, di farsi carico non solo del corpo, ma anche delle paure e delle emozioni dell’altro. D come Dialogue: un dialogo che si adatta alla fragilità, che rispetta i silenzi e costruisce fiducia. È in questo intreccio di parole, gesti e presenza che la dignità prende forma, anche – e soprattutto – nei momenti di maggiore vulnerabilità.

La gentilezza

A portare la voce dell’esperienza quotidiana è stata poi Eleonora Fernandi, infermiera nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza e membro dell’équipe della Pastorale della Salute. Il suo intervento ha acceso i riflettori su una parola spesso sottovalutata: gentilezza. In un tempo che la confonde con debolezza, Fernandi ne ha rivendicato la forza trasformativa nella relazione di cura.

Richiamando il lavoro pionieristico di Letizia Espanoli e il modello “SenteMente”, ha spiegato come la gentilezza non sia semplice buona educazione, ma un’azione intenzionale, gratuita, profondamente umana. Numerosi studi, ha ricordato, dimostrano i suoi benefici sia per i pazienti sia per gli operatori, eppure essa resta spesso assente nei percorsi formativi e nei criteri di valutazione, nonostante sia l’aspetto più apprezzato dagli utenti e, quando manca, la principale causa di conflitti e reclami.

In contesti di lavoro segnati da stanchezza, urgenza e pressione, mantenere la gentilezza è una sfida quotidiana. Ma è proprio lì che diventa decisivo tornare alla persona che si ha di fronte, curare lo sguardo, il tono della voce, la qualità della presenza, senza lasciare che il “fare” schiacci l’“essere”.

Il caregiver

A chiudere la serata è stato Carlo Pantaleo, coordinatore di progetti del Tavolo Nazionale per i Caregiver e collaboratore del Forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia-Romagna. Il suo intervento ha dato nome e volto a una figura spesso invisibile: il caregiver, colui o colei che si prende cura in modo continuativo e responsabile di una persona anziana, fragile o disabile. Un ruolo che può essere svolto da un familiare o da un professionista, e che sempre più spesso richiede una collaborazione stretta tra entrambi, soprattutto quando la cura diventa una presenza costante nella vita.

“Le parole della cura” si è così rivelato un racconto corale fatto di esperienze, pensiero e umanità. Una serata che ha lasciato in eredità una domanda semplice e radicale: quali parole scegliamo quando ci prendiamo cura dell’altro? Perché, come è emerso con forza nella parrocchia di Sant’Antonio a Trebbia, anche da una parola può iniziare – o interrompersi – un percorso di cura autentica.

Riccardo Tonna

Nella foto, da sinistra, Itala Orlando, Eleonora Fernandi, Giuliana Masera e Carlo Pantaleo.

Pubblicato il 18 gennaio 2026

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Case popolari, Acer stanzia 4 milioni nel 2026 per la manutenzione

Manutenzione case popolari

La Conferenza degli Enti ha approvato all’unanimità il bilancio preventivo 2026 di Acer Piacenza nel corso della seduta presieduta dalla presidente della Provincia (e sindaco di Borgonovo) Monica Patelli. Alla Conferenza degli Enti hanno partecipato amministratori dei Comuni del territorio tra cui l’assessore del Comune di Piacenza Nicoletta Corvi, il vicesindaco Matteo Bongiorni, la vicesindaca di Farini Erika Sturla, e i rappresentanti di Calendasco, Castelvetro, Castelsangiovanni, Alseno, Cadeo, Castell’Arquato, Ottone e Rivergaro. Nel presentare la relazione al bilancio, il presidente di Acer Marco Bergonzi ha illustrato le principali linee programmatiche, ponendo l’accento sull’acquisizione di nuovi immobili destinati ad ampliare il patrimonio di Acer e a incrementare l’offerta di alloggi a canone calmierato attraverso la classificazione in Ers. Un lungo percorso valutativo ormai alle fasi finali che, secondo il presidente, “sta offrendo più di una opportunità concreta in un contesto in cui la domanda di alloggi accessibili cresce e richiede risposte strutturate”.
Bergonzi ha inoltre evidenziato l’obiettivo di raggiungere i 30 dipendenti entro la fine del mandato (il prossimo anno), così da allineare il rapporto personale/alloggi agli standard regionali, sottolineando che “un organico adeguato consente una gestione più puntuale, interventi tempestivi e una presenza più capillare sul territorio, quindi servizi migliori ai Comuni ed agli inquilini”. Nel corso della discussione la presidente Patelli ha espresso apprezzamento per l’attività svolta da Acer, ponendo l’attenzione sull’incremento del nuovo tariffario dei servizi, in particolare per Comuni con un patrimonio Erp esiguo rispetto alla popolazione residente. Bergonzi ha replicato ricordando la necessità di uniformare i criteri di calcolo su parametri oggettivi - popolazione, patrimonio Erp e domande annuali - e spiegando che la crescita delle attività richieste ha reso necessario anticipare l’assunzione di personale dedicato.
L’assessore Corvi ha a sua volta riconosciuto la solidità della programmazione di Acer, richiamando gli interventi in corso sull’efficientamento energetico, sulla riqualificazione del patrimonio Erp e sul miglioramento della convivenza nei condomìni grazie a strumenti di comunicazione e tecnologie per la gestione delle segnalazioni. Bergonzi ha poi approfondito gli aspetti tecnici e organizzativi, annunciando l’avvio del percorso per l’adozione di un nuovo sistema gestionale già in uso presso altre Acer italiane e ricordando che l’azienda gestisce mediamente oltre 160 interventi al mese, con tempi definiti per interventi ordinari, urgenti ed emergenze. Ha illustrato inoltre le attività di comunicazione e sensibilizzazione rivolte agli inquilini e alle scuole, tra cui regolamenti aggiornati, progetti educativi e la newsletter mensile Acernews.
Il direttore di Acer Stefano Cavanna ha presentato in seguito il programma triennale delle opere pubbliche: oltre 4 milioni di euro programmati per il 2026, 3,7 milioni di euro per il 2027 e altrettanto per il 2028 per un totale di oltre 11milioni di euro da investire per la manutenzione ordinaria e straordinaria sul patrimonio Erp al netto di eventuali finanziamenti da parte della Regione e/o governo. Nel suo intervento conclusivo, il presidente ha ribadito l’importanza di «fare sistema» tra enti locali, istituzioni e Acer, sottolineando che l’azienda “non è solo un gestore di patrimonio, ma un attore strategico capace di contribuire in modo determinante alla qualità dell’abitare e allo sviluppo urbano”. Bergonzi ha ricordato che Acer Piacenza, oltre ad essere una eccellenza nel panorama delle Acer regionali, è coinvolta in diversi progetti di rilievo, rafforzando il ruolo dell’azienda come partner stabile e competente nelle trasformazioni del territorio. “Guardiamo al 2026 - ha concluso il presidente - con una programmazione chiara, un’attività intensa e una visione condivisa con i Comuni, perché solo attraverso una collaborazione continua e strutturata possiamo rispondere alle esigenze delle comunità e garantire un’edilizia residenziale pubblica moderna, efficiente e sostenibile.
Sin dall’insediamento, la strategia di fondo di questo Cda è quella di far crescere Acer Piacenza, strutturandola in modo sempre più efficiente, valorizzandone le competenze professionali, le capacità di progettazione e di gestione degli immobili e ora anche accrescendone la solidità patrimoniale con nuovi importanti investimenti”.

Pubblicato il 18 gennaio 2026

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La Fiamma Olimpica passa a Piacenza, città in festa

Piacenza autorita

Piacenza in festa per il passaggio della Fiamma dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Quasi cinquanta tedofori hanno portato la torcia olimpica per le vie della città: dopo la partenza, alle 18.12 a Barriera Milano, il percorso ha interessato viale sant’Ambrogio, viale Patrioti, stradone Farnese, via San Vincenzo, via Scalabrini, via Pace, piazza Duomo, via Chiapponi, via Giordani, stradone Farnese, via Venturini, viale Malta, via Taverna, piazza Borgo, corso Garibaldi e largo Battisti per arrivare infine a piazza Cavalli, dove l’ultimo tedoforo, Giacomo Carini, ha acceso il Braciere olimpico.

Dalla partenza al Braciere

Quella terminata a Piacenza è stata la 40esima tappa del Viaggio della Fiamma Olimpica. Diciannove studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno partecipato, in qualità di tedofori, all’accensione. Tra gli sportivi piacentini hanno portato la Fiamma figurano il campione di motonautica Massimiliano Cremona, la ballerina di boogie woogie Carlotta Manzato, la ciclista Silvia Zanardi, il velocista Simone Boiocchi e il nuotatore Giacomo Carini. Quest’ultimo, che ha partecipato alle Olimpiadi di Tokyo e Parigi, ha guidato la torcia per gli ultimi 400 metri fino al tripode sul palco di piazza Cavalli. Tedoforo “vip” è stato il cane Chico, seguito sui social da un milione di fan, accompagnato dal “papà” Francesco Taverna. Nel primo pomeriggio, la Fiamma Olimpica è passata anche a Bobbio.

Piacenza accensione braciere

Le autorità presenti

A salutare l’arrivo della Fiamma Olimpica c’erano istituzioni, autorità civili e militari della città. Prima della partenza è intervenuto sul palco il ministro degli affari europei, Pnrr e politiche di coesione Tommaso Foti. Al termine della cerimonia, sono saliti sul palco la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, la presidente della Provincia Monica Patelli, la senatrice Elena Murelli, i consiglieri regionali Lodovico Albasi, Luca Quintavalla e Giancarlo Tagliaferri, oltre al prefetto Patrizia Palmisani, al questore Gianpaolo Bonafini, ai comandanti provinciali dei carabinieri, Pierantonio Breda, della guardia di finanza, Massimo Amadori, e dei vigili del fuoco, Pier Nicola Dadone. Presenti anche il direttore del Polo di mantenimento pesante nord Roberto Cernuzzi, l’assessore comunale allo sport Mario Dadati e il delegato provinciale Coni Robert Gionelli. I Giochi Olimpici invernali cominceranno ufficialmente il 6 febbraio e si concluderanno il 22 febbraio, le gare saranno disputate, oltre che a Milano e Cortina d’Ampezzo (Belluno), anche a Rho, Assago (Milano), Bormio, Livigno (Sondrio), Predazzo, Tesero (Trento) e Rasun-Anterselva (Bolzano).

Tutti i tedofori

L’elenco completo dei tedofori che hanno portato la Fiamma Olimpica a Piacenza: Eleonora Alesina, Matilde Astorri, Marjan Atanasov, Federico Belz, Francesca Bertoni, Simone Boiocchi, Giacomo Carini, Marco Andrea Cartasegna, Anna Carla Caselotti, Lara Claudia Chisari, Sabrina Comini, Tommaso Costantini, Francesca Cremascoli, Massimiliano Cremona, Andrea De Stefano, Francesca Desideri, Nicole Devoti, Alice Ferri, Simona Fontana, Edoardo Fumi, Luigi Galasso, Antonio Garofalo, Lucrezia Lamastra, Valeria Pia Liguori, Leonardo Lucchini, Andrea Maialetti, Carlotta Manzato, Ilaria Marchesi, Matteo Martellozzo, Gunnar Meinhardt, Manuele Messeni, Marco Motti, Filippo Nicolosi, Andrea Onesti, Corrado Pagani Ricci Oddi, Claudia Peroni, Chiara Quattrone, Marco Rosati, Stefania Romenti, Anna Taglia, Francesco Taverna, Chiara Valenti, Jessica Valenza, Sara Vezzini, Bin Wan, Silvia Zanardi.

Francesco Petronzio

Nelle foto, l'arrivo della fiamma olimpica  a Piacenza.

Pubblicato il 17 gennaio 2026

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