Sul lungo Nure di Ferriere, sabato e domenca scorsi, gli allevamenti di montagna sono stati valorizzati alla tradizionale rassegna del cavallo bardigiano e a quella zootecnica. Nella giornata di domenica era presente anche la famiglia di Fabrizio Agnelli, il 32enne agricoltore bettolese scomparso di recente in un tragico infortunio sul lavoro. Anche a Ferriere sono stati premiati, nel suo ricordo, due giovani allevatori della zona: Michael Ferrari, 30enne di Cerreto, e Carlo Campominosi, 35enne di Canadello. A Bettola, alla recente festa dedicata agli allevatori, il 18enne Gabriele Bernazzani di Biana. Un modo per premiare giovani che scelgono di impegnarsi in un mestiere difficile in Valnure. Complice anche il clima estivo, la due giorni ha richiamato un folto pubblico di appassionati e curiosi nel capoluogo valnurese.
Nella foto, la rassegna degli allevatori di Ferriere.
Piacenza ricorda le 12 vittime della strage di Rio Boffalora. Nel pomeriggio di sabato 7 ottobre si è svolta la tradizionale commemorazione dei caduti ai piedi del monumento a loro dedicato a Boffalora, nel comune di Bobbio. A rievocare quel tragico 6 ottobre 1956 è uno degli otto sopravvissuti, Paolino Briggi, oggi 84enne. Il suo paese, Cattaragna, fu decimato: cinque morti e sette feriti erano originari della frazione di Ferriere. Presenti al ricordo i sindaci di Bobbio Roberto Pasquali, di Cerignale Fausta Pizzaghi, di Zerba Pietro Rebolini, di Travo Ludovico Albasi, di Corte Brugnatella Roberto Bertonazzi, il vicesindaco di Ottone Maria Lucia Girometta e il consigliere comunale di Piacenza Salvatore Scafuto. “Penso che momenti come questi siano necessari per rinnovare il ricordo di vittime innocenti che, con il loro duro lavoro e coi sacrifici delle loro famiglie, hanno contribuito a fare l’Italia del dopoguerra. Un tema tristemente attuale, viste le continue tragedie sul lavoro che contiamo tutt’oggi”, il commento di Scafuto.
La tragedia
Il 6 ottobre 1956 diciotto persone partirono da Ruffinati (Ferriere) per andare nella pianura vercellese a tagliare il riso. Circa trecento piacentini ogni anno emigravano per la monda del riso (tra maggio e giugno) e per il taglio (tra settembre e ottobre). Quel giorno il camion che li trasportava, mentre transitava sulla strada statale 45 nei pressi del Rio Boffalora, sbandò e cadde nel Trebbia. Persero la vita dodici persone: Giovanni Capucciati di 44 anni da Costa Curletti, Casimiro Cassola di 26 anni da Castelcanafurone, Pietro Negri di 29 anni da Torrio, Remo Balletti di 26 anni da Sanguineto, Luigi Calamari di 51 anni da Cattaragna, Santina Calamari di 37 anni da Cattaragna, Lino Calamari di 16 anni da Cattaragna, Paolo Briggi di 18 anni da Cattaragna, Antonio Bernardi di 31 anni da Cattaragna, Giuseppe Balletti di 22 anni da Sanguineto, Pietro Mazzolini di 26 anni da Marsaglia ed Ernesto Gino Capucciati di 39 anni da Marsaglia. In otto rimasero feriti, ma sopravvissero: Gaspare Cervini di 22 anni da Cattaragna, Angelo Cervini di 26 anni da Cattaragna, Gianbattista Calamari di 22 anni da Cattaragna, Maddalena Calamari di 21 anni da Cattaragna, Giovanni Cervini di 49 anni da Cattaragna, Giuseppina Briggi di 19 anni da Cattaragna, Bruna Mozzi di 22 anni da Marsaglia e Paolino Briggi di 17 anni da Cattaragna.
Francesco Petronzio
Nella foto, i presenti alla commemorazione della tragedia di Rio Boffalora.
Combattere i fanatismi e tenere viva la memoria come strumento per evitare i conflitti. E’ il messaggio di cui si farà interprete Domenico Quirico domenica 15 ottobre a Ferriere in due incontri che il noto giornalista e reporter di guerra terrà in occasione della conclusione del Fol in Fest 2023. Originariamente programmato nella quarta giornata della rassegna itinerante che si è tenuta a fine agosto, l’appuntamento con l’inviato ed editorialista de La Stampa era stato rimandato per le condizioni meteorologiche particolarmente avverse.
Alle ore 15.30, Domenico Quirico presenterà il suo libro “Quando il cielo non fa più paura. Le storie della guerra per raccontare la pace” - un lucido racconto frutto della sua esperienza da reporter di guerra, rivolto per la prima volta ai giovani - agli studenti delle scuole medie e dell’ultimo ultimo anno delle elementari delle scuole di Ferriere e dei comuni limitrofi, presso la scuola Pietro Inzani (via Aldo Moro, 7) nel paese della Val Nure. All’incontro interverrà in videochiamata Fiamma Nirenstein, giornalista, editorialista de “Il Giornale” e scrittrice fiorentina che da anni vive a Gerusalemme. Alle ore 18.00, l’incontro aperto al pubblico con Domenico Quirico presso la sala consiliare del Comune di Ferriere (Piazza delle Miniere, 1) concluderà la giornata. Per informazioni sui due appuntamenti è possibile contattare il Comune di Ferriere (0523/922220 - ).
In una sala consiliare gremita di parenti e amici che hanno voluto essergli vicino e fargli sentire il loro affetto, Angelo Calegari, sabato 7 ottobre a Gragnano, ha ricevuto la "Benemerenza Civica-Gragnano bene Comune", istituita sette anni fa per ringraziare i gragnanesi che “durante la loro vita - ha detto il sindaco Patrizia Calza - hanno fatto della partecipazione e della cittadinanza attiva una loro regola di comportamento, interpretando al meglio l'invito del noto sindaco Giorgio La Pira, a onorare la propria città come parte integrante della propria personalità e della propria famiglia”. “Non si tratta - ha aggiunto Calza - di un premio alla bontà o alla solidarietà o a chi ha raggiunto i massimi livelli nella propria attività professionale ma a chi, nel corso del tempo si è messo in gioco, non ha delegato ad altri, ma ha offerto spontaneamente e gratuitamente il proprio servizio a vantaggio della comunità. Esempi concreti di cui si tramanderà la memoria alle nuove generazioni”.
Il premio è attribuito annualmente dall’Amministrazione Comunale con la condivisione delle associazioni locali. Quest'anno la Benemerenza che è stata consegnata dal giornalista Gian Giacomo Schiavi, gragnanese di nascita, è stata conferita a Calegari, come si può leggere sulla targa “perché impegnandosi in molteplici realtà associative ha servito la comunità con passione e allegria distinguendosi per l’attenzione e cura alle persone in difficoltà in particolare a quelle più anziane”.
Uomo dai molteplici interessi, presepista, imbianchino, restauratore, musicista, trombettiere e fisarmonicista, Calegari è orgoglioso di aver suonato in moltissimi Santuari in Italia e all’estero e ricorda di aver istituito per primo l’Aido in paese. Fatica a trattenere l’emozione per il ricevimento del premio ricordando che “non c’è cosa più bella che far divertire e ballare un anziano”. In effetti Calegari è sempre stato molto vicino alla struttura per anziani da quando il Comune la attivò oltre vent’anni fa. Da allora in ogni occasione di feste particolari Angelo suona per gli ospiti del Centro Diurno e si prende cura della pulizia e del verde dell’area adiacente al Centro. “Angelo suona nell’orchestra del bene, figure come lui sono indispensabili. Fa parte di quel 10% di popolazione che risponde ai problemi del restante 90%”, ha commentato Gian Giacomo Schiavi. “Si crea comunità anche quando ci si ricorda di dire «grazie» a chi, nel tempo, si è messo in gioco donando tempo, fatica e proprie disponibilità a vantaggio di tutti, senza pretendere nulla in cambio”, ha ricordato il sindaco a nome di tutti gli amministratori. Per questo sono stati consegnati attestati di ringraziamento anche a Claudia Bettaglio ed Eleonora Ghidotti e Luigi Meles. Le signore per aver consentito di dotare di tende ignifughe alcuni spazi della Scuola primaria che ne erano privi, la prima donando il materiale, la seconda confezionandolo. Meles invece per la partecipazione ad attività laboratoriali dalla meccanica, alla falegnameria, organizzate sia presso la Scuola Secondaria che presso il centro aggregativo giovanile.
Nella foto, i premiati con Gian Giacomo Schiavi e Patrizia Calza.
Si è concluso da pochi giorni il processo di selezione che sta portando alla costituzione della prima YouthBank di Piacenza, la “banca” formata da ragazze e ragazzi under 25 anni che avranno a disposizione risorse economiche della Fondazione di Piacenza e Vigevano, per sostenere progetti sociali ideati e gestiti da loro coetanei. Il gruppo, 15 giovani in tutto, è partito lunedì mattina verso i colli pavesi per trascorrere tre giorni e due notti a Villa Castello di Torrazzetta a Borgo Priolo e per immergersi in un percorso di formazione intensiva che fornirà gli strumenti utili a svolgere il "lavoro" di Youtbanker: nozioni di diritto e economia del no profit, elementi di analisi dei bisogni locali, comunicazione e fundraising, indicazioni su come scrivere ed esaminare i bandi pubblici e gestire i progetti. In questo percorso formativo i giovani “banchieri” piacentini non sono soli, ma lavorano fianco a fianco con i ragazzi che fanno parte delle cinque YouthBank attive sul territorio di Como e promosse dalla Fondazione di comunità comasca, l’ente che ha portato per prima in Italia il progetto YouthBank, nel 2007, e che ora è partner e “tutor” di Fondazione di Piacenza e Vigevano nella sperimentazione di questo innovativo format di responsabilizzazione e fiducia dedicato ai giovani.
All’avvio del Corso di Formazione a Torrazzetta hanno portato la propria testimonianza, in rappresentanza della Fondazione di comasca Alessio Sala Tenna e Giacomo Castiglioni, già presidente e primo promotore della YoutBank in Italia; Renata Crotti a nome della Fondazione comunitaria di Pavia; Edoardo Favari, consigliere generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano e il regista comasco Paolo Lipari. Sono poi intervenuti in apertura, in rappresentanza della Fondazione Don Niso Dallavalle che gestisce la struttura di Torrazzetta, anche don Mauro Stabellini e il presidente Erasmo Dallavalle, a ricordare come la stupenda oasi nel verde che ospita la formazione dei giovani sia una realtà comasca ma anche molto “piacentina”. Il complesso fu infatti rilanciato alcuni anni fa proprio dalla Don Niso Dallavalle, ente che fu fondato nel 2014 dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio e dalle sorelle della Comunità Rosa Mistica (insieme ad altri gruppi e associazioni) per dare nuova vita al luogo simbolo dell’attività pastorale dell’indimenticato sacerdote piacentino.
Nella foto, il complesso residenziale di Torrazzetta.
In bando per entrare a far parte della prima YouthBank di Piacenza, lo ricordiamo, era stato lanciato nel giugno scorso dalla Fondazione e si è chiuso il 22 settembre. In meno di tre mesi sono pervenute 33 candidature valide più numerose manifestazioni d’interesse, cui è seguita una selezione condotta dal referente del progetto Edoardo Favari. «Nel corso di una serie di colloqui abbiamo verificato la motivazione alla partecipazione e l’impegno nel sociale dei candidati – riferisce –, ma le ragazze e i ragazzi che si sono presentati erano tutti così di valore che la selezione alla fine si è concentrata soprattutto sulla composizione del gruppo. Abbiamo scelto profili complementari, in termini di età, sesso, provenienza scolastica, competenze, in modo da costituire un team variegato che possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi del progetto. Riteniamo di aver costituito un gruppo davvero eccellente e che potrà fare grandi cose: lo presenteremo presto alla città». Per informazioni sulla YotuBank: youthbank.lafondazione.com
Nella foto, il gruppo degli YouthBanker piacentini.
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