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Notizie Varie

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La lezione di Pietro Negra (Pinko) agli studenti del Mattei: «Non abbiate paura di sbagliare, l'errore è un atto di coraggio»

Pietro Negra PINKO al Mattei 1

«Non abbiate paura di sbagliare, perché l’errore è un atto di coraggio». È solo una delle citazioni che è possibile estrapolare dalla lezione di Pietro Negra tenutasi nei giorni scorsi al Polo Mattei di Fiorenzuola d’Arda. Il presidente e amministratore delegato di Pinko, celebre marchio di moda con sede a Fidenza, è stato infatti il primo ospite della rassegna “100 minuti con…” realizzata dall’Istituto Comprensivo Mattei in collaborazione con Confindustria Piacenza, Rotary Club e amministrazione comunale di Fiorenzuola d’Arda. Cento minuti interamente sfruttati dagli studenti accorsi nella gremita aula magna della scuola, che hanno intervistato Pietro Negra dando vita a numerose occasioni di approfondimento.

«Il nome Pinko? Inizialmente era Pinco Pallino, perché volevamo distinguerci dall’ondata di nomi anglosassoni che aveva investito tutta Europa. Eravamo gli outsider, gli ultimi arrivati, giunti nel mercato quasi con atteggiamento inconsapevole», ricorda. Sì, ma come si arriva ad essere la Pinko di oggi? «Il punto in cui siamo oggi è la somma di tante scelte successive. Nel lavoro e nella vita si incontrano tanti bivi, davanti ai quali bisogna scegliere dove andare. Possibilmente bisogna intraprendere la strada giusta, ma non sempre è così, statisticamente si sbaglia. Nel mio caso evidentemente le scelte giuste sono state più di quelle sbagliate». Da qui l’elogio dell’errore, che Negra ha voluto trasmettere ai ragazzi: «Prendere una decisione è lo sport più difficile che l’uomo è chiamato a praticare, perché serve coraggio e si deve correre il rischio di sbagliare. L’errore è, di per sé, un atto di coraggio. Tentare di non sbagliare mai, permettetemi questo termine ragazzi, è “paraculismo”. Dagli errori si impara e si evolve, questa è la ricetta per crescere». Il presidente di Pinko è a suo agio con i giovani e parla la loro lingua, coinvolgendoli in un dibattito serrato lungo tutta la durata dell’incontro. «Per far il manager ci vuole un “fisico bestiale”, fisicamente e mentalmente. Ci vuole sicurezza in sé stessi ma soprattutto l’autostima. Questo deve aiutarvi a fare la scuola: credere in voi, perché il valore delle persone dipende anche da altro, ma è fondamentale osare e avere creatività. Diffidate da chi non prende mai decisioni».

Valori etici e sociali importanti

«Voi giovani avete spostato l’attenzione dal valore del prodotto al valore del brand. In Pinko abbiamo deciso di abbracciare valori etici e sociali importanti, realizzando una sede avveniristica e immersa nel verde ma anche facendo sottoscrivere ai nostri fornitori una carta dei valori condivisa con la nostra azienda».
Spazio anche alla sensibilità di genere e all’evoluzione dei modelli di bellezza adottati nel mondo della moda: «Discriminazione nella moda? Il peggio è passato. Oggi le marche sono molto più democratiche e ognuno si può vestire come vuole, e meno male che è così. Noi ci rivolgiamo principalmente ad una clientela femminile, ma è bene sottolineare che femminilità e sensualità non sono sinonimi. La femminilità è un qualcosa di immateriale che si può esercitare in ogni momento della giornata, a casa come a lavoro. Bisogna cogliere questa differenza e creare capi che soddisfino questa esigenza del mercato».

Non è mancata poi la domanda sul futuro della moda e della società: «Io non sono un sociologo, ma da dilettante mi permetto di dire: non credo ci sia il bisogno di buttare via tutto il passato per fare il futuro a tutti costi. Penso alla manifattura e all’economia reale, che hanno un grande pregio: redistribuire la ricchezza nella società e nel territorio, cosa che le multinazionali della cosiddetta “new economy”, basata sul tutto e subito attraverso canali online, invece non fanno. Questo vale anche per l’intelligenza artificiale: procediamo con cautela e raziocinio, altrimenti il costo sociale sarà elevatissimo».

Il prossimo appuntamento della rassegna Grandi Imprese del Polo Mattei sarà il 9 novembre con Maurizio Bassani, direttore generale di Parmalat.

Nella foto, il presidente di Pinko al Mattei di Fiorenzuola.

Pubblicato il 16 ottobre 2023

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Inaugurato a Gotra di Albareto il monumento dedicato al partigiano Lino Bottali

gotra

È stato inaugurato sabato mattina, 14 ottobre, il monumento dedicato a Lino Bottali, “partigiano Lucertola” martire di Villa Cadè, a 100 anni dalla nascita. La cerimonia, svoltasi a Gotra di Albareto (Parma), si è aperta con la messa presieduta da don Marino Navalesi, vicario generale della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, concelebrata con don Piero Albanesi, don Lino Ferrari, don Renato Fugaccia e don Angelo Busi. A seguire la conferenza, aperta dai saluti del sindaco di Albareto Davide Riccoboni, del presidente della Provincia di Parma Andrea Massari e del consigliere regionale Matteo Daffadà (Pd). Poi, la parola a Mariapia Garavaglia, presidente dell’Associazione nazionale partigiani cristiani (Anpc), e a Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione Fossoli. A moderare, il presidente provinciale Anpc Parma (e vicepresidente nazionale) Ferdinando Sandroni e Gabriele Ferrari. Presenti all’evento anche il presidente provinciale Anpc Piacenza Mario Spezia, il presidente del Museo della Resistenza piacentina di Sperongia Andrea Losi, il consigliere Salvatore Scafuto per il Comune di Piacenza e Giuseppe Borea, nipote omonimo del sacerdote ucciso dai nazifascisti.

“Il sacrificio è buttare ciò che siamo in qualcosa di più grande”

Lino Bottali era uno dei 21 partigiani che i nazisti prelevarono dal carcere di Parma e fucilarono, come azione di rappresaglia, la mattina del 9 febbraio 1945 sulla via Emilia a Cadè, nei pressi di Reggio Emilia. “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Nel dono dell’amore di Cristo – ha detto don Navalesi nell’omelia – vediamo il sacrificio della nostra vita, di chi ci porta alla pace, alla libertà. Vediamo la certezza che il Signore passa attraverso uomini e donne di ogni tempo, di buona volontà, capaci di accogliere il dono, di viverlo, trasmetterlo e vedere anche davanti al pericolo qualcosa di più grande. Il sacrificio è buttare ciò che siamo, ciò che abbiamo in qualcosa di più grande, camminare insieme, dare senso. Vuol dire mettere qualcosa da parte per poi avere un altro risultato”.

I cattolici e la Resistenza

“Nella Resistenza i cattolici non erano degli aggregati – le parole di Pierluigi Castagnetti –; anzi, hanno portato il segno di una loro originalità anche all’interno dell’esperienza resistenziale. Quando è finita quella guerra (la Seconda guerra mondiale, nda) è stato fatto un giuramento solenne: che mai più ci sarebbero state altre guerre. Non era un auspicio, ma parole che sgorgavano da un’intelligenza storica e politica. Ermanno Gorrieri, capo partigiano di Modena, nel suo ultimo libro negò che ci fosse una scelta politica dietro l’impegno dei cattolici per la Resistenza, ma una scelta religiosa: «Nelle parrocchie siamo stati educati a voler bene alla gente. È bastato questo a farci salire in montagna, dove c’erano dei sacerdoti che hanno dato un contorno a questa scelta». Giorgio Bocca, nella sua Storia della Resistenza, disse che se non ci fossero stati i preti, in montagna la Resistenza non si sarebbe potuta fare, perché le canoniche erano il rifugio sicuro: da lì, in tutta la storia della Resistenza, non è mai uscito un tradimento”.

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Nella foto, il monumento a Lino Bottali.

“Convertire i giovani affinché coltivino idee”

“Quando c’è una comunità c’è armonia e solidarietà. Questo territorio è impregnato del sangue dei martiri, abbiamo un dovere di riconoscenza già solo a calpestare questa terra – ha detto Mariapia Garavaglia nel suo discorso –. Per far sapere da che parte si sta a volte non servono le parole, ma le testimonianze. I nostri martiri hanno dato la vita, noi diamo il nostro tempo e le nostre competenze. Votiamo. Tanta gente non vota, chi non vota tradisce i Lino (Bottali, nda), i Minzoni (don Giovanni, nda), tradisce chi ci ha regalato con la vita un mondo di pace, almeno in Europa. Noi abbiamo un impegno civile e santo: dedicarci agli altri. Non c’è amore maggiore di quello di dare la vita per gli amici. Noi siamo amici per quelli che ci hanno preceduto, ci hanno voluto bene se sono morti per noi, e noi dobbiamo voler bene a loro attraverso le istituzioni democratiche che ci hanno regalato. Dobbiamo amare la Costituzione, un manuale di amore per i nostri concittadini. Noi dell’Anpc vogliamo continuare a essere portatori di pace mettendo in campo aiuti personali, comunitari, diplomazie. Dobbiamo convertire i giovani, non per far loro cambiare idea, ma per far sì che coltivino idee e si appassionino alla democrazia e alla Costituzione. C’è bisogno di tanti testimoni di questa idea affinché non muoia mai, perché quando il lumicino si affievolisce il rischio che si spenga c’è”.

Piacenza presente alla cerimonia

“Abbiamo avuto l’occasione per ricordare un martire della libertà, il partigiano Lino Bottali, fucilato a 22 anni il 9 febbraio 1945, lo stesso giorno in cui a Piacenza la stessa sorte toccò a don Giuseppe Borea. Facciamo memoria del martirio di tanti giovani che hanno sacrificato la vita per la democrazia e per la libertà del nostro Paese, a quest’avvenimento ci lega il fatto che Lino Bottali era lo zio materno di mons. Lino Ferrari, già vicario generale della diocesi di Piacenza-Bobbio”, ha commentato Salvatore Scafuto.

Francesco Petronzio

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Nelle foto, l'inaugurazione del monumento  a Lino Bottali a Gotra di Albareto e sopra, mons. Lino Ferrari con Giuseppe Borea, nipote del sacerdote ucciso lo stesso giorno di Lino Bottali.

 

Pubblicato il 16 ottobre 2023

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Dall'abbandono all'opportunità con Youthopia: nuovo hub urbano per la crescita giovanile

svep

 

“Dove molti vedono abbandono, noi cogliamo opportunità”. Così ha esordito lunedì pomeriggio l'educatore di strada Lorenzo De Carli, presentando la nascita di Youthopia insieme al collega Marco Piccoli. “Vogliamo creare un nuovo spazio urbano aggregativo e inclusivo per i giovani e tutta la comunità cittadina – ha spiegato De Carli - tra le mura in disuso dell' ex Svep di Piacenza, in via Capra 14c. Sul posto anche l’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Piacenza, Francesco Brianzi, che con la sua presenza ha espresso la vicinanza dell’amministrazione all'iniziativa.
Un ambizioso progetto ancora tutto in divenire gestito dall’associazione Laboratorio di Strada ODV, in collaborazione con Educatori di Strada. L'allestimento degli ambienti e la raccolta dei finanziamenti sono infatti tutt'ora in corso, com'è stato subito chiaro visitando i locali destinati a ospitare i giovani di Youthopia. Non manca però una visione concreta e propositiva ben definita per la valorizzazione dei diversi luoghi a disposizione.
“L'intento è muoverci in due direzioni complementari che vadano ad intersecarsi - spiega ancora De Carli-: da un lato dare vita ad una sorta di centro ricreativo libero a bassa soglia (senza richiesta di iscrizioni e permessi), con giochi per giovani e sostegno alla socializzazione; dall'altro utilizzare le diverse stanze per svolgere laboratori, incontri, workshop, momenti di formazione per ragazzi e adulti. Dare insomma spazio anche ad attività più strutturate, coinvolgendo diverse associazioni e realtà del territorio piacentino.

La colloborazione degli Educatori di Strada

A confermare l'idea alla base del progetto è stato anche don Silvio Pasquali, presidente dell’associazione Laboratorio di Strada presente all'incontro. “Via Capra diventerà sede dell’associazione – ha detto – , che si farà carico dell'affitto dei locali di proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero a prezzo calmierato. Con questo spazio i laboratori di arte, musico- terapia o altro, che portiamo avanti da anni guidati dagli educatori di strada, trovano finalmente un luogo strutturato e continuativo di svolgimento. Per quel che vedo anche in parrocchia le difficoltà con il mondo giovanile sono legate spesso ad un linguaggio comunicativo non adeguato e al pregiudizio nei confronti della chiesa ereditato dal mondo degli adulti. Youthpopia vuole diventare luogo di incontro e realizzazione di progetti pensati e voluti dai giovani, a cui non mancherà il supporto adulto: da qui l'auspicio di limitare o superare il disagio giovanile nelle sue diverse forme”.

Come contribuire alla realizzazione

Per far diventare il progetto realtà servono risorse necessarie a ristrutturare e allestire i locali, per questo è già stata lanciata una raccolta fondi sulla piattorma Idea Ginger: finora sono stati raccolti 3000 euro dei 5000 necessari per iniziare i lavori. La speranza è però di andare ben oltre questa cifra, attraverso donazioni singole o aziendali, per poter aprire lo spazio ai ragazzi già da gennaio 2024. Chiunque donerà potrà poi essere attivamente coinvolto nelle diverse attività ideate a Youthopia

L'urgenza e la novità di un progetto come questo per la città di Piacenza vengono ancora una volta sottolineati da Lorenzo De Carli, soprattutto all'interno del Quartiere Roma.

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“Negli ultimi due anni noi educatori siamo andati in strada incontro ai ragazzi con il nostro ApeCart, una sorta di dispositivo pedagogico mobile che i giovani spesso chiamavano la loro 'casa su strada'. Con Youthopia vogliamo provare a dare loro oggi una vera seconda dimora fuori casa, dove, se decidono di entrare, si sentano accolti e imparino a convivere insieme accettando nuove regole. Siamo profondamente convinti che dare vita ad uno spazio creativo, moderno e inclusivo capace di porre al centro della propria missione sviluppo personale, benessere, relazioni ed educazione dei ragazzi, sia la strategia vincente per promuovere effettiva crescita e aggregazione tra i giovani. Ancora di più in una zona come il Quartiere Roma, a pochi passi dal centro ma ad alto tasso di povertà sociale: i ragazzi, specie dalle superiori, rischiano infatti spesso di rimanere esclusi dai servizi aggregativi, scarsi e richiedenti iscrizioni o pagamenti. Con Youthopia vogliamo creare un centro ricreativo libero,ma strutturato per giovani dagli 11 ai 30 anni, tentando di soddisfare un bisogno sociale che in mancanza di risposte concrete tende ad auto – alimentarsi".

Micaela Ghisoni

Nelle foto, la visita ai locali dell'ex sede dello Svep.

Pubblicato l'11 ottobre 2023

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Banca di Piacenza, inaugurata la filiale di Pavia. «La nostra solidità nei territori limitrofi»

Don Gabriele Romanoni ha benedetto i locali della filiale

La Banca di Piacenza ha inaugurato giovedì12 ottobre, la nuova filiale di Pavia, aperta in via XX Settembre, una delle principali vie commerciali all’interno del centro storico della città. Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Mario Fabrizio Fracassi («saluto con piacere l’arrivo in città di una banca di territorio che predilige il rapporto personale rispetto all’approccio virtuale»), l’economo del Vescovado don Gabriele Romanoni, in rappresentanza del vescovo mons. Corrado Sanguineti, il parroco (chiesa di Santa Maria del Carmine) don Daniele Baldi, il comandante del Nucleo Informativo Carabinieri ten. Fernando Columpsi, Maria Pistorio, presidente dell’Ordine avvocati, Franco Lardera, presidente di Confedilizia Pavia, Alberto Lasagna, direttore Confagricoltura Pavia, Luca Manenti, direttore generale di Ascom, Maria Chiara Sensi di Ascom Fidi Pavia, i docenti Paolo Quadrelli e Matteo Navaroni dell’Università di Pavia, Paolo Niutta, direttore generale Asp Pavia e alcuni clienti.

"La fierezza di essere una banca locale”

Il vicepresidente della Banca di Piacenza Domenico Capra ha portato il saluto del presidente Giuseppe Nenna, rimarcando «la fierezza di essere banca locale». Il direttore generale Angelo Antoniazzi, che giocava in casa essendo di Pavia, dopo aver ricordato la storia dell’Istituto di credito lunga 87 anni ha posto l’accento sugli ottimi risultati che da sempre caratterizzano la Banca («con 55 filiali distribuite in 8 province, 320 milioni di mezzi propri, circa 125mila clienti e 87mila rapporti di conto corrente, siamo una banca solida, con il CET1 al 17,25% e una liquidità molto importante. Perché apriamo a Pavia? Per portare il nostro modo di fare banca, che funziona, anche nei territori limitrofi al Piacentino, non dimenticando mai che il nostro tratto distintivo resta la relazione personale con la clientela, a cui offriamo un servizio personalizzato e rapido. La filiale camminerà sull’impegno di dipendenti di questo territorio, territorio con il quale vogliamo lavorare».

Quella di Pavia è la quarta filiale della Banca di Piacenza del Pavese, dopo quelle di Stradella (avviata nel 2005), Zavattarello (presente dal 2007), Voghera (inaugurata lo scorso anno) e si sviluppa su una superficie di oltre 200 metri quadrati al piano terra e locali archivi ed altri servizi al piano interrato; è collocata in un edificio di pregio. La dipendenza si compone di 4 uffici, una zona cassa/back office, servizio di cassette di sicurezza e area self service con Bancomat evoluto, dotato di funzione versamento. La filiale è gestita da quattro dipendenti. Lo sportello è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.20 e dalle 14.30 alle 16. La filiale è stata realizzata con il coordinamento dell’Ufficio tecnico della Banca (ing. Roberto Tagliaferri), la progettazione e direzione dei lavori è stata seguita dallo studio dell’arch. Carlo Ponzini, che ha evidenziato il connubio fra tradizione, contemporaneità e sostenibilità che ha guidato la ristrutturazione dei locali.
La progettazione ha posto particolare attenzione al risparmio energetico ed al comfort termico attraverso l’installazione di impianti a basso impatto ambientale dotati di dispositivi di termoregolazione evoluta e con l’uso di materiali anallergici.
Con il vicepresidente e il direttore generale, erano presenti per il popolare Istituto di credito il vicedirettore generale Pietro Boselli, la responsabile della Direzione rete Elisabetta Molinari, il responsabile della Direzione personale Francesca Michelazzi, il responsabile del Coordinamento dipendenze sviluppo Francesco Passera, Roberto Tagliaferri, responsabile dell’Ufficio Economato e sicurezza, Giovanni Faruffini, del comparto agroalimentare. Ha fatto gli onori di casa il responsabile della filiale Paolo Perduca.
Don Romanoni ha quindi benedetto i locali invitando a un momento di preghiera e compiacendosi dell’attenzione dell’Istituto di credito ai rapporti con la persona.
La nuova filiale di Pavia rientra in una più ampia strategia di crescita messa a punto dal Consiglio di amministrazione della Banca che ha già visto l’apertura della filiale di Modena (inaugurata lo scorso 5 ottobre) e prevede lo “sbarco”, entro la fine dell’anno, a Reggio Emilia.
Presenza sul territorio, vicinanza alla clientela, sostegno alla comunità: questi gli elementi che caratterizzano Banca di Piacenza. E l’apertura di questa nuova filiale in un territorio dove si è già significativamente presenti, non fa che valorizzare il modo di fare banca di una realtà locale (e popolare) che ha come primo obiettivo quello di essere utile ai territori di appartenenza.

Una veduta esterna della filiale di Pavia

Nelle foto, l'inaugurazione della filiale della Banca di Piacnza a Pavia.

Pubblicato il 13 ottobre 2023

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San Fiorenzo: torna la tradizionale fiera fiorenzuolana

Comunicato stampa. San Fiorenzo torna la tradizionale fiera fiorenzuolana 

Il prossimo, a Fiorenzuola d’Arda, sarà il lungo fine settimana della Fiera patronale di San Fiorenzo, organizzata dal Comune  in collaborazione con vari partner ed associazioni cittadine.

Street Food e mercatini in centro storico

La fiera si aprirà nella serata di venerdì 13, dalle 18, con una gustosa anteprima caratterizzata dallo “street food festival” in Piazza Molinari, dove faranno capolino i truck food da cui saranno realizzati particolari piatti per tutti i gusti, dalla grigliata argentina agli hamburger gourmet ed alla cucina messicana, sino ai prodotti glutenfree del truck “Thunder on the road”, parte del programma dell’Associazione Italiana Celiachia. Le cucine resteranno aperte anche nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 ottobre, a pranzo e a cena: le tre serate saranno inoltre animate musicalmente rispettivamente dalla “Boomband” (venerdì 13), dai dj-set (sabato dalle 17 alle 21) e dalla diretta di radio Malvisi Network (domenica dalle 18).

Nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 ottobre, Corso Garibaldi ospiterà gli stand del mercato selezionato “Bio & Natura” dedicato ai prodotti legati al mondo della natura e delle aziende agricole, mentre in via Gramsci e via Venti Settembre si terrà il mercatino dedicato ai prodotti gastronomici ed artigianali. In Piazza Caduti, da venerdì a domenica, sarà presente il tendone di “Oktober in festa”, a cura dell’associazione Old Rugby, che sullo stile dell’Oktoberfest proporrà il meglio della cucina bavarese, con immancabili incursioni autoctone. Presenti inoltre, nelle vie del centro storico, i gazebo dei commercianti aderenti alle iniziative dell’Associazione Vetrine in Centro, attivi con le loro rispettive proposte commerciali ed eno-gastronomiche insieme agli esercizi pubblici locali. Da venerdì 13 a martedì 17 ottobre, piazza Cavour e piazza Alpini ospiteranno il luna park, mentre in piazza Molinari si terrà la manifestazione “Pane in piazza”, a cura dell’associazione Panificatori di Piacenza e il cui ricavato verrà devoluto all’associazione A.FA.DI. di Fiorenzuola d’Arda.

Gli eventi collaterali

Diversi inoltre gli eventi collaterali in calendario: sabato 14 ottobre, alle 10 sarà inaugurata in Municipio la mostra “Le vicende di una costruzione ostacolata” – visitabile sino all’11 novembre ed incentrata sulla realizzazione del monumento ai Caduti - mentre alle 10.30 sarà la volta della mostra dedicata ai cento anni dall’istituzione dell’Aeronautica militare, all’interno dell’ex macello, e visitabile nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 ottobre. Nella stessa giornata, alle 21, in Collegiata si terrà la Cerimonia di conferimento del Premio San Fiorenzo 2023 (assegnato quest’anno a Daniele Bruschi), all’interno del tradizionale concerto della Corale “Città di Fiorenzuola d’Arda”, che proporrà la “Messa da Requiem” di Mozart. Nella giornata di domenica 15 ottobre, saranno visitabili le due mostre fotografiche “Alberi” di Massimo Bersani, nella chiesa della Buona Morte, e “Broken Mirror” di Fiippo Venturi, nella sede del Club Cinefotografico; alle 11.30 avrà luogo il saluto dell’Amministrazione comunale e delle Autorità in Piazza Molinari, mentre alle 15.20 l’associazione Fiorenzuola in Movimento proporrà la visita guidata alla Collegiata. Per tutta la giornata saranno inoltre in esposizione auto d’epoca, in viale Matteotti. Chiuderà il calendario di eventi, alle 18 di martedì 17 ottobre (giornata in cui si celebra la Memoria di San Fiorenzo), la Messa solenne in Collegiata.

Una fiera per tutti i gusti
“La fiera di San Fiorenzo è il cuore delle iniziative annuali nella nostra Città”, hanno commentato il Sindaco di Fiorenzuola d’Arda, Romeo Gandolfi, e l’Assessore al Commercio e alle Fiere, Marcello Minari. “Anche quest’anno il programma delle iniziative e degli eventi collaterali è estremamente ricco e variegato, grazie all’intensa attività dei nostri uffici ed alla collaborazione con le diverse realtà associative e con i commercianti locali. Un ringraziamento speciale a Maria Lombardi che anche quest’anno ci ha supportato nell’organizzazione dello Street Food Festival e del Mercatino “Bio & Natura”. Una Fiera per tutti i gusti e ricca di proposte: dagli street food alla cultura, con esposizioni e mostre fotografiche, sino alla musica: tre giorni speciali per Fiorenzuola d’Arda, che attende un grande pubblico per la Festa dedicata al proprio patrono”.

Nella foto, la presentazione degli eventi in programma a Fiorenzuola per la festa di San Fiorenzo.

Pubblicato l'11 ottobre 2023

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