Promosso dall’Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini e moderato da Gaetano Rizzuto, il Convegno ha visto, oltre ad un gremito pubblico, la partecipazione di una quindicina fra assessori e sindaci della Provincia, fra i quali la sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, e il vicesindaco del Comune di Castelvetro, dr.ssa Barbara Rossi, che ha aderito alla Rete “Comuni amici delle Api” a fine 2022.
Piacenza, Comune "amico delle api” La sindaca Tarasconi ha ribadito che il Comune di Piacenza può essere già considerato “amico delle api” anche se formalmente la delibera in merito non è stata ancora adottata. La dr.ssa Lucia Maddoli, rappresentante della Rete “Comuni Amici delle Api” ha illustrato l’evoluzione della Rete, passata da 17 Comuni del 2016 agli attuali 218, di cui 11 in Emilia Romagna e due in Provincia di Piacenza, Fiorenzuola e Castelvetro. I Comuni aderenti si impegnano ad operare azioni a salvaguardia delle api, come piantumazioni di specie arboree gradite alle api ed evitare trattamenti chimici in periodi di fioritura o quando le api sono in volo. L’entomologo Alberto Contessi ha, tra l’altro, sottolineato la cattiva pratica di utilizzare dei nebulizzatori di insetticidi contro le zanzare, nocivi non solo per le api, ma anche per la salute umana. Infine la dr.ssa Laura Bortolotti, ricercatrice CREA, ha fatto il punto sulla diffusione della Vespa Velutina (calabrone asiatico che dalla Francia è arrivato anche sulle nostre colline) e della Vespa Orientalis, altro calabrone, sin qui presente solo nel sud Italia ma che si sta rapidamente diffondendo anche nell’Italia Centrale, soprattutto in Toscana, ove è presente anche la Vespa Velutina. Tra i vari metodi di contrasto, viene spesso utilizzato il cosiddetto ‘Metodo Z’ che consiste nel catturare alcuni esemplari davanti agli alveari per poi rilasciarli dopo aver loro messo del gel insetticida sul torace in modo che questo venga poi diffuso al loro ritorno nel nido.
Pacifica “invasione” in centro storico a Piacenza del Corpo Musicale “Brenno Useria”, storica formazione bandistica di Arcisate, in provincia di Varese, che ha portato alla scoperta del patrimonio artistico e culturale della città oltre 200 persone. Ad accompagnare il gruppo, le guide turistiche che hanno illustrato suggestioni e dettagli di Palazzo Farnese e del Duomo, di piazza Cavalli, Palazzo Gotico, piazza Sant'Antonino e della basilica patronale. Anche l'assessore al Marketing Territoriale Simone Fornasari ha seguito la marcia festosa che ha visto i musicisti, con l'iconica divisa rossa, lo stemma del Corpo Musicale e gli immancabili strumenti, attraversare il cuore del centro.
“Ho colto l'occasione – sottolinea Fornasari – per incontrare gli amministratori della cittadina lombarda, il vice sindaco Mariangela Gariboldi e l'assessore Paolo Demo, ringraziando la collettività di Arcisate non solo per aver scelto la nostra città come meta, ma anche per aver portato, con sé, la ricchezza e l'emozione delle proprie radici e di una tradizione fortemente identitaria. La valorizzazione del territorio e della sua offerta, dai monumenti alle collezioni museali, dalle tipicità enogastronomiche al senso della più autentica accoglienza, passa anche attraverso la conoscenza reciproca e lo scambio con altre realtà. E' stato molto bello ricevere una delegazione così numerosa e rendersi conto di quanto il Corpo Musicale Brenno Useria sia parte integrante della loro comunità, che accompagna da sempre come ha fatto anche tra le vie di Piacenza”.
Passato indenne tra due guerre mondiali, rifondato negli anni '70 grazie a un Maestro illuminato e tanti giovani innamorati della musica, l'ensemble nacque nel 1909 e ha portato avanti, nel tempo, un impegno culturale e artistico profondamente legato anche alla divulgazione e alla passione per le sette note. Dopo la mattinata trascorsa in centro storico a Piacenza, il gruppo ha concluso il proprio tour piacentino in un ristorante della provincia, rendendo omaggio, anche a tavola, alle eccellenze locali.
La stagione autunnale riporta nel calendario di Piacenza Expo le tre storiche rassegne dedicate al mondo dell’apicoltura, ai lavori forestali e alle eccellenze enogastronomiche dei territori italiani. Da venerdì 27 a domenica 29 ottobre, infatti, il quartiere espositivo di Le Mose ospiterà Apimell, Forestalia e Buon Vivere, tre manifestazioni fieristiche destinate sia al grande pubblico, sia ai buyer e agli operatori di settore. La sessione autunnale di Apimell, giunta quest’anno alla sua 5ª edizione, sarà animata dalla presenza di espositori italiani e stranieri. Un evento fieristico consolidato e di alto profilo tecnico-professionale tanto da diventare nel tempo la più importante mostra-mercato dedicata ai prodotti, alle attrezzature e alle tecnologie per l’apicoltura di tutta Europa. Organizzata con il patrocinio della Federazione apicoltori italiani, dell’Unione nazionale associazione apicoltori italiani, dell’Associazione provinciale apicoltori piacentini e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Apimell sarà ulteriormente arricchita da qualificati convegni tematici e degustazioni guidate.
Tra le novità di questa edizione autunnale le “Lezioni di miele” con corsi e masterclass. Di grande interesse il convegno nazionale promosso per domenica 29 ottobre alle ore 10, sul tema “Impollinatori: come affrontare le criticità”. È l’occasione per lanciare in provincia di Piacenza l’iniziativa “Comuni amici delle api” per la tutela dell’ambiente e la protezione delle api. Forestalia, giunta alla 7ª edizione con espositori posizionati tra il Padiglione 1 e l’area espositiva esterna, è la fiera biennale organizzata da Piacenza Expo espressamente dedicata alle attività agroforestali. La rassegna vede il patrocinio di Federforeste, Centro Nazionale delle Ricerche-Istituto per la BioEconomia, Regione Emilia Romagna, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, Associazione Forestale Italiana, Itabia - Italian Biomass Association, Forestalia si gioverà in questa edizione della collaborazione del Centro di Formazione “Vittorio Tadini”, che organizzerà corsi e prove pratiche per l’uso di utensili da lavoro, e del Gal del Ducato, importante realtà interprovinciale che si occupa di sviluppo delle aree rurali. I tecnici del Gal organizzeranno convegni e approfondimenti dedicati al marchio “Legna del Ducato”.
Il Padiglione 2 di Piacenza Expo ospiterà invece il tradizionale mercato enogastronomico di Buon Vivere, rassegna che sarà animata da espositori locali e provenienti da varie regioni italiane, con le proprie eccellenze. In programma, degustazioni guidate, show-cooking e i “Laboratori del gusto” sotto le insegne di Coldiretti e di Campagna Amica. Sarà presente a Piacenza Expo anche Africa Missione - Cooperazione e Sviluppo con un proprio stand di prodotti dell’artigianato ugandese.
ORARI. Venerdì 27 e sabato 28 ottobre ore 9.30-18.30; domenica 29 ottobre ore 9.30-15.30. Ingresso: 10 euro - Prevendita on line 8,50 euro - Ingresso gratuito fino a 12 anni.
Nella foto, la presentazione delle rassegne di Apimell, Forestalia e Buon Vivere.
Sono stati 4321 – oltre 600 in più dello scorso anno – i bambini e i ragazzi che nell’estate 2023 sono stati coinvolti nelle attività proposte dai Grest parrocchiali e di questi 621 sono ragazzi non di religione cristiana. Multiculturale e composito anche il grande schieramento degli animatori, formato da 1021 giovani per lo più frequentanti le scuole superiori - in parte cristiani e in parte (81) non cristiani - e dei 73 adulti educatori e in ruoli di staff. Altri 2300 ragazzi hanno inoltre partecipato ai soggiorni vacanza sempre proposti dalle parrocchie. Sono questi i primi numeri che compongono il bilancio delle attività parrocchiali che si sono svolte nell’estate appena conclusa tracciato da don Alessandro Mazzoni, responsabile diocesano del Servizio di pastorale giovanile e presidente dell’Associazione oratori Piacentini e da Elena Uber, consigliera d’amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che sostiene queste iniziative.
I Grest parrocchiali (Grest è l’acronimo di Gruppo ESTivo) sono le attività educative e ricreative gestiti in estate dalle parrocchie, dal mattino al pomeriggio, con i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Nell’estate 2023 i Grest sono stati 34, quattro in più dello scorso anno, e hanno proposto momenti di studio e compiti per le vacanze, mensa, attività laboratoriali, gite (in collina o nei parchi acquatici) gestiti da giovanissimi animatori affiancati in maniera operativa agli educatori, che sono invece tutti maggiorenni. Come anticipato, accanto ai Grest, le parrocchie hanno messo in campo anche i tradizionali soggiorni estivi, campi residenziali ospitati in strutture turistiche o in strutture gestite autonomamente dalle parrocchie stesse, come nel caso della casa di Vigo di Fassa, concessa da Fondazione di Piacenza e Vigevano in comodato d’uso gratuito a San Giuseppe Operaio e da diversi mesi messa a disposizione anche di altre realtà parrocchiali. Come anticipato, hanno partecipato ai soggiorni estivi – che hanno in genere durata di una o due settimane - 2300 ragazzi dagli otto anni in su. Durante questi soggiorni ai ragazzi vengono proposte attività educative e di gioco, momenti di catechesi e riflessione, laboratori artistici ed escursioni naturalistiche e, quando il soggiorno si svolge presso strutture in autogestione, vengono coinvolti in semplici attività di organizzazione e cura della casa, come apparecchiare e sparecchiare la tavola o riordinare gli spazi comuni. Le destinazioni più frequenti sono gli Appennini e le Alpi, ad esempio Val d’Aosta o Trentino, ma anche località marine.
Nella foto di Del Papa, Elena Uber e don Alessandro Mazzoni.
La Fondazione ha sostenuto i Grest con un contributo di 25 mila euro
«Il disagio economico-sociale delle famiglie con figli durante l’estate è crescente – sottolinea la coordinatrice della Commissione Welfare di Fondazione Elena Uber -, rispetto a quel che accadeva anni fa, spesso entrambi i genitori lavorano e i minori necessitano anche nei mesi estivi di presidi educativi costanti ed economicamente sostenibili. I Grest e i soggiorni estivi delle parrocchie forniscono una risposta concreta e di qualità a questi bisogni e per questo la Fondazione li sostiene convintamente. Ringraziamo organizzatori, educatori e volontari per l’impegno con cui realizzano questo servizio alla comunità e per il carattere inclusivo delle loro proposte, che sono aperte a tutti, senza distinzioni di nazionalità e credo religioso».
«Siamo colpiti dall'incremento di partecipanti alle attività proposte dalle parrocchie – commenta don Alessandro Mazzoni -, il dato più significativo è quello dell’ampio coinvolgimento attivo degli adolescenti come animatori. Crediamo che sia una risposta preziosa che le comunità del territorio riescono a mettere in campo per contrastare il disagio adolescenziale e che può contribuire a promuovere i talenti personali e a innescare processi virtuosi di cittadinanza attiva e solidarietà».
L'aula magna dell'Istituto Raineri Marcora a Piacenza è stata il palcoscenico di un importante incontro dedicato al tema della partecipazione nella scuola, intitolato "A 50 anni dai Decreti Delegati: Partecipare la Scuola Oggi." L'evento, introdotto da Paola Votto della Cisl Scuola di Parma-Piacenza, ha offerto una panoramica approfondita sulle trasformazioni avvenute nel mondo dell'istruzione in Italia nelle ultime cinque decadi, la moderazione del convegno è stata affidata alla giornalista Elena Caminati.
Carlo Berra: Il fermento degli anni '70 e i Decreti Delegati
Carlo Berra, politico piacentino e figura di spicco nella comunità locale, ha aperto i lavori ricordando il periodo degli anni '70 e l'importante contesto storico in cui sono nati i Decreti Delegati. Questi provvedimenti, emanati durante gli anni settanta, hanno portato a significativi cambiamenti nel sistema educativo italiano, dando vita a un nuovo approccio alla partecipazione degli attori scolastici.
Silvia Salini: la sfida della partecipazione genitoriale
Silvia Salini, presidente del Consiglio di Istituto del Liceo Respighi di Piacenza, ha toccato il tema del calo di partecipazione dei genitori agli organismi scolastici. Tuttavia, ha notato con ottimismo che stanno emergendo nuove forme di genitorialità sociale, sia all'interno che all'esterno delle scuole. Questo fenomeno indica una volontà crescente di coinvolgimento da parte delle famiglie nella formazione dei propri figli e nel miglioramento complessivo del sistema scolastico.
Tommaso Costantini: la voce degli studenti nei processi partecipativi
Tommaso Costantini, ex studente del Liceo Colombini di Piacenza, ha condiviso la sua esperienza positiva come rappresentante degli studenti nei vari organismi partecipativi della scuola. Ha sottolineato l'importanza di dare voce agli studenti e coinvolgerli attivamente nelle decisioni che li riguardano, contribuendo così a creare un ambiente scolastico più inclusivo e orientato agli interessi degli studenti stessi.
Remo Varesi: le sfide dei docenti nel contesto attuale
Remo Varesi, docente al Polo Volta di Caste San Giovanni, ha posto l'accento sulle continue e nuove esigenze richieste ai docenti. Ha evidenziato come il turnover di insegnanti possa influenzare negativamente la stabilità e la qualità dell'istruzione. La formazione continua e il supporto sono fondamentali per garantire una buona scuola e il successo degli studenti.
Teresa Andena: il ruolo in evoluzione dei dirigenti scolastici
Teresa Andena, dirigente scolastico, ha offerto uno sguardo approfondito sull'evoluzione del ruolo del dirigente negli ultimi anni. Ha affrontato il problema del coordinamento del collegio docenti, un organo deliberativo che, a causa dell'aumentata dimensione degli istituti scolastici, può diventare eccessivamente numeroso, rendendo la gestione complessa. Inoltre, ha sottolineato le sfide legate all'aspetto amministrativo e contabile, che richiedono competenze sempre più specializzate.
Ivana Barbacci: Il contributo nazionale alla partecipazione scolastica
Infine, Ivana Barbacci, segretaria nazionale Cisl, ha portato il suo contributo a livello nazionale, sottolineando l'importanza della partecipazione nella scuola e il ruolo fondamentale dei sindacati e delle organizzazioni nazionali nell'assicurare un sistema educativo equo e di qualità per tutti gli studenti italiani.
La segretaria nazionale ha evidenziato l’importanza di mettere al centro lo studente e di non lasciarsi sommergere dalla complessità delle procedure e della organizzazione buroratica. “Serve - ha affermato - più scuola e più tempo alla scuola, a cui occorrono maggiori spazi flessibili. Inoltre serve una politica retributiva più alta per il personale scolastico, ed è interesse collettivo sostenere la scuola. Rispetto agli anni dell’attuazione dei Decreti Delegati, oggi le persone si sono ripiegate maggiormente su sé stesse, dobbiamo tornare a riaccendere alcune luci”.
L'incontro "A 50 anni dai Decreti Delegati: Partecipare la Scuola Oggi" ha fornito una preziosa opportunità di riflessione sulla partecipazione nella scuola, evidenziando le sfide e le opportunità del sistema educativo italiano. Gli interventi dei partecipanti hanno messo in luce la necessità di coinvolgere attivamente tutte le parti interessate - studenti, genitori, docenti, dirigenti e organizzazioni sindacali - al fine di promuovere una scuola inclusiva, di qualità e in costante evoluzione.
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