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Notizie Varie

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Acer a Sarmato, aperto il bando per la graduatoria degli alloggi

acer

Il Comune di Sarmato informa che è aperta la raccolta delle domande per l’inserimento o l’aggiornamento nella graduatoria 2026 per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), con scadenza fissata alle ore 12 del 31 marzo 2026. Tutti i cittadini che avevano richiesto supporto all’Ufficio comunale sono già stati contattati da Acer Piacenza e convocati su appuntamento nei mercoledì indicati, al fine di facilitare la presentazione della domanda. A Sarmato il patrimonio di edilizia residenziale pubblica rappresenta una risorsa particolarmente significativa: con 36 alloggi Erp, il Comune dispone infatti di un numero rilevante di abitazioni pubbliche in rapporto alle proprie dimensioni.

“Il patrimonio di alloggi Erp è un bene pubblico fondamentale per la nostra comunità: per un Comune piccolo come Sarmato poter contare su un numero così importante di case popolari significa dare risposte concrete ai bisogni abitativi delle famiglie. Negli anni abbiamo sempre investito su questo patrimonio, sia in termini di manutenzione sia di riqualificazione, e continueremo a farlo per garantire qualità dell’abitare, sostenibilità ed equità nell’accesso”, sottolinea la sindaca Ferrari. Negli ultimi anni l’Amministrazione comunale, in collaborazione con Acer Piacenza, ha infatti promosso diversi interventi di miglioramento e riqualificazione del patrimonio esistente, tra cui il recente intervento su un edificio Erp in via Centrale, a conferma dell’attenzione costante verso le politiche abitative e il welfare locale.

Le domande devono essere presentate entro i termini previsti attraverso una delle seguenti modalità: presso l’Ufficio Gestione Utenza di Acer Piacenza (via XXIV Maggio 26/28) previo appuntamento tramite piattaforma Acer Zip dal sito www.acerpiacenza.it; oppure a mezzo raccomandata A.R. allo stesso indirizzo, allegando copia del documento d’identità in corso di validità; oppure tramite posta elettronica certificata all’indirizzo protocollo [DOT] acerpc [AT] pcerp [DOT] postecert [DOT] it, sempre allegando copia del documento d’identità. La graduatoria sarà utilizzata per l’assegnazione degli alloggi disponibili e rappresenta uno strumento fondamentale per garantire trasparenza ed equità nell’accesso alle abitazioni pubbliche. Il Comune invita tutti gli interessati a rispettare la scadenza e a verificare con attenzione requisiti e modalità di presentazione.

Pubblicato il 22 marzo 2026

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Dipendenze, ogni anno in Emilia-Romagna quasi 27mila persone si rivolgono ai servizi

Dipendenze dati Emilia

Il contrasto all’abuso di social e gioco d’azzardo è la nuova frontiera nella lotta alle dipendenze, tanto che negli ultimi 24 mesi è raddoppiato il numero di chi si è rivolto ai servizi sanitari regionali perché “schiavo” del tavolo da gioco (da 718 a 1.462 persone) e al contempo si comincia a aiutare chi preferisce la realtà virtuale a quella reale. In Emilia-Romagna sono quasi 27mila le persone che si rivolgono ogni anno ai servizi di assistenza per le dipendenze patologiche gestite dalle diverse aziende sanitarie: non solo droghe e alcol, le nuove dipendenze oggi si chiamano, infatti, anche gioco d’azzardo, gaming e digitale. Parliamo di un universo complesso, in larga parte ancora da decifrare, che riguarda decine di migliaia di persone, tra cui molti giovani. Questo il quadro emerso oggi nel corso della commissione Sanità presieduta da Giancarlo Muzzarelli durante la quale gli assessori al Welfare Isabella Conti e alla Sanità Massimo Fabi hanno fatto il punto sugli esiti della Conferenza regionale sulle dipendenze, organizzata dalla Regione e svoltasi a Bologna a inizio anno. Nel 2024 delle 27.000 persone seguite dai servizi il 56% lo era per dipendenze da droghe con un forte aumento del consumo di cocaina e crack e un calo di eroina e cannabinoidi, il 36% per alcol, il 5% per gioco d’azzardo e il 3% per tabacco. In netto aumento anche ‘gaming disorder’, ovvero la dipendenza da digitale e online.

“Sul tema delle dipendenze serve lavorare con ancora più intensità, un problema che riguarda anche molti giovani, dobbiamo avvicinare e aiutare chi soffre, serve, per questo, rafforzare ulteriormente la rete dei servizi regionali”, spiega il presidente Muzzarelli che concentra il proprio ragionamento anche sulla situazione in carcere: “Il 30% dei detenuti è in cella per reati collegati a dipendenze, entra quindi in gioco anche l’aspetto della sicurezza”. “Abbiamo davanti a noi un duplice impegno: aiutare chi si trova in difficoltà, offrendo strumenti nuovi di intervento, e irrobustire e consolidare la rete di assistenza lavorando insieme ai professionisti di questa regione. In particolare, dobbiamo concentrarci sull’impatto crescente che il digitale, l’utilizzo senza regole dei social media e del gaming sta generando su ragazze e ragazzi, all’interno di una cornice che tenga insieme politiche sociali, benessere mentale e relazionale. Dobbiamo saper leggere questi fenomeni come espressione di cambiamenti profondi della nostra società, ma anche saper costruire azioni efficaci per non perdere di vista il ruolo fondamentale delle relazioni umane e del rispetto delle nostre emozioni”, spiega Conti che ricorda come “nel solo ultimo anno in regione sono stati registrati 68mila accessi in neuropsichiatria, la fragilità di questa fascia di popolazione è sempre più evidente: la conferenza sulle dipendenze rappresenta un momento di confronto importante, le dipendenze non hanno solo implicazioni sanitarie ma anche sociali e culturali, stiamo lavorando su un nuovo piano regionale delle dipendenze, anche per creare nuovi approcci e quindi nuove discipline”. Sulla stessa linea Fabi per il quale “affrontare il crescente disagio sociale è una delle priorità che si è data questa amministrazione. Per farlo serve il contributo di tutte le professionalità del nostro sistema sociosanitario, l’obiettivo è quello di realizzare percorsi nuovi di assistenza, in particolare per le generazioni più giovani. Serve, quindi, un piano integrato sulle dipendenze che ci permetta di affrontare sfide sempre più complesse”. Prosegue: “L’impatto sul sistema di cura è importante, serve lavorare sulla prevenzione, rafforzando anche il ruolo della comunità educante, importante anche l’attività di ricerca collegata alle università, come Regione Emilia-Romagna uniamo al tema delle dipendenze quello della salute mentale”.

Entra nello specifico: La Regione Emilia-Romagna sta attivando nuovi percorsi sperimentali con l’obiettivo di un’intercettazione precoce di chi ha dipendenze, rafforzando la trasversalità dei servizi”. A fronte dei numeri e delle parole di Conti e Fabi i consiglieri regionali si sono detti molto preoccupati: i rappresentanti del centrosinistra hanno sottolineato l’importanza della prevenzione sottolineando come l’Emilia-Romagna abbia un approccio innovativo nell’approccio alle dipendenze, e il centrodestra chiede di innovare le attività professionali rivolte agli operatori coinvolti e la realizzazione di un piano regionale sulle dipendenze collegato a quello nazionale.

Pubblicato il 21 marzo 2026

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Orfani di femminicidio: Provincia di Piacenza oltre il silenzio

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 “Oltre il silenzio: impegno istituzionale e tutele legislative per le donne e gli orfani di femmicidio”: è questo il titolo del convegno che si è svolto il 18 marzo, nella Sala Consiliare della Provincia di Piacenza, su iniziativa del Tavolo provinciale contro la violenza alle donne e di genere, presieduto dalla Consigliera alle Pari Opportunità Nadia Pompini. L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali della Presidente della Provincia Monica Patelli che ha sottolineato come sensibilizzare al rispetto di sé de degli altri e alla non violenza sia una sfida culturale che interpella tutti. In occasione del 18 marzo, Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime della pandemia da coronavirus, Patelli ha quindi invitato a rispettare un minuto di silenzio in ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita a causa del covid-19, sottolineando come il territorio Piacentino sia stato particolarmente colpito.
All’incontro dedicato al delicato tema degli orfani di femminicidio, hanno preso parte, oltre alle tante realtà che compongono il Tavolo e alle numerose autorità civili e militari, anche diverse classi delle scuole superiori della provincia di Piacenza (in parte in presenza, in parte collegate da remoto). Il consigliere regionale Lodovico Albasi ha portato il saluto del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale.

Proprio la video-testimonianza di un’orfana di femminicidio ha quindi introdotto il delicatissimo tema al centro del convegno “Oltre il silenzio”: Giovanna ha infatti ripercorso la sua dolorosa, personale vicenda che da bambina l’ha vista perdere la madre e la nonna per mano di suo padre biologico. La stessa Giovanna però, oggi docente di una scuola del piacentino, ha anche parlato del suo percorso di rinascita nel quale i suoi genitori adottivi hanno avuto un ruolo fondamentale. Per questo, appena divenuta maggiorenne, come un grazie perenne, ha scelto di prendere il loro cognome: Cardile.
‹‹Gli orfani di femminicidio rimangono soli e patiscono ferite profonde sul piano personale, sociale ed economico – ha evidenziato Gloria Zanardi, Consulente esterno della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere -: momenti di riflessione e confronto, soprattutto con il coinvolgimento delle nuove generazioni, aiutano a comprendere i loro bisogni e a costruire una cultura di solidarietà concreta. Il legislatore, anche grazie al lavoro della Commissione parlamentare sul femminicidio, ha rafforzato con il tempo gli strumenti a loro tutela - ha osservato Zanardi -, ma occorre continuare a consolidare la rete di sostegno e la consapevolezza collettiva››. Zanardi ha inoltre compiuto un excursus sulle leggi vigenti in materia.

Al convegno sono intervenute anche Donatella Scardi ed Anna Gallazzi del Centro antiviolenza “La città delle donne O.d.v.” che hanno evidenziato l’importanza della diffusione della cultura del rispetto e della parità di genere quali strumenti di prevenzione.
La parola è poi passata a Roberta Beolchi, presidente dell’associazione “Edela” per gli orfani di femminicidio e autrice del libro “Fata Mamy e la magia dell’amore”, già presentato alla Camera dei Deputati: un volume finalizzato ad insegnare ai più piccoli, grazie ad una storia fiabesca, il valore delle relazioni sane, l'importanza di accettare un no e di riconoscere la bellezza delle differenze, un libro la cui prefazione è stata curata proprio dalla Presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femmicidio nonché su ogni forma di violenza di genere Onorevole Martina Semenzato.

‹‹L’obiettivo di questo Tavolo è trasformare i convegni in azioni concrete - ha spiegato la Consigliera provinciale alle Pari Opportunità Nadia Pompini, Presidente del Tavolo contro la violenza alle donne e di genere -. Parlando di orfani di femminicidio oggi, di fatto, arriviamo a parlare della violenza assistita: dunque, come riconoscere i segnali? Come interpretarli? Su questo fronte, la Provincia si è impegnata in questi mesi offrendo una formazione mirata per docenti, acquistando e distribuendo il libro “Fata Mamy e la magia dell’amore” per educare i più piccoli al rispetto e promuovendo vari progetti nelle scuole. Il Tavolo prosegue ora il suo percorso rivolgendosi ai cittadini, alle donne, ai giovani e ai sindaci fornendo strumenti reali, favorendo la riflessione; tutto nasce infatti da una domanda che dovremmo farci più spesso: quanti ragazzi si sono accorti che ciò che accadeva in casa non era normale prima della tragedia? Quanti hanno chiesto aiuto? Il nostro percorso non si conclude dunque, ma parte-riparte proprio da qui››.
Anche con nuove sinergie. Come quella con la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati (di cui la Provincia è socio fondatore), rappresentata dalla direttrice Elena Zaccherini, intervenuta da remoto al termine del convegno per illustrare l’attività della Fondazione ed esprimere la disponibilità a collaborare.

Nella foto, l'incontro nella sede della Provincia a Piacenza.

Pubblicato il 19 marzo 2026

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Aperture straordinarie degli sportelli Quic per le tessere elettorali

Tessere elettorali aperture straordinarie

In vista del Referendum del 22 e 23 marzo, il Quic del Comune di Piacenza resterà a disposizione dei cittadini per il rilascio urgente di tessere elettorali e carte d'identità, finalizzato a garantire il diritto di voto. Solo per tali esigenze, gli sportelli di viale Beverora saranno operativi, al di fuori dei consueti orari, con queste modalità: venerdì 20 marzo dalle 13.30 alle 18, sabato 21 marzo dalle 12.15 alle 18 e domenica 22 marzo dalle 7 alle 23. Anche lunedì 23 marzo gli sportelli apriranno già dalle 7 - anziché, come di avviene di norma, alle 8.15 - e sino alle 15 sarà possibile ottenere il rilascio dei documenti necessari per l'ammissione ai seggi. Per consentire il corretto svolgimento di tutte le attività elettorali, tuttavia, dalle ore 15 di lunedì 23 marzo la sede comunale di viale Beverora resterà chiusa al pubblico. Gli uffici collocati all'interno saranno comunque operativi e contattabili ai rispettivi recapiti telefonici e di posta elettronica.

Pubblicato il 19 marzo 2026

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«Perché Dio si fida dei papà?»: don Mario Bonfanti al Preziosissimo

prezio


Un momento di sosta, riflessione e condivisione dedicato interamente alla figura paterna. È questo l’obiettivo dell’incontro in programma per sabato 21 marzo, dalle ore 10.30 alle 11.30, all’oratorio della parrocchia cittadina del Preziosissimo Sangue in via Zanella. L’iniziativa, nata dalla sinergia con la parrocchia di San Corrado insieme alla Scuola per l’infanzia parrocchiale, vuole celebrare la festa di San Giuseppe offrendo ai papà della comunità un’occasione di confronto non scontata. Ospite d’eccezione e relatore della mattinata sarà don Mario Bonfanti, sacerdote lodigiano e attuale direttore dell’Ufficio Catechistico di Lodi. A lui è affidato il compito di guidare la riflessione su un tema tanto affascinante quanto provocatorio: “Perché Dio si fida così tanto di voi papà?”. Non si tratterà di una lezione accademica, ma di un dialogo aperto che mira a riscoprire il valore spirituale e il “coraggio quotidiano” insito nel ruolo del padre, spesso chiamato a essere un vero e proprio “supereroe” nelle piccole e grandi sfide dell’educazione.
L’appuntamento, che richiama il linguaggio dei fumetti con lo slogan “Solo io ho un Superpapà”, vuole sottolineare con leggerezza la straordinarietà dei compiti che ogni padre svolge per i propri figli. Don Bonfanti, noto per la sua capacità di parlare al cuore delle famiglie con un linguaggio diretto e profondo, aiuterà i presenti a leggere la propria paternità attraverso gli occhi di Dio, che affida il futuro dei più piccoli proprio alle mani e all’esempio degli uomini.
L’incontro è aperto a tutti i papà del territorio che desiderano regalarsi un’ora di ascolto e crescita comunitaria. Al termine dell’intervento di don Mario, la mattinata proseguirà in un clima di convivialità con un aperitivo offerto a tutti i partecipanti, un modo per rafforzare i legami tra le famiglie e le parrocchie in un giorno di festa. L’invito è dunque quello di non mancare a un appuntamento che promette di lasciare spunti preziosi per il cammino educativo e spirituale di ogni genitore.

Marco Grisoli

Pubblicato il 19 marzo 2026

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