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Notizie Varie

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Il fotografo Mauro Del Papa compie settant’anni

Mauro Del Papa 2

“Non pensavo così tante persone mi facessero gli auguri, mi ha fatto molto piacere”. Mauro Del Papa, fotografo piacentino, collaboratore di “Libertà” e anche del nostro settimanale “Il Nuovo Giornale”, titolare dell’omonimo studio di via Campo Sportivo Vecchio, compie settant’anni. Nel weekend celebrerà con amici, parenti e colleghi il traguardo di vita. “Ringrazio per l’affetto ricevuto, anche se vivo il compleanno con un po’ di amarezza perché il tempo scorre veloce e ne rimane sempre meno. Inoltre mi mancano molto i miei genitori, soffro la loro assenza. Ho portato avanti lo studio fotografico in nome loro, come se mi vedessero dall’alto, per proseguire la tradizione di famiglia”.
Di recente, nel 2024, lo studio fotografico “Del Papa” ha tagliato un traguardo importante, ottenendo dal Comune il riconoscimento di “bottega storica”, grazie all’impegno di Bruno e Mauro Del Papa. “Papà - ci aveva spiegato Mauro per l’occasione - già nel ’33 vinse un concorso fotografico. Era occupato alla Pertite come chimico, scattava foto anche nel luogo di lavoro”. Al termine della guerra, nel ’48, apre un suo negozio, al civico 227 di via Roma. “Di quei tempi mi diceva: alla fine della giornata dovevamo decidere se mangiare o andare al cinema”. Negli anni ‘60

Bruno Del Papa fotografava matrimoni, battesimi, comunioni, cresime, funerali dei piacentini. Poi anche al Teatro Municipale, in seguito ottenne incarichi per immagini industriali dalle aziende piacentine. Mauro nasce nel 1956. Nel ’60 il negozio trasloca su Corso Vittorio Emanuele, fino al ’72. Da quel momento rimarrà sempre in via Campo Sportivo Vecchio, dove è ancora oggi. “Gli anni ’60 furono il periodo d’oro perché nacquero molti bambini, si lavorava molto, ma c’erano anche inaugurazioni per enti pubblici e ditte”, ricorda Mauro.

Mauro inizia a dare una mano al padre da quando “riesce ad arrivare almeno al tavolo”. “Facevo il portaborse, gli portavo luci, cavalletti, borse di rullini. E ho iniziato a pasticciare un po’ con le macchine”. Dopo il militare inizia con “Il Nuovo Giornale”, mentre il padre collabora con “Libertà”. Fu don Gianfranco Ciatti ad affidargli il primo incarico: una visita al teatro President di Flaminio Piccoli, esponente della Dc. “Se non ricordo male parlò dei caduti di guerra in Russia da riportare a casa”. In seguito collabora anche con “La Cronaca” e poi passa a “Libertà”. “Lavorare con i media è una tradizione di famiglia, è bello perché rimani in mezzo alla gente, ai fatti, alla città. Ma la mia vera natura è lo studio”.

Per “Il Nuovo Giornale” Mauro ricorda con emozione la visita di Giovanni Paolo II a Piacenza nel 1988. “Lo vidi a Roma con don Ciatti, ma che bello fu averlo nella nostra città. Era una figura incredibile, come il cardinale Agostino Casaroli”. Del Papa non pensa che il digitale abbia danneggiato “tout court” il settore. “Nelle foto semplici giustamente le persone si arrangiano da sole o chiamano un conoscente. Idem il fotogiornalismo. Ma le foto professionali richiedono ancora oggi competenza. I cataloghi, le immagini industriali, necessitano di attrezzature, luci ed esperienza. Il cliente si attende un certo risultato, servono professionisti. È un mondo che il grande pubblico non vede. Il fotogiornalismo e gli scatti familiari sono lontani dalla fotografia di studio. Per tre foto di un catalogo di un orologio o di un pezzo meccanico posso perdere un’intera mattinata”.

Al riconoscimento di bottega storica Mauro ci tiene, così come il padre, scomparso nel 1987, teneva con orgoglio al negozio. “Proseguire l’attività è stata una missione di vita. Tanto che quando un giornale pubblica una mia foto, preferirei la dicitura «Foto Del Papa», senza il mio nome di battesimo, perché sembra ancora che ci sia lui, a proseguire insieme il «brand» di famiglia. Fino ad adesso ce l’ho fatta a tenere la fiammella accesa”.

Nella foto, Mauro Del Papa.

Pubblicato il 26 marzo 2026

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Torna la chirurgia all’ospedale di Fiorenzuola: inaugurate due sale operatorie per il «day surgery»

TAGLIO NASTRO

Dopo tredici anni, torna la chirurgia all’ospedale della Val d’Arda. Due nuove sale operatorie sono state inaugurate nella mattinata di giovedì 26 marzo e serviranno per gli interventi in day surgery: si completa così la rete chirurgica della provincia di Piacenza, che comprende Piacenza per le urgenze e gli interventi ad alta complessità, Castel San Giovanni per la media complessità e week surgery, e appunto Fiorenzuola per le operazioni programmate in giornata. Nel presidio della Val d’Arda i lavori, cominciati a ottobre 2024, hanno permesso di riqualificare oltre 670 metri quadri di spazio, che ospiteranno anche sei posti letto per l’osservazione post-chirurgica e spazi dedicati alla preparazione e al risveglio dei pazienti. L’intervento da 2,3 milioni di euro è stato possibile grazie a 1,9 milioni di fondi statali e 400mila euro di investimenti regionali. Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, la direttrice generale dell’Ausl di Piacenza Paola Bardasi, il sindaco di Fiorenzuola d’Arda Romeo Gandolfi, i consiglieri regionali Luca Quintavalla e Lodovico Albasi, la presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (e della Provincia) Monica Patelli e altri sindaci del territorio piacentino. I nuovi spazi sono stati benedetti dal parroco di Fiorenzuola don Giuseppe Illica.

ILLICA

Nella foto, il parroco di Fiorenzuola don Giuseppe Illica ha benedetto i nuovi locali.

L’attività è già iniziata, da aprile nuovi servizi

L’inaugurazione all’ospedale di Fiorenzuola, come afferma l’Ausl, è un passaggio importante nel percorso di sviluppo dell’offerta sanitaria provinciale, che consente di aumentare e qualificare l’attività chirurgica, migliorando l’efficienza complessiva del sistema e la risposta ai bisogni dei cittadini. L’attività è già iniziata con le prime sedute di endoscopia, affidate all’équipe di Gastroenterologia, diretta da Giovanni Aragona, attive cinque giorni su sette e con la possibilità di aumentare la complessità delle procedure eseguite. Dalla metà di aprile è prevista l’apertura della seconda sala operatoria, con tre sedute settimanali al mattino dedicate alla Terapia del dolore e alla Ginecologia. Nei mesi successivi, tra maggio e giugno, l’attività sarà progressivamente estesa fino a quattro o cinque sedute settimanali, con il coinvolgimento di ulteriori specialità, a partire dall’Otorinolaringoiatria e, a seguire, Chirurgia vascolare (in particolare flebologia), Urologia e Ortopedia. A regime, la piattaforma potrà arrivare a trattare fino a circa 70 pazienti a settimana. La Terapia del dolore assumerà a Fiorenzuola un ruolo di riferimento, anche in relazione alla presenza della Medicina riabilitativa e dell’Unità spinale. L’ospedale è infatti già oggi un punto di riferimento per la riabilitazione intensiva e per percorsi specialistici dedicati, e lo sviluppo della piattaforma chirurgica si inserisce in modo coerente in questa vocazione. La responsabilità sanitaria del Blocco operatorio di Fiorenzuola è affidata a Ruggero Massimo Corso, direttore di Anestesia e rianimazione, mentre la programmazione delle attività è coordinata dalla Gestione operativa e committenza, diretta da Nicholas Rossetti.

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“Un lavoro condiviso”

Il comparto, situato al terzo piano dell’ospedale, comprende due sale operatorie, un’area di day surgery con sei posti letto, spogliatoi e locali di servizio, ed è organizzato con percorsi distinti per garantire sicurezza ed efficienza lungo tutto il percorso assistenziale. La direttrice generale dell’Ausl, Paola Bardasi, ha parlato di un “investimento atteso da tempo, che amplia in modo concreto la capacità dei servizi chirurgici e rafforza l’offerta a livello distrettuale. La day surgery rappresenta una risposta organizzativa e culturale: significa appropriatezza, riduzione dei tempi di attesa, maggiore sicurezza per il paziente e un utilizzo più efficace delle risorse. Questa piattaforma nasce da un lavoro condiviso tra professionisti, direzione e territorio, e si inserisce in un modello integrato che mette al centro il cittadino e la qualità dei percorsi di cura”.

De Pascale: “Un passo avanti per tutto il territorio”

“Le nuove sale chirurgiche di Fiorenzuola rappresentano un passo avanti per tutto il territorio piacentino: non solo un avanzamento tecnologico, ma il risultato di una visione strategica che mette al centro il diritto alla salute e la dignità della persona”, ha detto il presidente della Regione, Michele de Pascale. “Questa inaugurazione conferma ancora una volta la scelta politica chiara e concreta che si è data questa amministrazione, ovvero investire nella sanità pubblica come pilastro fondamentale di equità, coesione sociale e sviluppo del territorio. In questi mesi l’Emilia-Romagna sta raccogliendo i frutti dei tantissimi investimenti portati avanti grazie ai fondi Pnrr e non solo: strutture strategiche per il territorio, integrate con i servizi esistenti e che rispondono a una domanda precisa degli utenti”. L’assessore regionale Massimo Fabi ha aggiunto che “in un contesto in cui la domanda di assistenza cresce e si evolve a fronte di un sottofinanziamento nazionale ormai cronico, diventa fondamentale mettere in rete competenze, strutture e professionalità. La rete chirurgica di Piacenza, finalmente completa, rappresenta un modello di questa visione della sanità pubblica che stiamo portando avanti. Le piattaforme chirurgiche permettono di ridurre i tempi di attesa, aumentare la precisione delle procedure e assicurare standard sempre più elevati di sicurezza per i pazienti”.

“La Regione ha mantenuto la promessa”

Il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi ha riconosciuto la “promessa mantenuta” della Regione, fatta nel febbraio 2016 da Stefano Bonaccini e portata a compimento in questi giorni. “L’obiettivo raggiunto non è un punto di arrivo ma di partenza – ha detto – per una sanità integrata e partecipata al servizio del cittadino di tutta la provincia di Piacenza. Siamo in una struttura di eccellenza con professionisti di alto livello”. La presidente Monica Patelli ha ricordato il ruolo dei professionisti della sanità. “Dietro agli spazi che inauguriamo ci sono persone che lavorano quotidianamente e prestano servizio h24, consentendoci di essere curati, con punti di sanità pubblica che rispondono alle necessità”. A margine dell’inaugurazione sono intervenuti i consiglieri regionali Luca Quintavalla e Lodovico Albasi (Pd). “La promessa è stata mantenuta – dice Quintavalla – a Fiorenzuola torna la chirurgia con un importante investimento della Regione Emilia-Romagna che consente non solo alla Val d’Arda ma a tutta la provincia di Piacenza di avere un’altra eccellenza sanitaria. Garantire ai cittadini una sanità pubblica di qualità è una delle maggiori priorità della nostra Regione. Allo stesso tempo, le due sale operatorie inaugurate stamattina a Fiorenzuola consentiranno di ridurre il carico di lavoro nelle altre strutture sanitarie del territorio, in particolare all’ospedale di Piacenza, e quindi di migliorare ancora di più i servizi per la collettività”. Per Albasi, l’attivazione delle nuove sale operatorie rappresenta “un risultato importante per il territorio e per l’intera rete sanitaria regionale. Il potenziamento del day surgery consente di migliorare l’efficienza, ridurre i tempi di attesa e garantire risposte più rapide e qualificate ai cittadini. Come membro della commissione Sanità regionale, esprimo apprezzamento per un intervento che va nella direzione di una sanità territoriale pubblica sempre più moderna, accessibile e vicina ai bisogni delle persone. Un ringraziamento va a tutti i professionisti coinvolti per il lavoro svolto”.

Francesco Petronzio

Nelle foto, l'inaugurazione  delle due nuove sale operatorie dell'ospedale di Fiorenzuola.

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Pubblicato il 26 marzo 2026

Riprende l’attività la «Stazione di posta» di via Bolzoni

Riprende attivita dormitorio senzatetto

È ripartita lo scorso 19 marzo la piena operatività pomeridiana della “Stazione di posta” in via Bolzoni 30, centro servizi rivolto alle persone senza fissa dimora o in condizioni di grave marginalità, che qui possono usufruire non solo di un presidio socio-sanitario con docce e lavatrici per i propri indumenti, ma anche di supporto per le incombenze amministrative e burocratiche quotidiane: dal fermo posta all’assistenza nella compilazione di un curriculum. A tutela della sicurezza degli utenti e del personale operativo è stata prevista, in orario pomeridiano e serale, la presenza di una guardia giurata: una scelta condivisa tra l’Amministrazione comunale, la cooperativa Papa Giovanni XXIII e la Fondazione La Ricerca, a seguito dei recenti fatti di cronaca verificatisi nell'arco di poche settimane.

“Episodi gravi – sottolinea l’assessore al Welfare Nicoletta Corvi – che non possono lasciare indifferenti, comunque li si guardi. Da una parte, c’è il dovere e la responsabilità di proteggere l’incolumità del personale, che svolge ogni giorno un lavoro prezioso e molto delicato, così come di tutti gli utenti fragili che bussano alla porta della Stazione di posta trovando accoglienza anche nelle situazioni più difficili. Dall’altra, c’è una condizione di disagio che mostra quanto sia importante poter garantire un punto di riferimento costante e un orientamento alla rete dei servizi sociali del territorio: questo non può prescindere, però, dal rispetto delle regole di accesso alla struttura e di convivenza civile con il contesto”.
La chiusura temporanea della Stazione di posta – con orario prolungato sino alle 17.30 solo il lunedì, mercoledì e venerdì - si era resa necessaria dopo una serie di situazioni critiche che hanno richiesto una rimodulazione dell'assetto organizzativo, introducendo il servizio aggiuntivo di vigilanza con il ritorno alla consueta attività a pieno regime. In particolare, la funzionalità ridotta era stata adottata come misura cautelativa a protezione di tutte le persone che frequentano la struttura e, al tempo stesso, come segnale per evidenziare l’inammissibilità di comportamenti violenti di qualsiasi natura.

Nella foto, l'interno della «Stazione di posta» in via Bolzoni a Piacenza.

Pubblicato il 25 marzo 2026

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Prime pietre immerse nel verde per le nuove aule didattiche a Montecucco

montecucco

Capomastri d'eccezione al parco Montecucco, dove nella giornata di mercoledì 25 marzo sono state posate dai bambini le prime, simboliche pietre per la realizzazione delle due aule didattiche elaborate dagli studenti del corso di Geotecnica dell'Istituto Tramello Cassinari, nell'ambito del progetto “We Can Lab” che coinvolge anche l'Itas Raineri Marcora, la media Italo Calvino , il 7° e l'8° Circolo didattico con classi della primaria e dell'infanzia, unitamente a un'ampia rete di associazioni del territorio: Legambiente, Comitato Plastic Free, Amici del Parco della Pertite, Nuovi Viaggiatori, La Matita Parlante, Associazione Volontari Ospedalieri e Besuricando.

Un percorso avviato e portato avanti in costante dialogo e raccordo con l'Amministrazione comunale, oggi rappresentata dagli assessori Mario Dadati, Adriana Fantini e Francesco Brianzi anche in vece dei colleghi di Giunta Matteo Bongiorni, che ha seguito il progetto sin dalle fasi iniziali e Serena Groppelli. L'iniziativa, di forte valenza ambientale, è infatti tra quelle selezionate dalla collettività come destinatarie di contributo nel primo bilancio partecipativo del Comune, i cui tecnici sovrintendono ai lavori affidati all'impresa Edilizia 84 Srl. Fondamentale anche la collaborazione di Iren, degli studi SRC Ingegneria e BBAA.

Parola chiave per le nuove costruzioni, sostenibilità e armonia con il contesto circostante grazie all'uso di materiali ecocompatibili – dalle strutture in legno lamellare alle sedute in legno e pietra, dalla pavimentazione in terra pressata sino al tetto a verde – e a una continuità tra interno ed esterno che consentirà agli alunni di sentirsi immersi nella natura. L'idea, come hanno spiegato le docenti della Calvino Silvia Dallavalle e del Raineri-Marcora Michela Cassinelli, affiancate tra gli altri dalla coordinatrice di Legambiente Piacenza Laura Chiappa, è nata anche a seguito della difficile esperienza del Covid, che ha messo in evidenza la necessità di ripensare gli spazi condivisi e di valorizzare l'attività didattica all'aperto, favorendo la conoscenza del patrimonio verde della città come bene pubblico di cui tutti sono chiamati a fruire e prendersi cura. Presente, nell’occasione, il dirigente del 7° e 8° circolo Antonino Furnari, cui è stato ribadito dalle insegnanti e da tutte le realtà coinvolte un sentito ringraziamento, indirizzato anche ai dirigenti Sabrina Mantini per il Tramello Cassinari, Giovanna Stefanelli per la media Calvino e Alberto Mariani per il Raineri Marcora.

Nuovo traguardo fissato, l'inaugurazione prevista per il 28 maggio se tutto procederà come previsto.

Nella foto di Del Papa l'iniziativa al parco Montecucco.

Pubblicato il 26 marzo 2026

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Meraviglia e commozione davanti alle spoglie di San Francesco

assisi

Meraviglia, commozione concentrati in tre secondi, il tempo impiegato per passare davanti alla bacheca contenente i resti mortali di San Francesco d’Assisi, ancora ben conservati, nonostante siano trascorsi ottocento anni dall’ultimo soffio vitale. L’ostensione straordinaria delle sacre spoglie è stata decisa dai frati del Convento francescano di Assisi nell’ambito delle celebrazioni giubilari, 1226-2026, ed in un solo mese - dal 22 febbraio al 22 marzo - ha portato nella cittadina umbra circa 370mila pellegrini da tutto il mondo, tra i quali 290 piacentini organizzati dall’Ufficio pellegrinaggi diocesano. L’ultimo gruppo è andato sabato 21 marzo, penultimo giorno di ostensione.
L’elevato numero di presenze in così breve tempo non ha concesso alla devozione di poter sostare in preghiera davanti ai secolari resti esposti nella chiesa Inferiore del complesso francescano, ma tanto è bastato per racchiudere nella consapevolezza della mente e nella fede del cuore lo spirito immortale trasmesso dalla visita.  

Le tappe

La veloce giornata dei pellegrini piacentini ha toccato luoghi più significativi della vita del patrono d’Italia, il luogo ritenuto della nascita, S. Maria degli Angeli che custodisce la Porziuncola, dove San Francesco si raccoglieva in preghiera, la basilica di Santa Chiara, la chiesa di San Damiano e il Santuario della Spogliazione dove il Santo si era tolto le vesti ricche del padre. Qui sono esposte le spoglie del giovanissimo neo canonizzato San Carlo Acutis, “innamorato” del Poverello di Assisi dove viveva lunghi periodi. Il giovane santo, vestito con abiti del nostro tempo jeans e maglietta, trasmette immensa serenità dal suo bel volto incorniciato dai folti riccioli neri.

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Nelle foto, in alto, il gruppo dei pellegrini piacentini ad Assisi; sopra, Valeria Perini intervistata dal TGR Umbria

L'intervista

Hanno accompagnato l’ultimo gruppo di piacentini don Diego Torres (in forze a San Giuseppe Operaio) e Valeria Perini responsabile dell’Ufficio pellegrinaggi diocesano, intervistata come capogruppo dal TGR dell’Umbria. “In breve tempo abbiamo organizzato tre viaggi, perché c’erano sempre richieste, poi abbiamo chiuso per limiti di tempo – dice Perini -, abbiamo soddisfatto varie esigenze, alcuni viaggi sono durati due giorni, altri solo uno, come quello di sabato, e abbiamo accolto anche persone svantaggiate, questa cura è una nostra costante, da San Francesco ci viene un messaggio di amore, noi cerchiamo di interpretarlo”.
Il richiamo all’ostensione era San Francesco vive, dopo otto secoli, commenta Valeria Perini: “San Francesco è più vivo che mai, il suo messaggio ha il carattere dell’universalità, domenica hanno visitato le spoglie anche il cantante rapper Jovanotti e l’attrice Isabella Rossellini”.

Prossimo pellegrinaggio a ottobre

Intanto, l’Ufficio di piazza Duomo sta raccogliendo le adesioni al terzo pulman per il pellegrinaggio diocesano ad Assisi con il Vescovo Adriano Cevolotto in programma ad ottobre.

Maria Vittoria Gazzola

Pubblicato il 25 marzo 2026

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