Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

Garattini: «Bisogna diventare protagonisti della propria salute»

garattini a gragnano

Chi dice che è necessario rinunciare ai piaceri della tavola per vivere a lungo? Certamente non il professor Silvio Garattini, protagonista di un affollato incontro presso il centro culturale del Comune di Gragnano. Prima dell’appuntamento ha apprezzato, presso un ristorante locale, una portata di anolini in brodo e poi si è concesso anche una dolce crema catalana. Il famoso ricercatore e farmacologo, fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, in dialogo con il giornalista Giangiacomo Schiavi (Corriere della Sera), e alla presenza di un nutrito numero di medici, come il presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza Augusto Pagani e Andrea Magnacavallo, direttore sanitario dell’Ausl di Piacenza, ha spiegato come la salute sia una scelta quotidiana, fatta di attenzione al cibo, agli stili di vita e ad un utilizzo corretto di medicinali e integratori.

L’invito del ricercatore

Invecchiare bene, come scrive nel suo libro “Non è mai troppo tardi” che nel corso della serata è andato a ruba, è il segreto. Perché è sbagliato occuparsi solo della cura, cioè di come curarsi quando il fisico si è già ammalato. Occorre porre al centro la prevenzione. Bisognerebbe che l’educazione alla salute diventasse materia di studio in ogni scuola di ordine e grado per evitare di cadere nelle dipendenze da fumo, alcool e social, che tanto male fanno allo sviluppo fisico e mentale dell’individuo. Al contrario di prevenzione non si parla neppure nelle università. Perché questo accade? Secondo il professore la causa va individuata nel fatto che “anche nel settore sanitario predomina il «mercato» da 200 miliardi di euro, pertanto non c’è interesse a ridurre i farmaci inutili e il loro utilizzo, ma piuttosto a produrne in sovrabbondanza, anche quando non necessari”. Tutto ciò sottovalutando gli effetti negativi di un eccesso nell’uso o di un uso non appropriato, soprattutto se combinato con altri farmaci e sostanze. L’invito dunque è quello di “diventare protagonisti della propria salute, attuando una rivoluzione culturale incentrata su prevenzione, dieta corretta, movimento, socialità per tutti e soprattutto per gli anziani e informazione indipendente. Molte malattie infatti non capitano per caso ma dipendono del nostro stile di vita. Il diabete di tipo 2 per esempio è evitabile così come il 50% dei tumori”.

Garattini a gragnano il pubblico

Un ciclo d’incontri sulla salute a Gragnano

E ancora. Il buon medico a volte è anche quello che non prescrive farmaci ma si limita a buoni consigli sui modi di vita. L’ordine dei medici poi dovrebbe urlare per pretendere informazione indipendente mentre oggi la stessa è guidata dal mercato come ben si capisce entrando nelle farmacie che ormai sembrano dei bazar. Tante dunque sono stati gli spunti offerti dal ricercatore per un approccio diverso alla medicina. Parole chiare e anche provocatorie che lo scienziato ha rivolto all’attento pubblico stando sempre in piedi e parlando a braccio. A Gragnano si parlerà ancora a breve di sanità. In apertura infatti il sindaco Patrizia Calza ha ricordato che l’incontro con Garattini è da considerarsi il primo di un serie di incontro organizzati e voluti dal Comune sui temi della salute e, in particolare, sulle problematiche che affliggono il servizio sanitario nazionale.

Nelle foto, l'incontro a Gragnano con il professor Garattini.

Pubblicato il 30 marzo 2026

Ascolta l'audio

L’Università Cattolica si conferma tra le prime cento università

Cattolica classifica universita

L’Università Cattolica del Sacro Cuore anche quest’anno è tra le prime 100 università al mondo con tre subject: “Classics & Ancient History”; “Theology, Divinity & Religious Studies”; “Nursing”. Particolarmente significativo è il miglioramento registrato nell’area medica, dove “Anatomy & Physiology” entra nella fascia 101-200. Inoltre, l’Ateneo mantiene il suo posizionamento nella fascia 101-150 per le discipline di “Communication & Media Studies”, “Modern Languages”, “Law” e “Psychology”. Sono questi alcuni risultati della nuova edizione del QS World University Rankings by Subject 2026, un segno tangibile della didattica di qualità e dell’avanzata ricerca scientifica promosse dall’Università Cattolica nelle 12 Facoltà dei cinque campus: Milano, Roma, Brescia, Piacenza e Cremona. Un riconoscimento che trova ulteriore conferma anche sul fronte della produttività scientifica attestata dal numero di citazioni per pubblicazione. Particolarmente significativo il punteggio ottenuto nell’area “Data Science and Artificial Intelligence” (85.1), che testimonia l’intensa attività di ricerca sviluppata dall’Ateneo in questi ambiti. Rilevanti anche i punteggi conseguiti nelle materie “Agriculture & Forestry” (92), “Nursing” (94), “Anatomy & Physiology” (89.7), “Psychology” (81.4), “Economics & Econometrics” (78.8). L’Università Cattolica mostra avanzamenti in altre specifiche discipline: “Medicine” sale dal 170° al 143° posto; “Linguistics” passa dalla fascia 301-350 alla 251-300; “Education” fa il suo ingresso nella fascia 351-400. Guardando alle tre grandi aree disciplinari, l’Università Cattolica si colloca al 162° posto in “Arts & Humanities”, con un balzo di 22 posizioni rispetto allo scorso anno. Avanza poi sia in “Life Sciences & Medicine” sia in “Social Sciences & Management” posizionandosi rispettivamente al 195° (+1) e al 205° in (+11). “I risultati raggiunti in particolare nell’ambito «Data Science and Artificial Intelligence» testimoniano l’efficacia delle azioni intraprese su nuove tecnologie e intelligenza artificiale”, osserva il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli. “Un impegno strategico che riguarda un’educazione trasversale di studenti e docenti all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale. Nello stesso tempo un impegno per promuovere una ricerca scientifica, accurata e rigorosa, che sappia far emergere le potenzialità che derivano dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale per i diversi ambiti della scienza e della realtà”.

Pubblicato il 30 marzo 2026

«Cena di primavera» alla Protezione della Giovane con gli scout di Fiorenzuola

cena protezione giovane con scout fiorenzuola

Scambio di auguri con la “cena di primavera” alla Protezione della Giovane di Piacenza lo scorso 23 marzo, un momento di unione tra culture e fedi diverse per festeggiare la Pasqua ormai vicina. Ospiti i ragazzi scout di Fiorenzuola
“Siamo ormai a pochi giorni dalla Pasqua di Risurrezione e anche quest’anno ci troviamo insieme a tavola dopo la celebrazione della messa, come facciamo per ogni ricorrenza importante – ha spiegato Giuseppina Schiavi, responsabile della casa di via Tempio –. Un momento di condivisione e divertimento tra ospiti, volontari e amici dell’associazione, stasera arricchito dalla presenza dei ragazzi scout di Fiorenzuola. Abbiamo bisogno di giovani, e con loro stiamo cercando di attuare un percorso di collaborazione che possa aiutare le donne ospiti e i loro bambini nelle tante necessità che ci sono”. “I ragazzi hanno anche contribuito al cibo – sottolinea -, portando frittatine, una torta salata, un dolce fatti da loro, e tante bibite amate dai più piccoli. Abbiamo optato per un menù interculturale che ha spaziato da Piacenza all’Africa: dai classici tortelli piacentini con la coda ai bignè africani usati come pane, passando per gli spiedini di pollo; fino alla torta, la colomba e le uova di cioccolato. Tutto apprezzato sia dai commensali di fede cristiana che da quelli di fede musulmana. A fine cena gadgets per tutti a tema pasquale. Mollettine, ovetti di cioccolato con sorpresa annessa e uova decorative.
Già presenti in via Tempio lo scorso 8 marzo per la celebrazione della Giornata della donna, i giovani scout in quell’occasione avevano consegnato un mazzetto di mimosa a tutte le donne presenti – ha ricordato -. Questa volta ci hanno aiutato ad apparecchiare e a rimettere a posto al momento dei saluti, ma soprattutto hanno fatto baby-sitting ai nostri bambini, dialogato con le ragazze chiedendo da dove vengono e la loro storia e ballato a fine pasto con piccoli e grandi. È stato un momento di spensierata allegria ma anche di grande valore educativo e intergenerazionale”.

Un opuscolo, alcune ospiti raccontano la loro vita di donna

La presenza dei ragazzi scout non è stata l’unica novità della serata di festa alla Protezione della Giovane di Piacenza. Già annunciato in anteprima da Giuseppina Schiavi nella Giornata della donna, è in arrivo un opuscolo in cui studentesse e lavoratrici fuori sede in ambito scolastico o sanitario raccontano la propria vita di donna: divisa tra la grande famiglia piacentina in via Tempio che le ha accolte e la nostalgia per figli e parenti lasciati nei Paesi d’origine”. “Il libretto è pronto, deve solo essere stampato e distribuito – ha spiegato Giuseppina -. Diverse le testimonianze raccolte, sia di donne ancora ospiti da noi, come quella di una studentessa iraniana, sia già uscite. Molte le donne del sud Italia venute qui per lavoro e in cerca di vitto e alloggio economici per risparmiare un po’ di soldi da mandare ai famigliari. Alcune di sono riuscite, in un secondo tempo, ad ottenere il trasferimento lavorativo nel loro Paese d’origine. Nell’opuscolo esprimono gratitudine per l’ospitalità ricevuta, ma anche il legame inscindibile con la propria terra, gli affetti, le tradizioni autoctone – osserva -. Se riescono tornano a casa ogni quindici giorni nei fine settimana, facendo ogni volta lunghi viaggi per brevissimo tempo pur di rivedere i loro cari.

La testimonianza

“Sono napoletana, nell'anima prima ancora che nei documenti, e da quattro anni lavoro a Piacenza come personale ATA. La mia vita ormai è divisa in due: da una parte il nord, la routine il dovere; dall'altra Napoli, dove vivono mio marito e mia figlia di 24 anni, il vero cuore della mia esistenza. Napoli mi manca ogni giorno. Mi manca l'aria tiepida che profuma di mare, il vociare della gente, il profumo di cibo che esce dai vicoli”. Così racconta una di loro, di cui per privacy non diremo il nome.
All'inizio è stato durissimo - continua -, vivevo in provincia e rientrare spesso dalla mia famiglia era quasi impossibile. La distanza pesava su tutti. Con il tempo, però, siamo riusciti a trovare un equilibrio fragile ma necessario: torno a Napoli a settimane alterne. Un compromesso tra il lavoro e l'amore. Eppure, l’assenza si sente sempre”. “Piacenza, però, non è solo sacrificio - continua -, la amo per la sua civiltà, per l'ordine, per l'organizzazione della vita quotidiana. E poi c'è il cibo. Da buona napoletana, faccio fatica ad abituarmi alla cucina piacentina. Io porto Napoli anche nei sapori, nei profumi, nei piatti semplici ma intensi. Su tutti i friarielli. Qui li chiamano broccoli, ma quelli napoletani sono tutta un'altra cosa: hanno un retrogusto amaro, deciso e profondo, che li rende irresistibili “.
Una testimonianza che si conclude con la ricetta di questa verdura tipica napoletana. “Insieme alle ragazze migranti vittime di violenze o profughe di guerra che ospitiamo con i loro figli - ha chiosato Schiavi -, anche queste donne - lavoratrici e studentesse - sono esempi di resilienza a cui abbiamo voluto dare voce e di cui siamo orgogliosi”.

Micaela Ghisoni

Pubblicato il 30 marzo 2026

Nella foto, la cena alla Protezione della Giovane con gli scout di Fiorenzuola.

Ascolta l'audio

«Strada dei vini», il nuovo Cda: Stefano Pizzamiglio presidente

Stefano Pizzamiglio presidente vini

La 26° Assemblea ordinaria della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini ha visto la proclamazione del nuovo presidente, l’imprenditore di Vigolzone Stefano Pizzamiglio dell’azienda agricola “La Tosa”. Dopo quattro mandati, la presidente Elisabetta Virtuani passa le chiavi dell’itinerario enogastronomico piacentino a un viticoltore che ha sempre avuto a cuore il territorio e la collaborazione tra i diversi attori per la valorizzazione dell’identità dei Colli Piacentini. Elisabetta Virtuani rimarrà al fianco di Pizzamiglio nel ruolo di direttore per la gestione operativa e progettuale; nel team anche la memoria storica della Strada, Maria Carla Gazzola che ne cura il coordinamento.
Nella presentazione delle attività 2025 e dei progetti 2026, Virtuani ha illustrato lo stato di salute della Strada che corre lungo tutta la provincia attraversando tutte le valli con 55 soci, 39 privati (cantine, associazioni di produttori vitivinicoli, agriturismo, ristoranti, b&b, produttori di salumi, olio e formaggio) e 16 tra enti pubblici, associazioni di categoria e consorzi di tutela. Terminato il bando regionale 2024/25, che prevedeva attività di promozione e adeguamento della segnaletica aziendale e stradale riguardante l’itinerario; in prossima uscita il nuovo bando regionale 2026/27, con la presentazione di nuovi progetti di valorizzazione. La Strada prosegue inoltre per il quinto anno consecutivo con l’assegnazione del Ptpl 2026 (Programma Turistico di Promozione Locale) della Destinazione Turistica Emilia come capofila del tema Food&Wine per le province di Piacenza, Parma e Reggio-Emilia, in collaborazione con le altre 4 Strade Vini e Sapori di Emilia e 16 Comuni delle tre province. Rinnovato anche il Cda della Strada dei Colli Piacentini che vede alcune conferme come il vice-presidente Giulio Borlenghi (Comune di Vigolzone), alcuni consiglieri come Paolo Badenchini (Comune di Ziano Piacentino) Luca Saccomani (Saccomani vini) e Paola Civardi (Civardi Racemus). I nuovi entrati: Nadia Pompini (Comune di Vernasca), Daniela Ratti (Ristorante Le Proposte), Massimiliano Barattieri (azienda Barattieri), Sara Piacentini (Fratelli Piacentini) ricoprirà il ruolo di revisore al posto di Stefano Pizzamiglio, che assume la presidenza del Cda. Al termine dell’Assemblea, il consueto aperitivo sociale con i soci della Strada per festeggiare il nuovo presidente.

Nella foto, Stefano Pizzamiglio.

Pubblicato il 30 marzo 2026

Ascolta l'audio

Archivi e biblioteche religiose, Cei e Regione insieme per la valorizzazione

Accordo Cei e Regione biblioteche religiose

Valorizzare e rendere fruibile a un pubblico più ampio il grande patrimonio culturale custodito negli archivi e nelle biblioteche ecclesiastiche e religiose che si trovano in Emilia-Romagna. Con questo obiettivo, la Giunta regionale ha approvato una convezione di durata triennale (2026-2028) tra Regione e Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna che include la promozione di bandi dedicati al potenziamento dei servizi, dell’accessibilità e catalogazione di biblioteche e archivi storici diocesani, monastici, conventuali, parrocchiali, religiosi e della loro integrazione all’interno dell’organizzazione bibliotecaria regionale. La Regione si impegna a finanziare i progetti presentati dagli Istituti ecclesiastici ammessi a contributo per un totale di 100mila euro per ciascuno dei tre anni della durata della convenzione. Per la prima volta potranno quindi accedere a un Avviso dedicato sulla base di priorità, obiettivi e modalità definiti con la Cei Emilia-Romagna, in una logica di sistema. Prima, l’accesso ai contributi pubblici da parte di biblioteche ecclesiastiche o religiose avveniva attraverso singole convenzioni con i soggetti titolati di tali istituti. Il nuovo accordo, invece, intende includere un maggior numero di beneficiari in una visione più integrata, così che il prezioso patrimonio custodito negli archivi e nelle biblioteche possa essere più facilmente disponibile, conosciuto, letto, condiviso, studiato, dopo l’opportuna catalogazione, in molti casi non ancora realizzata.

“Nella Giornata nazionale della lettura siamo veramente soddisfatti di dare questa notizia - sottolinea l’assessore regionale alla Cultura, Gessica Allegni -. Parliamo di un accordo innovativo, che ha la finalità principale di rendere sempre più accessibile a cittadini e cittadine il maggior numero di volumi possibile e di ampliare così la possibilità di conoscenza, lettura e studio. Contribuiamo a sostenere, per esempio, interventi di catalogazione e miglioramento delle sale di consultazione, rendendo disponibile un numero maggiore di fondi librari e spazi più ampi per lo studio e la ricerca”. “Si tratta di un insieme di beni di straordinario valore e interesse pubblico, che include libri antichi, documenti preziosi a testimonianza di passaggi storici delle nostre comunità e non solo. Un tesoro, un’eredità culturale - aggiunge Allegni - da valorizzare e integrare al meglio nel sistema bibliotecario regionale. Pensiamo che questo possa essere un primo passo sostanziale per un più ampio lavoro comune nel settore del patrimonio culturale”.
Il patrimonio conta circa mezzo milione di volumi, solo per quanto riguarda i fondi librari catalogati. Il sistema delle biblioteche ecclesiastiche, di proprietà di diocesi, parrocchie, seminari e uffici diocesani, delle biblioteche religiose, di proprietà di Ordini religiosi, congregazioni o monasteri, degli archivi ecclesiastici e religiosi conta in Emilia-Romagna circa 90 biblioteche e circa 45 archivi di varie dimensioni e di grande valore storico e documentario. Oltre a libri antichi e moderni, si possono trovare collezioni di testamenti, documenti con le gestioni amministrative e scolastiche dei collegi, registri battesimali di secoli passati, carteggi, cronache e memorie, fotografie, manoscritti decorati.

LA CONVENZIONE TRA REGIONE E CEI EMILIA-ROMAGNA

La Convezione si fonda su uno spirito di leale collaborazione tra la Regione e la Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, nel rispetto delle specifiche identità istituzionali degli enti ecclesiastici e della peculiarità dei beni archivistici e bibliotecari da essi custoditi. La Regione Emilia-Romagna favorisce (ai sensi dell’art. 6, comma 3, della legge regionale n.18 del 24 marzo 2000) interventi volti a migliorare l’organizzazione, i servizi e l’accessibilità degli istituti ecclesiastici, promuovendone l’integrazione nelle reti bibliotecarie e documentarie regionali, nello spirito di collaborazione di cui all’art. 12 dell’Accordo di revisione concordataria tra la Repubblica italiana e la Santa Sede. Allo scopo la Regione finanzierà la convenzione con 100mila euro annui per il triennio 2026-2028. La Conferenza Episcopale si impegna, nello spirito di collaborazione di cui all’art. 12 dell’Accordo di revisione concordataria tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, a garantire la fruibilità del patrimonio culturale conservato presso gli istituti ecclesiastici, assicurando il flusso dei dati verso le reti bibliotecarie territoriali per concorrere alla realizzazione di servizi comuni, nel rispetto della propria identità istituzionale e delle tutele necessarie alla salvaguardia dei documenti.

I programmi triennali potranno includere, in via non esclusiva, l’attivazione di nuovi servizi, l’introduzione di tecnologie innovative, interventi di catalogazione, conservazione, restauro, digitalizzazione del patrimonio documentario e iniziative di promozione del patrimonio culturale, l’adeguata conservazione dei beni librari antichi. Gli istituti ecclesiastici che intendono accedere ai finanziamenti dovranno seguire la procedura stabilita nell’Avviso bandito dalla Conferenza Episcopale. I contributi saranno liquidati dalla Regione direttamente alla Cei Emilia-Romagna e da questa agli istituti beneficiari.

Pubblicato il 29 marzo 2026

Ascolta l'audio

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente