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Notizie Varie

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«A 50 anni dai Decreti Delegati», le trasformazioni nell'istruzione

cisl

L'aula magna dell'Istituto Raineri Marcora a Piacenza è stata il palcoscenico di un importante incontro dedicato al tema della partecipazione nella scuola, intitolato "A 50 anni dai Decreti Delegati: Partecipare la Scuola Oggi." L'evento, introdotto da Paola Votto della Cisl Scuola di Parma-Piacenza, ha offerto una panoramica approfondita sulle trasformazioni avvenute nel mondo dell'istruzione in Italia nelle ultime cinque decadi, la moderazione del convegno è stata affidata alla giornalista Elena Caminati.

Carlo Berra: Il fermento degli anni '70 e i Decreti Delegati

Carlo Berra, politico piacentino e figura di spicco nella comunità locale, ha aperto i lavori ricordando il periodo degli anni '70 e l'importante contesto storico in cui sono nati i Decreti Delegati. Questi provvedimenti, emanati durante gli anni settanta, hanno portato a significativi cambiamenti nel sistema educativo italiano, dando vita a un nuovo approccio alla partecipazione degli attori scolastici.

Silvia Salini: la sfida della partecipazione genitoriale

Silvia Salini, presidente del Consiglio di Istituto del Liceo Respighi di Piacenza, ha toccato il tema del calo di partecipazione dei genitori agli organismi scolastici. Tuttavia, ha notato con ottimismo che stanno emergendo nuove forme di genitorialità sociale, sia all'interno che all'esterno delle scuole. Questo fenomeno indica una volontà crescente di coinvolgimento da parte delle famiglie nella formazione dei propri figli e nel miglioramento complessivo del sistema scolastico.

Tommaso Costantini: la voce degli studenti nei processi partecipativi

Tommaso Costantini, ex studente del Liceo Colombini di Piacenza, ha condiviso la sua esperienza positiva come rappresentante degli studenti nei vari organismi partecipativi della scuola. Ha sottolineato l'importanza di dare voce agli studenti e coinvolgerli attivamente nelle decisioni che li riguardano, contribuendo così a creare un ambiente scolastico più inclusivo e orientato agli interessi degli studenti stessi.

Remo Varesi: le sfide dei docenti nel contesto attuale

Remo Varesi, docente al Polo Volta di Caste San Giovanni, ha posto l'accento sulle continue e nuove esigenze richieste ai docenti. Ha evidenziato come il turnover di insegnanti possa influenzare negativamente la stabilità e la qualità dell'istruzione. La formazione continua e il supporto sono fondamentali per garantire una buona scuola e il successo degli studenti.

Teresa Andena: il ruolo in evoluzione dei dirigenti scolastici

Teresa Andena, dirigente scolastico, ha offerto uno sguardo approfondito sull'evoluzione del ruolo del dirigente negli ultimi anni. Ha affrontato il problema del coordinamento del collegio docenti, un organo deliberativo che, a causa dell'aumentata dimensione degli istituti scolastici, può diventare eccessivamente numeroso, rendendo la gestione complessa. Inoltre, ha sottolineato le sfide legate all'aspetto amministrativo e contabile, che richiedono competenze sempre più specializzate.

Ivana Barbacci: Il contributo nazionale alla partecipazione scolastica

Infine, Ivana Barbacci, segretaria nazionale Cisl, ha portato il suo contributo a livello nazionale, sottolineando l'importanza della partecipazione nella scuola e il ruolo fondamentale dei sindacati e delle organizzazioni nazionali nell'assicurare un sistema educativo equo e di qualità per tutti gli studenti italiani.

La segretaria nazionale ha evidenziato l’importanza di mettere al centro lo studente e di non lasciarsi sommergere dalla complessità delle procedure e della organizzazione buroratica. “Serve - ha affermato - più scuola e più tempo alla scuola, a cui occorrono maggiori spazi flessibili. Inoltre serve una politica retributiva più alta per il personale scolastico, ed è interesse collettivo sostenere la scuola. Rispetto agli anni dell’attuazione dei Decreti Delegati, oggi le persone si sono ripiegate maggiormente su sé stesse, dobbiamo tornare a riaccendere alcune luci”.

L'incontro "A 50 anni dai Decreti Delegati: Partecipare la Scuola Oggi" ha fornito una preziosa opportunità di riflessione sulla partecipazione nella scuola, evidenziando le sfide e le opportunità del sistema educativo italiano. Gli interventi dei partecipanti hanno messo in luce la necessità di coinvolgere attivamente tutte le parti interessate - studenti, genitori, docenti, dirigenti e organizzazioni sindacali - al fine di promuovere una scuola inclusiva, di qualità e in costante evoluzione.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 27 ottobre 2023

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Africa Mission Cooperazione e Sviluppo partecipa a «Buon Vivere» a Piacenza Expo

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Sarà un omaggio alla terra d’Uganda e alle sue produzioni artigianali quello che Africa Mission Cooperazione e Sviluppo intende fare a Piacenza nel fine settimana da venerdì 27 a domenica 29 ottobre. Il Movimento fondato da don Vittorione Pastori partecipa infatti anche quest’anno alla versione autunnale di “Apimell”, “Forestalia” e “Buon Vivere”, mostre mercato dedicate rispettivamente al miele, ai lavori forestali e all’enogastronomia. L’appuntamento è a Piacenza Expo il venerdì e il sabato dalle 9.30 alle 18.30 e la domenica dalle 9.30 alle 15.30.

Africa Mission Cooperazione e Sviluppo sarà presente nel padiglione dedicato a “Buon vivere”: farà parte dei 35 espositori provenienti da tutte le parti d’Italia e per l’occasione allestirà uno stand dedicato all’artigianato ugandese. Collane, bijoux, porta computer e porta tablet, copertine per agende e quaderni e anche qualche anticipazione per i doni natalizi, tutto realizzato in Uganda dove Africa Mission opera da 51 anni, troveranno spazio nel banchetto allestito dai collaboratori e volontari che saranno presenti anche per dare eventuali informazioni sul Movimento.

Pubblicato il 26 ottobre 2023

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«Con le crisi economiche e finanziarie non fare gli struzzi, prevenirle si può»

 Il vicedirettore generale Pietro Boselli ha portato i saluti della Banca al relatare Gabriele Pinosa a sinistra e agli intervenuti

Educazione finanziaria protagonista al PalabancaEventi - in una Sala Corrado Sforza Fogliani gremita - con la lezione dell’esperto Gabriele Pinosa, presidente di Go-Spa Consulting, sulle crisi economiche e finanziarie con uno sguardo alla storia per interpretare il presente. Il vicedirettore generale Pietro Boselli ha portato i saluti della Banca di Piacenza (organizzatrice dell’incontro), ringraziando della presenza il presidente Giuseppe Nenna e il direttore generale Angelo Antoniazzi, seduti in prima fila e ricordando come l’Istituto di credito sia molto attento al tema dell’educazione finanziaria, che sta portando nelle scuole piacentine in collaborazione con FEduF (la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio fondata da Abi, di cui era vicepresidente il compianto presidente Sforza).

Il dott. Pinosa ha passato in rassegna le principali crisi economiche mondiali degli ultimi due secoli. Il Bank run del 14 ottobre 1907, con la crisi di panico dei clienti di una banca privata in coda per ritirare i soldi; situazione risolta da J.P Morgan in persona, che ci mise i soldi riportando la fiducia; «a valle di questa criticità - ha ricordato il relatore - gli Usa decisero di dotarsi di una banca centrale, facendo nascere la Fed». Il famoso crack del 1929 di Wall Street «per ragioni finanziarie, economiche e geopolitiche», a cui seguì la grande depressione (per uscirne, il presidente Roosevelt programmò un massiccio intervento dello Stato nell’economia, il New Deal; nel 1932 adottò misure di controllo sulla Borsa e sulle banche e si propose di far crescere la domanda e di ridurre la disoccupazione promuovendo grandi opere pubbliche, «un po’ come è stato fatto - ha evidenziato il dott. Pinosa - dopo la pandemia sia in America, sia in Europa con i Pnrr».

Lo sguardo alla storia è stato poi rivolto al luglio del 1944, quando gli Stati Uniti («che oltre al secondo conflitto mondiale decisero di vincere anche la pace, disegnando il dopoguerra a loro immagine e somiglianza, cosa che ora alla Cina non va più bene») portarono il mondo alla conferenza monetaria di Bretton Woods, dove venne sancito il signoraggio mondiale del dollaro che divenne l’unica valuta che poteva essere scambiata con l’oro (il gold exchange standard fu fissato a 35 dollari l’oncia). In questo modo la Fed non poteva abusare troppo della possibilità di stampare moneta. Ma gli Usa a un certo punto subirono una sorta di dichiarazione di guerra monetaria da parte di altri Stati che si erano accorti che gli americani stampavano troppi dollari. «Il 15 agosto del 1971 - ha spiegato il presidente di Go-Spa Consulting - Nixon abolì la convertibilità tra dollaro e oro ponendo inizio ad una nuova era: la fiat money: da quel momento in avanti le banche centrali possono emettere moneta in quantità teoricamente illimitata. Risultato? L’incremento iperbolico del debito pubblico».

Altro sussulto finanziario, il lunedì nero del 19 ottobre 1987, con Wall Street giù oltre il 22% in un solo giorno, apparentemente senza una motivazione evidente. A fine secolo scorso, scoppiò la bolla di Internet, una sorta di “panico da euforia” con (2000-2003) un rapido aumento del valore delle aziende attive nell’ambito del web, molte delle quali poi fallirono. E arriviamo al 15 settembre del 2008, con il default Lehman Brothers. «La crisi - ha spiegato il dott. Pinosa - è iniziata nel 2007 con lo scoppio della bolla subprime. Ciò ha prodotto un enorme incremento del debito bancario con il default di alcuni istituti (Lehman) e il salvataggio di altri con l’intervento pubblico. Le ingenti risorse impiegate per i salvataggi bancari hanno causato alcuni default sovrani (Irlanda). Le misure di austerity pubbliche conseguenti hanno impattato in termini recessivi sull’economia e sull’occupazione. La crisi economica ha portato alla difficile governabilità e alle crisi politiche e sociali. Post Covid, le misure di stimolo fiscale e monetarie hanno riacceso l’inflazione. Quale sarà il prossimo mostro che dovremo affrontare?». Il relatore ha evidenziato come la crisi del 2008 fosse «assai prevedibile» in quanto «i mercati lanciano segnali prima». Il consiglio del dott. Pinosa è dunque «di non fare gli struzzi», perché le crisi «si possono prevenire».

L’esperto relatore ha quindi affrontato il tema dei tassi «saliti troppo e troppo in fretta (la Fed deve tenere sotto controllo la positività dei tassi reali)», con pesanti ripercussioni sull’intero sistema. Una di queste, l’esplosione («insostenibile») del debito pubblico Usa (quindi nel sistema finanziario numero uno al mondo) arrivato a 33 trilioni di dollari, che diventano 70 se aggiungiamo i 17 trilioni di debito privato e i 20 di quello delle aziende (il Pil americano viaggia sui 25 trilioni di dollari).

Ultima considerazione sulla Cina, «che ha messo in discussione il signoraggio del dollaro» e che rappresenterà «il futuro del mondo» in termini di popolazione e di ricchezza delle materie prime. «Assisteremo - ha chiosato il dott. Pinosa - a un grande scontro tecnologico tra la Cina e gli Stati Uniti».

Al termine della lezione, è seguito un ampio dibattitto.

Nella foto, Il vicedirettore generale Pietro Boselli ha portato i saluti della Banca al relatore Gabriele Pinosa (a sinistra) e agli intervenuti.

Pubblicato il 25 ottobre 2023

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La materna di Gragnano rimane nella sede provvisoria di Casaliggio

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Sono stati il signor Magritte, i suoi quadri e le suggestioni provocate da queste immagini i protagonisti della festa di inizio d'anno scolastico della scuola materna di Gragnano.
“Volevamo organizzare un momento comune nel mese di settembre per «celebrare» l'ingresso nella nuova sede provvisoria presso la struttura delle suore Scalabriniane a Casaliggio - hanno detto la dirigente scolastica professoressa Elena Camminati e il sindaco Patrizia Calza, presenti all'evento - ma i lavori di trasloco si sono prolungati per cui abbiamo deciso di dare vita a un momento di incontro tra le famiglie, il personale scolastico e il Comune attraverso uno spettacolo che, pur nel divertimento si inserisse pienamente nel percorso educativo proposto dalla scuola”.

La Materna trasferita dalle Suore scalabriniane

Le immagini legate alla natura, alla crescita della pianta Olmo, dal germogliare del seme fino all'età adulta, hanno divertito i bimbi che, presso la nuova struttura, hanno a disposizione ampi spazi verdi dove svolgere molteplici laboratori didattici.
Qui i bambini resteranno fino a quando non saranno terminati i lavori di messa in sicurezza e ampliamento dell'immobile situato nel capoluogo in via Carella. Non sono mancati i ringraziamenti: alle suore che hanno accolto i piccoli con grande disponibilità e che, per l'occasione si sono unite al gruppo dei genitori presenti e, agli insegnanti che nei mesi scorsi si sono fatti carico insieme al Comune del complesso trasloco.
“Si è trattato di un'operazione assai complessa necessaria per poter restituire alla comunità un edificio rinnovato e adeguato alle sempre più evolute esigenze didattiche. Senza un luogo alternativo dove poter ospitare i bambini durante l'esecuzione dei lavori avremmo dovuto rinunciare al finanziamento pari a oltre un milione di euro. La disponibilità delle suore e i lavori di adeguamento svolti hanno consentito di procedere nel percorso”, spiegano Calza e l'assessore Cristiano Schiavi ringraziando tutti coloro che hanno collaborato per il felice esito dell'operazione. “Ora, individuata la ditta aggiudicataria dalla Stazione unica Appaltante costituita presso la Provincia, attendiamo l'inizio dei lavori di ristrutturazione della vecchia struttura”.

Pubblicato il 25 ottobre 2023

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Il professor Pileri in Fondazione: «Il suolo non è un utile di profitto, il suo valore è esistenziale»

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Ogni secondo in Italia consumiamo oltre due metri quadrati di suolo fertile e dai 14 ai 20 ettari al giorno. E a Piacenza? Il record negativo segnato dalla nostra città pesa: 103 ettari annui di suolo consumato, un terzo rispetto all'intera Emilia Romagna; con i piacentini al primo posto per consumo pro- capite (694 mq). Con questi dati di ISPRA 2021 la presidente di Legambiente Piacenza Laura Chiappa e il collega Giuseppe Castelnuovo hanno dato avvio il 17 ottobre alla serata in Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano su “L'ntelligenza del suolo”: protagonisti dell'incontro voluto da Legambiente Circolo “Emilio Politi”, Paolo Pileri, professor ordinario di pianificazione territoriale del Politecnico di Milano e l'assessora all'urbanistica del comune di Piacenza Adriana Fantini.

Numeri fin troppo chiari quelli messi in luce, che basterebbero da soli a evidenziare quanto quello del consumo di suolo sia un problema da affrontare con urgenza, ponendo un freno deciso e netto all'espansione di cemento. Non sembra però questa la direzione prossima intrapresa dal Piacentino, almeno a giudicare dai dati del Ptav: il Piano di area vasta che a breve verrà adottato dalla Provincia e rimarrà in vigore per i prossimi 10-15 anni. A preoccupare di più è il discusso criterio della perequazione: la possibilità per i comuni piacentini più piccoli e meno produttivi (presumibilmente montani e collinari) di cedere a pagamento il proprio 3% di suolo ancora edificabile da qui al 2050 ai comuni di pianura per favorirne lo sviluppo.
“3.820.000 mq di terreno spendibili nel Piacentino fino al 2050 (a tanto ammonta il 3% di suolo che si potrà consumare) sono pochi sembrano sostenere Provincia e amministrazioni comunali” - ha sottolineato Giuseppe Castelnuovo -. Il ricorso alla perequazione è quindi un modo per mantenere formalmente il vincolo al 3%, concentrandolo però tutto nelle aree già fortemente inquinate ed edificate di Pianura: non è difficile allora immaginare come in queste zone la percentuale di consumo di suolo possa salire considerevolmente”.
Un escamotage che non può certo trovare d'accordo noi di Legambiente – continua –, tanto più che ai 3.820000 mq di suolo rientranti nel 3% dobbiamo aggiungere ben 3,7 milioni di mq di aree dismesse, per un totale di circa 7,5 milioni di metri quadrati di suolo disponibili. Innumerevoli oltretutto le eccezioni previste alla regola: opere pubbliche, ampliamento degli insediamenti produttivi esistenti, insediamenti produttivi di interesse strategico regionale, fabbricati per imprese agricole, procedimenti derogatori per comuni carenti di aree per nuovi insediamenti. Tutti criteri non conteggiati entro il limite del 3%”.

Si può ancora fare tutto

“Insomma, tranne le case si può ancora fare tutto – ha ironizzato il professor Pileri prendendo la parola. “L'intelligenza del suolo è il titolo del suo libro (Altreconomia, 2022), non a caso sul tavolo dei relatori sono sistemati un barattolo trasparente pieno di terra e un cucchiaio. La posizione dell'esperto, uno dei massimi in Italia sul consumo di suolo, si dissocia in modo netto dalle scelte urbanistico - amministrative piacentine ed emiliano - romagnole, o sarebbe meglio dire dall'indifferenza politica generale - . Questo gran parlare di perequazione, scambio tra Comuni dietro compenso, 3% evidenzia in modo drammatico la nostra abitudine di considerare il suolo per il suo valore d'uso, solo in base a cosa costruiamo sulla sua superficie o a ciò che otteniamo scavandolo: in sostanza vediamo la terra come un utile da cui trarre profitto”.
La perequazione? Non è altro che uno scambio vantaggioso per qualcuno a danno  di altri – continua - , mentre l'economia cerca di capire come distribuire le opportunità, la legge urbanistica emiliano- romagnola le concentra: un principio iniquo”.
Non è convinto il professore, anche di fronte alla replica dell'assessora Fantini: “la perequazione è solo un'opzione - dice lei - di cui tra l'altro il Comune di Piacenza non ha al momento bisogno di usufruire. Potrebbe però essere una buona opportunità per i Comuni molto piccoli, dipende da come la si realizza”.

Occorre in primis salvare il suolo

“Nessuno invece - incalza Pileri - si preoccupa di preservare”  l'immenso valore esistenziale del suolo. Questi 30 cm di terreno che vedete qui davanti rappresentano un perfetto ecosistema vitale abitato da 9 miliardi di microrganismi che collaborano tra loro. Intelligenti e laboriosi forniscono il 90% del cibo che noi mangiamo e  assorbono dalle due alle tre volte la quantità di anidride carbonica presente in atmosfera”.
“Capite cosa vuole dire? Se vogliamo dare un freno al cambiamento climatico, dobbiamo prima di tutto  salvare il suolo: ma ogni volta che viene cementificato si perde per sempre. 30 cm di suolo impiegano infatti 6000 anni per rigenerarsi. Tutto questo non lo vedo mai scritto però nei piani urbanistici cittadini e regionali. Forse manca la conoscenza o probabilmente c'è la scelta politica di non affrontare certe problematiche”.
“Ci si preoccupata tanto, troppo, dell'impiego di aree abbandonate – ha poi sottolineato il professore -. Per me sono aree liberate: non solo dal cemento, ma anche dalle colture intensive e tossiche di mais di cui è invasa la pianura Padana”.

La situazione a Piacenza

Diversi a Piacenza gli insediamenti produttivi e logistici che preoccupano gli ambientalisti per consumo di suolo - ha spiegato ancora Castelnuovo portando numerosi esempi - : sia quelli possibili in aree abbandonate (come l'ex Camuzzi) in caso di attuazione di accordi operativi precedenti non attuati validi fino a dicembre 2023, sia i grandi ampliamenti previsti, spesso figli delle deroghe al 3% di suolo consumabile evidenziate. È il caso della New Cold e della Ca. Re. Co. di Forenzuola, o di tutta l'area Monticelli – Caorso. Rimane poi l'allarme sul “bollone” piacentino, area di 2 milioni di metri quadrati tra Roncaglia e Borghetto; nonostante la giunta comunale abbia dichiarato l'indisponibilità dell'area alla logistica e Fantini ribadisca questa decisione. Legambiente vorrebbe però che il “bollone” fosse cancellato dal Ptav per evitare brutte sorprese future.
"Ancora di più davanti a queste situazioni mi chiedo: ha senso mantenere in vita il vincolo del 3%? Servono davvero altre terre da edificare a fronte di 3, 7milioni di mq di arre dismesse disponibili? Si tratta solo di diritti edificatori concessi 15 anni fa, che oggi andrebbero aboliti. Non lo si fa evidentemente per compromesso politico e promesse ai proprietari. Ma oggi non è più tempo di compromessi. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà giuridiche esistenti, ma bisogna affrontarle: decidere se stare dalla parte del suolo oppure no”.

È tempo di agire

Poi l'ultimo intervento dell'assessora all'urbanistica Fantini, che porta la posizione del Comune - Sarebbe bello progettare meglio le cose – ha detto -, vivere con un colpo di spugna in una città migliore, ma non abbiamo la bacchetta magica. L'amministrazione opera in un periodo transitorio e la città è un organismo complesso, tante le esigenze da tenere insieme. Al primo posto tra le nostre sfide c'è l'ambiente: diffusione di cultura ambientale e rigenerazione urbana, con lo scopo di non consumare più suolo urbanizzato rispetto all’attuale, sono le due direttrici fondamentali entro cui ci muoveremo, convinti che tutto passi in primo luogo dalla conoscenza”.
La serata si è conclusa con uno scambio di vedute fin troppo acceso tra Pileri e Fantini, che non cambia la sostanza: occorre un urgente cambio di passo culturale e comportamentale, oltre e prima ancora che legislativo, capace di coinvolgere istituzioni e cittadini. Ce lo ricorda anche papa Francesco nella Laudato Sì: “L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme” a fronte della “debolezza politica internazionale”. È ora di agire.

Micaela Ghisoni


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Nelle foto, l'incontro all'Auditorium della Fondazione con il professor Paolo Pileri.

Pubblicato il 25 ottobre 2023

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