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«Di Pieve in Pieve» apre la rassegna a Revigozzo

Pieve di Revigozzo5

Ad aprire il calendario della rassegna 2023 “Di Pieve in Pieve” giovedì 10 agosto sarà l’evento ospitato dalla chiesa di San Michele Arcangelo a Pieve di Revigozzo (Bettola).
A partire dalle 19.30, una degustazione di miele locale a cura dell’azienda Agricola Biologica Modolo e un laboratorio di land art dedicato ai più piccoli saranno seguiti dalla visita guidata alla scoperta della chiesa, delle origini del luogo e della sua toponomastica. La serata culminerà alle 21.00 nel suggestivo concerto musicale con la prima esecuzione italiana di “I Quaderni di Cassimoreno”, composizione per organo, voce recitante, video e strumenti opera del giovane compositore Federico Perotti.
Arriva quindi nella “sua” Val Nure quest’opera musicale contemporanea che trova le proprie radici nella pubblicazione “Le castagne sotto la neve”, di Umberto Petranca e Maurizio Ottolini, raccolta di temi scolastici dei bambini della piccola scuola di Cassimoreno nell’anno 1924-25, rinvenuti in una cassa conservata dalla maestra Celestina Rossi, poi allontanata a causa del suo diniego al regime fascista. Sarà inoltre possibile acquistare in loco la pubblicazione presso la postazione dedicata dell’associazione Walking in Fabula.

La composizione diretta dal M° Perotti, prevede al suo interno la proiezione di un video di Katharina Huber e alcune letture dell’attore e autore Umberto Petranca.
Un connubio di linguaggi artistici per raccontare le radici, le suggestioni e il passato del nostro territorio.
Direttore: Federico Perotti
Flauto: Zoë Rasmussen
Violino: Sara Sole Stojmenov
Trombone: Tiziano Mazzoleni
Percussioni: Jacqueline Ferreira Dourado, Kateryna Liashchevska
Organo: Francesco Leporatti

Pubblicato l'8 agosto 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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