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Notizie Varie

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Come ottenere il voto domiciliare per il Referendum

 Voto domiciliare Referendum

In occasione dei referendum che si terranno nelle giornate di domenica 8 e lunedì 9 giugno, l’Azienda Usl di Piacenza comunica che a partire da martedì 29 aprile fino a lunedì 19 maggio sarà possibile chiamare i numeri di telefono 0523.31.7813, 0523.31.7575, 0523.31.7574, 0523.98.9723 per prenotare la visita domiciliare di un medico legale. Tale accertamento è indispensabile per il rilascio della certificazione necessaria all’esercizio del voto domiciliare. La linea è a disposizione dei cittadini nei giorni feriali, esclusi i sabati ed escluso venerdì 2 maggio, dalle ore 10 alle 12.

A seguito della visita domiciliare, potrà essere rilasciata apposita certificazione per l’esercizio del voto domiciliare. Hanno diritto all’esercizio del voto domiciliare gli elettori che si trovino in una delle due condizioni previste dalla legge 46 del 7 maggio 2009: elettori affetti da gravi infermità che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano; elettori affetti da gravissime infermità tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile, con prognosi di almeno 60 giorni dalla data di rilascio del certificato. Gli elettori che intendono avvalersi di tale facoltà dovranno far pervenire al Comune, nelle cui liste elettorali sono iscritti, un’apposita dichiarazione in carta libera, attestante la volontà di esprimere il voto nell’abitazione in cui dimorano, corredata dal certificato rilasciato dal medico legale dell’Azienda Usl, nel periodo compreso fra il quarantesimo e il ventesimo giorno antecedente la data delle votazioni.

Pubblicato il 29 aprile 2025

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Il Gruppo Casalasco a Tuttofood valorizza l’agroalimentare italiano

 Casalasco a Tuttofood

Il Gruppo Casalasco, prima filiera italiana del pomodoro da industria, sarà tra i protagonisti della prossima edizione di Tuttofood (Padiglione 2, Stand F03), fiera internazionale di riferimento per l’agroalimentare, in programma a Fiera Milano dal 5 al 8 maggio. Un appuntamento strategico per il Gruppo, che per la prima volta si presenta a un evento fieristico non solo con i suoi brand storici Pomì e De Rica, ma anche con i marchi recentemente acquisiti da Star: Pummarò, Polpabella e Sugo Lampo. Un ampliamento che conferma la volontà di Casalasco di rafforzare il presidio del mercato e di offrire ai consumatori un ventaglio ancora più ricco di prodotti tracciati con elevati standard di qualità 100% made in Italy. Casalasco continuerà a far leva sulla storicità dei propri marchi, vere icone delle conserve di pomodoro, guardando all’innovazione e alle preferenze dei consumatori. Tra le novità presentate, il nuovo tubetto di doppio concentrato da 140 g all’interno della linea pomodoro datterino De Rica - unico nel suo genere sul mercato, pensato per rispondere alle esigenze di praticità e gusto in cucina. Per Pomì, l’attenzione si concentra sull’innovazione sostenibile: protagonista è la nuova Polpa Fine 390 g in confezione Tetra Pak - Recart, realizzata con materie prime di origine vegetale rinnovabili per il 71%, con una riduzione dell’83% delle emissioni di CO₂ e certificazione Fsc per l’utilizzo di carta proveniente da foreste gestite responsabilmente e altre fonti controllate.
La partecipazione alla fiera sarà un’occasione privilegiata per mettere in luce il percorso del Gruppo, che da oltre 40 anni rappresenta un’eccellenza nella coltivazione e trasformazione del pomodoro italiano, unendo tradizione e innovazione. Nel mese di maggio, inoltre, il Gruppo Casalasco parteciperà anche con Pomì al Saudi Food Show di Riyadh (12-14 maggio) per gli operatori mediorientali e al Plma Amsterdam (20-21 maggio), la maggiore fiera internazionale della marca del distributore. Queste partecipazioni rappresentano un’ulteriore conferma della strategia di crescita dell’azienda, orientata a valorizzare il Made in Italy nel mondo e a consolidare la presenza in mercati chiave.

Pubblicato il 29 aprile 2025

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«Incontriamo la pace»: tre incontri formativi all'auditorium della Fondazione

incontro pace 29 aprile


Al via gli incontri di formazione “
Incontriamo la Pace”. Si tratta di 3 incontri formativi e informativi che si terranno nell’Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano il 29 aprile, il 13 e il 23 maggio dalle ore 17 alle ore 19.30. 
L’iniziativa è organizzata dal Movimento di Cooperazione educativa in collaborazione con  Europe for peace, con l’intento di far conoscere l’impegno della società civile nel contrasto alla violenza e alle guerre.
La nostra società necessita di cittadini e cittadine formati a risolvere i conflitti, spiegano gli organizzatori, senza il ricorso alla violenza e alle guerre. Nonostante tutte le tragedie dell’ultima guerra mondiale, che avevano portato alla nascita dell’Onu e dell’Europa, per cercare di scongiurare altre guerre, è diffusa ancora l’opinione del ”Si vis Pacem para bellum (Se vuoi la Pace prepare la guerra)”. Tale convinzione ha ripercussioni in tutta la società e anche nelle scuole, dove purtroppo i fenomeni di violenza stanno aumentando. Pensiamo quindi sia giunto il momento di preparare la pace a partire dai nostri giovani. Come diceva Don Oreste Benzi
“Da quando l’uomo esiste ha sempre organizzato la guerra, è venuto il momento di organizzare la Pace”! 
La proposta formativa/informativa è rivolta in particolare a tutte le cittadine e i cittadine interessati, a docenti, studenti, educatori delle parrocchie e dei centri educativi, attivisti di gruppi solidali, sociali, ecc ...

Il programma

Martedì 29 aprile
"Ministero della pace. Una scelta di Governo”; relatrice Laila Simoncelli, avvocata della Comunità Giovanni XXIII-Ministero della Pace

Martedì 13 maggio
"Corpi civili di pace. Esperienze realizzate e prospettive per il futuro”: relatrice Laura Milani, presidente CNESC

Venerdì 23 maggio
“Riconvertire dal militare al civile si può: storie e prospettive”; relatore Gianni Alioti già responsabile dell Fim-Cisl, attivista di Weapon Watch.

Per informazioni: contattare via e-mail i referenti: Roberto Lovattini, Adriana Gatti, Daniela Fanelli, Paolo Toscani e Bruno Sozzi.

Pubblicato il 28 aprile 2025

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La lente d’ingrandimento della Provincia sulla logistica

Indagine logistica Provincia

È stata presentata in Provincia l’importante indagine conoscitiva che verrà condotta dall’Amministrazione Provinciale sulla logistica del territorio, settore fondamentale per l’economia locale. Obiettivo dell'indagine è fornire una lettura aggiornata e interdisciplinare del fenomeno, consentendo un bilancio dettagliato della realtà attuale e delle sue prospettive future. Inoltre, l'indagine mira a fornire strumenti per attuare le indicazioni contenute nella strategia del Ptav, il piano territoriale di area vasta recentemente approvato, sia per il miglioramento degli insediamenti logistici esistenti, sia per eventuali nuovi insediamenti. La ricerca, dal titolo ‘Progetto di indagine sulla logistica nella realtà piacentina: rapporti con l’economia, la società, l’ambiente e il territorio e indicazioni di policy per gli Enti Locali’ sarà realizzata in collaborazione con soggetti esterni molto qualificati, tra cui Itl (l’Istituto per i Trasporti e la Logistica) di Bologna, l'Università Cattolica di Piacenza, il Politecnico di Milano e Nomisma, e prevede il coinvolgimento degli stakeholder durante le diverse fasi di attività oltre che nella fase di presentazione e valutazione dei risultati.

Sono in particolare 5 le fasi progettuali presentate questa mattina ai Comuni di Castel San Giovanni, Fiorenzuola e Piacenza, oltre che a Confindustria, Confapi e ai sindacati: costruzione di un quadro conoscitivo; valutazione delle esternalità; delineazione degli scenari evolutivi; definizione di una strategia; comunicazione dei risultati. "È di fondamentale importanza approfondire tutte le tematiche legate alla logistica per dare un contributo al miglioramento di un settore cruciale per la nostra economia: l'impatto delle politiche aziendali, le esportazioni, la demografia e le politiche aziendali sull'organizzazione del lavoro" ha commentato Monica Patelli.

Pubblicato il 29 aprile 2025

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80esimo della Liberazione, nel ricordo di papa Francesco. «Ci ha lasciato evocando fratellanza e pace»

Piazza

“I resistenti giurarono: mai più guerre, mai più persecuzioni razziali, vogliamo costruire un altro mondo, solidale e sicuro. Oggi nel mondo è in corso un terremoto politico e sociale con l’intreccio di tante crisi, noi dobbiamo assolutamente fermare l’uso delle armi”. È un monito di pace quello lanciato da Carlo Ghezzi, vicepresidente dell’Associazione nazionale partigiani italiani, dal palco del 25 aprile in piazza Cavalli a Piacenza. A lui è stata affidata l’orazione ufficiale della cerimonia per l’80esimo anniversario della Liberazione. Una ricorrenza celebrata “tutti insieme”: i rappresentanti dei Comuni della provincia, associazioni partigiane e autorità, si sono ritrovati tutti in piazza Cavalli con tre cortei partiti da Barriera Genova, San Sepolcro e Giardini Merluzzo.

Il palco del 25 aprile in piazza Cavalli
La commemorazione ha accolto l’invito alla “sobrietà” arrivato dal Governo, nel rispetto del lutto nazionale proclamato dopo la scomparsa di papa Francesco. Il pontefice è stato ricordato in tutti i discorsi, quelli della sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, del prefetto Paolo Ponta e della presidente della Provincia Monica Patelli, e nell’orazione ufficiale di Carlo Ghezzi, mentre a Genova il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricordava le parole del Santo Padre nell’enciclica Fratelli tutti, quando affermava che “ogni generazione deve fare proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora più”. Sul palco di Piacenza sono saliti anche la deputata del Paola De Micheli (Pd), i consiglieri regionali Luca Quintavalla e Lodovico Albasi (Pd), la procuratrice capo Grazia Pradella, il presidente del Tribunale Stefano Brusati, il consigliere comunale Massimo Trespidi (Liberi) e le massime cariche militari della provincia. Seduti in prima fila, due testimoni diretti della Resistenza: Luigi Leviti, 101 anni, e Pietro Satta, 97, partigiani combattenti della Divisione Piacenza di Giustizia e Libertà.

Il ricordo di papa Francesco
“Nei giorni scorsi è venuta a turbarci nel profondo la notizia della scomparsa di papa Francesco – ha detto il vicepresidente Anpi – un gigante di umanità, di unità e di speranza. Il pontefice ci ha lasciato evocando la fratellanza e la pace, non si è mai stancato di generare un mondo di promozione del dono e del bene comune, ha denunciato costantemente la tragica assurdità della guerra e la precipitazione del mondo verso l’abisso di un conflitto mondiale a pezzi. La sua scomparsa è una tragedia pesantissima per tutta l’umanità. Lo ricordiamo e lo salutiamo con riconoscenza, con affetto, con grande rimpianto e con profonda tristezza. E quest’oggi, con la nostra tradizionale sobrietà e col nostro usuale rigore, ricordiamo convintamente, in modo solenne, quanto accadde ottant’anni fa”.

Il Papa alle Fosse Ardeatine
Katia Tarasconi ha ricordato il pellegrinaggio di papa Francesco al Sacrario delle Fosse Ardeatine del novembre 2017. “Condividiamo il lutto che ha colpito l’umanità intera per la scomparsa di papa Francesco, voce degli ultimi e dei deboli, levatasi così spesso contro le guerre che colpiscono sempre gli innocenti e gli inermi, primi tra tutti i bambini. E poi c’era il raccoglimento silenzioso, il capo chino come quando il Santo Padre andò in pellegrinaggio al Sacrario delle Fosse Ardeatine, le rose bianche deposte su alcune tra le 335 lapidi delle vittime dell’eccidio nazifascista e le semplici, significative parole di preghiera: «In questo luogo consacrato alla memoria dei Caduti per la libertà e la giustizia, ci togliamo i calzari dell’egoismo e dell’indifferenza»”. In un passaggio del suo discorso, Monica Patelli ha sottolineato che quella di quest’anno è “una cerimonia che si svolge nel lutto che ci accomuna per la morte del nostro amato papa Francesco”. E il prefetto Paolo Ponta ha ribadito la necessità di commemorare, seppur con sobrietà, l’80esimo della Liberazione, senza ignorare “le bandiere a mezz’asta”.

Palco

Tarasconi ricorda Renato Cravedi: “Quando non ci saranno più i partigiani chi andrà in piazza il 25 aprile?”
Sempre a papa Francesco si collega l’immagine rievocata dalla sindaca Tarasconi, che ne ha ricordato “il volto sorridente accanto a quello del partigiano Abele, Renato Cravedi, ultimo superstite della battaglia di Monticello sotto l’egida del comandante Muro, che nella primavera del 2022 ha donato al pontefice il proprio libro di memorie. Vorrei rispondere oggi, da questo palco, a una domanda che Renato pose in un’intervista di qualche anno fa, idealmente rivolta a ciascuno di noi: «Quando non ci saranno più i partigiani – si chiedeva – chi andrà in piazza a ricordare il 25 aprile?». (Dalla piazza si alza il grudo: “Noi!”, nda) Guardiamoci intorno, guardiamo dentro noi stessi, alla nostra identità di cittadini liberi in un Paese democratico. Fino a quando sapremo da dove nasce la nostra libertà, a chi ne dobbiamo il valore, avrà un senso ritrovarsi in questa piazza, nel nome di «Abele», di «Giorgio» (Giacomo Scaramuzza, nda), di Medina (Barbattini, nda) e di tutti i partigiani che ci hanno permesso di essere qui oggi. Viva la Resistenza sempre!”.

Luigi Leviti e Pietro Satta

Nelle foto, la celebrazione del 25 aprile a Piacenza; sopra Luigi Leviti e Pietro Satta. (foto Pagani)



Patelli: “Le nuove generazioni siano ispirate dalla Resistenza”

“È davvero una grande emozione vivere tutti insieme l’80esimo anniversario in città, con la partecipazione di tutti i Comuni qui riuniti in Piazza Cavalli, suddivisi per vallata”, ha detto la presidente della Provincia di Piacenza, Monica Patelli. “Anche riconoscendo la complessità delle vicende storiche, è fondamentale, al di là delle posizioni individuali, rendere omaggio a coloro che hanno combattuto e spesso sacrificato la propria vita per permettere all’Italia di risollevarsi dagli anni bui del fascismo, ritrovando così la speranza e la forza per costruire un futuro migliore. La libertà e la democrazia non sono conquiste scontate: richiedono impegno costante per essere tutelate e rafforzate. È nostro dovere difendere i diritti umani, favorire la partecipazione attiva dei cittadini e contrastare ogni forma di discriminazione e ingiustizia”. “Fare memoria è importante per ognuno di noi – ha proseguito – ma lo è soprattutto per le nuove generazioni, che saranno le cittadine e i cittadini di domani, affinché possano trarre ispirazione dalla storia della Resistenza e comprendere l’importanza di essere cittadini consapevoli e responsabili. Il futuro della nostra democrazia dipende dalla loro capacità di mantenere vivi i valori per cui tanti hanno lottato e sacrificato”.


Francesco Petronzio

Pubblicato il 25 aprile 2025

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