È in programma sabato 29 febbraio a Palazzo Galli della Banca di Piacenza (Piacenza, via Mazzini 14) il convegno di studio "Non solo dislessia", incontro formativo sui disturbi della lettura promosso dalla Scuola primaria paritaria "Sant'Orsola" e dal Liceo statale "Melchiorre Gioia". Sono in programma gli interventi "I dieci comandamenti della visione a scuola (con metodi di sopravvivenza)" a cura del medico optometrista Mario Lecce e "Le aree deficitarie del bambino con disturbi visuo-spaziali" con la logopedista Lorenza Dallagiovanna. L'incontro sarà aperto dai saluti del dirigente del Liceo "Gioia" Mario Magnelli e della coordinatrice didattica della "Sant'Orsola" Donatella Vignola.
L'ingresso è libero con prenotazione entro il 22 febbraio: info [AT] istitutosantorsola [DOT] it - tel. 0523.353632 - www.istitutosantorsola.it. Il convegno è riconosciuto ai fini dell'aggiornamento dei docenti tramite iscrizione sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A. (cod. 40851). Sarà rilasciato un attestato di presenza ai partecipanti.
Due ospedali pubblici dell’Emilia-Romagna, quello di Piacenza e il Sant’Orsola di Bologna, che insieme riescono a salvare la vita di un neonato. Grazie alla bravura delle equipe medico-sanitarie, alla tempestività della diagnosi e degli interventi chirurgici, alla capacità di fare rete del servizio sanitario pubblico regionale. Una gravissima cardiopatia avrebbe potuto portare in poco tempo alla morte un bambino di 3,7 chilogrammi nato spontaneamente qualche settimana fa all’ospedale di Piacenza, al termine di una gravidanza regolare. Il piccolo ‘Luca’ (nome di fantasia per proteggere l’anonimato della famiglia), infatti, rischiava la vita poche ore dopo essere venuto alla luce, se non gli fosse stata fatta una diagnosi in soli 30 minuti dal parto; se non fosse stato immediatamente messo in terapia medica; se l’ospedale piacentino non si fosse attivato per organizzare un trasporto d’urgenza al Policlinico di Sant’Orsola, riferimento regionale e nazionale per la cardiochirurgia pediatrica. Qui il piccolo è stato sottoposto, nella stessa giornata della nascita, a un primo intervento e, a distanza di pochi giorni, ad una seconda, risolutiva operazione. A qualche settimana di vita il bambino è tornato a casa e le sue condizioni sono buone. “Quello che è successo rappresenta un vanto, un motivo d’orgoglio per la sanità pubblica dell’Emilia-Romagna - commenta il presidente Stefano Bonaccini -. È stata salvata una vita, la vita di un neonato, grazie alle straordinarie capacità di professionisti che hanno svolto al meglio il proprio lavoro. E grazie al sapere ‘fare sistema’ che costituisce un fiore all’occhiello della sanità regionale. Ringrazio tutti loro, posso ben dire a nome dell’intera comunità emiliano-romagnola, per quello che hanno fatto, e mando un affettuoso saluto alla mamma e al papà del piccolo”.
La storia di ‘Luca’. Al momento del parto, nulla lasciava presagire quanto stava per accadere: tutto sembrava normale, il bimbo ha pianto ed è stato consegnato alla mamma per il precoce contatto pelle a pelle. Ma dopo pochi minuti, l’ostetrica ha notato il colorito non proprio roseo del bambino. Di qui è scattata la prima allerta: Luca è stato subito affidato alle infermiere pediatriche e trasferito in Patologia neonatale, per i primi accertamenti. Il personale medico e infermieristico ha immediatamente escluso che la cianosi (colorito bluastro) dipendesse da un problema polmonare e quindi l’indagine si è focalizzata sul cuore. Un’ecocardiografia doppler, eseguita in urgenza dai cardiologi pediatri del reparto di Pediatria e Neonatologia, ha permesso di avere una diagnosi tempestiva (in appena 30 minuti) e molto seria: Luca presentava una trasposizione delle grandi arterie.
La patologia. “Si tratta di una rara e grave cardiopatia congenita - spiega il dottor Giacomo Biasucci, direttore del dipartimento Materno infantile dell’Azienda USL di Piacenza - che colpisce 2-3 su 10.000 nati vivi. Nei neonati con questa cardiopatia le due grosse arterie che portano il sangue fuori dal cuore sono invertite; l’aorta invece di nascere dal ventricolo sinistro nasce dal ventricolo destro, viceversa l’arteria polmonare nasce dal ventricolo sinistro. La circolazione del sangue in questi casi è in parallelo, pertanto il sangue ossigenato circola solo nei polmoni, mentre nel resto del corpo circola solo sangue poco ossigenato. Se non fossimo intervenuti in brevissimo tempo, il piccolo poteva morire”.
Terapia e trasporto. Grazie all’esperienza dell’equipe di cardiologi pediatri e infermieri della Patologia neonatale, sotto la guida del dottor Biasucci, Luca è stato messo subito in terapia medica: sono state effettuate le misure necessarie per stabilizzare la situazione, per far arrivare più sangue ossigenato agli organi essenziali come cervello, reni e cuore. Nel frattempo, l’ospedale si è attivato per organizzare un trasporto d’urgenza al policlinico di Sant’Orsola di Bologna, riferimento regionale per la cardiochirurgia pediatrica. Le avverse condizioni metereologiche non hanno consentito l’intervento dell’elisoccorso: Luca è stato quindi trasportato in ambulanza, accompagnato da una squadra composta da cardiologo pediatra, anestesista e infermiera. Aver fatto la diagnosi subito dopo la nascita e aver stabilizzato il neonato ha reso possibile il trasferimento in buone condizioni.
Gli interventi. “A Bologna, a poche ore dalla sua nascita- spiega il professor Gaetano Gargiulo, direttore della Chirurgia Pediatrica e dell’Età evolutiva del Policlinico di Sant’Orsola- Luca è stato sottoposto a un primo intervento (settostomia di Rashkind) e, nei giorni successivi, a una seconda e più complessa operazione definitiva per riposizionare le grandi arterie (aorta e polmonare). La patologia del piccolo, se non trattata tempestivamente, lo avrebbe portato alla morte, invece ora Luca può a buon diritto aspirare ad una vita normale senza particolari contrindicazioni. In Italia- ricorda Gargiulo- sono circa 4.500 i bambini che ogni anno presentano alla nascita una cardiopatia congenita, il 30% dei quali deve essere sottoposto ad un intervento immediato. All’alba del 2020, grazie alla tempestività della diagnosi e al miglioramento della terapia chirurgica, più del 90% di questi bambini raggiunge l’età adulta e la sopravvivenza può superare il 98%”.
Andare per vigne e cantine alla scoperta dei segreti dell’enologia e dei prodotti agroalimentari di eccellenza del territorio. Un fenomeno culturale e di costume, l’enoturismo, che anno dopo anno, attrae schiere sempre più folte di amanti del buon vino e appassionati anche in Emilia-Romagna. Un’attività che per molte aziende vitivinicole può rivelarsi un’interessante opportunità di integrazione del reddito e che ora la Regione, nella scia di un decreto ministeriale del 2019 che per la prima volta ha varato linee guida e indirizzi per regolamentare l’accoglienza in cantina, intende promuovere. E lo fa grazie ad un provvedimento che detta requisiti e standard minimi da rispettare per chi intende iniziare l’attività. Le attività previste: visite guidate nei vigneti e in cantina. Per enoturismo, si spiega nel provvedimento, si intendono le attività finalizzate a far conoscere e valorizzare le aree ad alta vocazione vitivinicola e le produzioni di pregio, con visite guidate nei vigneti, in cantina e nei luoghi dove sono esposte le attrezzature per la coltivazione della vite e le produzioni enologiche, nonché le iniziative di carattere culturale, didattico e ricreativo rivolte ad esempio a scolaresche, comitive e gruppi organizzati. Accanto a queste attività di carattere prettamente informativo e/o formativo, trovano spazio anche momenti dedicati alla degustazione delle produzioni aziendali, magari in abbinamento con alimenti tipici preparati in casa e pronti al consumo come pane, formaggi e salumi, anche elaborati o trasformati altrove, purché siano serviti freddi, per non ingenerare equivoci con la ristorazione. Ovviamente è prevista anche la vendita diretta del vino. I requisiti per dedicarsi all’enoturismo. Possono dedicarsi all’enoturismo le aziende agricole iscritte al Registro delle imprese delle Camera di commercio e all’Anagrafe regionale che coltivano la vite e che trasformano e commercializzano direttamente le proprie produzioni, oltre alle imprese agroindustriali che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti vitivinicoli con uva acquistata in prevalenza da terzi. È il caso di molte grandi aziende cooperative e private. Per avviare un’attività enoturistica basta presentare una segnalazione certificata di inizio attività (Scia) nel Comune dove si trova l’azienda. Un’autocertificazione a costo zero che non è soggetta ad approvazione. Le aziende che intendono dedicarsi all’enoturismo, magari in abbinamento con l’agriturismo, dovranno poi esporre nelle vicinanze un’apposita cartellonistica con tanto di logo ufficiale della Regione Emilia-Romagna e quello identificativo dell’accoglienza enoturistica, oltre all’indicazione degli orari di apertura, la tipologia del servizio offerto e, per gli ospiti stranieri, le lingue parlate. D’obbligo anche un sito web o una pagina internet in cui saranno riportate le informazioni principali e le indicazioni stradali per raggiungere l’azienda.
Dopo quattro anni di intensa attività, la Pro Loco di Castel San Giovanni cambia volto. I soci, oltre a rinnovare la tessera per il 2020, hanno eletto il nuovo direttivo, composto da tredici membri come richiede lo statuto dell’associazione. Si tratta di Antonietta Cirillo, Sebastiano Calabrò, Michele Mihaylov, Bruno Francesconi, Davide Prati, Danilo Agosti, Daniela Garrini, Alessio Vecchia, Angelo Laface, Eugenio Ramundo, Livia Manzini, Alice Tosca e l’attuale presidente dell’associazione, Sergio Bertaccini, che si prepara a passare il testimone: nei prossimi giorni, infatti, il direttivo si riunirà per la prima volta e in quell’occasione stilerà il nuovo organigramma, con i nuovi ruoli e il nuovo presidente. “Siamo una grande famiglia e conosco ognuno di voi personalmente: per questo motivo sono sicuro che il nuovo consiglio sarà in grado di proseguire in maniera proficua” - ha detto Bertaccini ai soci - “in questo caso il cambiamento non potrà che essere migliorativo con nuove idee, nuove proposte e nuovi spunti di cui la Pro Loco ha necessità. Sono stati quattro anni intensi e ricchi di soddisfazioni, siamo pronti a continuare insieme”. In effetti il resoconto delle iniziative 2019 parla chiaro. Dalla Fiera di San Giovanni Battista fino alla Festa dell’oratorio a Villa Braghieri, passando per Confluenze Festival, Festa della Pubblica Assistenza, Cioccolandia e le attività dell’Info Point della Val Tidone e Val Luretta. Senza contare la Borsa del Po, insieme a Confesercenti, che ha portato decine di tour operator nel territorio castellano. Successo anche per la presentazione del video sull’artista Carlo Scrocchi e per il Natale a Castel San Giovanni, in collaborazione con l’amministrazione comunale. “Molte di queste iniziative sono state impegnative, è innegabile, ma hanno rappresentato un efficace strumento di promozione” commenta Bertaccini. “Passando in rassegna gli eventi organizzati e anche quelli che abbiamo solo supportato, ci si rende conto di quante volte la nostra Pro Loco è stata citata da quotidiani, siti web, riviste e social network. Parliamo di un ritorno di immagine importante, non solo per noi ma per tutta la Valtidone”. Infine, l’assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio, che si chiude con un utile di circa 10 mila euro. La Pro Loco, infatti, ha recentemente modificato il proprio statuto, divenendo Associazione di promozione sociale: qualifica che permette di chiudere l’anno in positivo e non per forza in pareggio. “Denaro che servirà per finanziare le prime iniziative del 2020, che partiranno a breve”, conclude Bertaccini, “in prima istanza abbiamo intenzione di potenziare l’attività dell’Info Point che già quest’anno ha permesso di promuovere concretamente la nostra vallata: un progetto sostenuto economicamente dalla Pro Loco con il supporto di sponsor privati. Proprio grazie all’Info Point, per esempio, abbiamo partecipato alla manifestazione Fa’ la cosa giusta! a Fieramilanocity, per promuovere Confluenze Festival. Anche in questo caso parliamo di iniziative dai costi importanti, ma che rappresentano vetrine irrinunciabili per il nostro territorio”.
“Un passo concreto verso l’obiettivo che vogliamo raggiungere, e cioè avere in Emilia-Romagna due mila nuovi autobus ecologici. Dal ministero dell’Ambiente sono in arrivo per la nostra regione quasi quaranta milioni di euro di risorse nazionali per migliorare la qualità dell’aria. Circa trentasei milioni serviranno per acquistare duecenonovantadue nuovi autobus elettrici, ibridi, a metano o biometano: un obiettivo possibile perché ai fondi nazionali si aggiungono quelli, di pari importo, messi a disposizione dalle Aziende del trasporto pubblico locale che raddoppieranno l’investimento complessivo. Altri tre milioni e mezzo assegnati alla nostra Regione saranno invece destinati a migliorare i sistemi di vigilanza di tutte le aree soggette alla limitazione del traffico. Un impegno concreto da parte del Governo, per il quale ringrazio il ministro Costa”. Così il presidente Stefano Bonaccini esprime soddisfazione per l’annuncio, da parte del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, dell’attribuzione delle risorse alle Regioni del Bacino Padano per continuare l’impegno verso la riduzione delle emissioni inquinanti e della concentrazione di polveri nell’aria. “Questo finanziamento- aggiunge il presidente- garantisce ad oggi la sostituzione di mille e cento autobus: la Regione ha infatti già programmato e sta attuando il rinnovo di ottocento veicoli, a cui si aggiungono quelli che saranno acquisiti con i nuovi fondi. Un risultato frutto dell’azione condivisa con il ministero dell’Ambiente e le altre Regioni del Bacino Padano che ha tratto origine dall’Accordo sulla qualità dell’aria che firmammo a Bologna nel 2017 con dicastero, Piemonte, Lombardia e Veneto, azione che si è rinnovata al Clean Air Dialogue con la Commissione europea dello scorso giugno”. “E ora il lavoro prosegue- chiude Bonaccini-. Stiamo già negoziando con il Governo per ottenere ulteriori risorse, fondamentali per raggiungere il rinnovo al 100% della flotta di veicoli del trasporto pubblico locale”.
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