Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

Castelletto, il raduno degli «Amici dell'antica chiesa»

il gruppo dei premiati

Si è svolta recentemente presso l’antica chiesetta di S. Andrea a Castelletto di Vernasca, la tradizionale assemblea dell’Associazione culturale "Amici dell'antica chiesa” che 30 anni fa l’acquistarono all’asta, grazie ad Arturo Croci, e se ne presero cura per recuperare ciò che era possibile, dal degrado e dal totale abbandono. E nel corso degli anni, grazie al lavoro di volontari, donne e uomini, la chiesetta, uno dei reperti storici della Valtolla, risalente agli anni 1000 è tornata ad essere un luogo particolarmente prezioso e bellissimo, a balcone sulla diga di Mignano e sull'alta val d’Arda, immersa fra natura e cielo, simbolo di unione anche con i tanti emigrati della zona.

L’assemblea dei soci si svolge ogni anno ad agosto proprio per permettere l’affluenza dei tanti emigrati che prima della pandemia, facevano ritorno nei luoghi dove vissero i loro avi, ma anche per mantenere una tradizione ben descritta nei reperti storici del compianto dott. Angelo Carzaniga.
Prima della relazione annuale il numeroso pubblico presente ha seguito  la  messa, celebrata dal parroco don Giovanni Cigala, con i concelebranti don Jean Laurent e mons. Gianni Vincini e  accompagnata dalle musiche e dai canti del Coro di Vezzolacca.

Poi l’attuale presidente ing. Franco Manzi ha aperto i lavori dell’assemblea, fra le autorità presenti: il dott. Pinuccio Sidoli, sindaco di Vernasca, Luigi Ragazzi, presidente di Italia Nostra Val d’Arda e il “Capitano” Lal, di origine indiana, festeggiato per il suo novantesimo compleanno. Manzi nel suo intervento ha elencato le principali attività, ridotte a causa della pandemia e riprese lo scorso luglio con il concerto dell’Appennino Festival di Enerbia, coordinato da Maddalena Scagnelli, sottolineando l’operato dei volontari con il supporto anche del Comune di Vernasca (in modo particolare del vice-presidente Fausto Ferrari e del presidente della pro-loco Maurizio Galvani con l’aiuto di Giuliano Toledi e Ugo Silva e Marco Carzaniga) e dei donatori (in particolare di Gloria Bragoli e Tonino Solari che hanno donato le pietre per il muretto di sostegno del parcheggio e del belvedere).

Dopo l’approvazione del bilancio, avvenuto all’unanimità da parte dell’assemblea, Maurizio Galvani, in accordo con il consiglio della Proloco di Castelletto di cui è attivo presidente, ha donato 500 euro all’Associazione che si prende cura del luogo e Fausto Ferrari, presidente del Circolo Culturale Valtolla e vice-presidente della Associazione Amici dell’Antica Chiesa, 3.000 euro, proventi della vendita del volume “Sentieri escursionistici dell’Alta Val d’Arda”, scritto dallo stesso Ferrari insieme al compianto Franco Sorenti.

Il Presidente ha quindi consegnato l’attestato di “Custodi dell’Antica Chiesa”, che quest’anno sono tutti al femminile, a Patrizia Croci, Renata Bussandri ed Emanuela Perotti.
Ha poi donato la pergamena di Presidente Onorario a mons. Anselmo Galvani e mons. Gianni Vincini, Vicario episcopale per l’alta Val d’Arda. Don Gianni, nel ringraziare, ha ricordato quanto sia importante l’antica Chiesa nella storia dell’alta Val d’Arda e Arturo Croci, co-fondatore ed ex presidente dell’Associazione fino a due anni fa, ha sottolineato quanto sia stata importante l’opera di don Vincini, sin dall’inizio, sottolineando che è stato proprio lui ad affermare che l’Antica Chiesa “ha il tetto più bello del mondo: il cielo”.

i celebranti della santa messa

A conclusione della “storica” assemblea il vice-presidente Fausto Ferrari ha fatto dono di una copia anastatica del dipinto di Andrea Bertozzi di Parma a tutte le donne che nel corso degli anni, a vario titolo hanno provveduto a lavorare e si sono adoperate per l’Antica Chiesa. L’originale del dipinto è stato invece consegnato ad Anna Maria Ferdenzi, co-fondatrice dell’Associazione e consorte del compianto Angelo Carzaniga, lo storico che ha portato alla luce le vicende dell’Antica Chiesa e della Valle.
Lassù fra la “terra e il cielo”, con un’aria fresca che in agosto è particolarmente piacevole, la conclusione è stata un rinfresco, nel pieno rispetto delle norme anti-covid, con torte e prodotti della montagna preparati per l’occasione dalle donne dell’alta valle.

Renata Bussandri

Nelle foto: in alto i premiati; sopra, la celebrazione della messa.

Pubblicato il 14 agosto 2021

«Road to Rome» ha fatto tappa a Cadeo

 pellegrini

“Siamo lieti di accogliere questo gruppo, portatore di un significato denso di valori per la nostra comunità che conferma lo spirito millenario di ospitalità che ci ha sempre contraddistinto. Oltre ad essere un gruppo che dà diretta testimonianza del mettere in pratica un modello di mobilità sostenibile, per noi questo è un momento importante in grado di darci risonanza internazionale. Il cammino della via Francigena è un percorso interiore, oltre che spirituale, un’occasione per riflettere e ritrovare se stessi”. Così Marco Bricconi, primo cittadino di Cadeo, ha accolto l’arrivo della “Road to Rome”, la manifestazione organizzata dall’Associazione Europea delle Vie Francigena (Aevf) che venerdì 13 agosto ha fatto tappa sul territorio comunale.

Sei i ciclisti che in una caldissima giornata sono stati accolti a Cadeo, davanti all’ospitale Cà Dei, simbolo per eccellenza dell’ospitalità cadeense. Ad accogliere i pellegrini, insieme al sindaco Bricconi e alla vicesindaca Marica Toma, il parroco don Umberto Ciullo affiancato dai volontari della parrocchia Antonio Rocca, Fiorangela Riboni e Natale Corbacella, i referenti dell’associazione Fiorenzuola in Movimento Daniela Ceresa ed Andrea Tagliaferri e il Project Manager di Aevf Sami Tawfik.

“Nella storia di questo ostello, ricorderemo anche questo momento di accoglienza. Un momento che si incastra a puzzle con quella che è stata la recente esperienza dei nostri giovani: con loro abbiamo fatto fisicamente un tratto del cammino medievale, mentre oggi abbiamo dato accoglienza a chi si è messo in cammino”, aggiunge don Ciullo che ha fatto ritorno da pochi giorni dal cammino sulla Via Francigena da Lecce a Santa Maria di Leuca, con un gruppo di adolescenti della parrocchia.
I pellegrini dopo un tipico pranzo di piatti piacentini al ristorante-pizzeria Da Romano, accompagnati dal sindaco Bricconi e la vice sindaca Toma in versione “ciclisti”, hanno fatto tappa a Roveleto per visitare la piazzetta del pellegrino, la fontanella dei miracoli e il Santuario della Beata Vergine del Carmelo.
Al termine, il sindaco Bricconi ha “scortato” i pellegrini, sempre in bicicletta, fino guado del Torrente Chiavenna dove passa la tappa 17 della via Francigena e dove Cadeo confina con il territorio di Fiorenzuola.

“Ringrazio tutta l’equipe accoglienza della parrocchia che anche in questa estate si occupa dell’ospitalità dei pellegrini- conclude la vicesindaca Toma -; pellegrini che in questi mesi hanno modo di trovare non solo un luogo dove riposare ma anche numerosi eventi culturali. Inoltre, mi auguro che la tappa 17 della Via Francigena, che attraversa il nostro territorio, sia percorsa e apprezzata non solo dai pellegrini ma anche dai nostri cittadini, in particolare le famiglie. Abbiamo tesori a due passi che vanno conosciuti e valorizzati”.

Pubblicato il 14 agosto 2021

«Fuoco di Sant’Antonio», vulnerabili e over 65 vaccinati gratuitamente

fuoco sant ant

È comunemente chiamato “Fuoco di Sant’Antonio”, ma il suo nome scientifico è Herpes Zoster, una malattia che può comportare in media dalle due alle quattro settimane di dolore e che, in un caso su cinque, può avere come conseguenza la nevralgia post erpetica, una sindrome dolorosa cronica che può durare mesi o anni e rivelarsi invalidante. Nei casi più gravi l’herpes zoster può condurre addirittura alla cecità o a malattie come la meningoencefalite, meningite o la sindrome di Guillain-Barré.

Per mettere al riparo la popolazione più fragile da questi rischi, la Regione Emilia-Romagna rafforza ulteriormente il proprio impegno: viene infatti introdotta, e messa nero su bianco in una delibera di Giunta approvata in questi giorni, la vaccinazione gratuita anche per la fascia di cittadini vulnerabili dai 18 ai 49 anni ovvero affetti da patologie che li esporrebbero a maggiori rischi in caso di infezione. Si tratta principalmente di malati cronici, immunodepressi, cardiopatici, diabetici, malati oncologici. Una possibilità ad oggi già prevista per le persone fragili di 50 e più anni e per tutti i cittadini che compiono 65 anni a partire dall’anno di nascita 1952, questi ultimi indipendentemente dal quadro clinico. Le categorie dei soggetti fragili aventi diritto all’offerta gratuita sono indicate nella delibera di Giunta Regionale n. 1077/2021. Le persone interessate possono contattare, per ulteriori informazioni, il proprio medico curante, i Servizi vaccinali delle Aziende sanitarie e nel caso dei soggetti fragili il proprio centro specialistico di riferimento.

“La Regione Emilia-Romagna si conferma in prima linea nella lotta all’Herpes Zoster e alle complicanze - commenta l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini -. L’attuale offerta vaccinale viene ampliata alla platea dei maggiorenni a rischio. L’Herpes Zoster purtroppo è una malattia comune che può avere strascichi importanti, per questo la prevenzione diventa essenziale”. L’Herpes Zoster è una malattia estremamente diffusa, la cui frequenza aumenta con l’età: secondo alcune stime il 20% della popolazione sviluppa almeno un episodio nel corso della vita. La causa è la riattivazione del virus della varicella-zoster che, dopo l’infezione, non viene eliminato ma rimane in uno stato latente nel sistema nervoso e può emergere in qualsiasi momento, soprattutto negli anziani e in chi ha il sistema immunitario debilitato. Da quest’anno sono disponibili due vaccini sicuri, aventi diverse indicazioni di utilizzo per età di somministrazione e per tipologia di patologia cronica, particolarmente efficaci nei confronti delle forme gravi e delle complicanze della malattia.

Pubblicato il 14 agosto 2021

Tragedia aerea della Besurica, il ricordo delle vittime

Commemorazione 13



Nel quindicesimo anniversario della tragedia aerea che coinvolse il cargo C130 di Air Algerie precipitato alla periferia di Piacenza il 13 agosto 2006, non è mancato il consueto omaggio che l’Amministrazione comunale tributa al comandante Abdou Mohamed, al co-pilota Mohamed Tayeb Bederina e al tecnico di bordo Moustafa Khadid, deponendo un mazzo di fiori presso la stele commemorativa in via Marzioli, alla Besurica.
E nel cuore del quartiere, come sempre, don Franco Capelli, alla guida della parrocchia di San Vittore, ha celebrato la   messa a ricordo delle vittime. 
“Piccoli gesti simbolici – sottolinea la Baio – che assumono per noi un significato molto importante, come occasione per rinnovare l’abbraccio ideale della cittadinanza ai familiari delle vittime cui ci sentiamo profondamente vicini. Piacenza non dimentica e rivolge loro un pensiero carico d’affetto, così come saremo sempre riconoscenti agli operatori e volontari del soccorso, della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e di tutte le Forze dell’ordine che quella sera intervennero nel tentativo, purtroppo vano, di salvare i tre uomini a bordo, mettendo in sicurezza l’area e tutelando l’incolumità di tutti i cittadini. In questa circostanza – aggiunge il vice sindaco – ripensiamo inevitabilmente a ciò che sarebbe potuto accadere, al disastro ancor più grave che ci ha sfiorati; questo ci rende partecipi del dolore di tre famiglie per le quali la nostra città rappresenterà, per sempre, la memoria dei propri cari”.

(Foto Pagani)

Pubblicato il 14 agosto 2021

63 percorsi di formazione superiore per 1200 persone sul territorio regionale

formazione percorsi regionali copia

Una offerta formativa, modellata sulle principali filiere produttive dell’Emilia-Romagna, che preparerà profili tecnici spendibili sul mercato del lavoro nei settori dei big data, del fashion, dell’automotive, della robotica, dell’industria creativa e culturale, dell’ambiente sostenibile, dell’agroalimentare e dell’edilizia. Le opportunità, da Piacenza a Rimini, sono contenute in 63 percorsi formativi, per l’anno scolastico 2021-2022, di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) approvati con una delibera della Giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta, che ha anche stanziato per le iniziative 7,9 milioni di euro, risorse europee del Por Fse 2014-2020. I percorsi sono rivolti a 1260 persone, giovani e adulti diploma professionale o diploma di istruzione, non occupati o occupati, e a persone in possesso di acquisite in precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro successive all’assolvimento dell’obbligo di istruzione. I giovani potranno acquisire come titolo finale il Certificato di specializzazione tecnica superiore, anche con un contratto di apprendistato di I livello. I percorsi concorrono agli obiettivi generali della Rete politecnica integrando l’offerta dei 34 percorsi delle Fondazioni Its con l’obiettivo di cogliere e rispondere, ai fabbisogni formativi e professionali delle filiere e dei sistemi d’impresa necessari ad attivare e sostenere processi di innovazione per la transizione verde e digitale del manifatturiero e dei sevizi avanzati alle imprese, per accompagnare l’innovazione dei servizi formando competenze per la creazione di valore aggiunto di prodotto, processo o servizio. Ogni percorso formativo, che dovrà essere avviato entro il mese di novembre, avrà un finanziamento medio di 120 mila euro: si rivolge a circa 20 destinatari e ha una durata complessiva di 800 ore. Per iscriversi è necessario sostenere e superare una prova di accesso. “Così rispondiamo alla domanda delle imprese di tecnici specializzati e offriamo opportunità di lavoro qualificato ai giovani. Una strategia -afferma l’assessore regionale al lavoro e Formazione professionale, Vincenzo Colla- che punta a trasferire alle imprese le competenze necessarie ad intraprendere strategie di innovazione e di riposizionamento strategico. Continuiamo dunque, e rafforziamo, il percorso intrapreso per far crescere le nostre aziende, le filiere e rafforzare la competitività del territorio ma soprattutto far crescere la qualificazione di chi si approccia al mercato del lavoro, per ridurre il problema di domanda e offerta, per creare occupazione di qualità”.

Le persone formate saranno capaci di supportare, anche nelle piccole e medie imprese, i processi di innovazione organizzativa e produttiva, e di accompagnare le aziende nell’ideazione di nuovi prodotti e servizi basati sulla multimedialità, sulle opportunità connesse alla rete, sull’innovazione di processi produttivi, organizzativi e di gestione delle Ict (Information and communication technology) della banda larga, oltre che tecnicamente qualificate per gestire il processo di ideazione, progettazione e realizzazione di un prodotto e servizio. I corsi fanno riferimento alle ‘specializzazioni tecniche superiori’ definite a livello nazionale con un’articolazione in profili che corrispondono a una declinazione degli standard nazionali rispetto a specificità territoriali dei sistemi produttivi. I percorsi formeranno competenze specifiche tecniche, tecnologiche, organizzative e relazionali richieste dai sistemi produttivi territoriali e dalle imprese dei servizi.

La formazione d’aula e di laboratorio è accompagnata da uno stage che consente ai partecipanti di sperimentare in impresa le competenze acquisite, conoscere gli ambienti lavorativi e comprenderne le dinamiche relazionali. I percorsi sono progettati e realizzati congiuntamente da enti di formazione professionali, da istituti di istruzione superiore dalle università e dalle imprese. Con la delibera è stato approvato, inoltre, il ‘Catalogo’ dell’offerta formativa per l’acquisizione, in apprendistato, di un certificato specializzazione tecnica superiore. Prevista anche una ulteriore offerta, ovvero i percorsi Ifts unicamente fruibili dai giovani assunti con contratto di apprendistato di I livello. L’elenco dei percorsi è consultabile al seguente indirizzo: https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/rete-politecnica/approfondimenti/istruzione-e-formazione-tecnica-superiore-ifts .

Pubblicato il 13 agosto 2021

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente