Resta in vigore l’obbligo per lavoratori, professionisti, utenti e visitatori di indossare la mascherina per accedere a ospedali, residenze per anziani e altre strutture sanitarie, come prevede la normativa nazionale. Lo ricorda la Direzione generale dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute nella comunicazione che sarà inviata alle Aziende sanitarie e agli altri enti e organismi della sanità pubblica e privata dell’Emilia-Romagna dopo la decisione del Consiglio dei ministri di prorogare l’obbligo, adottata nella riunione di oggi pomeriggio. In particolare, nella comunicazione si ricorda che l’obbligatorietà riguarda le strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti.
“Condividiamo - sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini - la decisione del Consiglio dei ministri, coerentemente con la richiesta di molte Regioni, fra cui l’Emilia-Romagna, di prorogare l’obbligatorietà dell’uso della mascherina. È una scelta opportuna perché nella lotta alla pandemia siamo sì usciti dalla fase emergenziale, ma il virus circola ancora e quindi è importante continuare a tenere comportamenti prudenti. La mascherina - ricorda Donini - protegge soprattutto i più fragili e i più vulnerabili, come gli anziani e i pazienti ricoverati”.
Novembre è un mese intenso per la programmazione del turismo dell’Appennino Emiliano: dopo due anni di lavoro dedicato alla promozione del territorio, si tengono infatti “Gli Stati Generali dell’Appennino”, un ciclo di incontri promosso da Visit Emilia e dal GAL del Ducato, che interesseranno tutte le sette vallate dell’Appennino: un percorso di confronto in cui saranno analizzati anche dati turistici, valutazioni degli operatori del settore e prospettive per il futuro. «Dopo aver avviato il progetto Appennino Emilia, partito dal coinvolgimento del territorio, è il momento di fare il punto sullo stato dell'arte del turismo in Appennino e delineare le future strategie partendo dai dati» - commenta Cristiano Casa, Presidente di Visit Emilia - «Il nostro claim “Emilia terra dello slow mix” ben si addice a questa fantastica porzione di terra emiliana rappresentata da valli, borghi, prodotti enogastronomici e cammini». Gli incontri, che avranno un taglio partecipato e termineranno in un momento di confronto plenario che si terrà il 24 novembre, saranno il fulcro e l’occasione di restituzione di una riflessione che ha visto coinvolti gli operatori in un’attività di ascolto, svolta nei tavoli tecnici di lavoro di vallata e attraverso un’indagine qualitativa, che ha interessato gli aderenti alle reti di prodotto. In questi appuntamenti si è cercato di capire com’è cambiato il turismo in Appennino negli ultimi due anni; che impatto stanno avendo gli strumenti forniti per la promozione nel corso del progetto; quali sono i servizi turistici che mancano sul territorio, raccogliendo idee e suggerimenti per la promozione e lo sviluppo turistico futuro dell’Appennino.
Gli obiettivi
La finalità è quella di stilare un bilancio dell’esperienza maturata, per far emergere proposte migliorative e le priorità strategiche per lo sviluppo del turismo in Appennino e nelle diverse vallate, che possano essere valorizzate attraverso l’allocazione delle risorse in campo nel prossimo periodo di programmazione 2021-2027, un percorso che GAL del Ducato e Visit Emilia hanno avviato per promuovere l'Appennino emiliano, offrendo al territorio l’opportunità di organizzarsi per sfruttare al meglio la vocazione turistica. «Un’azione unitaria di promozione turistica e marketing territoriale fortemente voluta dal GAL del Ducato di Parma e Piacenza» – afferma Gino Losi, Presidente Gal del Ducato. «Aggregare per valorizzare, promuovere, innovare e custodire il patrimonio dell’area leader del GAL in convenzione con Visit Emilia e in stretta sinergia con i territori interessati. Un lavoro di squadra che ci ha consentito di dotarci di strumenti inediti di promozione turistica, volti a rendere sempre più fruibile e attrattivo l’Appennino di Emilia». Agli “Stati Generali dell’Appennino” interverranno Pierangelo Romersi, Direttore di Visit Emilia; Maria Cristina Piazza, Consigliera GAL del Ducato e Ioletta Pannocchia, Direttrice Promo PA Fondazione. Sono invitati a partecipare Amministratori dei Comuni e delle Unioni dei Comuni di ciascuna Vallata, imprese di ricettività ed operatori turistici partecipanti alle reti turistiche, associazioni di promozione del territorio, componenti del Tavolo di Vallata.
Gli incontri
Gli incontri si svolgeranno il 3 novembre a Vigolzone ore 15.00 per la Val Nure; ore 17.30 per la Val d’Arda; il 7 novembre a Travo ore 15.00 per la Val Trebbia, a Pianello ore 18.30 per la Val Tidone; l’8 novembre a Langhirano, ore 10.30 per la Val Parma; a Fornovo di Taro ore 15.00 per la Val Ceno, ore 17.30 per la Val Taro.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per info scrivere a marketingappennino [AT] promopa [DOT] eu oppure telefonare allo 0583 582783.
Per informazioni: Visit Emilia E-mail: info [AT] visitemilia [DOT] com Sito web: www.visitemilia.com
Nelle serate di venerdì 11 e 18 novembre si terranno al Centro parrocchiale di Roveleto di Cadeo, in Via Pisa 1, due serate sul tema: “Quale futuro? - Come possiamo affrontare le urgenze ambientali”. Sono organizzate dal Comitato Parco Agricolo Tre Torrenti che si è costituito nel Comune di Cadeo con lo scopo di promuovere il miglioramento della qualità ambientale, la tutela del territorio agricolo, l’incentivazione dell’uso di energie rinnovabili e con l'intento di elaborare la proposta di costituire un parco agricolo nel territorio. Il tema centrale delle serate sono le relazioni tra l’ambiente i cui viviamo e la nostra salute, la produzione agricola, l'energia e l'economia, aspetti che interagiscono direttamente con la nostra vita, ne determinano la qualità e condizionano pesantemente il futuro nostro e delle nuove generazioni. Temi di strettissima attualità considerando la pesante crisi energetica che stiamo vivendo e i cambiamenti climatici in corso.
L’ambiente, a seconda degli ambiti in cui viene utilizzato il termine, può essere definito come il luogo, spazio che ci circonda oppure - spiegano gli organizzatori - come l'insieme delle condizioni in cui si può svolgere la vita, o ancora il complesso di condizioni socio-culturali ed etiche in cui una persona si trova a vivere, o anche l’insieme delle persone che fanno parte della vita di ciascuno. In realtà l'ambiente è tutto questo insieme: è il posto in cui siamo cresciuti, in cui ci riconosciamo, in cui viviamo, in cui siamo comunità. Una comunità che lo modifica e lo costituisce. Noi viviamo in un ambiente e questo diventa parte di noi e noi siamo parte di lui. È qualcosa che dobbiamo proteggere per sopravvivere come individui e come comunità. Papa Francesco, nella Laudato si, afferma che, “per quanto limitata, l'azione dell'uomo partecipa della potenza di Dio ed è in grado di costruire un mondo adatto alla sua duplice vita corporea e spirituale”. È una dichiarazione che ci richiama a una grande responsabilità nei confronti del creato e quindi dell’ambiente in cui viviamo.
Temi e relatori
Queste due serate vogliono essere l’occasione di approfondimento e confronto su questi temi, anche ai fini di una maggiore comprensione del pensiero e delle motivazioni che ci hanno portato alla proposta di realizzazione di un Parco agricolo. Nella serata di venerdì 11 novembre alle ore 20,45 si parlerà di “Emergenze a confronto: salute ed energia”. Interverranno il prof. Federico Balestrieri degli Istituti Ospitalieri di Cremona e il prof. Leonardo Setti del Dipartimento di Chimica Industriale "Toso Montanari”, Università di Bologna. Modererà il dott. Giuseppe Gregori.
L’argomento di venerdì 18 novembre alle ore 20,45 riguarderà “Agricoltura, alimenti ed Economia”. Interverranno il prof. Giovanni Dinelli Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Università di Bologna e il prof. Gabriele Canali Dipartimento di Economia Agro-Alimentare, Università Cattolica SC di Piacenza Modererà la giornalista Claudia Molinari.
“Rendere omaggio ai Caduti per la Patria significa onorare le donne e gli uomini che hanno dato la vita per un'Italia libera, indipendente, democratica e unita. Vuol dire intrecciare, in una ricorrenza che per ciascuno segna il valore e l'importanza del ricordo, il senso profondo e autentico di una memoria collettiva che segna e definisce la nostra identità, il nostro senso di appartenenza e condivisione”, sono le parole del sindaco di Piacenza Katia Tarasconi presente alla commemorazione dei caduti per la patria al cimitero urbano. “Penso che oggi, più delle parole, possano restituirci appieno il valore di questa giornata i nomi dei soldati inviati al fronte nella Grande Guerra, dei coscritti del 1899 – oltre 260 mila, mandati in prima linea soprattutto dopo la disfatta di Caporetto – o dei partigiani che hanno lottato per la Resistenza sulle nostre colline, dei civili che non si sono piegati all'oppressione e alla dittatura, pagando con la vita la coerenza delle proprie idee e il coraggio di difendere, sino all'ultimo istante, gli ideali in cui credevano. «La storia siamo noi, nessuno si senta escluso»: sembra di ascoltarli, i versi di Francesco De Gregori, mentre ci guardiamo intorno e ripercorriamo il cammino di chi ha sacrificato tutto – affetti, sogni, speranze, progetti – per proteggere la Nazione che amava, per regalare un futuro migliore alle generazioni a venire, anteponendo responsabilità e consapevolezza a ogni interesse e ambizione personale”. “E' alla dignità esemplare della loro testimonianza - ha concluso il primo cittadino - allo spirito di servizio di cui sono stati interpreti anche nei momenti più difficili, alla generosità del loro donarsi che oggi guardiamo con partecipe riconoscenza. Nelle medaglie al valore di cui sono stati insigniti, nella commozione di un Paese che oggi rende il proprio sincero e unanime tributo ai suoi Caduti, ritroviamo le nostre radici e un sentire comune che in questo due novembre vorrei affidare non alla retorica, ma a un silenzio carico di rispetto, gratitudine e vicinanza”. Alla cerimonia erano presenti, il prefetto Daniela Lupo, il Generale Daniele Durante, direttore del polo mantenimento pesante Nord. La messa è stata celebrata da mons. Pietro Campominosi.
Nella foto di Del Papa, la commemorazione dei caduti per la patria al cimitero urbano di Piacenza.
Diffondere la cultura delle pari opportunità all’interno delle scuole è l’obiettivo del Protocollo di intesa triennale siglato tra Regione Emilia-Romagna (assessorato alle Pari opportunità) e Ufficio Scolastico Regionale. A firmare e presentare il documento, l’assessore alle Pari opportunità Barbara Lori e il vice direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Bruno Di Palma. Nell’ambito di quest’intesa si darà il via, per la prima volta in Emilia-Romagna, ad un percorso di approfondimento per promuovere, diffondere e sviluppare la cultura delle pari opportunità con particolare riferimento alla problematica dell’abbattimento degli stereotipi. Saranno quindi promosse iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione del personale della scuola (dirigenti scolastici, docenti, personale Ata), per sviluppare una consapevole cultura sociale sui temi delle pari opportunità, in particolare per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell'essere donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini nel rispetto dell'identità di genere, culturale, religiosa, dell'orientamento sessuale, delle opinioni e dello status economico e sociale, per aumentare la consapevolezza e il rispetto di sé e dell’altro e prevenire il rischio di essere autori di violenza, anche in ambiente digitale. L’intesa rientra tra le iniziative finalizzate alla formazione della cittadinanza e alla promozione delle pari opportunità che la Regione da tempo sostiene, anche finanziando dal 2016 specifici bandi annuali per sostenere progetti realizzati prevalentemente in ambito scolastico od extrascolastico, destinati alle giovani generazioni. Tutto ciò in linea con quanto prevedono la legge regionale n.6 del 2014 “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere”, ma soprattutto il nuovo Piano triennale regionale contro la violenza di genere approvato nel 2021. Qui, tra le possibili azioni da attuare per contrastare il fenomeno, viene indicata la promozione di un’adeguata formazione del personale della scuola e azioni formative rivolte prioritariamente a target giovanili, ossia a studenti e studentesse delle scuole di ogni ordine e grado. Inoltre, nell'ambito delle indicazioni nazionali per i curricula delle scuole e la programmazione didattica sono promosse la sensibilizzazione, l'informazione e la formazione degli studenti, anche attraverso un'adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo.
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