Le parrocchie di Sant'Anna, San Paolo e San Savino hanno vissuto un'esperienza di comunione speciale durante il pellegrinaggio di sabato 11 maggio alla Madonna della Corona. Un'occasione per rafforzare l'unità e la coesione tra le tre comunità, unite da poco sotto la guida del parroco don Riccardo Lisoni. La giornata è iniziata presto, con la partenza in pullman da San Savino alle 7.00. La prima tappa del pellegrinaggio è stata Sirmione. Una breve visita che ci ha dato l’occasione di ammirare le bellezze del centro storico e il paesaggio meraviglioso di una città affacciata sulle acque del Lago di Garda. Successivamente, in battello, ci siamo spostati a Garda dove abbiamo pranzato. Un ulteriore momento di convivialità e di scambio che ci ha permesso di conoscerci meglio e di stringere nuovi legami di amicizia. Nel pomeriggio ci siamo diretti al Santuario della Madonna della Corona.
Situato a 774 metri di altitudine sul Monte Baldo, il santuario offre una vista mozzafiato sulla Val d'Adige che ci ha ripagato della fatica per arrivarci. Giunti al santuario, ci siamo raccolti in una cappella poco distante per un momento di preghiera insieme. La giornata si è conclusa con il rientro a casa. Un ritorno carico di ricordi ed emozioni che promette di essere ricco di frutti spirituali e di nuove esperienze di condivisione. Questa gita-pellegrinaggio alla Madonna della Corona ha rappresentato un'occasione per rafforzare l'unità e la coesione tra le comunità, crescere nella fede, stringere nuovi legami di amicizia e riscoprire la bellezza del cammino insieme. Un'esperienza che sicuramente lascerà il segno nel cuore di tutti coloro che vi hanno preso parte.
Paolo Muzio
Nella foto, il gruppo piacentino con il parroco don Riccardo Lisoni al santuario della Madonna della Corona.
Sabato 18 maggio a Verona è in programma “Arena di Pace”, una grande assemblea pubblica alla quale presenzierà anche papa Francesco. Di seguito il comunicato di Europe for Peace Piacenza.
Un po' di storia Negli anni ’80 e ’90, le Arene di Pace erano promosse da “Beati i costruttori di pace”. Erano gli anni caldi della “guerra fredda” e della minaccia nucleare. “Beati i costruttori di pace” scrissero un appello in cui invitavano credenti e laici a esprimere le propria cittadinanza e a compiere gesti coraggiosi come l’obiezione fiscale alle spese militari. L’appello scatenò la dura reazione del ministro della Difesa, Spadolini, che accusò «i preti rossi del Triveneto di attentare alla sicurezza dello stato». Questo era il clima nel quale nacque la prima Arena di Verona nel 1986 e alla quale partecipò un gruppo di piacentini, convinti della necessità di unire tutti sul tema della Pace. Anche per questo ci fa piacere che l’iniziativa sia stata ripresa in un momento difficile come questo per la storia umana. La pace rimane centrale come allora, e non potrebbe essere diversamente viste le guerre in corso, ma ora assistiamo anche ad un attacco potente e prepotente alla sostenibilità ambientale del pianeta Terra. La difesa del nostro Pianeta e della possibilità di convivenza tra le persone, i popoli, le loro culture e tra tutti i soggetti che abitano la Terra potrebbe diventare il motore di un profondo cambiamento in meglio della nostra esistenza. Si stanno confrontando idee e modelli di vita diversi. L’idea della guerra come unica soluzione ai conflitti che sorgono tra le nazioni contrapposta a una soluzione nonviolenta e affidata alla diplomazia. L’individualismo competitivo dove spicca il bene di pochi e dall’altra parte la cooperazione e la solidarietà, dove tutti possono trovare il proprio posto per vivere dignitosamente.
Il cammino piacentino Anche a Piacenza abbiamo iniziato un cammino per cercare di unire tutti coloro che vogliono intraprendere un percorso di Pace e disarmo e ragionare di democrazie e diritti, stili di vita diversi, sostenibilità. Per fare questo abbiamo dato vita a Europe for Peace Piacenza, una rete alla quale hanno aderito sino ad ora 32 associazioni diverse tra loro. Naturalmente questo non significa azzerare le specificità di ognuno, ma offrire possibilità di scambio e avanzamento per tutti. Saremo quindi a Verona il 18 maggio all’Arena di Pace e ringraziamo i promotori dell’iniziativa: le riviste Nigrizia, Missione Oggi, Mosaico di Pace, Aggiornamenti sociali e il quotidiano Avvenire.
Come partecipare Se qualcuno desidera aggregarsi a noi e venire ad Arena di Pace 2024, può scriverci a piacenza [AT] mce-fimem [DOT] it . Speriamo che questo sia solo l’inizio di un cammino per avviare processi di scelte collettive che maturino nei territori e che portino frutti di pace e giustizia. Mai come in questo momento, forse il più critico della storia umana, c’è bisogno di tali processi di pensiero e azione per salvare la vita su questo pianeta. L’obiettivo è quello di creare «seminatori di cambiamento, promotori di un processo (...) compiti imprescindibili per camminare verso un’alternativa umana di fronte alla globalizzazione dell’indifferenza».
Si è tenuto mercoledì 8 maggio, nella sede piacentina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il seminario di studi “La policy di tutela dei minori nello sport. Un primo sguardo a partire dalle società CSI Piacenza”promosso dal corso di Diritto e gestione degli enti religiosi e del terzo settore, dal Servizio diocesano tutela minori e adulti vulnerabili e dal Comitato Provinciale di Piacenza del Centro Sportivo Italiano. Dopo i saluti introduttivi del direttore di sede dell’Università dott. Angelo Manfredini, del vicario generale don Giuseppe Basini e del Viceprefetto aggiunto dott. Claudio Giordano, le studentesse Delia Botta, Francesca Divina Campostrini e Roberta Maria Farina hanno presentato il progetto svolto negli scorsi mesi dagli studenti del corso (coordinati dalla prof.ssa Anna Gianfreda), incaricati di una mappatura delle realtà sportive affiliate al CSI e/o operanti nelle realtà parrocchiali piacentine.
I risultati della ricerca
L’indagine si è sviluppata in tre fasi: ad una prima analisi del profilo generale delle società partecipanti sono seguiti uno studio del rapporto staff/atleti (in termini di genere, età, criteri di selezione e formazione) ed una verifica dello stato dell’arte circa l’adozione, da parte delle società, della politica per la tutela dei minori, prescritta dalla recente riforma dello sport. La ricerca - che ha consentito agli studenti di applicare le nozioni giuridiche apprese in aula alla realtà del territorio e di porre le proprie competenze al servizio della comunità ecclesiale - ha evidenziato il dato positivo circa l’adozione di una policy di tutela da parte di oltre il 70% delle realtà sportive (segnale di una crescente sensibilità sul tema) e ha fornito elementi interessanti circa i bisogni formativi emergenti dal mondo sportivo.
La cura delle relazioni
È quindi intervenuta, in dialogo con la referente del Servizio Diocesano Chiara Griffini, la dott.ssa Alessandra Pietrini, referente Policy CSI nazionale, la quale ha illustrato come le recenti modifiche normative abbiano imposto un’accelerazione nel cammino già in atto nel mondo dello sport verso una sempre maggiore sensibilizzazione, formazione e sensibilizzazione sul tema della salvaguardia dei giovani atleti. È necessario, tuttavia, non limitarsi ad adempimenti amministrativi, ma “puntare al coraggio”, saper mettere in discussione codici di comportamento consolidati e crescere nella cura delle relazioni. La strada è appena iniziata, ha sottolineato il Presidente del CSI Piacenza APS Stefano Magnaschi, che a chiusura dei lavori ha ricordato la particolare attenzione educativa dell’ente (nato 80 anni fa per aiutare i bambini a superare con il gioco gli orrori della guerra), che oggi si manifesta anche attraverso il lavoro di rete con le altre agenzie educative per la tutela dei minori da ogni forma di abuso. In conclusione, proprio nell’ottica di una collaborazione tra diverse realtà per promuovere la crescita integrale dei ragazzi, è stato annunciato per il 18 settembre prossimo un evento formativo dal titolo “Giocare Crescere Educare” organizzato dalla Diocesi e dal CSI, aperto a tutti gli allenatori e dirigenti dello sport piacentino.
Nella foto, l'incontro nella sede dell'Univesità Cattolica promosso dal corso di Diritto e gestione degli enti religiosi e del terzo settore, dal Servizio diocesano tutela minori e adulti vulnerabili e dal Comitato Provinciale di Piacenza del Centro Sportivo Italiano.
Domenica 19 maggio torna la tradizionale manifestazione "Giornata europea dei mulini storici" a Borgo Mulino Lentino di Alta Val Tidone. La manifestazione, creata e da sempre organizzata dall'associazione "La Strada dei Mulini", porta anche quest'anno una serie di importanti novità e conferme: tra tutte, la collaborazione con l'associazione "Sentiero del Tidone APS" e con la rassegna "Val Tidone Lentamente - Edizione 2024" che prevede un'escursione a piedi sul tema dell'acqua, e il collegamento con l'iniziativa "Borgo in fiore" che si svolgerà a Caminata, sempre nel comune di Alta Val Tidone. La "Giornata europea dei mulini storici" rientra a pieno titolo nel calendario dell'AIAMS, l'Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici di cui fa parte anche l'associazione organizzatrice e si svolgerà durante tutta la giornata dalle 10 alle 18 e prevede la presenza di espositori con prodotti gastronomici, di artigianato e di antiquariato. Sarà possibile partecipare a visite guidate all'antico mulino ad acqua e al museo dell'arte molitoria, unica nel panorama provinciale piacentino. Ricca, come da tradizione, l'offerta enogastronomica che i volontari dell'associazione organizzatrice proporranno sotto forma di degustazione ai partecipanti: batarö, prodotto De.Co. di Alta Val Tidone, olio della Val Tidone, le eccellenze enoiche (vini DOC) della vallata servite direttamente dai produttori, salumi DOP piacentini e la "pasta al torchio" preparata sul momento. Per la sezione "artisti e antichi mestieri" saranno presenti, tra gli altri, l'associazione "Pe 'd Fer" che con il suo presidente Renato Girometta illustrerà la costruzione di antichi cestini di salice, e Sandro Cremona che, con il suo "Mulino in casa", farà dimostrazioni di macina con mulini domestici. Alle ore 15.30 il parroco di Trevozzo don Gianni Quartiroli impartirà la benedizione del pane e dei prodotti del mugnaio. L'evento è patrocinato dal comune di Alta Val Tidone ed è "collegato" all'iniziativa "Borgo in Fiore" che si svolgerà a Caminata di Alta Val Tidone e che prevede una serie di momenti e appuntamenti sulla tematica dei fiori nel bellissimo e caratteristico borgo dell'alta Val Tidone. Per informazioni contattare il numero 3494661152 oppure inviare e-mail a info [AT] mulinodellentino [DOT] it.
La manifestazione prevede la collaborazione con l'associazione "Sentiero del Tidone APS" che, nell'occasione, promuove l'escursione "La STORIA DELL'ACQUA TRA IL MULINO DEL LENTINO E LA DIGA DEL MOLATO" organizzata dalla guida escursionistica ambientale AIGAE Nadia Mantovani del gruppo "I Calcaterra": i partecipanti partiranno proprio dal Borgo Mulino Lentino con ritrovo alle ore 9.00 e visita gratuita inziale al Mulino con il proprietario Fausto Borghi e successivo spostamento a Caminata lungo il Sentiero del Tidone e sosta per l'evento "Borgo in Fiore"; successivo e ultimo spostamento alla Diga del Molato con inclusa visita guidata gratuita a questa imponente opera di ingegneria realizzata tra il 1921 e il 1928. L'itinerario, complessivamente di circa 10 chilometri e di tipo escursionistico, permetterà di vedere tutte queste realtà "legate" tra loro dal tema dell'acqua e di scoprire profumi e colori della Val Tidone in questo periodo primaverile. Tassativo indossare scarpe da trekking, l'escursione prevede il pranzo al sacco e si svolgerà nel rispetto delle regole di prevenzione della PSA e in regola con le norme vigenti in ambito sanitario. Quota di partecipazione € 10 adulti, € 5 per i minori, € 8 associati al "Sentiero del Tidone APS" e comprende, come di consueto, la completa organizzazione e la parte assicurativa. € 1 della quota verrà devoluto all'associazione "Sentiero del Tidone APS". L'escursione, grazie alla collaborazione con "Progetto Vita Piacenza" sarà cardio-protetta. L'iscrizione obbligatoria deve pervenire entro venerdì 17 maggio e l'escursione si svolgerà con un numero limitato di partecipanti. Tutte le informazioni dettagliate si trovano sull'evento Facebook oppure contattando direttamente la guida escursionista ambientale AIGAE Nadia Mantovani tramite i seguenti riferimenti: telefono 3397845381 (anche WhatsApp) oppure tramite email nadia [DOT] manto [AT] gmail [DOT] com.
Borgonovo ha celebrato, a pochi giorni dalla sua memoria liturgica, San Luigi Orione, patrono della media Valtidone, e a cui sono intitolati l’Istituto scolastico professionale, la Banda e le altre opere da lui rilevate oltre novant’anni fa. Il primo momento, organizzato dal Movimento Laicale Orionino, è stata una serata di formazione dal titolo “Don Orione e Maria” che ha avuto come relatore don Renzo Vanoi, Rettore del Santuario Madonna della Guardia di Tortona. In un tema vastissimo, si è soffermato sulla devozione che il Santo di Pontecurone aveva per la Santa Vergine: “Maria è il grande amore di don Orione – ha spiegato -: prima di diventare sacerdote sceglie di abbandonare il mondo e il passato e di cominciare una vita nuova, proprio come fece Maria con il suo “Sì” all’Annunciazione.Lui aveva una profonda devozione a Maria che trasmise alla sua Congregazione e un po’ ovunque nel mondo, affidandosi in ogni cosa a lei, riscoprendo antiche tradizioni o creandone di nuove. Quando comincia la sua opera il Vescovo di Tortona, Mons. Bandi, cerca di bloccarlo: nel ’900 aveva già cinque centri in Italia, Mons. Bandi, invece, voleva che don Orione si dedicasse esclusivamente al territorio e pretendeva anche di imporre stretti controlli sulla fomrazione dei suoi seminaristi. Nell’ottobre del ‘900 don Orione va a Bettole di Pozzolo in occasione della Madonna di Pompei e le chiede la grazia di risolvere positivamente la vertenza col Vescovo. L’8 maggio successivo, festa della Madonna di Pompei, il Vescovo cambia inspiegabilmente idea e permette a don Orione di proseguire senza ostacoli le sue attività. In onore di Maria fondò il Santuario di Tortona che voleva fosse un luogo ricco e bello, in cui i fedeli, non solo chiedessero le grazie, ma avessero modo di toccare il piede della statua della Madonna della Guardia, avendo un contatto fisico con lei. Inoltre riaprì il Santuario di Casei Gerola, che era ridotto ad un fienile. Nel 1924 volle che l’immagine della “Mater Dei” fosse inviata in tutte le case della Congregazione, per questo il 2024 è l’Anno mariano orionino. Il motto che sempre usava nelle difficoltà era “Ave Maria e avanti!”, che aveva preso dal Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei. Anche l’autenticità nei rapporti umani, fossero con persone lontane dalla fede, come Ignazio Silone, gente del popolo o grandi della Chiesa, come il Patriarca di Venezia Card. Pietro La Fontaine o il Papa S. Pio X, erano tutti ispirati all’atteggiamento accogliente di Maria”. “Tutti i valori orionini, carità, povertà, pace, armonia, - ha concluso - trovano sempre in Maria il fulcro e nella sua devozione il fondamento, una devozione che, però, non è bigotteria o abitudine ma è un modo per far fare l’esperienza della fede”.
Don Orione, un modello per tutta la Chiesa
I festeggiamenti hanno avuto il loro culmine con la messa solenne celebrata nella Collegiata dal sacerdote orionino don Alessio Capelli che, nell’omelia, ha ricordato i vent’anni della Canonizzazione di don Orione, avvenuta il 16 maggio 2004. “In quell’occasione – ha detto – fu additato come modello per tutta la Chiesa, perché fondò la sua fede su due saldi pilastri, la Parola e l’Eucaristia: la sua grandezza, infatti, non sono state le opere che ha fatto, ma l’aver posto al centro della sua vita il Signore. Ricordare don Orione è ribadire l’importanza di questi due pilastri, ma anche attingere ai suoi insegnamenti, in particolare la fiducia nella Divina Provvidenza, che è amore verso Dio, ma anche verso chi ci sta attorno attraverso la carità”. “Per festeggiare in modo concreto – ha chiosato - è necessario farsi avanti e mettersi in gioco in prima persona per vivere Gesù, senza porre limiti e con piena fiducia nell’amore di Maria e della Divina Provvidenza... Dio ha bisogno di noi!”
La funzione è stata concelebrata dal parroco don Gianni Bergomi e animata dal coro della parrocchia assieme ad alcuni elementi del Gruppo Musicale Don Orione. Al termine, prima del pranzo all’Oratorio, i rappresentati degli Ex Allievi hanno letto la preghiera a Maria Mater Dei composta proprio da don Orione, e distribuita a tutti i fedeli per ricordare il gesto che fu fatto cent’anni dal Santo.
Nelle foto, l'incontro a Borgonovo del Movimento Laicale Orionino.
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