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Fiorenzuola, la Stagione teatrale si apre con Attila di Verdi

Comunicato stampa. Stagione teatrale 2023 2024 la prima presentazione


Nella Sala dell’Orologio del Municipio di Fiorenzuola d’Arda, si è tenuta una prima anticipazione del calendario della stagione 2023-2024 del Teatro “Giuseppe Verdi”, realizzata con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna ed il contributo della Fondazione Piacenza e Vigevano e della Banca di Piacenza.
Presenti il Sindaco di Fiorenzuola d’Arda, Romeo Gandolfi; l’Assessore alla Cultura, Massimiliano Morganti; il Vicesindaco Paola Pizzelli e gli Assessori Franco Brauner, Elena Grilli e Marcello Minari. Sono inoltre intervenuti il Direttore artistico del Teatro “Giuseppe Verdi”, Mino Manni, ed il Funzionario Responsabile del Settore Cultura del Comune di Fiorenzuola d’Arda, Enrica Pagliari.


Le parole di Manni, direttore artistico
“Sono molto soddisfatto”, ha esordito Mino Manni: “Grazie alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale ha preso forma a Fiorenzuola d’Arda una stagione teatrale dello stesso livello, se non migliore, di quelle degli anni passati. Il filo conduttore e titolo della stagione è “Ritorno a Itaca”: la stagione sarà infatti un viaggio metaforico attraverso una serie di eventi che racconteranno la nostra storia, la nostra arte, le nostre origini e la cultura occidentale da cui noi proveniamo e che non dobbiamo dimenticare. Incontreremo grandi autori della nostra attualità, capaci tuttavia di parlarci di temi a noi vicini e che vengono tuttora affrontati nelle scuole e licei, come Omero, Alessandro Manzoni e William Shakespeare, che verranno rispettivamente portati sul palco del “Verdi” da interpreti di spicco quali Lino Guanciale, Franco Branciaroli ed Alessandro Preziosi: temi e contenuti che non dobbiamo dimenticare, ma che anzi devono sempre darci motivo e stimolo di costruire un futuro migliore anche per le nuove generazioni”.


Gli apppuntamenti
La stagione verrà inaugurata, domenica 8 ottobre, con l’”Attila” di Giuseppe Verdi, diretto da Paolo Bosisio, in omaggio al centosettantesimo anniversario dall’inaugurazione del Teatro fiorenzuolano. Ma Fiorenzuola d’Arda – oltre alle suggestive serate con Guanciale in “Itaca...il viaggio”, Branciaroli con “La notte dell’innominato” e Preziosi in “Le idi di marzo” - ospiterà anche Tullio Solenghi con il
Comune di Fiorenzuola d’Arda 1 Piazzale San Giovanni 2 – 29017 Fiorenzuola d’Arda (PC)
www.comune.fiorenzuola.pc.it

 Comune di Fiorenzuola d’Arda Settore Affari Generali
“Decameron”; Giacomo Poretti in “Funeral home”; un omaggio a Giorgio Gaber, nei vent’anni dalla sua scomparsa, con Andrea Mirò ed Enrico Ballardini; un mese di marzo dedicato alle eroine greche Cassandra, Elena di Sparta e Medea, sino all’appuntamento finale con Corrado Tedeschi, altro gradito ritorno a Fiorenzuola d’Arda.
La stagione teatrale sarà ufficialmente presentata al pubblico, come da tradizione, nell’ambito dell’appuntamento inaugurale di domenica 8 ottobre.


Per ricordare il 170esimo anniversario del Teatro Verdi
“Questo programma conferma la nostra ambizione, nell’ideare e realizzare una stagione teatrale notevolmente articolata per quantità e qualità, sino a voler intercettare un pubblico sempre più ampio, ben oltre i confini della nostra Città”, ha aggiunto l’Assessore alla Cultura del Comune di Fiorenzuola d’Arda, Massimiliano Morganti.
“È un orgoglio poter festeggiare il centosettantesimo anniversario dell’inaugurazione del nostro Teatro riproponendo “Attila” di Giuseppe Verdi, che aveva tenuto a battesimo il Teatro fiorenzuolano l’8 ottobre del 1853: le premesse sono ottime, anche sulla base delle positive stagioni precedenti, ed il programma 2023-2024 si conferma di notevole livello”, sono state le parole del Sindaco Romeo Gandolfi. “Il calendario della stagione conferma l’alta qualità raggiunta dal nostro Teatro, grazie all’importante lavoro realizzato dal Direttore artistico Mino Manni, dai nostri uffici e dall’Assessore Massimiliano Morganti”, hanno ribadito il Vicesindaco Paola Pizzelli e l’Assessore Franco Brauner: sulla qualità del programma della stagione si è espressa anche Enrica Pagliari, secondo cui “i nomi di spicco che ospiteremo a Fiorenzuola d’Arda rendono particolarmente prestigioso il cartellone 2023-2024 del “Verdi””.
Nella foto: da sinistra Enrica Pagliari, Elena Grilli, Franco Brauner, Paola Pizzelli, Romeo Gandolfi, Mino Manni, Massimiliano Morganti, Marcello Minari e l’artista fiorenzuolano Pier Marra.

Nella foto: da sinistra Enrica Pagliari, Elena Grilli, Franco Brauner, Paola Pizzelli, Romeo Gandolfi, Mino Manni, Massimiliano Morganti, Marcello Minari e lartista fiorenzuolano Pier Marra.

Pubblicato il 17 agosto 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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