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Alla Passerini Landi le «Piccole storie» di Pandino Bertagna

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Nuovo appuntamento per la rassegna “Piacenza che scrive”, mercoledì 20 settembre alle17, quandolasala Augusto Balsamo della Biblioteca Passerini Landiospiterà la presentazione del libro “Piccole storie” di Pandino Bertagna,pseudonimo di Fausto Callegari che, pur non essendo piacentino di nascita, racconta l'identità del territorio e più in generale il mondo della Bassa padana, con cui ha familiarizzato grazie all'esperienza della Scuola Casearia, ritornando spesso per condividere con gli ex compagni di formazione i ricordi e le emozioni della gioventù.

Il librosi sviluppaattraverso una serie diepisodi indipendenti, leggibili singolarmentemacollegati a una storia comune.Pandinonasce negli anni '60inuna Milano post boom economico, crescendo tra le case popolari, le crepe che il quartiere non riesce a togliersi e tutto ciò che la strada può insegnare. Le cose iniziano a cambiare con il trasloco da Quarto Oggiaro alle caseGescal della Bicocca, dove Pandino inizia a maturare,ma lasvolta arriva con l'iscrizione alla Scuola Casearia: un'adolescenza spesa tra formaggi e rocambolescheavventure. Adattarsi a quell'odore acidoèil primo grande passo,per poiintegrarsi in un nuovo gruppo tra corse per il paese, donne con le gonne corte, ciabatte lanciate dalla finestra, fughe ed escamotage per party fuori dal castello-collegio, biciclettate tra i campi e la nebbia, il teatro, cacce grosse nel buio della notte e il sudore sulcampoda calcio. E poi in gita scolastica a zonzo per l'Europa come una band in tour: Zurigo, Strasburgo, Bruxelles, Amsterdam, Francoforte.
Una volta rientrato, Pandino affronta il diploma e il dolore di dover lasciare quelle mura che grondavano ricordi e sogni sul futuro,
affrontandoil travagliato rapporto con i cattolici e i loro "riti", l'esame del fratello, la trasformazione di Milano dal piombo allochampagnesimbolo degli yuppie,fino alla Romagna felliniana e un assaggio d'amore.

Pubblicato il 19 settembre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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