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La Madonna di Raffaello e il suo Monastero: esperienza immersiva in cripta e visita guidata

Manuel Ferrari don Paolo Mascilongo Domenico Capra Mario Magnelli ok

Un’esperienza innovativa, multimediale e immersiva per raccontare la Madonna Sistina di Raffaello e il complesso monastico di San Sisto, luogo per il quale la celebre opera fu commissionata.
Raffaello Sanzio ricevette l’incarico da papa Giulio II nel 1512 e il capolavoro rimase a Piacenza fino al 1754, quando fu ceduta dai monaci piacentini al Grande Elettore Augusto III di Sassonia per 25.000 scudi romani. Da allora il capolavoro si trova nella Galleria reale dei dipinti di Dresda (Gemäldegalerie Alte Meister).
Nella straordinaria e suggestiva cripta della chiesa abbaziale, attraverso video-proiezioni e suggestive installazioni, si ripercorreranno la storia del Monastero di San Sisto e il viaggio della Madonna Sistina di Raffaello.
Sarà inoltre possibile un esclusivo approfondimento tramite visite guidate che condurranno i visitatori alla scoperta del monastero benedettino e del suo patrimonio artistico abitualmente non aperto alla fruizione, in quanto area militare. La Caserma “Ten. Filippo Nicolai” aprirà quindi le porte ai visitatori (nelle date di apertura della mostra e con visita guidata) grazie alla collaborazione tra il Ministero della Difesa (Forze Armate del II Reggimento Pontieri) e la Diocesi di Piacenza-Bobbio, restituendo così un gioiello architettonico e artistico alla città di Piacenza.

L’iniziativa - che partirà dal 24 settembre, sostenuta dalla Banca di Piacenza - rientra nel progetto di Rete Cultura Piacenza, l’accordo fra tutte le principali istituzioni impegnate sul fronte della cultura del territorio piacentino: Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Camera di Commercio dell’Emilia, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Regione Emilia-Romagna. Lo scopo di questo accordo è l’elaborazione congiunta di un disegno culturale per il territorio, attraverso il coinvolgimento diretto dei soggetti istituzionali che da sempre sono, individualmente, impegnati della produzione e promozione di iniziative connesse alle arti e al patrimonio culturale.

La cripta di San Sisto - mostra multimediale

Giunti in fondo alla navata della chiesa si discenderà lungo lo scalone della Cripta: questo ambiente ricalca in planimetria l’ingombro di transetto, presbiterio e coro della chiesa superiore. In questo luogo un video introduttivo illustra le principali vicissitudini del Monastero dalla sua fondazione per volere dell’imperatore carolingio Ludovico II, fino all’incursione delle milizie francesi che, dopo l’armistizio di Cherasco (1796), vi si stabiliscono depredandolo di ori e ricchezze. Sarà inoltre possibile sfogliare digitalmente il Salterio di Angilberga, codice pergamenaceo purpureo del IX, appartenuto alla fondatrice del Monastero. Sarà poi possibile scoprire l’avvincente storia della Madonna Sistina, la sua avventurosa vita attraverso l’Europa e la formazione di una fama mondiale. La sua storia iniziata nel 1512 con la committenza a Raffaello Sanzio di papa Giulio II per onorare la memoria dello zio, papa Sisto IV della Rovere, durò 240 anni, fino al 1754, quando, per ripianare gli ingenti debiti che il monastero aveva contratto, fu ceduta ad Augusto III di Sassonia, inesausto collezionista di capolavori. Nel transetto sinistro saranno ricostruite la trattativa e la vendita dell’opera, attraverso i protagonisti della vicenda che conosceremo attraverso un video di ricostruzione storica. L’esposizione prosegue documentando come dopo l’arrivo a Dresda, il quadro sia divenuto meta di pellegrinaggi laici in nome di un ideale di grazia e di bellezza che attraversa senza perdere nulla, e anzi acquisendo via via più importanza, le epoche del neoclassicismo, del romanticismo e persino del positivismo ottocentesco, fino alla filosofia e alla letteratura novecentesche. Diventa immagine di riflessione per cristiani e di venerazione per cattolici ortodossi; immagine di studio per filosofi, poeti e letterati. La Madonna “di Dresda” sarà fonte di ispirazione per le avanguardie come testimoniano le opere di Schwitters, Dalì, Picasso, fino a Andy Warhol. Lasciando la cripta si salirà lungo il grande scalone elicoidale, potendo osservare una porta che, secondo la tradizione orale, era l’ingresso per il corridoio farnesiano, che si pensa dovesse unire il Monastero alla cittadella adiacente.


Caserma “Ten. Filippo Nicolai” - Ex monastero e chiostro grande

La Caserma “Ten. Filippo Nicolai”, ospitata nell’antica struttura del Monastero, è sede del Comando del 2° Reggimento Genio Pontieri. L’area militare aprirà le porte ai visitatori con visite guidate esclusive che renderanno accessibile il grande chiostro, lo scalone, la sala del capitolo e la cappella affrescata in cui ha sede il piccolo e prezioso museo del Genio Pontieri, con importanti testimonianze della storia del corpo. La visita guidata, della durata di circa un’ora, partirà dalla chiesa di San Sisto, e sarà limitata ad un numero massimo di 20 persone, che dovranno obbligatoriamente portare con sé un documento di identità per poter accedere all’area militare.

extra: L’Appartamento dell’abate

La visita all’Appartamento dell’abate è un’esperienza accompagnata speciale non inclusa nel biglietto della mostra: visitabile il sabato d’apertura alle ore 14 esclusivamente con accompagnatore museale con biglietto integrato al costo di 5 euro. Sarà quindi possibile accedere al loggiato esterno, alla Sala dei ritratti degli abati, alla Galleria - corridoio pensile realizzato nel seicento, pregevole opera decorativa che arricchisce lo spazio grazie all’illusione ottica di sfondati e bassorilievi - anticamera, vestibolo, camera da letto e cappella privata dell’abate.

Orari

Aperture il 24 settembre, 28-29 ottobre, 25-26 novembre, 16-17 dicembre 2023, 27-28 gennaio 2024:

Dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)

Visite alla caserma ore 15 | 16 | 17 (max 20 persone)

GLI ORARI POSSONO SUBIRE VARIAZIONI PER RISPETTARE LE ESIGENZE LITURGICHE DEL LUOGO DI CULTO

Prezzi

Intero: 10 euro

Ridotto: 8 euro – dai 6 ai 18 anni

Gratuito: minori di anni 6, giornalisti accreditati

Il ticket d’ingresso comprende:
Esperienza immersiva in cripta (visita libera) più visita guidata esclusiva all’ex Monastero (area militare caserma “Ten. F. Nicolai”)

Note importanti

La mostra integra alla meravigliosa ambientazione fornita dal Monastero di San Sisto il percorso espositivo multimediale in cripta che si effettua in autonomia (senza guida) essendo esso stesso un racconto interattivo.
La visita alla caserma Ten. Filippo Nicolai è invece tenuta da guida abilitata e si effettua - nei giorni di apertura della mostra - alle ore 15 | 16 | 17 (durata circa 50-55 minuti). È necessario avere con sé un documento di identità valido per poter accedere. Il percorso nel Monastero (visita multimediale e guidata) presenta barriere architettoniche (gradini, scalinate).

Contatti

tel: 349.8078276
Lun. – Dom. dalle 10 alle 18.

Nella foto, la presentazione dell'iniziativa: da sinistra, Manuel Ferrari, don Paolo Mascilongo, Domenico Capra, Mario Magnelli.

Pubblicato il 19 settembre 2023

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  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

    uslam


    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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