Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

«Da dono nasce dono»: il 23 torna in dieci supermercati

dono

Rispondere ai bisogni crescenti delle persone in difficoltà. Questo l’obiettivo della raccolta di beni di prima necessità “Da dono nasce dono”, che si svolgerà sabato 23 settembre presso dieci supermercati di Piacenza e provincia, organizzata dalla Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio insieme a una rete di realtà del territorio che mette in campo circa trecento volontari. L’iniziativa, che torna per la prima volta dopo l’interruzione causa Covid, è condivisa con associazione “La Ricerca”, Emporio solidale, centro Caritas “La Giara”, rete “Piacenza Solidale”, con la preziosa collaborazione del Centro servizi per il volontariato (Csv Emilia) e della Fondazione di Piacenza e Vigevano. La raccolta servirà a sostenere i servizi delle associazioni coinvolte.

Prodotti richiesti e supermercati aderenti

L’appello è a donare generi alimentari e prodotti per l’igiene. I beni maggiormente richiesti sono: pasta, riso, farina, scatolame, dado vegetale, latte UHT, olio, caffè, zucchero, biscotti, pannolini, omogeneizzati, detersivi per la lavatrice, detersivi per i piatti e prodotti per l’igiene personale. Sabato 23 settembre la raccolta si svolgerà presso dieci punti vendita della grande distribuzione organizzata: i supermercati Conad di via Atleti Azzurri d’Italia, via XX Settembre, strada Agazzana, via Modonesi, Rivergaro e San Rocco al Porto, Super Besurica, Sigma della Farnesiana e di Borgo Faxhall e Gulliver di via Rio Farnese. A ricevere le derrate alimentari donate dai clienti saranno i circa 300 volontari delle associazioni coinvolte.

“Nessuno può fare tutto da solo”

Si tratta di una iniziativa che ha riscosso successo negli ultimi anni e che si spera possa incontrare anche quest’anno l’attenzione e la sensibilità di tanti cittadini attraverso la donazione di generi alimentari a chi si trova oggi in grave difficoltà. “Questa è la decima edizione dell’iniziativa «Da dono nasce dono» – commenta Francesco Argirò, responsabile dell’area Promozione umana della Caritas diocesana – che riprendiamo dopo la temporanea sosta dovuta al Covid. È una raccolta di cibo, soprattutto a lunga conservazione, e di prodotti per l’igiene da destinare alle famiglie in difficoltà accompagnate dalla rete del territorio. È importante per noi, oltre a raccogliere i beni necessari, sensibilizzare la popolazione sul fatto che dobbiamo lavorare insieme. Nessuno può risolvere tutto da solo. Per l’iniziativa, Caritas diocesana avrà a disposizione circa duecento volontari”.

“La Ricerca” e l’Emporio Solidale aderiscono all’iniziativa

“Come associazione «La Ricerca» partecipiamo con piacere all’iniziativa e ne condividiamo il senso – le parole di Itala Orlando –. Il dono materiale e il dono del tempo sono preziosi per chi lavora nel sociale, la povertà sta diventando un problema sempre più grave e queste iniziative sono occasioni preziose che non possiamo perdere. Al momento abbiamo mobilitato dieci volontari, nei prossimi giorni speriamo di avere altre disponibilità per gestire questa giornata in modo efficace”. L’Emporio solidale partecipa con trenta volontari. “Chiediamo ai cittadini di partecipare il più possibile – dice il responsabile Marco Tondini –. L’appello più grande è a donare prodotti chimici, per l'igiene personale e della casa, e per l'infanzia”.

“La Giara” e Csv Emilia mobilitano i volontari

Il centro Caritas “La Giara” assiste attualmente 200 famiglie, per un totale di 600 persone all'interno della comunità pastorale 8 (San Lazzaro), con 60 volontari fissi. “Sabato 23 settembre - annuncia Maria Pia Gliozzo - trenta nostri volontari presidieranno tre punti vendita che hanno aderito all'iniziativa”. Lidia Frazzei del Csv Emilia afferma che “il Centro servizi per il volontariato è contento di appoggiare l'iniziativa perché ne condivide il valore e l'importanza per le realtà che ne beneficeranno. L'obiettivo del Csv Emilia è sostenere le reti delle associazioni, offriamo il nostro contributo affinché la rete si consolidi per sostenere le vulnerabilità della nostra città”.

Francesco Petronzio

Nella foto, da sinistra Marco Tondini (Emporio Solidale), Francesco Argirò (Caritas diocesana), Itala Orlando (La Ricerca), Maria Pia Gliozzo (Caritas "La Giara") e Lidia Frazzei (Csv Emilia).

Pubblicato il 16 settembre 2023

Ascolta l'audio

Il saluto della sindaca Tarasconi agli studenti piacentini

 primogiornoscuola

E' suonata la prima campanella del nuovo anno scolastico.
Il saluto del sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi.

“La scuola sia il nido che dà rifugio, ma dal quale spiccare anche il volo”

Quest'anno scolastico, per me, ha il volto dei bambini che ho incontrato la settimana scorsa tra i banchi della primaria Alberoni: arrivati da poco nel nostro Paese, hanno iniziato a familiarizzare con l'italiano grazie a un progetto del Comune, con l'aiuto dei volontari di Mondo Aperto. Ma il loro sguardo parla una lingua universale, che nessuno sa comprendere e valorizzare più di un insegnante: la curiosità che illumina gli occhi, la meraviglia della scoperta, il desiderio di fare amicizia e di sentirsi parte di un gruppo.
C'è tutto questo, nelle aule che oggi tornano ad animarsi di voci e di sorrisi. E io ne sono orgogliosa, come sindaca e come cittadina, che nelle nostre scuole di ogni ordine e grado sa di poter trovare un punto di riferimento in cui avere fiducia e un laboratorio in cui il futuro non si pianifica, ma si costruisce. Insieme.
L'augurio di rito, per il nuovo inizio, diventa allora un'occasione per dire grazie. A chi vive la responsabilità educativa con impegno e con passione, nonostante le difficoltà con cui anche in classe ci si confronta. A chi affida i propri figli alla scuola riconoscendone il ruolo con reciprocità, condivisione e rispetto. A chi mette amore nei gesti di cura e gestione quotidiana degli spazi.
Alle ragazze e ai ragazzi che oggi cominciano o riprendono il loro cammino, vorrei chiedere di guardare con riconoscenza al lavoro di chi li accoglie ogni giorno, aprendosi al dialogo, non avendo paura di domandare aiuto se ci si sente soli, mettendosi in gioco non solo per gli obiettivi da raggiungere ma anche nelle relazioni, nel bisogno di comprendere un mondo sempre più complesso. Perché la scuola sia il nido che dà rifugio, ma dal quale si spicca anche il volo.

Katia Tarasconi

Pubblicato il 15 settembre 2023

Ascolta l'audio

A Gragnano consegnate le borse di studio dedicate a Carlo Squeri e Vittorio Dallagiovanna

 borse di studio gragnano

È arrivata al decimo anno la cerimonia di consegna delle borse di studio intitolate a Carlo Squeri e Vittorio Dallagiovanna agli studenti della scuola secondaria di primo grado. Il sindaco di Gragnano, Patrizia Calza, in apertura ha ricordato come l’istituzione delle borse di studio sia un atto che sottolinea il ruolo fondamentale della scuola, dell’istruzione e dell’educazione nel percorso di crescita dei cittadini e della società tutta, rinnovando i ringraziamenti dell’amministrazione comunale ai famigliari degli imprenditori - a cui sono intitolati i premi - per la sensibilità dimostrata e per aver voluto lanciare un messaggio in questa direzione. Alla cerimonia erano presenti Angela Squeri, figlia di Carlo e Maria Pighi Righi, moglie di Vittorio Dallagiovanna, accompagnata da figli e nipoti, che hanno ricordato i loro congiunti e l’amore per i giovani e per lo studio che li accomunava.
Si è poi passati alla premiazione dei vincitori, chiamati dall’assessore alla pubblica istruzione di Gragnano, Alessandra Tirelli. All’unico 10, ottenuto da Annamaria Iannotta, è stata consegnata una borsa di studio di 500 euro.

La seconda borsa di studio è stata invece suddivisa tra gli studenti che hanno conseguito una votazione pari a 9: si tratta di Jacopo Varesi Jacopo, Giuseppe Raveane, Pietro Ramonda, Alice Tagliaferri, Edoardo Ramonda, Aldo Sinani e Sehajpreet Kaur. Agli stessi è stato consegnato anche un buono libri dal valore di 50 euro, messo a disposizione dall’amministrazione comunale. Patrizia Calza, nel ricordare come i ragazzi premiati negli anni precedenti si siano poi distinti anche negli istituti Superiori - a dimostrazione dell’ottimo livello dell’insegnamento goduto - ha invitato gli studenti a considerare il riconoscimento attuale non come un traguardo, ma come un punto di partenza di un percorso, quello della vita.
“Percorso in cui – ha dichiarato - ci auguriamo possano trovare spazio non solo le giuste ambizioni personali, ma anche l’attenzione per la comunità. Proprio perché vi vogliamo persone realizzate e capaci, ma anche cittadini adulti e persone sensibili”. Queste considerazioni hanno fatto da introduzione alla sorpresa di quest’anno: due borse di studio di 250 euro ciascuna, istituite da Pro Loco Gragnano, dal titolo “Io credo in te”, per premiare gli studenti che si sono distinti per l’attenzione ai compagni di classe, in particolare a quelli più in difficoltà. I premi sono stati consegnati dalla vicepresidente dell’associazione, Denise Carini, a Jacopo Varesi e Aldo Sinani.

Nella foto, il sindaco di Gragnano con i premiati.

Pubblicato il 14 settembre 2023

Ascolta l'audio

E' morto l'ex partigiano Giuseppe Filippa. Sabato 16 i funerali in San Savino

dBorea Giuseppe Filippa

E' morto oggi venerdì 15 settembre Giuseppe Filippa, ex partigiano noto con il nome di Sandokan. Aveva 95 anni.
Nel tracciare un suo ricordo, riportiamo alcune sue testimonianze legate al periodo della Resistenza, periodo che lo portò all'incontro con don Giusepppe Borea, il prete di Obolo fucilato dai nazifascisti nel 1945.
Stasera alle ore 20.30 la recita del rosario a Podenzano; i funerali domani sabato 16 settembre alle ore 16 nella chiesa di San Savino in città.

L'incontro con don Borea

Spesso ricordando bene gli anni bui della guerra Filippa diceva: “Eravamo impauriti, ogni sera andavamo a letto vestiti, pronti a fuggire. Il 2 maggio 1944 ci fu una terribile incursione delle forze tedesche su Piacenza e tutta la mia famiglia si ritrovò sfollata sopra a Farini d’Olmo. Fu lì che conobbi i partigiani e i loro ideali, e a soli sedici anni decisi di unirmi a loro per combattere il regime”.

L’incontro con don Borea è sempre vissuto nella mente e nel cuore di Filippa. “Ho avuto la sensazione di incontrare un santo", così lo ricordava.
“Io e un compagno partigiano - sono le parole di Filippa - dovevamo ritirare alcuni rifornimenti presso la parrocchia di Obolo. Era sera tardi, ci venne incontro questo giovane prete dall’aspetto minuto, estremamente cordiale e premuroso. Chiamò un uomo per aiutarci a caricare i materiali e poi ci fece entrare in canonica e ci diede da mangiare; ci intrattenemmo a lungo e lui ci raccontò cosa accadeva nella vallata. Prima di congedarsi mi accarezzò con infinita tenerezza e mi disse: «Sei così giovane… ti dò la mia benedizione. Non lo dimenticherò mai, in quell’istante sentii dentro di me una sorprendente sensazione di pace. L’incontro con quel giovane prete di montagna ha lasciato un segno indelebile, ha liberato in me un coraggio e una volontà di vivere che nemmeno io conoscevo. Sono certissimo che la sua benedizione mi abbia aiutato a sopravvivere alla guerra, e ad affrontare tutta la vita a venire”.

Nella foto, l'ex partigiano Giuseppe Filippa.

Pubblicato il 15 settembre 2023

Ascolta l'audio

Il 17 settembre la «Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita»

patient day

Quando i pazienti sono coinvolti attivamente nella propria cura, si ottengono significativi vantaggi in termini di sicurezza, soddisfazione ed esiti di salute. Ma c’è di più: diventando partner del team sanitario, ognuno può contribuire non solo a migliorare la sicurezza delle cure, ma anche quella del sistema sanitario nel suo complesso. Lo dimostrano gli studi e le ricerche scientifiche.
Per ricordarlo torna domenica 17 settembre la “Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita”, che coincide con il World Patient Safety Day istituito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2019. Un appuntamento a cui anche l’Emilia-Romagna ogni anno si fa trovare pronta: non solo domenica, ma nei giorni precedenti e successivi sono numerose le iniziative organizzate da Regione, Aziende sanitarie e ospedaliere ed Irccs, in collaborazione con i Comuni e spesso con le associazioni di volontariato, per sensibilizzare i cittadini su un tema che riguarda da vicino tutti: pazienti, famiglie, visitatori e personale sanitario.

Da Piacenza a Rimini le occasioni per informarsi, parlare direttamente con i professionisti, ricevere materiale illustrativo non mancheranno: banchetti, colloqui con il personale, proiezione di video e interviste e persino corsi sono in programma su tutto il territorio regionale, con iniziative che saranno pubblicizzate anche attraverso web e social. Il filo conduttore è comune: richiamare l’attenzione e la responsabilità di tutti sul fatto che una sanità sicura dipende anche dallo sforzo collettivo di cittadini e operatori. Piccoli gesti che possono fare la differenza, come portare con sé la propria documentazione sanitaria quando si va dal medico, comunicare agli operatori le medicine che si stanno assumendo, seguire precise norme igieniche quando si va a far visita a un paziente in ospedale sono alcuni dei consigli promossi dall’assessorato regionale alla Sanità anche attraverso la campagna di comunicazione “Sicurinsieme-Una sanità più sicura comincia da noi” per accedere e usufruire dei servizi sanitari in tutta sicurezza, contribuire a migliorare ulteriormente le cure e, soprattutto, ridurre i rischi. Inoltre, come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella notte del 17 settembre saranno illuminati di arancione alcuni monumenti o luoghi significativi delle principali città dell’Emilia-Romagna, tra cui anche la sede dell’Assemblea Legislativa della Regione a Bologna, per richiamare l’attenzione dei cittadini sull’importanza della sicurezza delle cure.

“La sicurezza è una componente fondamentale dell’assistenza sanitaria e un elemento imprescindibile per l’erogazione di prestazioni di elevata qualità- commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Da anni la Regione è impegnata a promuovere la sicurezza nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie e a prevenire, evitare o mitigare i potenziali esiti indesiderati e danni, che sono sempre possibili nei processi assistenziali. Ma è altrettanto importante coinvolgere attivamente i pazienti, i familiari e la comunità nella sicurezza dell’assistenza, tema peraltro scelto dalla World Health Organization per celebrare la Giornata mondiale 2023. Una sanità ancora più sicura passa dall’impegno di tutti”. Le attività che regolarmente si svolgono a livello regionale e nelle Aziende sanitarie prevedono analisi, valutazione e prevenzione dei rischi, applicazione e monitoraggio di buone pratiche per la sicurezza, gestione di eventi avversi e azioni di sostegno e riparazione per eventuali eventi negativi che si dovessero verificare.

La Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita è promossa da ministero della Salute, commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Istituto superiore di sanità, Agenzia italiana del farmaco e Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Nata su richiesta della sub Area ‘Rischio Clinico’ della commissione Salute coordinata dalla Regione Emilia-Romagna, è ufficialmente indetta nel nostro Pase il 17 settembre di ogni anno, con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 4 aprile 2019. Il 28 maggio 2019, nell’ambito della 72ª Assemblea mondiale della Salute dell’Oms, è stato istituito il World Patient Safety Day nella medesima data. La tematica scelta dalla World Health Organization per celebrare la quinta Giornata mondiale della sicurezza dei pazienti del 17 settembre 2023 riguarda il coinvolgimento attivo dei pazienti, dei familiari e dalla comunità nella sicurezza dell’assistenza (“Engaging Patients for Patient Safety”).

Pubblicato il 14 settembre 2023

Ascolta l'audio

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente