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Notizie Varie

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«Costruiamo ponti con l’Ue», un bando per rafforzare il senso di appartenenza all’Europa

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Favorire la conoscenza della cultura e dell’identità europea, condividerne i valori, accrescere l’informazione e la comunicazione sui diritti che la cittadinanza dell’Unione conferisce a cittadini e cittadine, per migliorarne la consapevolezza e per incoraggiare una reale cittadinanza attiva. E ancora, rafforzare la partecipazione degli enti territoriali alle politiche comunitarie e la loro capacità di intercettare le risorse europee, soprattutto relative alla nuova programmazione dei Fondi comunitarie all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Sono gli obiettivi del bando, approvato oggi dalla Giunta regionale, che mette a disposizione di Enti locali, Associazioni e Fondazioni senza scopo di lucro con almeno una sede operativa in Emilia-Romagna 270mila euro, con un contributo fino a 20mila euro a progetto. Domande aperte fino al 15 giugno. Il bando rientra nell’ambito delle strategie definite nel Programma triennale per la promozione della cittadinanza europea 2019-2021 e nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima fondato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale, a cui la Regione Emilia-Romagna ha destinato più di 800mila euro nel triennio 2019-2021, di cui 270mila appunto per l’anno in corso. “Ci troviamo in un momento cruciale per l’Unione Europea, mentre prende il via la Conferenza sul Futuro dell’Europa- afferma la vicepresidente con delega ai Rapporti con l’Ue, Elly Schlein -, perché di fronte a sfide comuni, servono risposte condivise. Con questo bando ci siamo posti l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la vocazione europea dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo le cittadine e i cittadini, l’associazionismo e i territori. Vogliamo contribuire a ricostruire una nuova idea di Europa tra le persone, cogliendo la nuova consapevolezza europea che per ricostruire dopo l’emergenza Covid bisogna orientare gli importanti investimenti verso il futuro, la coesione sociale e la transizione ecologica e digitale. È una sfida- conclude la vicepresidente- che si può affrontare solo se ognuno fa la propria parte”.

Il bando 2021 finanzia due tipi di interventi: iniziative per la diffusione della conoscenza del progetto di Unione, del processo di integrazione europea e dei diritti e doveri derivanti dalla cittadinanza europea; iniziative di institutional building per la promozione della conoscenza dei processi di formulazione e attuazione delle politiche dell’Unione e il rafforzamento della partecipazione degli enti locali alla progettazione europea ed alle sue opportunità. Il contributo regionale massimo erogabile è del 70% rispetto alla spesa sostenuta per ogni progetto nel caso di Enti locali, Associazioni, Fondazioni e altri soggetti senza scopo di lucro, anche europei e internazionali purché abbiano almeno una sede operativa in regione. Per i Comuni montani, Comuni inclusi nella Strategia nazionale aree interne, Comuni derivanti da fusione o Unioni di comuni che includano almeno un Comune con le precedenti caratteristiche, il contributo sale all’80%. L’importo minimo del contributo regionale è di 5mila euro, che può arrivare a unmassimo di 20mila. Saranno considerate prioritarie le iniziative progettuali rivolte ad ampie platee di destinatari; quelle che incoraggiano ponti generazionali e prestano particolare attenzione alle fasce della cittadinanza a maggior rischio di esclusione; quelle realizzate in contesti extrascolastici; quelle che offrono chiavi di lettura innovativa e originale su identità, cittadinanza e valori europei, anche rispetto ai temi della parità, della parità di genere e della transizione ecologica. Priorità di scelta nella valutazione sarà data anche ai progetti che si caratterizzano per contributo al raggiungimento degli obiettivi strategici del nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima e alla nuova politica regionale per le aree interne e montane. Le domande di contributo dovranno essere presentate via web sulla piattaforma informatica Sfinge 2020 fino a martedì 15 giugno 2021 alle ore 16. I progetti presentati dovranno essere realizzati e concludersi nell’arco del 2021 (arco temporale 1 gennaio - 31 dicembre 2021). Sono ammissibili anche progetti già avviati alla data di scadenza dell’avviso, purché non realizzati per più del 50%.

Pubblicato il 31 maggio 2021

«Felliniana»: magico balletto

fellini

Fellini era un genio, nei suoi film ha esplorato gli inconsci dei personaggi e ne ha tratta curiosa e poetica materia narrativa. Ricordare vuol dire in fondo rivivere la loro e la nostra infanzia e giovinezza. Noi siamo e saremo per sempre Giulietta degli spiriti e la nostra città natale sarà per sempre una Rimini romagnola, ventosa e nebbiosa, in cui tutti gireremo in bicicletta nel gran manto di ovatta padano.
Frammenti di realtà, ampi spezzoni di sogno, universi di poesia. Una magia, insomma, lunga e avvolgente. Così è ritornato il balletto al Municipale di Piacenza con la compagnia di Monica Casadei. Un’ora, solo una, lunga di minuti, però troppo breve di emozioni sapide e fugaci ma liberatorie.

Ecco il susseguirsi dei siparietti in bianco e nero, alimentati dai vivaci colori di costumi, danzati con trasporto e un tantino funambolici. Ecco l’eterno rintoccare del campanone, voce di Dio, a vegliare su questo popolo matto che cerca di vivere la Terra come può, almeno con spirito poetico; alla fine, “io speriamo che me la cavo”, magari con l’aiuto di un don Camillo locale. Ecco le delusioni d’amore degli sfortunati, la Gradisca, sempre in tailleur rosso, che si confida pubblicamente: “Io non trovo mai nessuno da sposare”. Ecco il fratello, malato mentale, che grida: ”Voglio una donna”, almeno una creatura femminile che ti voglia bene. Drammi della solitudine avvilente…
E la cultura totalitaria del tempo, tutti a pensare allo stesso modo, mentre una voce dall’alto prima sussurra, poi tuona “Pe-co-ro-ni “.
Poi l’eros, soprattutto giovanile, tenero e impulsivo nello stesso tempo, scintille di vera poesia. In definitiva, uno spettacolo che ti porta nell’altrove, che poi sei te stesso, nella tua memoria di vita.
Ti consolerai anche tu per breve tempo al circo, spettacolo di gaiezza universale, dove troverai tutti i tipi di persone, un po’ bizzarre. Dove potrai almeno ridere un poco, dimentico della società con i suoi guai.
Alla fine, rappacificato, potrai pensare a un nuovo "altrove" di profondo valore spirituale.
Sonori e lunghi applausi del pubblico.

                                                     Luigi Galli

Pubblicato il 29 maggio 2021

Franco Cardini: la vita è un pellegrinaggio

Cardini Guado di Sigerico

“Il pellegrinaggio fa parte del cammino dell’esistenza”. Sono le parole di Franco Cardini, storico di fama internazionale, intervenuto, il 23 maggio, al Guado di Sigerico a Soprarivo di Calendasco, all’inaugurazione della nuova imbarcazione intitolata a San Colombano.
Le iniziative al Guado di Segerico proseguono nella gionata di domenica 30 maggio con l'intevento alle ore 10 dello storico Carlo Francou, seguito dai percorsi didattici per i più piccoli a cura di “Arte e Pensieri” e dalle testimonianze di pellegrini e associazioni; alle 18.30 la celebrazione della messa con la partecipazione del coro del Teatro Municipale di Piacenza.

IL CONCILIO DI PIACENZA

Trovandosi in territorio piacentino e parlando di pellegrinaggio, Franco Cardini non ha potuto fare a meno di ricordare il Concilio di Piacenza, svoltosi nella primavera del 1095, dove alcuni reclutatori, venuti da Bisanzio, cercavano dei contractors, cioè dei soldati specializzati come quelli che anche oggi lavorano in appalto per società private, che prendono i soldi dal paese di riferimento per operare in teatri di guerra anche complessi. Il fenomeno dei mercenari è molto antico: si tratta di uomini di guerra che offrono i loro servizi non per spirito patriottico o per obbligo di leva, ma per semplice interesse economico. Si discute sempre della moralità di una simile figura, ma va detto che il fenomeno è antico e che ha dominato la scena nel Medioevo.

“In quel momento c’era bisogno di specialisti - ha spiegato lo storico - di un tipo di cavalleria pesante con cavalli robusti, uomini che non avessero paura dell’avversario. Gli ambasciatori di Bisanzio probabilmente esagerarono la gravità del pericolo per l'impero e ricordarono che Gerusalemme era in mano ai musulmani, e sapendo che anche i cristiani occidentali, consideravano di speciale importanza la città santa di Gerusalemme, si formalizzò, nel Concilio di Piacenza, praticamente la prima crociata”.

Il CAMMINO A GERUSALEMME

“Quei cavalieri che sono partiti dall’Italia settentrionale per Gerusalemme, - ha sottolineato Cardini - avevano un gran bisogno di soldi, si trovavano in una situazione difficile, molti di loro non avevano più possedimenti ed erano costretti a chiedere prestiti. Alla fine dell’XI secolo a questa gente gli viene a mancare la terra sotto ai piedi e partecipano alle crociate per farsi una vita nuova nel vicino oriente. Partono per una guerra che è vissuta come un pellegrinaggio, portano le insegne sacre e arrivano a conquistare Gerusalemme. Ma questo gruppo di pellegrini, mercenari viene disilluso sia dagli imperatori che dal Papa perché nessuno riconosce la loro conquista. Nasce così il Regno Crociato, la prima monarchia laica che anticipa i tempi”. Questa dissertazione Franco Cardini l’ha portata come esempio per far comprendere come la logica del pellegrinaggio può portare lontano ed è collegata a tante cose.


LA VIA DEL PELLEGRINAGGIO

La via del pellegrinaggio - ha spiegato lo storico - è una linea, sulla quale si può sapere quanto si può camminare in un giorno, dove ci sono luoghi per dormire, mangiare e curarsi…

“Il motivo è andare verso un luogo che attrae e richiede un certo cammino, si tratta - per Cardini - di un tragitto che sempre contiene una serie di piccoli pellegrinaggi. La via Francigena è una serie di linee, e la dobbiamo vedere come una rete in cui non solo pensare alla meta finale, ma cogliere tante mete immediate e locali”.

Per esempio - secondo lo storico - la rete “Michelita”, dedicata a San Michele Arcangelo, si sovrappone alle grandi reti di pellegrinaggio che giungono a Gerusalemme, meta fondamentale per il cristianesimo, per gli ebrei, ma anche per l’Islam.

“La vita è un pellegrinaggio, da una situazione di disorientamento, il pellegrino si mette in viaggio - ha spiegato Cardini- perché deve ringraziare Dio o perché c’è qualche cosa che gli manca e chiede una grazia, oppure cammina per rasserenarsi, per tranquillizzarsi”.

Cardini 2

SUL GUADO DI SIGERICO

“Ci troviamo in questo luogo - ha puntualizzato Cardini - perché siamo custodi di un importante passo fluviale, per ricostruire un tessuto storico.

Al guado sul Po ci si torna rendendosi conto del cammino percorso dal genere umano per ragioni che noi abbiamo dimenticato. Abbiamo qui un pezzo di storia d’Europa e la storia è un continuo lavoro di disincanto e di destrutturazione delle cose fatte prime. Bisogna cercare di capire e farlo capire a chi viene dopo di noi. Il lavoro da fare è enorme e affascinante”.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 29 maggio 2021

Una Biblioteca Polifunzionale per Gerbido-Mortizza e Bosco dei Santi

mortizza

Domenica 30 maggio alle ore 10 è in programma l'inaugurazione con taglio del nastro da parte delle autorità piacentine della Biblioteca Polifunzionale e un'area svago che saranno utilizzate dalle comunità di Bosco dei Santi e Gerbido-Mortizza.
Saranno presenti il vicario generale della diocesi mons. Luigi Chiesa, la consigliera regionale Katia Tarasconi e con probabilità anche l'onorevole Paola De Micheli.
La cerimonia si terrà in strada di Mortizza 91 a Bosco dei Santi.
Si tratta di una nova biblioteca – la prima – a servizio delle frazioni piacentine di Gerbido, Mortizza e Bosco dei Santi. È il progetto messo in cantiere dall'associazione "Noi di Gerbido-Mortizza e Bosco dei Santi" presieduta da Umberto Venezia con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il fiore all’occhiello della biblioteca, inoltre, è lo spazio esterno che pemetterà di organizzare diverse iniziative.


Pubblicato il 20 maggio 2021

«A un passo dall'estate», manifestazione ai Giardini Margherita

Zandonella Don Lukoki

“A un passo dall’estate”, è la manifestazione in programma nel pomeriggio di sabato 29 maggio, dalle ore 15 circa in poi, presso i Giardini Margherita. Un’iniziativa volta a incontrare le famiglie del quartiere e a presentare il Grest che prenderà il via nella seconda settimana di giugno. L'organizzazioneè a cura della parrocchia di San Savino in collaborazione con il Comune di Piacenza.
Nel corso della giornata verranno svolte attività di intrattenimento, animative e aggregative per fasce d'età diverse. La manifestazione è aperta alla partecipazione di tutti i cittadini interessati, però fino a un numero massimo di 100 persone (in ragione della vigente normativa igienico–sanitaria volta al contenimento dell’emergenza epidemiologica).
“Ormai da tempo i Giardini Margherita – sottolinea l’assessore alla Partecipazione, Luca Zandonella - sono teatro di bellissime attività, sia ludiche che educative, con la presenza di minori, giovani e gruppi famigliari. Questo grazie alla preziosa e consolidata collaborazione con la Parrocchia di San Savino, che ringraziamo di cuore e con la quale speriamo di proseguire il dialogo, per rendere i Giardini Margherita e il quartiere sempre più sicuro, partecipato e ricco di iniziative per i cittadini di tutte le fasce d’età, ma soprattutto per i giovani”.
In caso di maltempo, l'evento verrà spostato nell'Oratorio Don Bosco di via Alberoni 35.

Pubblicato il 28 maggio 2021

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