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Notizie Varie

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Interventi per 120mila euro alla biblioteca ragazzi «Giana Anguissola»

biblioteca giana anguissola


 
Un altro importante tassello relativo al lavoro di costruzione di una biblioteca che porta avanti il concetto di supporto pratico alla lettura in tutte le sue forme, da quelle tradizionali alle più recenti multimediali e ipertestuali.
Due nuovi spazi funzionali e particolarmente adatti ai bambini accolgono da qualche tempo, gli utenti della Biblioteca ragazzi Giana Anguissola. Si tratta della “Tana del Gruffalò” (noto personaggio della pubblicistica per l’infanzia creato dalla scrittrice Julia Donaldson) dedicata ai bambini dagli zero ai 5 anni e la Sala didattica per i laboratori destinati alle scuole. Grazie alla collaborazione fra il Servizio biblioteche e il Servizio infrastrutture e lavori pubblici del Comune di Piacenza a partire dal gennaio del 2020 è stato anche possibile, attraverso questi nuovi spazi, recuperare sotto il profilo estetico e funzionale l’ala nord-ovest del chiostro interno della Biblioteca.

L'intervento, costato complessivamente 120mila euro, ha beneficiato del contributo di 20mila euro erogato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano: “In quest’ottica – spiega l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi – sono essenziali questi nuovi spazi che contribuiscono a comporre il grande puzzle per un’efficiente e avanzata biblioteca per ragazzi: dalla catalogazione ai rapporti con la scuola e con le sue esigenze didattiche alla cooperazione bibliotecaria. In linea con il progetto presentato sul bando della Fondazione, la nuova sala didattica è stata dotata di nuovi arredi e di strumenti innovativi, in particolare un videoproiettore e una videocamera da tavolo. La presenza della rete telematica comunale e del wi-fi consente di utilizzare il laboratorio per la didattica a distanza”.

Tornando ai lavori, è stato creato un unico ambiente accessibile sia dalla Biblioteca ragazzi che ha ingresso in vicolo San Pietro, che dal cortile grande della Passerini-Landi, recuperando così la visione unitaria del chiostro originario di Palazzo San Pietro che risale al 1594. L’intervento ha infatti tenuto conto anche del contesto dell’edificio storico, già Collegio dei Gesuiti, con un importante lavoro di pulizia delle colonne del chiostro presenti all'interno della sala, in precedenza inglobate nella muratura: “Tutti gli interventi – spiega il responsabile della Passerini Landi, Graziano Villaggi – dall’illuminazione alla pavimentazione all’installazione di pannelli fonoassorbenti in tessuto con immagini  tratte dalla pubblicistica per bambini, sono stati realizzati con il fine di creare un ambiente sicuro ed accogliente. Pure il progetto di arredamento, ideato dai bibliotecari, ha risposto, in particolare per la “Tana del Gruffalò”, all’idea di realizzare spazi a misura di bambino, favorevoli anche ai momenti di condivisione, di incontro e di relazione. Questa rimodulazione degli spazi ha permesso un’ottimizzazione nella distribuzione dei servizi della “Giana Anguissola”, servizi che hanno ora ambienti adeguati e ben distinti per fascia d’età”.


La sala denominata “Tana del Gruffalò” risulta facilmente e direttamente accessibile dall’ingresso di vicolo San Pietro, in particolare per le famiglie che portano i figli con i passeggini. Da questa sala è possibile uscire nel cortile interno che viene utilizzato dal pubblico nelle stagioni non invernali. All’interno della sala le diverse zone create, grazie all’ampiezza dello spazio, consentono una migliore fruizione degli spazi da parte dei piccoli utenti, che trovano il luogo più adatto alle loro esigenze in termini di arredi e materiali presenti. Il luogo è particolarmente ospitale anche per i genitori  e gli  accompagnatori anche grazie a sedute adatte a loro e all’angolo utilizzabile per l’allattamento. La Biblioteca dispone inoltre di un fasciatoio nel bagno dei bambini. Questo ambiente dispone ora di 27 posti a sedere per i ragazzi che partecipano alle attività didattiche, per la quale la Giana Anguissola, da più di venti anni, predispone seguitissimi laboratori di arte, illustrazione e disegno. Nei pomeriggi la sala può trasformarsi, anche grazie alla facilità con cui si possono spostare i tavoli su rotelle, in spazio per lo studio e la lettura, aumentando così il numero di posti disponibili per questo servizio sempre molto richiesto in particolare dagli studenti.

Pubblicato il 18 febbraio 2022

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Associazione degli apicoltori, Ernesto Torretta è il nuovo presidente

Nuovo consiglio Apap

È Ernesto Torretta il nuovo presidente dell’Apap, l’associazione provinciale degli apicoltori piacentini. Pensionato di 61 anni, già direttore commerciale all’Unione Commercianti, abita a Campremoldo Sopra di Gragnano ed è un apicoltore di lunga data, oltre che iscritto all’associazione dai suoi albori, ovvero dagli anni ’80. “Mio papà era un agricoltore - spiega Torretta - aveva le api in azienda, venivano ospitate in alcuni tronchi rustici. In seguito ho acquistato qualche arnia moderna per travasarle, la passione per l’apicoltura è venuta in quel momento. Ora le mie arnie vengono ospitate in un’azienda agricola di un amico, sempre a Campremoldo Sopra”.

Torretta lo fa per hobby, per diletto. Come il 60% degli apicoltori piacentini, che sono circa 350-400. Solo una ventina di persone lo svolgono come professione, con più di cento alveari per ciascun azienda. “Non ho una grande produzione – aggiunge Torretta - il miele lo faccio per autoconsumo. È una passione, sono sempre stato iscritto e adesso ho dato la mia disponibilità a mettermi a disposizione. Da pensionato ho più tempo libero quindi mi posso occupare della burocrazia e delle attività che stanno dietro ad un’associazione come la nostra”.

Perché si diventa apicoltori? “Ho scelto quest’attività - risponde Torretta - per rimanere al contatto con la natura. Infatti la mia passione non è tanto quella di togliere il miele alla fine del processo, ma vedere come funziona il ciclo, osservare come lavorano le api nell’alveare. Sono degli insetti sociali che da soli non sopravviverebbero, hanno bisogno di stare in una comunità”.Ultimamente sono aumentati gli appassionati? “C’è stato un aumento degli apicoltori fino a cinque anni fa, poi un drastico calo. Il cambiamento climatico e altri problemi legati alla produzione di miele locale hanno causato qualche abbandono”. Il nuovo presidente crede molto nelle prossime iniziative. “Il miele della nostra provincia è buono e genuino, come produttori dobbiamo divulgare la qualità di questo prodotto. Abbiamo un progetto con l’istituto alberghiero Raineri-Marcora per portare in classe un piatto dedicato al miele. È un ingrediente che vediamo su formaggi e dolci, ma può essere inserito in molte ricette. O anche negli aperitivi. Inoltre insegneremo dove si può fare il miele di castagno e il miele di erba medica nel Piacentino. Vogliamo far capire ai ragazzi le bellezze della collina e della montagna”.
Torretta è scelto dai componenti del nuovo Consiglio direttivo dell’Apap, che sul territorio conta 250 soci e ha sede nel Palazzo dell’Agricoltura in via Colombo, a Piacenza, presso Coldiretti e mantiene inoltre i contatti con le istituzioni a livello regionale e nazionale con la Federazione apicoltori italiani, la “Fai”. Nel nuovo consiglio direttivo sono stati eletti Alberto Bettoni, Genni Birocci, Marco Gatti, Maurizio Guerrieri, Yovany Rodriguez, Ernesto Torretta e Salvatore Ziliani. Nel Collegio dei revisori dei conti Matteo Bonzanini, Laura Ghidoni e Massimo Stefanoni. Nel Collegio dei probiviri Giuseppe Fontanabuona, Gianguido Pattarini e Luca Piacenza. “Abbiamo distribuito delle deleghe – informa Torretta - per rendere i consiglieri più partecipi. Vogliamo un lavoro condiviso. Ringrazio Riccardo Redoglia che ha guidato l’associazione come un padre di famiglia e rimane con la responsabilità dell’assistenza tecnica e della gestione dei rapporti dell’Apap presso l’osservatorio nazionale del miele”. Rodriguez, invece, è il vicepresidente. Birocci si occuperà dell’organizzazione di eventi sul territorio, della divulgazione scolastica e dei rapporti con i comuni di tutta la provincia. Bettoni è il responsabile della stesura del bilancio con “Impresa Verde”. Guerrieri ha l’incarico della gestione della stazione isolata sperimentale di fecondazione per la selezione e tutela della sottospecie apis mellifica ligustica in collaborazione con l’Aiaar. Gatti intratterrà i rapporti con le associazioni agricole, oltre che con il Consorzio di Bonifica e Condifesa. Ziliani ha il compito di gestire le pagine social e i rapporti con le altre associazioni tecniche regionali e nazionali.

 Pubblicato il 18 febbraio 2022

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«Giorno del Ricordo», a Bettola commemorate le vittime delle Foibe

foibe commemorazione a bettola

Domenica 13 febbraio Bettola ha commemorato il Giorno del Ricordo con la consueta celebrazione davanti alla scalinata della ex scuola elementare di San Bernardino, intitolata a ricordo dei martiri delle Foibe e delle vittime delle persecuzioni dei partigiani comunisti di Tito dall’Amministrazione di Simone Mazza nel 2012. Al solenne momento di ricordo hanno partecipato, oltre al sindaco di Bettola Paolo Negri, i consiglieri Simone Mazza, Luca Corbellini, Nicola Scagnelli, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, il consigliere provinciale Massimiliano Morganti, il capogruppo consiliare di Fd’I in Comune a Piacenza Giancarlo Migli, oltre a numerosi altri rappresentanti dei comuni vicini.

È intervenuta anche una piccola delegazione di ragazzi della scuola media di Bettola, accompagnati dalla dirigente scolastica, la professoressa Carla Busconi, e dalla professoressa Andreina Cavanna. I ragazzi hanno ricordato l’istituzione del Giorno del Ricordo nel 2004 con legge dello Stato e l’importanza della memoria, condannando ogni forma di restrizione della libertà personale ad opera di regimi antidemocratici come quello jugoslavo. Particolarmente toccante è stata la lettura di una testimonianza di un sopravvissuto alla tragedia. “Occorre celebrare questi momenti per tenere vivo il ricordo di chi ha pagato con la vita il suo legame con la Patria italiana - osserva il sindaco Paolo Negri durante il suo intervento - “sono contento che oggi, come in tutte le altre occasioni commemorative, siano presenti i ragazzi delle scuole medie. Sappiate coltivare i valori della libertà e della democrazia contro chiunque intenda sopraffarli e contro ogni forma di totalitarismo”.

Pubblicato il 17 febbraio 2022

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Coldiretti davanti alla prefettura: «Non possiamo produrre in perdita»

manifestanti piazza

“Non possiamo produrre in perdita”, “Il latte delle nostre mucche è la vostra colazione”, “Il latte non è acqua”, “Mungiamo le mucche, non gli allevatori”, “Senza stalle la montagna muore”. Così gli allevatori piacentini danno voce alla situazione di grave difficoltà in cui versa il settore lattiero-caseario, durante la manifestazione organizzata da Coldiretti Piacenza questa mattina, giovedì 17 febbraio, davanti al Palazzo della Prefettura. Una mobilitazione che la Coldiretti ha attivato oggi in tutta Italia, da Nord a Sud, con agricoltori e allevatori scesi in piazza dalle campagne. In Emilia Romagna l’evento si è svolto a Piacenza, dove a guidare gli allevatori c’erano il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli e i delegati confederali Giovanni Benedetti e Marco Allaria Olivieri. Presenti inoltre il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa Andrea Degli Esposti e la responsabile di Coldiretti Donne Impresa Piacenza Francesca Bertoli Merelli. A Piacenza la manifestazione ha riguardato il settore lattiero caseario, che versa in particolare difficoltà. “In piazza – spiega il direttore Gallizioli – oltre a presentare le richieste che avanziamo al Governo, vogliamo innanzitutto comunicare la sofferenza dei nostri allevatori alla cittadinanza cui distribuiamo latte e monoporzioni di yogurt e grana padano, produzioni di eccellenza che valorizzano il nostro territorio, sul fronte economico, occupazionale, culturale, sociale e anche paesaggistico, se pensiamo all’importanza delle aziende agricole soprattutto nelle zone di montagna, dove esse rappresentano un presidio fondamentale per contrastare l’abbandono e di conseguenza i rischi di dissesto idrogeologico”. Davanti alla Prefettura, Coldiretti Piacenza ha acceso i riflettori anche sul gelato, realizzato con il latte piacentino, mentre a simboleggiare la battaglia per un prezzo del latte giusto ed onesto era presente in piazza la manza “Giusta”. A dare sostegno alla manifestazione sono intervenuti diversi esponenti politici e amministratori piacentini, tra cui il senatore Pietro Pisani, i consiglieri regionali Katia Tarasconi e Matteo Rancan, il sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri e il consigliere provinciale con delega all’agricoltura Giampaolo Maloberti.

Aumentno anche i costi dei mangimi

“Non si può aspettare oltre per fermare la speculazione in atto sul prezzo del latte alla stalla” prosegue Gallizioli nel sottolineare che “a rischio c’è il futuro dei nostri allevamenti ai quali va riconosciuto il giusto compenso che tenga conto dei costi di produzione sempre più alti, dalla bolletta energetica ai mangimi”. “Il latte agli allevatori – aggiunge Giovanni Benedetti – non deve essere pagato sotto i costi di produzione considerato che gli aumenti vanno dal +70% per l’energia con picchi del 110% al +40% per i mangimi”. Significativo in merito, l’indicatore sintetico Milk Feed, elaborato dall’Ismea, che confronta il prezzo del latte alla stalla con quello di un pasto tipo per le mucche composto da mais e farina di soia: nell’ultimo anno – spiega Coldiretti - si è scesi sotto la soglia ritenuta "critica", segnale della sofferenza degli allevamenti. Il costo medio di produzione del latte, fra energia e spese fisse ha raggiunto i 46 centesimi al litro secondo l’ultima indagine Ismea, molto al di sotto del prezzo medio di 38 centesimi riconosciuto a una larga fascia di allevatori. L’Ismea conferma proprio che il settore del bovino da latte è tra i più esposti all'incremento dei costi di produzione, innescati dalle tensioni dei prezzi delle materie prime, cresciuti solo a dicembre del 13% rispetto all’anno precedente. Il risultato è che gli allevatori sono costretti a lavorare in perdita. “Se i prezzi per le famiglie corrono i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori non riescono neanche a coprire i costi di produzione con il balzo dei beni energetici che si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto, un doloroso paradosso – conclude Marco Allaria Olivieri – per chi sino ad oggi non ha mai smesso di lavorare durante la pandemia

La lettera appello al premier Draghi 

Una lettera appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi per chiedere interventi immediati per l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro ed il territorio, contro speculazioni e rincari. A scriverla sono il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il Segretario generale Vincenzo Gesmundo, in occasione della grande mobilitazione con decine di migliaia di allevatori ed agricoltori che hanno lasciato le campagne per scendere in piazza da Nord a Sud d’Italia e gridare la propria intenzione di non volersi fermare, nonostante siano sempre più strozzati dalle speculazioni. Il documento è stato presentato anche al Prefetto di Piacenza Daniela Lupo da una delegazione di allevatori piacentini, accompagnata dal direttore Roberto Gallizioli e dai Delegati confederali Giovanni Benedetti e Marco Allaria Olivieri. “Il Prefetto – hanno commentato al termine del confronto - ha ascoltato con molta attenzione le nostre problematiche”.

“Una parte delle risorse del Pnrr subito pronte”

Nel corso della loro storia Coldiretti e i suoi associati – si legge nella missiva al Premier - hanno sempre saputo che la stabilità costituisce il più prezioso dei terreni per garantire sviluppo e benessere. Il suo Governo rappresenta in questo momento, l’unica chiave di possibile stabilità per il Paese anche grazie all’impegno e ai progetti del Pnrr, che offrono prospettive all’Italia. Ci rivolgiamo quindi a lei, nella consapevolezza che lei possa creare le condizioni per uscire da un’impasse, determinata dai rincari energetici e dall’affaticamento dell’apparato burocratico ministeriale. Per dare respiro al mondo agricolo e restituire ad esso traiettorie di speranza e di futuro le risorse ci sono e non sono mai state così elevate. È urgente – spiega Giovanni Benedetti - che almeno una parte delle risorse del Pnrr già stanziate per l’agricoltura, come gli 1,2 miliardi per i contratti di filiera e gli 1,5 miliardi per il fotovoltaico senza consumo di suolo, vengano messe a disposizione quanto prima delle nostre imprese con semplici decreti ministeriali. Già così parte di un’incertezza che sta assumendo caratteri minacciosi, sarebbe dissolta. Sul fronte del credito, Coldiretti sottolinea la necessità di incentivare operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito delle imprese agricole attraverso la garanzia del 100% pubblica e gratuita di Ismea, consentendo alle aziende di tornare a respirare. Quanto chiediamo – afferma Marco Allaria Olivieri - è semplice: sbloccare in tempi brevissimi un flusso di risorse - inspiegabilmente ‘fermo’ da mesi - capace di accelerare il piano di transizione ecologica e alleviare il peso del debito, senza uccidere la capacità di investimento delle aziende. Si tratta – conclude la lettera al premier Draghi - di un passo agevole, basta dare immediata e pratica attuazione alla normativa necessaria. Coldiretti continuerà sempre a battersi per dare risposte concrete alle imprese e al Paese”.

Pubblicato il 17 febbraio 2022

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17 mila euro a Neonatologia dell’Ospedale di Piacenza da Conad Centro Nord

conad iniziativa benefica

L’impegno di Conad per la Comunità si arricchisce di una ulteriore iniziativa di sostenibilità sociale, grazie all’iniziativa di collezionamento “Con tutto il cuore per un grande progetto di solidarietà”.
Grazie al prezioso contributo dei clienti e alla loro generosità, l’iniziativa virtuosa di collezionamento di 20 soggetti natalizi per l’addobbo e la decorazione, realizzati con materiali green, promossa da Conad Centro Nord nelle province di Reggio Emilia, Parma, Piacenza e di tutta la Lombardia, ha permesso di raggiungere la cifra complessiva di 210 mila euro per un grande progetto di solidarietà.
Per ogni premio distribuito, infatti, Conad Centro Nord ha devoluto 50 centesimi a favore di sei ospedali specializzati nella cura dei bambini presenti nei territori in cui la Cooperativa e i Soci operano ogni giorno: l’Ospedale Bambini Buzzi di Milano, l’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, l’Ospedale dei bambini "Pietro Barilla" di Parma, l’Ospedale di Piacenza, l’Ospedale dei bambini di Brescia e l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dando una mano concreta a chi lavora ogni giorno per rendere la vita di tutti i bambini ricoverati il più normale possibile.

Per la provincia di Piacenza sono stati donati 17 mila euro a favore a favore del Dipartimento Materno Infantile - Area Neonatologia dell'Ospedale di Piacenza per il progetto "Fin dal primo vagito”, che vuole sostenere e migliorare il comfort del neonato nel momento dell’accoglienza in sala parto e nell’immediato dopo nascita quando ciò, per qualche motivo, preveda una permanenza in ospedale, specialmente se si tratta di bimbi nati prima del termine. Per facilitare e proteggere il benessere dei piccolini è previsto l'acquisto di dispositivi medici molto importanti: i teli Wrapping in sala parto, che evitano il raffreddamento del corpo all'uscita dal grembo materno; e i Cuscini antidecubito per il posizionamento corretto dei neonati ricoverati nelle culle di degenza, evitando il rischio di lesioni della cute del piccolo per contatto e sfregamento sui materassi. Si tratta di due piccole grandi attenzioni, che favoriscono il buon esito di un decorso e possono fare la differenza nella qualità del gesto assistenziale.

“Quest’iniziativa è frutto della collaborazione sinergica tra la nostra Cooperativa, i nostri Soci e i nostri Clienti, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa di collezionamento solidale dimostrando attenzione, sensibilità e generosità” spiega Elena Soressi, socia di Conad Centro Nord. “Oggi esprimiamo anche un profondo ringraziamento a tutto il personale sanitario che lavora e continua a lavorare senza sosta nei reparti di pediatria. Siamo “Persone oltre le cose” ed è grazie a iniziative come questa che possiamo esprimere il nostro valore concreto per il territorio, andando oltre le mura dei nostri punti vendita e accompagnando le Comunità in cui operiamo verso il futuro”.

I ringraziamenti

“Siamo molto grati a Conad e a tutti i piacentini che hanno contribuito a questo progetto”, evidenziano Giacomo Biasucci e Cristiana Pavesi, direttore e responsabile assistenziale del dipartimento materno infantile dell’Ausl di Piacenza. L’importante donazione consentirà di migliorare e qualificare ulteriormente l’assistenza e il benessere dei neonati. “Teniamo molto a questo progetto – continuano i professionisti – che ci permette di essere ancora più vicini, con attenzioni all’apparenza piccole ma di grande impatto, ai nati nel nostro ospedale. È un andare oltre l’assistenza propriamente necessaria e attiene a quella sfera di attività che rendono più accogliente la permanenza in ospedale. I teli, insieme al corpo materno, mantengono caldo il neonato, consentono un costante contatto con la mamma e l’avvio precoce dell’allattamento al seno, raccomandato per il benessere di entrambi. Anche i cuscini sono una “coccola” per la fragile cute del neonato: è un’azione concreta per il benessere dei bambini che ricoveriamo in Patologia neonatale”.
Vista la cospicua donazione di Conad, oltre ai teli e ai cuscini, i fondi saranno destinati anche ad altre attività sempre relative alla “care” dei piccoli pazienti. I professionisti del reparto sono al lavoro per definire come impiegare le risorse ricevute.

Un grande progetto

L’impegno dedicato alle partnership sostenibili e, in particolare, alle iniziative di fidelizzazione a sostegno dell’ambiente e delle persone, rientra nel grande progetto di sostenibilità di Conad “Sosteniamo il futuro”, basato su tre dimensioni fondamentali dell’agire quotidiano dell’insegna: rispetto dell’ambiente, attenzione alle persone e alle comunità, valorizzazione del tessuto imprenditoriale e del territorio italiano.

Gli altri ospedali e i reparti pediatrici interessati dalle donazioni, con relativi importi e progetti, sono:

  • Per la provincia di Bergamo, Lecco e Sondrio sono stati devoluti 49 mila euro a favore del progetto Giocamico dell’ASST Papa Giovanni XXIII, percorso di sostegno psicologico ai pazienti più piccoli che devono sottoporsi a interventi chirurgici o esami invasivi
  • Per la provincia di Brescia, Cremona e Mantova sono stati devoluti 33 mila euro a favore del progetto “Servizio Psicologia Pediatrica Ospedaliera” dell’Ospedale dei Bambini degli Spedali Civili di Brescia attivato per migliorare il benessere psico-fisico attraverso il supporto psicologico dei piccoli pazienti e delle loro famiglie che devono affrontare percorsi diagnostici e terapeutici lunghi e complessi
  • Per la provincia di Reggio Emilia sono stati devoluti 40 mila euro al Presidio Ospedaliero Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per la realizzazione di tre posti letto di Terapia Intensiva Subintensiva da destinare al reparto di Pediatria del futuro Mire (Ospedale Maternità e Infanzia Reggio Emilia, un nuovo edificio che sorgerà all’interno dell’Arcispedale Santa Maria Nuova e che avrà come obiettivo la tutela della salute della donna, del neonato e del bambino
  • Per la provincia di Parma sono stati devoluti 32 mila euro a favore dell’acquisto di una strumentazione tecnologica per la diagnosi e la cura dei giovani pazienti dell’Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla”
  • Per la provincia di Milano, Lodi, Como, Varese, Pavia sono stati devoluti 39 mila euro a favore del progetto “#bambini fragili” che nascono o vengono curati all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano
    L’iniziativa, condotta a livello nazionale da tutto il Sistema Conad, ha permesso una donazione complessiva di 1,9 milioni di euro a favore di 24 ospedali con reparti pediatrici in tutta Italia.

    Pubblicato il 17 febbraio 2022

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