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Notizie Varie

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La rassegna provinciale del tartufo di Pecorara è «sagra di qualità»

Tartufo Pecorara sagra qualita

Fine dell’anno con il botto per la Rassegna Provinciale del Tartufo di Pecorara che ha ricevuto la comunicazione ufficiale dell’attribuzione del Marchio “Sagra di Qualità”. Con una lettera inviata al presidente della Pro Loco di Pecorara, organizzatrice dell’evento che ogni anno nel mese di ottobre celebra il tartufo Nero di Pecorara e i prodotti del sottobosco, l’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) ha ufficialmente comunicato il conferimento del prestigioso riconoscimento. “In seguito alla visita svolta nei mesi scorsi dagli ispettori dell’Unpli – si legge nella lettera – siamo lieti di ufficializzare l’esito positivo della valutazione, con conseguente attribuzione del marchio Sagra di Qualità a partire dall’anno 2026”.
L’ispezione dell’Unpli si era svolta in occasione dell’ultima recente edizione della rassegna, la 34esima, svoltasi come di consueto nella terza domenica di ottobre. Gli ispettori, accompagnati dal Presidente provinciale dell’Unpli, Angelo Laface, hanno potuto valutare ed apprezzare gli aspetti organizzativi della rassegna, la solida presenza di espositori e l’attrattività della manifestazione che richiama pubblico da ben oltre i confini provinciali per celebrare un prodotto che è diventato a tutti gli effetti un brand territoriale, il Nero di Pecorara.
“Congratulandoci per l’importante risultato raggiunto – concludono la missiva il presidente Unpli Antonino La Spina e il responsabile del dipartimento Sagra di Qualità, Sebastiano Sechi – cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i volontari della Pro Loco che, con il loro instancabile lavoro, hanno contribuito al conseguimento di questo importante traguardo che, speriamo, possa diventare un volano per la valorizzazione di tutte le attività dell’associazione”. Particolare soddisfazione viene espressa anche dal sindaco di Alta Val Tidone, Franco Albertini che già ai tempi in cui era amministratore dell’allora comune di Pecorara, oggi fuso in quello di Alta Val Tidone, aveva svolto un primario ruolo di impulso nel recupero e nel rilancio di questa importante rassegna.


“L’attribuzione del marchio Sagra di Qualità – dice Albertini - è il più importante riconoscimento per una rassegna, quella del tartufo, che affonda le radici nella storia sociale ed economica della comunità di Pecorara e dell’Alta Val Tidone. E’ il premio all’intuizione di volerla recuperare e rilanciare oltre 35 anni fa insieme alla Provincia di Piacenza diventando da subito rassegna provinciale, e a chi giornalmente, ben oltre i limiti temporali della rassegna stessa, lavora per rinnovarla di edizione in edizione, rendendola vetrina straordinaria delle eccellenze di questo territorio e sguardo attento e fiducioso per il futuro dell’intera valle. Testimonianza di ciò è l’essere stata motore della nascita della denominazione comunale del tartufo riconosciuta dal Ministero e oggi più che mai culla del lungimirante progetto di promo-commercializzazione del Nero di Pecorara, divenuto primario brand di marketing territoriale. Alla Pro Loco di Pecorara che ne è organizzatrice con il patrocinio del Comune di Alta Val Tidone, ai privati, sostenitori, sponsor, dipendenti comunali e volontari che la rendono ogni anno più bella, completa e attrattiva, va il mio ringraziamento convinto che questo marchio di Sagra di Qualità sia solo un altro punto di partenza per ulteriormente migliorare e crescere”.
“È un traguardo che ci rende davvero orgogliosi”, commenta Cristina Mussetti, presidente della Pro Loco di Pecorara. È il lavoro generoso, incessante e professionale di tanti volontari che in questi anni ha permesso di confezionare una sagra apprezzata ben oltre i nostri confini. Doveroso e sentito è il ringraziamento che va al sindaco Franco Albertini per la lungimiranza di voler recuperare una rassegna che affonda nelle radici più profonde della nostra comunità e che oggi è un momento di convivialità ma anche di proficua vetrina del territorio e di volano economico grazie all’attribuzione del marchio De.Co. e alla nascita del progetto di promo-commercializzazione «Nero di Pecorara».
Questo marchio Sagra di Qualità ci rende ancora più responsabilizzati a continuare nel cammino di crescita e continuo miglioramento della rassegna e più in generale del nostro impegno per il nostro territorio che amiamo”. Nelle prossime settimane verranno comunicati alla Pro Loco e al Comune la data, il luogo e le modalità di partecipazione alla cerimonia di premiazione che si terrà comunque a Roma nella prossima primavera.

Nella foto, la sagra del tartufo a Pecorara.

Pubblicato il 17 gennaio 2026

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A Pievetta si celebra l'antica festa di Sant'Agnese

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“Quella di Sant’Agnese è una festa molto antica, le persone più anziane della comunità la ricordano come una consuetudine fin da quando erano ragazzi: è una tradizione che si vive da tanto tempo a Pievetta”. Così don Simone Tosetti, parroco di questo paesino del territorio di Castel San Giovanni sospeso sull’argine del Po al confine con la Lombardia, introduce la festa che ogni anno, a fine gennaio, riunisce i pievettesi attorno a Sant’Agnese: “In realtà la patrona è Maria Bambina ma c’è tanta devozione per Sant’Agnese, sicuramente perché è ritenuta la protettrice dai pericoli del mare e delle acque, particolarmente vicina al cuore di un paese come Pievetta, vicinissimo al Po e soggetto negli anni a tante inondazioni: avere lei come patrona era come chiedere una protezione speciale”.

L’associazione tra Sant’Agnese e l’acqua è una peculiarità del territorio piacentino, dove è anche ritenuta protettrice dei barcaioli. L’origine di questa devozione probabilmente va collocata proprio a Piacenza: il “quartiere Sant’Agnese” si sviluppa attorno alla chiesa di Santa Maria in Gariverto, vicino al Po, dove è presente una cappella dedicata alla santa. “Visto che quel quartiere, che prendeva il suo nome dalla Santa, era abitato soprattutto dai barcaioli, loro si rimettevano nelle sue mani durante il lavoro quotidiano e nelle emergenze – spiega don Tosetti –: nella chiesa in Gariverto c’è ancora oggi una statua che ritrae Sant’Agnese mentre tiene in mano una barca”. Questa devozione locale poi si è diffusa nei paesi lungo il Po, come Calendasco e Pievetta, anch’essa una zona in cui molti lavoravano sulle acque, anche come pescatori.

“A me colpisce che la parrocchia abbia come protettrice Sant’Agnese e come patrona Maria Bambina: sono due “piccoli”, e questo è molto evangelico: Gesù ci invita a mettere al centro i piccoli, a richiamarci al loro modo di stare nel mondo per poter entrare nel Regno”. Da un lato Sant’Agnese, esempio di innocenza e purezza, uccisa giovanissima; dall’altro Maria Bambina: “Queste due figure ci aiutano a custodirci dentro al richiamo evangelico alla piccolezza, all’essere semplici e fiduciosi. Inoltre, questa è una tradizione di festa che tanti parroci prima di me hanno sempre portato avanti e sostenuto, e che ancora oggi sono custoditi nei ricordi dei parrocchiani: don Giuseppe Formaleoni e don Sergio Sebastiani tra i più recenti. Loro stessi hanno ricordi molto belli di questo momento, che ha innanzitutto un valore aggregativo molto importante per il paese, perché fa ritornare qui molti pievettesi che adesso vivono a Castello o a Pieve Porto Morone. Tornano qui perché questa festa racconta un legame, racconta le radici che le persone vogliono ancora custodire e le fanno sentire parte del luogo in cui sono nate e cresciute”.

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La festa inizierà con la celebrazione della messa il 21 gennaio, giorno della memoria di Sant’Agnese, alle 21.00, e proseguirà la domenica successiva, 25 gennaio, con la celebrazione solenne alle 11.00, presieduta da don Paolo Cignatta, che è stato parroco a Pievetta nei primi anni Duemila. Al termine della messa verranno benedetti panini e i parrocchiani di Pievetta prepareranno il pranzo in canonica dove si potrà gustare la panissa, cucinata secondo la ricetta tipica che da decenni si realizzava solo per Sant’Agnese: il raccolto verrà utilizzato per il restauro di una statua della Madonna delle Grazie del Cinquecento. Poi, alle 15:30 la processione con la statua di Sant’Agnese passerà per le vie del paese e toccherà il piccolo borgo di Bosco Tosca dove è custodita, nella nicchia di una casa, l’antica statua della Santa, precedentemente presente in chiesa. Tornando verso la chiesa, si passerà sull’argine per la benedizione delle acque del Po: come da tradizione, sarà l’occasione per ringraziare il Signore del dono dell’acqua e chiedere che non diventi un pericolo né un problema.

Nelle foto, dall'alto la festa di Sant'Agnese a Pievetta negli anni passati.

Pubblicato il 16 gennaio 2026

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Università Cattolica, dal Vietnam a Piacenza: Dang premiata all’EAAE Congress di Bonn

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Thi Thanh Thuong Dang, assegnista di ricerca del Dipartimento di Economia Agro-alimentare dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel campus di Piacenza, è stata premiata al 18°convegno europeo di Economia agraria che si è tenuto a Bonn, in Germania. Il premio, in particolare, è stato assegnato a un video, come forma originale di comunicare la ricerca.
«Super excited» così si definisce la 29enne, che ha vinto la prima edizione dello Spotlight contest dedicato ai giovani ricercatori all’EAAE Congress 2025 – Food system transformation in challenging times. «Sono stata davvero molto felice quando mi hanno comunicato di aver vinto questo premio. È stata una buona vetrina per mettere in luce il mio lavoro, e ho potuto farlo attraverso la costruzione di un video: posso dire che i miei sforzi sono stati ripagati».
Dang è originaria del Vietnam. «Sei anni fa ho frequentato il Double Degree in Agricultural, Food and Environmental Policy Analysis (AFEPA), poi ho completato il mio percorso con un dottorato di ricerca nel campus di Cremona dell’Università Cattolica» racconta. «Mi piace molto la ricerca universitaria, vorrei davvero occuparmi di questo nella vita».
Oggi è assegnista di ricerca nel Dipartimento diretto dal professor Paolo Sckokai, nel campus di via Emilia Parmense. «Vengo da una piccola città del Vietnam e quando sono arrivata a Piacenza ho trovato molte similitudini. Questo mi ha fatto sentire subito a casa. I piacentini sono molto amichevoli, qui mi trovo meglio che in Svezia. Amo il cibo italiano e mi piace molto fare trekking. Adoro l’Appennino: Bobbio, Perino, Ferriere. Ci vado quasi ogni weekend».
«Credo che l’autenticità delle piccole città sia impagabile» aggiunge. «Il campus di Piacenza dell’Università Cattolica è come una grande famiglia. Del mio lavoro mi piace soprattutto lo studio della mitigazione del rischio a favore degli agricoltori. Vengo da un Paese dove uragani e tempeste colpiscono ogni anno il territorio. Penso che sia molto bello poter dare il mio piccolo contributo».

Nella foto, Thi Thanh Thoung Dang.

 Pubblicato il 16 gennaio 2026

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Elisa Dal Corso nominata direttrice del Coro giovanile di Aerco

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Elisa Dal Corso, piacentina, è la nuova direttrice del Coro giovanile dell'Emilia Romagna di Aerco, l’Associazione Cori dell'Emilia-Romagna, mentre Daniele Sconosciuto è invece il nuovo direttore del Coro regionale dell'Emilia Romagna (coro adulti).
Direttrice di coro, cantante e docente, Elisa Dal Corso si è formata al Conservatorio “G. Verdi” di Milano (Diploma accademico di I livello in Canto lirico con 110 e lode) e ha approfondito la direzione corale presso ClassLiguriaCanta e il Conservatorio “G. Puccini” della Spezia (Diploma accademico di II livello in itinere). È attualmente direttrice di importanti realtà corali e professionali, tra cui i Piccoli Cantori di Torino e il Coro della Cattedrale di Piacenza; nel 2025 ha guidato i Giovani Cantori di Torino. È regolarmente invitata a dirigere e collaborare in festival e rassegne internazionali (Germania, Oman, Spagna). Accanto all’attività direttoriale svolge un’intensa attività didattica per associazioni regionali, FENIARCO ed European Choral Association, ed è attiva anche nel teatro musicale come direttrice vocale e arrangiatrice. La sua esperienza artistica si completa con una lunga attività come cantante, attrice e performer in ambito concertistico e teatrale.

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DANIELE SCONOSCIUTO

Nato nel 1983, Daniele Sconosciuto, nella foto sopra, è pianista, direttore di coro e d’orchestra. Diplomato in pianoforte, è laureato in DAMS-Musica e in Discipline della Musica presso l’Università di Bologna; ha conseguito i diplomi in Direzione e Composizione Corale (con lode e menzione speciale) e in Direzione d’Orchestra presso i Conservatori di Ferrara e Milano. 
Svolge un’intensa attività concertistica come direttore, pianista e maestro collaboratore, affiancata a un forte impegno didattico: è docente al Conservatorio “G.B Martini" di Bologna e docente nei corsi dell’AERCO Academy, di cui è anche membro della Commissione Artistica. È direttore artistico del Festival Corale Internazionale CantaBO, direttore del coro del Centro Culturale “L’Arengo” di Bologna ed stato, dal 2022 al 2025, Direttore del Coro Giovanile dell'Emilia Romagna, con cui ha svolto un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero (Malta). Nel 2025 si è esibito con il coro alla presenza del Presidente della Repubblica in occasione della Festa della Repubblica ai Giardini del Quirinale.

Nella foto, Elisa Dal Corso.

Pubblicato il 16 gennaio 2026

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Piacenza Città delle Università, convenzione tra Comune e Fondazione

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È stata sottoscritta oggi in Municipio, nell’ambito della riunione del Tavolo Atenei, la convenzione tra Amministrazione comunale e Fondazione di Piacenza e Vigevano a sostegno del progetto “Piacenza Città delle Università”, che sancisce e consolida ulteriormente – nel solco di quanto previsto dal Protocollo Atenei – l’impegno condiviso delle istituzioni per promuovere e valorizzare il tessuto accademico locale come elemento identitario e altamente qualificante del territorio. Si concretizza così, con l’approvazione della proposta presentata dal Comune, il contributo complessivo di 50 mila euro che la Fondazione aveva annunciato per il biennio 2025-2026, a supporto delle attività del Protocollo, definendo alcuni obiettivi specifici. Innanzitutto, la redazione di un piano di comunicazione mirato, che accompagni e dia risalto al percorso della “Città delle Università”, rendendo visibile il contributo socioculturale degli studenti alla vita della comunità e accrescendo la consapevolezza di quanto ciò rappresenti una risorsa anche in termini di potenzialità future di innovazione ed evoluzione del contesto urbano.

A questo primo punto si aggiunge l’esigenza di un’analisi strutturata dell’impatto che la presenza e l’attività degli Atenei esercitano in ambito locale, come elemento strategico che può favorire la creazione di nuove imprese e attività economiche, misurandone le ricadute occupazionali, i benefici sociali e in termini di sviluppo sostenibile, nonché l’impatto delle iniziative di coinvolgimento pubblico promosse dalle Università. La convenzione evidenzia inoltre la necessità di realizzare uno studio approfondito sui caratteri spaziali, orari e temporali di funzionamento delle sedi universitarie, finalizzato a migliorare l’accessibilità dei servizi pubblici e privati, a garantire una distribuzione più equilibrata dei flussi e una più ampia disponibilità in fasce orarie congruenti con i ritmi di vita degli universitari.
«La crescita della popolazione studentesca, in particolare internazionale – sottolinea la sindaca Katia Tarasconi - sta cambiando spazi, tempi e servizi della città. Il Protocollo Atenei firmato nel 2024 ha creato un indirizzo chiaro per questo percorso, convogliando nuove risorse e progettualità. In questo quadro, l’obiettivo di incrementare i posti letto, insieme agli investimenti ATUSS su luoghi strategici quali le Biblioteche Passerini Landi e Dante, così come Too Hub di Comunità dove è presente una nuova aula studio, rafforza l’idea di una città più viva, aperta e attrattiva per le nuove generazioni. Ringrazio la Fondazione per questo investimento, che si pone in continuità con il lavoro condiviso in questi anni per rafforzare Piacenza come Città delle Università, nonché il Tavolo Atenei, quindi i delegati dei Rettori, per il grande lavoro di coprogettazione e raccordo portato avanti in questi due anni».

«Promuovere la formazione e l’istruzione dei giovani come leva di sviluppo del territorio è un obiettivo cardine della Fondazione di Piacenza e Vigevano – ricorda il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, oggi rappresentato dal vice presidente Mario Magnelli - e il sostegno a Piacenza Città delle Università è un’azione concreta in questa direzione. In ottica sussidiaria al Comune e al sistema universitario, le risorse messe in campo intendono rafforzare e costruire reti, generare un ecosistema universitario capace di dialogare con la città, con le imprese e con il mondo della ricerca, offrendo opportunità alle studentesse e agli studenti e contribuendo alla crescita del territorio.

Per rafforzare il sistema universitario anche sul fronte dell’accoglienza e della qualità della vita di chi abita Piacenza per motivi di studio, è indispensabile lavorare anche sul fronte della trasformazione urbana e della cura dei luoghi della conoscenza. In tal senso si colloca il progetto della Fondazione per la riqualificazione di Santa Chiara, che prevede lo sviluppo di uno studentato, di una struttura per l’housing sociale e di uno spazio aperto alla città. Un intervento ambizioso che, ancora una volta, può essere realizzato solo attraverso l’ascolto e la collaborazione con i corpi vivi della società, dalle istituzioni alle università, dagli studenti al privato sociale, a favore delle nuove generazioni e della comunità piacentina».

«Continuiamo a lavorare per adattare i servizi comunali e universitari, come Piacenza Talenti, in risposta all’arrivo di un numero crescente di studenti (in particolare internazionali) – rimarca l’assessore a Università e Ricerca Francesco Brianzi – affinché la città possa essere realmente accogliente e vissuta. La comunicazione è una leva strategica in tal senso: attraverso la brand identity “Piacenza Città delle Università” e azioni di orientamento, rendiamo riconoscibile l’ecosistema universitario cittadino e accompagniamo studentesse e studenti nelle scelte di studio, vita e professione. Ma l’Università è anche ricerca scientifica, lavoro, cultura, sport, imprenditorialità, innovazione. È il mandato della terza missione, come trasmissione della conoscenza alla società. Misurare l’impatto di queste dimensioni sul tessuto urbano, sociale ed economico significa dotare il territorio di strumenti utili a governare il cambiamento. È un impegno prioritario che accompagnerà Piacenza fino alla fine dell’attuale settennato europeo, rafforzando la capacità di programmazione di questa Giunta e lasciando una base solida di conoscenze e dati anche alle future Amministrazioni».

Accanto alla sindaca Tarasconi, all’assessore Brianzi e al vicepresidente Magnelli per la Fondazione di Piacenza e Vigevano, erano presenti il professor Luigi Colombo, recentemente nominato prorettore del Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano, in rappresentanza del rettore Donatella Sciuto; il professor Francesco Timpano, delegato dell’Università Cattolica per il rettore Elena Beccalli; il professor Fabrizio Storti, delegato dal rettore dell'Università di Parma Paolo Martelli; per il Conservatorio Nicolini la professoressa Ilaria Geroldi, in rappresentanza del direttore Roberto Solci.

Pubblicato il 15 gennaio 2026

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