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A Pievetta si celebra l'antica festa di Sant'Agnese

agnese

“Quella di Sant’Agnese è una festa molto antica, le persone più anziane della comunità la ricordano come una consuetudine fin da quando erano ragazzi: è una tradizione che si vive da tanto tempo a Pievetta”. Così don Simone Tosetti, parroco di questo paesino del territorio di Castel San Giovanni sospeso sull’argine del Po al confine con la Lombardia, introduce la festa che ogni anno, a fine gennaio, riunisce i pievettesi attorno a Sant’Agnese: “In realtà la patrona è Maria Bambina ma c’è tanta devozione per Sant’Agnese, sicuramente perché è ritenuta la protettrice dai pericoli del mare e delle acque, particolarmente vicina al cuore di un paese come Pievetta, vicinissimo al Po e soggetto negli anni a tante inondazioni: avere lei come patrona era come chiedere una protezione speciale”.

L’associazione tra Sant’Agnese e l’acqua è una peculiarità del territorio piacentino, dove è anche ritenuta protettrice dei barcaioli. L’origine di questa devozione probabilmente va collocata proprio a Piacenza: il “quartiere Sant’Agnese” si sviluppa attorno alla chiesa di Santa Maria in Gariverto, vicino al Po, dove è presente una cappella dedicata alla santa. “Visto che quel quartiere, che prendeva il suo nome dalla Santa, era abitato soprattutto dai barcaioli, loro si rimettevano nelle sue mani durante il lavoro quotidiano e nelle emergenze – spiega don Tosetti –: nella chiesa in Gariverto c’è ancora oggi una statua che ritrae Sant’Agnese mentre tiene in mano una barca”. Questa devozione locale poi si è diffusa nei paesi lungo il Po, come Calendasco e Pievetta, anch’essa una zona in cui molti lavoravano sulle acque, anche come pescatori.

“A me colpisce che la parrocchia abbia come protettrice Sant’Agnese e come patrona Maria Bambina: sono due “piccoli”, e questo è molto evangelico: Gesù ci invita a mettere al centro i piccoli, a richiamarci al loro modo di stare nel mondo per poter entrare nel Regno”. Da un lato Sant’Agnese, esempio di innocenza e purezza, uccisa giovanissima; dall’altro Maria Bambina: “Queste due figure ci aiutano a custodirci dentro al richiamo evangelico alla piccolezza, all’essere semplici e fiduciosi. Inoltre, questa è una tradizione di festa che tanti parroci prima di me hanno sempre portato avanti e sostenuto, e che ancora oggi sono custoditi nei ricordi dei parrocchiani: don Giuseppe Formaleoni e don Sergio Sebastiani tra i più recenti. Loro stessi hanno ricordi molto belli di questo momento, che ha innanzitutto un valore aggregativo molto importante per il paese, perché fa ritornare qui molti pievettesi che adesso vivono a Castello o a Pieve Porto Morone. Tornano qui perché questa festa racconta un legame, racconta le radici che le persone vogliono ancora custodire e le fanno sentire parte del luogo in cui sono nate e cresciute”.

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La festa inizierà con la celebrazione della messa il 21 gennaio, giorno della memoria di Sant’Agnese, alle 21.00, e proseguirà la domenica successiva, 25 gennaio, con la celebrazione solenne alle 11.00, presieduta da don Paolo Cignatta, che è stato parroco a Pievetta nei primi anni Duemila. Al termine della messa verranno benedetti panini e i parrocchiani di Pievetta prepareranno il pranzo in canonica dove si potrà gustare la panissa, cucinata secondo la ricetta tipica che da decenni si realizzava solo per Sant’Agnese: il raccolto verrà utilizzato per il restauro di una statua della Madonna delle Grazie del Cinquecento. Poi, alle 15:30 la processione con la statua di Sant’Agnese passerà per le vie del paese e toccherà il piccolo borgo di Bosco Tosca dove è custodita, nella nicchia di una casa, l’antica statua della Santa, precedentemente presente in chiesa. Tornando verso la chiesa, si passerà sull’argine per la benedizione delle acque del Po: come da tradizione, sarà l’occasione per ringraziare il Signore del dono dell’acqua e chiedere che non diventi un pericolo né un problema.

Nelle foto, dall'alto la festa di Sant'Agnese a Pievetta negli anni passati.

Pubblicato il 16 gennaio 2026

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