Arrivato il via libera dal ministero della Salute, l’Emilia-Romagna è pronta a partire con la somministrazione della quinta dose di vaccino anti Covid-19. La direzione dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute ha inviato una nota che recepisce la circolare ministeriale e fornisce alle Aziende sanitarie le indicazioni operative per procedere, già da domani. La quinta dose è raccomandata a tutte le persone di 80 anni e oltre, agli ospiti delle strutture residenziali per anziani e ai cittadini di 60 e più anni con elevata fragilità legata a patologie o stati elencati nella nota ministeriale; su richiesta potrà essere somministrata anche a tutti i soggetti dai 60 anni in su. Per questa ulteriore dose di richiamo, che sarà effettuata con vaccini a m-RNA bivalenti adattati alle varianti (original/omicron BA.1 o original/omicron BA.4-5), è necessario che siano trascorsi almeno 120 giorni (4 mesi) dalla somministrazione della terza o quarta dose con vaccino monovalente o dall’infezione da SARS-CoV-2; in questo caso deve essere considerata come data la positività del test diagnostico. In Emilia-Romagna sono più di 3,8 milioni gli over12 vaccinati con ciclo completo, con una copertura che raggiunge il 94,6%, ma -secondo gli esperti- questo è il momento di accelerare ulteriormente anche con la quarta dose. La somministrazione dei vaccini anti Covid-19 - come specificano le indicazioni nazionali - può essere effettuata contemporaneamente o a qualsiasi distanza di tempo prima o dopo, con i vaccini antinfluenzali (in Emilia-Romagna la campagna partirà lunedì 24 settembre) e qualsiasi altro vaccino compresi quelli a virus vivo attenuato, con la sola eccezione del vaccino contro il vaiolo delle scimmie per il quale resta valida l’indicazione di un intervallo minimo di 28 giorni tra una vaccinazione e l’altra.
Uno sviluppo equo, inclusivo, rispettoso dell’ambiente e delle specificità territoriali, promosso dalle comunità locali. Grazie all’impegno di cittadini che diventano essi stessi promotori (e fruitori) di progetti in campo turistico, agricolo, culturale, sociale, energetico. Entra nel vivo la legge regionale sulle Cooperative di comunità. È infatti on line il primo bando che stanzia 200mila euro a sostegno di società cooperative di comunità che operano in contesti territoriali fragili, a partire dalle aree appenniniche e interne. Entro l’11 novembre sarà dunque possibile presentare domanda per ottenere un contributo fino a 10mila euro.
Approvata lo scorso agosto dopo un lungo percorso partecipato e un ampio confronto in Assemblea legislativa, la legge sulle Cooperative di comunità (la n. 12 del 2022) si rivolge a società cooperative, spesso avviate dai residenti di piccoli centri e di cui possono far parte anche gli Enti Locali e l’associazionismo, nelle quali è fondamentale la coesione, lo spirito di condivisione e la messa in comune di risorse della comunità stessa.
“La legge sulle Cooperative di comunità - sottolinea l’assessora regionale alla Montagna, Barbara Lori - era uno degli obiettivi che ci eravamo dati con il Patto per il Lavoro e per il Clima. Il bando che esce oggi è un primo passo concreto per sostenere e promuovere questo modello imprenditoriale innovativo – nato nella nostra Regione - che tiene insieme e coniuga fare impresa, territorio e comunità”. Un modello di innovazione sociale recente, anche se le prime esperienze si sviluppano negli anni Ottanta e Novanta, in particolare nelle province di Reggio Emilia e Parma. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2021 in Emilia-Romagna si contavano 33 Cooperative di comunità associate: 26 in area interna/rurale, 5 in area urbana e 2 in Comuni di cintura. Varie le attività svolte, dalla promozione turistica alle attività agricole, sociali, culturali e altre ancora. Il contributo della Regione è indirizzato a sostenere spese per investimenti, tra cui il miglioramento della funzionalità di locali già in uso o nei quali il beneficiario si impegna a svolgere le attività, l’acquisto di attrezzature e arredi nuovi, il rinnovo e ampliamento di impianti, l’acquisto di autoveicoli utili per l’attività o, ancora, consulenze qualificate di sostegno all’innovazione, come ad esempio l’attivazione di comunità energetiche, o il consolidamento del progetto imprenditoriale di comunità. Su tali spese, sostenute nel periodo 22 agosto 2022-30 novembre 2023, la Regione riconoscerà un contributo fino al 70% e per un importo massimo di 10mila euro.
Una veglia missionaria suggestiva, partita attorno al fuoco di un braciere, quella della Comunità Pastorale 8 di Piacenza. Un folto numero di fedeli, con tante famiglie, ha partecipato, la sera del 20 ottobre, nel piazzale a fianco della chiesa di Santa Franca, al momento di accoglienza attorno al fuoco.
La famiglia: piccolo regno fondato sull’amore
È stato dedicato alla famiglia il momento di preghiera che ha coinvolto le parrocchie di Borghetto, Corpus Domini, Le Mose, Mortizza, Mucinasso, Roncaglia, San Lazzaro e Santa Franca, presenti con i loro presbiteri. Dopo il momento di ritrovo intorno al braciere, che con le sue fiamme ha regalato ardore e vivacità, i presenti si sono recati nella chiesa di Santa Franca accolti dal vescovo, mons. Adriano Cevolotto e dal parroco don Maurizio Noberini. “La famiglia cristiana è un piccolo regno fondato sull’amore, cresciuto per l’amore e governato dall’amore…”: sono le parole del Santo Vescovo Giovanni Battista Scalabrini che hanno caratterizzato la Veglia introdotta da don Maurizio che ha sottolineato l’importanza della famiglia, piccola Chiesa dove si trasmette la fede.
Restate in città
Dopo il Vangelo, letto dal moderatore della Comunità Pastorale 8, don Pier Giovanni Cacchioli, il Vescovo ha commentato il brano di Luca 24, 44-49, soffermandosi sulla frase, rivolta ai discepoli: “Restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”. “La città - ha aggiunto - è il luogo in cui riceviamo la forza dello Spirito Santo. Gesù non dice di andare in luogo appartato, separato. Quindi la potenza dall’alto ci raggiunge nella vita ordinaria, nelle relazioni quotidiane, nella famiglia, luogo dell’amore. Un amore che, nella comunità domestica, si svela in tutte le sue dimensioni: sponsale, materno, paterno, filiale e fraterno. Nella famiglia si vive l’amore con la A maiuscola!”.
Le testimonianze di due famiglie
Al centro della chiesa, una tavola imbandita ha accolto le testimonianze di due famiglie. Michele e Francesca con i loro figli più piccoli: Serena e Raffaele, hanno raccontato della loro esperienza nata nella parrocchia di Santa Franca. “Cerchiamo - hanno affermato - di vivere insieme la preghiera ogni giorno”. Michele e Francesca sono promotori del foglietto, distribuito ogni domenica in chiesa, per suggerire ad ogni famiglia un momento di preghiera. Anche il piccolo Raffaele ha voluto dare la sua testimonianza: “Alla sera però certe volte mi «sconcentro» - ha detto suscitando un sorriso tra i presenti - e non riesco a pregare bene…”. Michele e Francesca infine hanno sottolineato l’importanza della parola di Dio, proposta a tutte le famiglie come riflessione: un piccolo seme che darà il suo frutto.
Un viaggio in Uganda ha cambiato la vita di Elio e Chiara, originari di Milano, che hanno adottato Louis e Maria, due bimbi africani. La Provvidenza li ha fatti incontrare con Africa Mission e dopo tre anni difficili, vissuti tra l’Africa e l’Italia, con di mezzo il covid, sono riusciti a coronare il loro sogno di adozione. “Ci siamo affidati a Dio - hanno evidenziato - ed abbiamo sperimentato il suo amore e il suo sostegno”.
La veglia arricchita dai canti del coro della parrocchia, che hanno coinvolto tutti i presenti, ha regalato forti emozioni ed ha ben delineato il pensiero di papa Francesco: “Noi siamo chiamati ad essere, prima di tutto, i missionari della nostra casa, della nostra famiglia, della nostra comunità, dei nostri amici”.
Riccardo Tonna
Nella foto, un momento della Veglia missionaria in Santa Franca.
Emilia-Romagna pronta a partire da lunedì 24 ottobre con la campagna di vaccinazione antinfluenzale: a fissare la data di avvio, le indicazioni organizzative per la somministrazione del vaccino e la sorveglianza dell’influenza, la nota che è stata inviata alle Aziende sanitarie dalla Direzione generale dell’assessorato alle Politiche per la salute, sulla base delle disposizioni del ministero della Salute. A disposizione ci sono già 1.150.000 dosi di vaccino, che potranno aumentare fino a 1.380.000 ed essere somministrate in qualsiasi momento della stagione influenzale anche se la persona si presenterà in ritardo, cioè oltre il 31 dicembre 2022. Confermata la possibilità di co-somministrazione del vaccino antinfluenzale con quello antipneumococcico o quello antiCovid-19. Poiché anche per questa stagione è attesa una co-circolazione di virus influenzali e Covid, la campagna punta a rafforzare ulteriormente l’offerta e innalzare la copertura per le persone ad alto rischio, di tutte le età, per condizione patologica, fisiologica (gravidanza) o esposizione lavorativa, con un duplice obiettivo: ridurre le complicanze legate all’influenza e, di conseguenza, gli accessi ai Pronto soccorso, evitando co-infezioni con il Covid. In particolare, si punta a raggiungere il 75% di copertura vaccinale nei cittadini dai 65 anni in su (fascia d’età per cui l’Emilia-Romagna è già al primo posto tra le grandi regioni italiane come percentuale di copertura), e comunque a confermarne il trend in aumento e le buone coperture vaccinali del personale sanitario.
DESTINATARI DELLA VACCINAZIONE GRATUITA
La vaccinazione antinfluenzale viene offerta gratuitamente alle persone di età uguale o superiore a 60 anni con particolare riguardo a operatori e residenti di strutture assistenziali, con o senza patologie croniche; donne in gravidanza, indipendentemente all’età gestazionale o in post partum; medici e personale sanitario di assistenza nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali; soggetti di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; persone rientranti nella fascia d’età 6 mesi-59anni con patologie croniche che espongono ad elevato rischio di complicanze o di ricoveri correlati all'influenza (compresi i conviventi); addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo (forze dell'ordine e protezione civile, compresi i Vigili del fuoco, Carabinieri, Militari e la Polizia municipale; personale dei trasporti pubblici, delle poste e delle comunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza e dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono servizi essenziali); personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani; volontari in ambito sociosanitario e donatori di sangue. Su richiesta degli interessati, è prevista la gratuità anche per bambini sani dai 6 mesi ai 6 anni. Viene in particolar modo raccomandato alle Ausl il coinvolgimento delle strutture residenziali e semiresidenziali per anziani, disabili e persone vulnerabili per garantire la vaccinazione agli operatori e agli ospiti.
VACCINAZIONE A PAGAMENTO
Il vaccino potrà essere somministrato presso i servizi vaccinali regionali a pagamento su richiesta degli interessati a soggetti sani che rientrano nelle fasce d’età 7 anni - 59 anni, ma solo a condizione che venga prioritariamente garantita la vaccinazione delle categorie per le quali il ministero prevede l’offerta attiva gratuita. In questi casi, trattandosi di prestazioni facoltative e non incluse nei Livelli essenziali di assistenza, si applica il pagamento di 22 euro a dose (comprensivo del costo del vaccino sostenuto dal servizio sanitario regionale). I cittadini tra i 18-59 anni sani potranno essere vaccinati anche presso le farmacie convenzionate aderenti e la prestazione sarà a pagamento, secondo quanto previsto dall’accordo nazionale.
DOVE VACCINARSI
A somministrare il vaccino saranno i medici di medicina generale aderenti alla campagna 2022-2023, i servizi di Igiene e sanità Pubblica, i servizi di Pediatria di Comunità; le farmacie convenzionate aderenti al progetto vaccinazioni antinfluenzali, che continueranno anche a vaccinare contro il Covid-19; mentre è ancora in corso la discussione sull’apposito tavolo di trattative per il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta. È ribadita la centralità dei professionisti nell’informare e promuovere negli assistiti e nei cittadini una migliore adesione alla vaccinazione. Viene inoltre raccomandato il coinvolgimento dei medici specialisti, in particolare i ginecologi e i professionisti sanitari, ad esempio le ostetriche, che possono proporre l’opportunità di vaccinarsi ai propri pazienti, alle donne in gravidanza o alle puerpere in fase di dimissione, se non ancora vaccinate. Per quanto riguarda la vaccinazione da parte dei medici convenzionati aderenti, le Aziende sanitarie, per facilitare la somministrazione del vaccino, potranno valutare l’eventuale messa a disposizione di locali aziendali dove i suddetti medici possano partecipare alla campagna vaccinale, nel caso risultino reali difficoltà logistiche a garantire l’attività vaccinale presso i propri studi. Rispetto alle vaccinazioni in farmacia, sulla base dell’accordo Regione/Associazioni di categoria delle farmacie convenzionate, che da tempo hanno offerto supporto nell’attività di somministrazione dei vaccini anti Covid-19 nella popolazione maggiorenne e di vaccini antinfluenzali nella popolazione non avente diritto alla prestazione gratuita, potranno ricevere il vaccino antinfluenzale direttamente in farmacia: i cittadini maggiorenni che abbiano già ricevuto analoghe tipologie di vaccini e che, a seguito della compilazione del modulo di triage pre-vaccinale, siano risultati idonei alla vaccinazione in farmacia (l’elenco delle farmacie aderenti, pubblicato sul sito, è in costante aggiornamento).
VACCINAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO
Nella circolare dell’assessorato regionale alle Ausl si ribadisce come la vaccinazione antinfluenzale dei medici e di tutto il personale sanitario sia un’azione di assoluta rilevanza strategica per ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione nelle comunità e garantire la sostenibilità del servizio sanitario regionale durante l’epidemia influenzale. Pertanto si considera opportuno consolidare quanto già sperimentato positivamente negli anni scorsi: coinvolgere attivamente i medici competenti; invitare in maniera capillare tutti gli operatori, fornendo informazioni sulla malattia e sul vaccino, sottolineando la particolare utilità di una protezione immunitaria in relazione al rischio di infezione durante l’assistenza, nonché il valore etico della stessa; coinvolgere attivamente gli operatori dei reparti che ricoverano persone ad alto rischio di complicanze per influenza; facilitare la vaccinazione mediante l’esecuzione presso i reparti ospedalieri o presso ambulatori con orari che favoriscano gli accessi; ricercare nuove modalità di intervento per ottenere l’adesione del maggior numero possibile di operatori sanitari anche con specifici eventi formativi/informativi.
VACCINAZIONE ANTIPNEUMOCOCCICA
Non solo il vaccino antinfluenzale. La vaccinazione antipneumococcica viene offerta attivamente e gratuitamente in età pediatrica (nel corso del primo anno di vita), alle persone di qualunque età con patologie croniche che rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie invasive da pneumococco e, dal 2017, alle persone che compiono 65 anni nell’anno in corso. Anche in questo caso i vaccini verranno consegnati dalle Aziende Usl ai medici di medicina generale, che potranno effettuare le somministrazioni durante tutto l’anno. È possibile la co-somministrazione del vaccino antinfluenzale con i vaccini contro lo pneumococco e con altre vaccinazioni, comprese quelle antiCovid-19.
Priorità alle necessità sociali: aiutare le famiglie in crescente difficoltà economica e le imprese, senza però dimenticare le iniziative di educazione e ricerca e le attività culturali e artistiche. Queste, in sintesi, le linee programmatiche della Fondazione di Piacenza e Vigevano per il 2023. “Nonostante la situazione drammatica – annuncia il presidente Roberto Reggi – la Fondazione riuscirà a garantire un volume di risorse importanti anche il prossimo anno”. Quattro milioni e mezzo. Questa la cifra che la Fondazione, colpita anch’essa dalla crisi dei mercati azionari e dall’impennata dei costi dell’energia – solo per il Palazzo Xnl, spiega Reggi, in un anno la bolletta della luce è passata da 20mila a 80mila euro – è riuscita a stanziare nel piano annuale 2023 per le erogazioni. “Abbiamo rischiato di avere a disposizione solo un milione di euro da destinare alle erogazioni – prosegue – dunque ci siamo attivati per risolvere dei contenziosi che duravano da più di dieci anni; coi rimborsi assicurativi che ne sono derivati siamo riusciti a incrementare la cifra da stanziare. La Fondazione ha, per i casi estremi, un ‘Fondo erogazioni future’ di 15 milioni di euro, che abbiamo non solo preservato ma anche incrementato di mezzo milione. Il progetto “Insieme Piacenza” – analizza ancora Reggi –, che già vede con la Fondazione la presenza di Diocesi, Credit Agricole e Comune capoluogo, e ora anche l’ingresso di Camera di Commercio e Banca di Piacenza, ha destinato 90mila euro all’aiuto bollette, cifra che andrà sicuramente rivista al rialzo”.
I numeri dei finanziamenti
La cifra complessiva messa in campo dalla Fondazione per il 2023 ammonta a otto milioni di euro, di cui 4 e mezzo destinati alle erogazioni (che diventano 6 se si aggiungono i finanziamenti di Crédit Agricole e Banca di Piacenza), 3 milioni e mezzo per la preservazione del patrimonio e 500mila euro per incrementare il Fondo erogazioni future. Per l’anno corrente, il 2022, alle erogazioni la Fondazione era riuscita a destinare 6 milioni di euro. Sulla valorizzazione del patrimonio territoriale Reggi annuncia che per il 2023 sarà attivato un fondo non più finalizzato alle strutture ma ai contenuti: 500mila euro saranno destinati a progetti per anziani, disabili e giovani.
Il Vescovo “Risposte strutturali alle emergenze”
Nel corso della presentazione – tenutosi giovedì 20 ottobre al Palazzo Xnl – sono intervenuti anche i rappresentanti dei maggiori progetti che la Fondazione ha finanziato nel 2022. A prendere la parola, per primo, è stato il vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto, che ha ricordato come la Fondazione abbia contribuito alle iniziative per il 900esimo anniversario della Cattedrale, sotto forma di sostegno all’attività di ricerca scientifica, di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale, di attenzione alla formazione dei giovani, sostegno agli artisti e turismo sostenibile. “Il successo di questo anniversario – afferma il Vescovo – non è da ricercare solo nei risultati, ma piuttosto nell’aver creato una rete fra i soggetti che hanno collaborato, tra cui anche scuole e parrocchie. Se si crea interesse le persone e le associazioni aderiscono volentieri. È capitato anche col progetto ‘Insieme Piacenza’, che ha visto diversi soggetti convergere verso lo stesso obiettivo comune, l’aiuto alle persone in difficoltà”. Ma oltre all’aiuto immediato, fondamentale, mons. Cevolotto è convinto della necessità di progettare a lungo termine. “I numeri non vanno guardati in modo rassegnato – aggiunge – bensì in maniera creativa e solidale. Coltivare la cultura della sostenibilità, investire nelle comunità energetiche al fine di dare risposte strutturali alle emergenze”.
Baliani “L’arte è tentare di rendere il mondo meno terribile di quello che è”
La Fondazione di Piacenza e Vigevano ha finanziato progetti di riqualificazione e valorizzazione anche nei comuni della provincia. “Il contributo di 60mila euro che la Fondazione ci ha concesso l’anno scorso – spiega Luca Quintavalla, sindaco di Castelvetro Piacentino, primo comune ad aderire a ‘Insieme Piacenza’ – è stato fondamentale per realizzare progetti urgenti nel nostro comune. I lavori all’edificio ex farmacia, di fronte al Municipio, hanno avuto una valenza sia sociale che di rigenerazione urbana”. Il vescovo di Vigevano mons. Maurizio Gervasoni ha ricordato i finanziamenti che la Fondazione ha erogato nel 2022 alla città lombarda: lavori alla facciata della Cattedrale, all’archivio e alla biblioteca diocesana, restauro del quarto arazzo sforzesco, attuazione di un progetto per disabili, in collaborazione con alcune cooperative, per la produzione e la vendita in un centro commerciale di dolci, una rassegna letteraria e un progetto che riguarda gli anziani. Marco Baliani, regista teatrale e maestro nell’edizione 2021/2022 di “Fare Teatro - Bottega Xnl” ha elogiato le qualità del progetto, nato dall’idea di Paola Pedrazzini e sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. “Cominciare una cosa simile a Piacenza non era semplice – spiega – eppure abbiamo avuto più di 700 domande. Il teatro è il luogo dove si può pensare il pensiero dell’altro. Il percorso, per me, è più importante del risultato: nel mio teatro gli attori devono essere anche autori. Oggi vedo una gioventù sempre più ‘facile’, legata a momenti leggeri, non si riesce a catturare ciò che è profondo. Quello che si trasmette non è soltanto una tecnica, ma è la dimensione del trasmettere, trasferire, tradire la tradizione, cioè modificarla per farla diventare ancora più forte, ma senza perderla. L’arte è tentare di rendere il mondo meno terribile di quello che è”.
Francesco Petronzio
Nella foto da sinsitra: il vescovo di Piacenza-Bobbio mons. Adriano Cevolotto, il sindaco di Castelvetro Luca Quintavalla, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, il regista Marco Baliani, il vescovo di Vigevano mons. Maurizio Gervasoni.
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