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Notizie Varie

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Lilt Piacenza, il 28 e il 29 marzo banchetti in Piazza Cavalli

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Nel 2025 in Italia si sono registrate circa 390 mila nuove diagnosi di tumore, un dato che sottolinea l'importanza di promuovere una cultura della prevenzione e di adottare corretti stili di vita. Questa è la mission principale di Lilt Piacenza che, come ogni anno, promuove la settimana nazionale oncologica prevista dal 21 al 29 marzo. In questo contesto, l'associazione organizza una serie di iniziative per sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. In particolare, in città saranno allestite delle postazioni informative dove i volontari Lilt saranno a disposizione per distribuire materiale informativo sulle iniziative dell'associazione e promuovere la cultura della prevenzione.
Dopo l’apertura di sabato 21 marzo, i banchetti saranno presenti ancora sabato 28 tutto il giorno e domenica 29 marzo la mattina, in Piazza Cavalli davanti al negozio Max Mara.
I cittadini potranno così ricevere informazioni preziose e consigli utili per la propria salute, e avranno la possibilità di unirsi alla comunità di Lilt Piacenza nella lotta contro il cancro.

Pubblicato il 27 marzo 2026

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A Pasqua sboccia la primavera in Emilia

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La primavera trasforma l'Emilia in un palcoscenico straordinario. Tra le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, il territorio di Visit Emilia — la Terra dello Slow Mix tra natura, cultura e enogastronomia: Visit Emilia | Vivi la Primavera in Emilia — si anima di esperienze speciali pensate per chi vuole vivere le festività pasquali, tra castelli leggendari, cibo d’autore ed esplorazioni naturalistiche. Ecco una selezione di proposte per grandi e piccoli, da vivere tra Pasqua e Pasquetta 2026

Nei castelli, tra avventura, misteri e falchi in volo
I bellissimi Castelli dell’Emilia, a Pasqua diventano teatro di avventure indimenticabili. Al Castello di Contignaco, nei dintorni di Salsomaggiore Terme (PR), nei weekend dal 28 marzo al 6 aprile si moltiplicano le proposte. Per le famiglie con bambini dai 4 ai 14 anni, la Caccia al Tesoro Pasquale (ore 10.45 e 15.00) guida i piccoli esploratori tra favole rinascimentali, mostri danteschi e uova di Pasqua nascoste nel bosco, con mappe e taccuino del viaggiatore alla mano. Per gli adulti, l'Escape Castle "La Magia e gli Enigmi del Castello" (ore 11.15, 15.30, 17.30) propone una visita guidata seguita da un gioco crittografico medievale con codici cifrati, enigmi danteschi e un cryptex da aprire, disponibile anche in versione serale a lume di candela (alle ore 21:00 solo il sabato 28, sabato 4 e domenica 5). Al termine del gioco, chi lo desidera potrà fare una visita guidata completa del Castello e partecipare ad una degustazione guidata di vini, magari abbinati ai salumi e al Parmigiano Reggiano prodotto dall’azienda agricola del Castello.
Al Castello di Gropparello (PC), uno dei più antichi d'Italia, risalente al IX-XII secolo, dal 3 al 6 aprile si può partecipare ad una visita naturalistica agli ambienti botanici e geologici lungo gli antichi camminamenti, immergersi nelle storie e nelle meraviglie del maniero partecipando ad una visita guidata e pranzare alla Taverna Medievale con un menu di tre portate. Per i più piccoli, il Parco delle Fiabe trasporta i bambini in un'avventura tematizzata sull'uovo di drago rubato dalla strega del bosco, da recuperare con l'aiuto dei cavalieri del Castello.
Il 6 aprile, nella splendida cornice del giardino del Castello di Sala Baganza (PR), che ospita il Museo del Vino, ci si diverte tra uova colorate, giochi e indovinelli con una caccia al tesoro a squadre. Sempre il lunedì di Pasquetta, il Castello di Tabiano a Salsomaggiore Terme (PR) ospita spettacolari voli di aquile e gufi con due show di falconeria alle ore 11:00 e 17:00, alternati a visite guidate tra affreschi, cantine a volta, terrazze panoramiche e l'antica biblioteca.

Esperienze enogastronomiche: vino, formaggi e picnic tra i filari
L’Emilia, si sa, è la terra dell’enogastronomia, dove nascono tra i più importanti prodotti tipici, riconosciuti in tutto il mondo, come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia, vini d’autore e tante prelibatezze. Alla Cantina Visconti Vigoleno di Vigolzone (PC) dal 3 al 6 aprile si celebra la Pasqua e Pasquetta in Cantina con quattro giorni tra assaggi, passeggiate tra vigne e ulivi, visite alle botti e piatti rurali dei colli emiliani.
Il 4 aprile, nelle colline intorno al romantico Castello di Torrechiara a Langhirano (PR) torna il Wine Trek: circa 8 km di cammino (dislivello 300 m, difficoltà medio-facile) accompagnati dalle guide GAE di Camminalibera, con visita alla Cantina La Bandina e picnic tra i filari a base di formaggi locali, Prosciutto di Parma, pane artigianale e tre vini in abbinamento.
A Reggio Emilia, il 4 aprile (e il 1° maggio) è in programma un Trekking con visita al Caseificio: 12 km con 500 metri di dislivello, con degustazione di Parmigiano Reggiano inclusa.
Per assaporare un pranzo speciale sulle rive del Grande Fiume, la destinazione è La Finestra sul Po a Monticelli d’Ongina (PC). Per fare un percorso enogastronomico tra tradizione e alta cucina, bisogna andare al Ristorante Prater a Sant’Ilario d’Enza (RE): il menu spazia dalla torta pasqualina al culatello, dai cappelletti in brodo ad una scenografica bomba di riso al Parmigiano Reggiano.

Città d’arte, storia e musei insoliti da scoprire
A Bardi (PR) il country-chic B&B Il Pozzo e la Macina ospita un ciclo di Domeniche d'Arte da non perdere. Il 22 marzo, a partire dalle 15.30, la storica dell'arte Chiara Palumbo guida un percorso simbolico sull'uovo dall'antichità all'arte contemporanea, con workshop di decorazione pasquale a cura di Lorena Terenghi. Il 12 aprile (17.30-19.30) è invece la volta di "Calici e Capolavori", una serata sul vino nell'arte accompagnata da degustazioni guidate con il sommelier AIS Stefano Costa.
A Reggio Emilia, il tour "Chiostri e Conventi — Reggio mistica e monastica" svela i luoghi sacri nascosti della città — dai Chiostri di San Pietro e San Domenico alla storia dei Cavalieri Templari — ogni domenica dalle 10.30 alle 12.30.
Il Museo Guatelli di Collecchio (PR) il 12 aprile organizza dalle 15:30 un pomeriggio dedicato ai più piccoli con le letture ad alta voce di Passastorie, racconti negli spazi e tra i circa 60mila oggetti della collezione.

Emozioni nella natura, tra trekking, parchi avventura e asini
Gli amanti dell'aria aperta hanno solo l'imbarazzo della scelta. Il 29 marzo, tra i sentieri di Costamezzana (PR), l'escursione "Non chiamatele erbacce!" propone 10 km tra le colline primaverili alla scoperta delle erbe spontanee insieme a una guida erborista.
Il 4 aprile riapre ufficialmente Cerwood, il parco avventura più grande d'Italia, immerso in una faggeta secolare a Cervarezza Terme (RE): 25 percorsi acrobatici tra gli alberi, piste Tubby, minigolf e tiro con l'arco, dalle 10.00 alle 19.00 ogni weekend e giorno festivo. Il 2 e 3 aprile, ad Asinopoli di Sala Baganza (PR), si può trascorrere un pomeriggio diverso con gli asini. Tante le attività, tra approccio guidato agli animali, laboratori di lettura emozionale e un workshop sulla spesa consapevole in campagna. Dalle 14.30 alle 18.00.
Il Museo Guatelli organizza il 26 aprile un trekking “Verso i luoghi della Sacca”, un percorso lungo il fiume seguendo i racconti dei testimoni e gli scritti di Ettore Guatelli, dalla sede del Parco di Giarola al Museo, sulla scia dei ricordi, delle pratiche tradizionali, delle attività che da sempre legano la vita degli uomini al fiume.

Pacchetti e tour per esplorare l'Emilia a Pasqua
All’Hotel Elite di Salsomaggiore Terme (PR) si celebra la Pasqua in famiglia dal 3 al 7 aprile, con un soggiorno in pensione completa, comprensivo di pranzi di gala di Pasqua e Pasquetta, sconti all’outlet Fidenza Village e convenzioni con il Labirinto della Masone e il T-Spatium di Tabiano.
Per chi vuole esplorare il territorio, il tour operator Itinere propone due pacchetti di 3 giorni pensati per scoprire l'Emilia autentica, dagli Appennini al Grande Fiume.

Il tour "Le Cooperative di Comunità del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano" porta i viaggiatori nel cuore dell'Appennino Reggiano, tra borghi, sentieri e incontri con le realtà locali che custodiscono tradizioni. Si parte da Cerreto Alpi tra mulini ad acqua e metati per le castagne; si prosegue a Rigoso e poi a Succiso, ospiti di un agriturismo. Il terzo giorno è a Ligonchio, con un'escursione guidata alla Big Bench e alla cornice panoramica, con pranzo in rifugio incluso. Il pacchetto comprende due pernottamenti in mezza pensione, i trasferimenti in pullman e tutti gli incontri con le cooperative.

Il tour "Dalle Punte al Po" è invece un viaggio tra gli estremi geografici dell'Emilia: si comincia in quota, con un'escursione in e-bike alla Pietra di Bismantova a Castelnovo ne' Monti (RE), la formazione rocciosa che ispirò anche Dante; si scende poi a Reggio Emilia per una visita al Caseificio del Consorzio delle Vacche Rosse con degustazione di tre stagionature di Parmigiano Reggiano DOP e un pomeriggio di trekking tra la Via Matildica e il Sentiero Spallanzani. Il terzo giorno, a Boretto, ci si imbarca sul Po per un'escursione in barca con sbarco su spiaggia selvaggia e aperitivo con i piedi nella sabbia.

Pubblicato il 27 marzo 2026

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Il fotografo Mauro Del Papa compie settant’anni

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“Non pensavo così tante persone mi facessero gli auguri, mi ha fatto molto piacere”. Mauro Del Papa, fotografo piacentino, collaboratore di “Libertà” e anche del nostro settimanale “Il Nuovo Giornale”, titolare dell’omonimo studio di via Campo Sportivo Vecchio, compie settant’anni. Nel weekend celebrerà con amici, parenti e colleghi il traguardo di vita. “Ringrazio per l’affetto ricevuto, anche se vivo il compleanno con un po’ di amarezza perché il tempo scorre veloce e ne rimane sempre meno. Inoltre mi mancano molto i miei genitori, soffro la loro assenza. Ho portato avanti lo studio fotografico in nome loro, come se mi vedessero dall’alto, per proseguire la tradizione di famiglia”.
Di recente, nel 2024, lo studio fotografico “Del Papa” ha tagliato un traguardo importante, ottenendo dal Comune il riconoscimento di “bottega storica”, grazie all’impegno di Bruno e Mauro Del Papa. “Papà - ci aveva spiegato Mauro per l’occasione - già nel ’33 vinse un concorso fotografico. Era occupato alla Pertite come chimico, scattava foto anche nel luogo di lavoro”. Al termine della guerra, nel ’48, apre un suo negozio, al civico 227 di via Roma. “Di quei tempi mi diceva: alla fine della giornata dovevamo decidere se mangiare o andare al cinema”. Negli anni ‘60

Bruno Del Papa fotografava matrimoni, battesimi, comunioni, cresime, funerali dei piacentini. Poi anche al Teatro Municipale, in seguito ottenne incarichi per immagini industriali dalle aziende piacentine. Mauro nasce nel 1956. Nel ’60 il negozio trasloca su Corso Vittorio Emanuele, fino al ’72. Da quel momento rimarrà sempre in via Campo Sportivo Vecchio, dove è ancora oggi. “Gli anni ’60 furono il periodo d’oro perché nacquero molti bambini, si lavorava molto, ma c’erano anche inaugurazioni per enti pubblici e ditte”, ricorda Mauro.

Mauro inizia a dare una mano al padre da quando “riesce ad arrivare almeno al tavolo”. “Facevo il portaborse, gli portavo luci, cavalletti, borse di rullini. E ho iniziato a pasticciare un po’ con le macchine”. Dopo il militare inizia con “Il Nuovo Giornale”, mentre il padre collabora con “Libertà”. Fu don Gianfranco Ciatti ad affidargli il primo incarico: una visita al teatro President di Flaminio Piccoli, esponente della Dc. “Se non ricordo male parlò dei caduti di guerra in Russia da riportare a casa”. In seguito collabora anche con “La Cronaca” e poi passa a “Libertà”. “Lavorare con i media è una tradizione di famiglia, è bello perché rimani in mezzo alla gente, ai fatti, alla città. Ma la mia vera natura è lo studio”.

Per “Il Nuovo Giornale” Mauro ricorda con emozione la visita di Giovanni Paolo II a Piacenza nel 1988. “Lo vidi a Roma con don Ciatti, ma che bello fu averlo nella nostra città. Era una figura incredibile, come il cardinale Agostino Casaroli”. Del Papa non pensa che il digitale abbia danneggiato “tout court” il settore. “Nelle foto semplici giustamente le persone si arrangiano da sole o chiamano un conoscente. Idem il fotogiornalismo. Ma le foto professionali richiedono ancora oggi competenza. I cataloghi, le immagini industriali, necessitano di attrezzature, luci ed esperienza. Il cliente si attende un certo risultato, servono professionisti. È un mondo che il grande pubblico non vede. Il fotogiornalismo e gli scatti familiari sono lontani dalla fotografia di studio. Per tre foto di un catalogo di un orologio o di un pezzo meccanico posso perdere un’intera mattinata”.

Al riconoscimento di bottega storica Mauro ci tiene, così come il padre, scomparso nel 1987, teneva con orgoglio al negozio. “Proseguire l’attività è stata una missione di vita. Tanto che quando un giornale pubblica una mia foto, preferirei la dicitura «Foto Del Papa», senza il mio nome di battesimo, perché sembra ancora che ci sia lui, a proseguire insieme il «brand» di famiglia. Fino ad adesso ce l’ho fatta a tenere la fiammella accesa”.

Nella foto, Mauro Del Papa.

Pubblicato il 26 marzo 2026

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Parità di genere, non un «gentile omaggio» ma pilastro di una nuova società ed economia

cisl

Al convegno presso «La Volta del Vescovo» l’analisi del sindacato: «Dalla conciliazione alla condivisione, il talento femminile vale quasi il 10% del PIL: va liberato con la contrattazione e la partecipazione»

Non è stato un semplice seminario di studi ma un vero e proprio «incubatore di idee» per incidere sulle regole del mercato del lavoro locale. Si è svolto, nella cornice della sala meeting de “La Volta del Vescovo”, il convegno “Contrattare la parità di genere: oltre la conciliazione, verso una reale equità”, organizzato dalla CISL Parma Piacenza e dal suo Coordinamento femminile e politiche di genere. Un evento che ha segnato un punto di svolta nel dibattito sindacale territoriale, recependo le linee guida del recente XX Congresso Nazionale CISL e traducendole in azioni concrete per il tessuto produttivo piacentino e parmense. Un evento partecipato, con una sala gremita da oltre cento persone.

Il peso del gap: numeri che interrogano il territorio

I lavori, aperti da Michele Vaghini, Segretario generale CISL Parma Piacenza, con l'intervento di Liliana Tessaroli (Agenzia Regionale per il Lavoro), hanno subito evidenziato come l’occupazione femminile a Piacenza e Parma debba ancora fare i conti con asimmetrie profonde. Dati confermati da Nunzio Fabio Scuto (INPS Parma), che ha illustrato il volto amaro del gender pay gap: retribuzioni più basse che si riflettono, inevitabilmente, in futuri trattamenti previdenziali, penalizzanti per le lavoratrici.
Vaghini, nel suo saluto iniziale, ha tracciato il percorso operativo partendo dal miglioramento del welfare (asili aziendali, flessibilità oraria in ingresso ed uscita, smart working, voucher baby sitting, etc), attraverso la contrattazione aziendale e sociale. Per essere vera, la parità deve essere “partecipata”, con le donne che in misura uguale a ciò che avviene per gli uomini, diventino protagoniste dei processi decisionali aziendali, in pieno spirito con l’articolo 46 della Costituzione. L’uomo non può chiamarsi fuori da questa discussione. Serve una rivoluzione culturale».
«Dobbiamo modificare la prospettiva – ha dichiarato a margine Elisabetta Oppici, componente della Segreteria CISL Parma Piacenza – la parità non è una concessione ma un pilastro dell’economia. I dati sono inequivocabili: escludere il talento femminile costa all'Italia una perdita di ricchezza pari a circa il 9% del PIL. Agire su questo fronte significa far crescere l'intero sistema produttivo dei nostri territori, oltre che cambiare la vita famigliare e personale di ciascuna donna».

Dalla "conciliazione" alla "condivisione"

Il cuore della proposta CISL risiede nel superamento del concetto di "conciliazione", spesso inteso come un problema esclusivamente femminile. Il cambiamento prospettato da Elisabetta Oppici è netto: «Dobbiamo smettere di chiedere alle donne come facciano a gestire tutto. La sfida è riorganizzare il lavoro affinché la cura della famiglia sia una responsabilità di tutti, non un ostacolo alla carriera che grava quasi totalmente sulle spalle delle donne».
In questa direzione, la contrattazione di secondo livello – pilastro della visione riformista della CISL – diventa lo strumento principe. Come sottolineato dalla ricercatrice Chiara Altilio (ADAPT), è nei contratti aziendali che si vince la sfida dell’equità, superando la cultura della «presenza fisica costante», a favore di criteri di promozione basati sui risultati e su una formazione vera dopo i congedi. La relatrice ha presentato diversi casi virtuosi già in essere.

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Un Patto Sociale per il futuro

L'intervento di Livia Ricciardi (CISL Nazionale) sulla Certificazione di Genere, una procedura non priva di criticità, ha mostrato come l'equità sia anche un'opportunità per la competitività delle imprese, tema ripreso nella tavola rotonda con le associazioni datoriali, a cui hanno partecipato  Mariangela Spezia, per Confindustria Piacenza, e Cristiana Crenna per CNA, oltre ad Antonietta Serri (Lega Coop). Una tavola rotonda moderata da due componenti del Coordinamento femminile e politiche di genere della Cisl territoriale, Barbara Troise Rioda e Alessandra Panci.

Le conclusioni di Orietta Ruccolo, Segretaria Regionale CISL Emilia-Romagna, hanno ribadito la necessità di un «Patto di valore» tra aziende e sindacato. Non bastano i "ritagli di tempo": servono infrastrutture sociali di qualità, come asili e servizi efficienti, che garantiscano lavoro dignitoso e permettano una reale distribuzione dei carichi di cura.
La CISL territoriale esce dal convegno con un mandato chiaro: trasformare le statistiche in diritti reali e buste paga più pesanti. La via è quella di un «umanesimo del lavoro» che non lasci mai indietro le donne, abbattendo quegli stereotipi che rendono ancora oggi il loro percorso professionale inutilmente faticoso.

Nelle foto, l'incontro della Cisl alla Volta del Vescovo.

Pubblicato il 27 marzo 2026

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Torna la chirurgia all’ospedale di Fiorenzuola: inaugurate due sale operatorie per il «day surgery»

TAGLIO NASTRO

Dopo tredici anni, torna la chirurgia all’ospedale della Val d’Arda. Due nuove sale operatorie sono state inaugurate nella mattinata di giovedì 26 marzo e serviranno per gli interventi in day surgery: si completa così la rete chirurgica della provincia di Piacenza, che comprende Piacenza per le urgenze e gli interventi ad alta complessità, Castel San Giovanni per la media complessità e week surgery, e appunto Fiorenzuola per le operazioni programmate in giornata. Nel presidio della Val d’Arda i lavori, cominciati a ottobre 2024, hanno permesso di riqualificare oltre 670 metri quadri di spazio, che ospiteranno anche sei posti letto per l’osservazione post-chirurgica e spazi dedicati alla preparazione e al risveglio dei pazienti. L’intervento da 2,3 milioni di euro è stato possibile grazie a 1,9 milioni di fondi statali e 400mila euro di investimenti regionali. Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, la direttrice generale dell’Ausl di Piacenza Paola Bardasi, il sindaco di Fiorenzuola d’Arda Romeo Gandolfi, i consiglieri regionali Luca Quintavalla e Lodovico Albasi, la presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (e della Provincia) Monica Patelli e altri sindaci del territorio piacentino. I nuovi spazi sono stati benedetti dal parroco di Fiorenzuola don Giuseppe Illica.

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Nella foto, il parroco di Fiorenzuola don Giuseppe Illica ha benedetto i nuovi locali.

L’attività è già iniziata, da aprile nuovi servizi

L’inaugurazione all’ospedale di Fiorenzuola, come afferma l’Ausl, è un passaggio importante nel percorso di sviluppo dell’offerta sanitaria provinciale, che consente di aumentare e qualificare l’attività chirurgica, migliorando l’efficienza complessiva del sistema e la risposta ai bisogni dei cittadini. L’attività è già iniziata con le prime sedute di endoscopia, affidate all’équipe di Gastroenterologia, diretta da Giovanni Aragona, attive cinque giorni su sette e con la possibilità di aumentare la complessità delle procedure eseguite. Dalla metà di aprile è prevista l’apertura della seconda sala operatoria, con tre sedute settimanali al mattino dedicate alla Terapia del dolore e alla Ginecologia. Nei mesi successivi, tra maggio e giugno, l’attività sarà progressivamente estesa fino a quattro o cinque sedute settimanali, con il coinvolgimento di ulteriori specialità, a partire dall’Otorinolaringoiatria e, a seguire, Chirurgia vascolare (in particolare flebologia), Urologia e Ortopedia. A regime, la piattaforma potrà arrivare a trattare fino a circa 70 pazienti a settimana. La Terapia del dolore assumerà a Fiorenzuola un ruolo di riferimento, anche in relazione alla presenza della Medicina riabilitativa e dell’Unità spinale. L’ospedale è infatti già oggi un punto di riferimento per la riabilitazione intensiva e per percorsi specialistici dedicati, e lo sviluppo della piattaforma chirurgica si inserisce in modo coerente in questa vocazione. La responsabilità sanitaria del Blocco operatorio di Fiorenzuola è affidata a Ruggero Massimo Corso, direttore di Anestesia e rianimazione, mentre la programmazione delle attività è coordinata dalla Gestione operativa e committenza, diretta da Nicholas Rossetti.

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“Un lavoro condiviso”

Il comparto, situato al terzo piano dell’ospedale, comprende due sale operatorie, un’area di day surgery con sei posti letto, spogliatoi e locali di servizio, ed è organizzato con percorsi distinti per garantire sicurezza ed efficienza lungo tutto il percorso assistenziale. La direttrice generale dell’Ausl, Paola Bardasi, ha parlato di un “investimento atteso da tempo, che amplia in modo concreto la capacità dei servizi chirurgici e rafforza l’offerta a livello distrettuale. La day surgery rappresenta una risposta organizzativa e culturale: significa appropriatezza, riduzione dei tempi di attesa, maggiore sicurezza per il paziente e un utilizzo più efficace delle risorse. Questa piattaforma nasce da un lavoro condiviso tra professionisti, direzione e territorio, e si inserisce in un modello integrato che mette al centro il cittadino e la qualità dei percorsi di cura”.

De Pascale: “Un passo avanti per tutto il territorio”

“Le nuove sale chirurgiche di Fiorenzuola rappresentano un passo avanti per tutto il territorio piacentino: non solo un avanzamento tecnologico, ma il risultato di una visione strategica che mette al centro il diritto alla salute e la dignità della persona”, ha detto il presidente della Regione, Michele de Pascale. “Questa inaugurazione conferma ancora una volta la scelta politica chiara e concreta che si è data questa amministrazione, ovvero investire nella sanità pubblica come pilastro fondamentale di equità, coesione sociale e sviluppo del territorio. In questi mesi l’Emilia-Romagna sta raccogliendo i frutti dei tantissimi investimenti portati avanti grazie ai fondi Pnrr e non solo: strutture strategiche per il territorio, integrate con i servizi esistenti e che rispondono a una domanda precisa degli utenti”. L’assessore regionale Massimo Fabi ha aggiunto che “in un contesto in cui la domanda di assistenza cresce e si evolve a fronte di un sottofinanziamento nazionale ormai cronico, diventa fondamentale mettere in rete competenze, strutture e professionalità. La rete chirurgica di Piacenza, finalmente completa, rappresenta un modello di questa visione della sanità pubblica che stiamo portando avanti. Le piattaforme chirurgiche permettono di ridurre i tempi di attesa, aumentare la precisione delle procedure e assicurare standard sempre più elevati di sicurezza per i pazienti”.

“La Regione ha mantenuto la promessa”

Il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi ha riconosciuto la “promessa mantenuta” della Regione, fatta nel febbraio 2016 da Stefano Bonaccini e portata a compimento in questi giorni. “L’obiettivo raggiunto non è un punto di arrivo ma di partenza – ha detto – per una sanità integrata e partecipata al servizio del cittadino di tutta la provincia di Piacenza. Siamo in una struttura di eccellenza con professionisti di alto livello”. La presidente Monica Patelli ha ricordato il ruolo dei professionisti della sanità. “Dietro agli spazi che inauguriamo ci sono persone che lavorano quotidianamente e prestano servizio h24, consentendoci di essere curati, con punti di sanità pubblica che rispondono alle necessità”. A margine dell’inaugurazione sono intervenuti i consiglieri regionali Luca Quintavalla e Lodovico Albasi (Pd). “La promessa è stata mantenuta – dice Quintavalla – a Fiorenzuola torna la chirurgia con un importante investimento della Regione Emilia-Romagna che consente non solo alla Val d’Arda ma a tutta la provincia di Piacenza di avere un’altra eccellenza sanitaria. Garantire ai cittadini una sanità pubblica di qualità è una delle maggiori priorità della nostra Regione. Allo stesso tempo, le due sale operatorie inaugurate stamattina a Fiorenzuola consentiranno di ridurre il carico di lavoro nelle altre strutture sanitarie del territorio, in particolare all’ospedale di Piacenza, e quindi di migliorare ancora di più i servizi per la collettività”. Per Albasi, l’attivazione delle nuove sale operatorie rappresenta “un risultato importante per il territorio e per l’intera rete sanitaria regionale. Il potenziamento del day surgery consente di migliorare l’efficienza, ridurre i tempi di attesa e garantire risposte più rapide e qualificate ai cittadini. Come membro della commissione Sanità regionale, esprimo apprezzamento per un intervento che va nella direzione di una sanità territoriale pubblica sempre più moderna, accessibile e vicina ai bisogni delle persone. Un ringraziamento va a tutti i professionisti coinvolti per il lavoro svolto”.

Francesco Petronzio

Nelle foto, l'inaugurazione  delle due nuove sale operatorie dell'ospedale di Fiorenzuola.

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Pubblicato il 26 marzo 2026

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