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Notizie Varie

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La prima «banca dei giovani» di Piacenza entra nella rete YouthBank International

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È entrato a far parte della rete YouthBank International il progetto YouthBank Piacenza, finalizzato alla costituzione di una banca” formata da ragazze e ragazzi under 25 anni che avranno a disposizione risorse economiche della Fondazione di Piacenza e Vigevano, per sostenere progetti sociali ideati e gestiti da loro coetanei. L’iniziativa, che è stata presentata nel giugno scorso e ha come obiettivo di coinvolgere i giovani nella cura e nella promozione della comunità, ha una connotazione “glocal”: porta cioè a Piacenza un’esperienza internazionale, elaborata appunto da YouthBank International, declinandola e adattandola al territorio piacentino e ai suoi bisogni specifici.

La primissima esperienza di YouthBank risale alla fine degli anni Novanta a Belfast, nel pieno del conflitto nordirlandese, e fu pensata dal suo ideatore (Vernon Ringland) con lintento di coinvolgere ragazze e ragazzi in un percorso di socializzazione e cura del bene comune. Nasce a seguire la rete YouthBank International, oggi attiva in trentasei paesi del mondo, comprendente oltre trecento iniziative del genere, compresa ora anche quella piacentina. Attualmente per concretizzare il progetto la Fondazione sta selezionando il gruppo di giovani (YouthBanker) che, dopo un percorso di formazione gratuito, avranno a disposizione un fondo di circa 30mila euro per mappare i bisogni del territorio e dei coetanei in ambito sociale, definire una strategia di intervento, elaborare un bando che intercetti i progetti di altri giovani (gli YouthPlanner), scegliere i progetti più meritevoli, decidere quali finanziare e infine monitorarne la realizzazione.

«L'aspetto innovativo – sottolinea il coordinatore Edoardo Favari, consigliere generale della Fondazione - è che il progetto affida alle nuove generazioni risorse reali e autonomia decisionale. Gli YouthBanker piacentini saranno chiamati a lavorare sui problemi segnalati sul nostro territorio, in modo da poter implementare soluzioni pensate e gestite direttamente da loro, senza la mediazione di persone più mature che tenderebbero a vincolarne l’azione secondo il proprio punto di vista. L’obiettivo della YouthBank è infatti contribuire alla formazione di nuovi giovani decision maker nell’ambito della progettazione sociale. Sono arrivate già diverse candidature, ma il bando è ancora aperto, così come l’invito alle ragazze e ai ragazzi a farsi avanti».

Possono diventare “YouthBanker” giovani dai 16 ai 25 anni che per motivi di residenza, studio o lavoro frequentano il territorio di Piacenza e i termini per presentare la propria candidatura sono aperti fino al 22 settembre. La procedura è semplice e si assolve compilando un breve form presente sul sito https://youthbank.lafondazione.com. Una volta raccolte tutte le candidature, i giovani saranno invitati a un colloquio conoscitivo e, una volta costituito, il gruppo prenderà parte a un percorso di formazione residenziale gratuito che si terrà tra settembre e ottobre a Torrazzetta di Borgo Priolo (provincia di Pavia) e fornirà ai ragazzi gli strumenti utili a gestire la YouthBank: elementi di analisi dei bisogni locali, progettazione, project management, comunicazione, raccolta fondi. Dopo la formazione, il gruppo entrerà nel vivo del lavoro che porterà alla stesura di un bando rivolto ai gruppi di YouthPlanner e che, indicativamente, sarà aperto nella primavera del 2024. A quel punto si aprirà per altri giovani piacentini anche l’opportunità di diventare YouthPlanner, vale a dire di elaborare e proporre progetti che agiscano sul territorio e candidarli al Bando promosso da YouthBank. Il progetto dovrà essere presentato tramite un ente ammissibile al contributo secondo le regole della Fondazione di Piacenza e Vigevano (enti o associazioni accreditate). Tale ente sarà tenuto ad accompagnare il gruppo di YouthPlanner durante la progettazione, garantendo ancora una volta la piena autonomia gestionale dei ragazzi.

Il percorso di costituzione della prima YouthBank di Piacenza è affiancato dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, ente che nel 2007 realizzò la prima YouthBank italiana, e che condividerà con il gruppo piacentino il percorso di formazione, promuovendo lo scambio di esperienze fra i giovani di Como e i coetanei di Piacenza.

Per informazioni:

youthbank.lafondazione.com

Referente YouthBank Piacenza

Edoardo Favari, Consigliere generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano

linkedin.com/in/edoardofavari

Pubblicato il 3 agosto 2023

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In Cattolica la Summers school sulla sostenibilità che parla ai 5 continenti

Gruppo totale 2

Africa, America Latina, Asia ed Europa: arrivano da 22 paesi diversi i 46 studenti del percorso AFEPA (Agricultural, Food and Environmental Policy Analysis) di doppia laurea in Politiche agricole alimentari e ambientali che nasce da un consorzio di quattro Università Europee di cui anche l’Università Cattolica è parte con la laurea magistrale in Agricultural and food Economics organizzata da SMEA.
Il percorso conferisce un doppio titolo universitario, quello italiano e quello di una delle università partners (University of Bonn, Germany, the Swedish University of Agricultural Sciences in Uppsala, Sweden, the Université Catholique de Louvain in Louvain-la-neuve, Belgium) e che prevede nel corso del biennio un momento comune, la Summer School di una settimana, che quest’anno si tiene in Italia, a Piacenza.
«Ogni anno la Summer School affronta un contenuto che non è parte del programma del percorso di studi standard: quest’anno insegneremo a simulare, attraverso modelli matematici, l’impatto delle politiche pubbliche nel settore agricolo, alimentare e ambientale e di un loro eventuale cambiamento su un determinato territorio» spiega il professor Paolo Sckokai, direttore del Dipartimento di Economia Agro-alimentare dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «Parola chiave è sostenibilità, da sviluppare e concretizzare nelle sue dimensioni economiche, ambientali e sociali, attraverso una visione olistica dello sviluppo sostenibile dei territori».
Sostenibilità e internazionalizzazione viaggiano sullo stesso binario in questo progetto che vede anche il sostengo del programma Erasmus, e che ambisce a favorire il confronto tra culture e competenze diverse, su tematiche strategiche per il pianeta.
Lo racconta con chiarezza l’entusiasmo di Ekaterina Polkarpova, che è volata da San Pietroburgo in Russia, alla Cattolica, per il suo primo anno di studi e che ha scelto il Belgio per il suo secondo anno: «In questo percorso ho ricevuto stimoli molto interessanti, che hanno arricchito in maniera profonda le mie competenze: ho scelto l’Italia per l’eccellenza della proposta formativa e per il Paese, meraviglioso, unico. Andrò in Belgio per imparare anche il francese. Spero di poter lavorare presto nel settore dell’agrifood che mi appassiona e in cui c’è molto da fare. Il plus di questo viaggio formativo? Le relazioni con le persone, la rete che ho potuto creare. Un’occasione unica».
Viene invece dalla Germania Fabian Grirner, dopo le scuole superiori a Bonn, ha trascorso il primo anno della doppia laurea in Belgio e ha scelto la Cattolica per il suo secondo anno; secondo Fabian, il vero valore aggiunto del programma è la capacità di «parlare di economia e sostenibilità nello stesso corso. Un percorso in cui incontri persone che vengono da tutto il mondo, che portano esperienze completamente diverse. Una chance straordinaria: adesso partirà il mio anno in Italia, e ne sono entusiasta»
Si laureerà in ottobre dopo un percorso dal sapore internazionale vissuto tra Piacenza, dove la piacentina Sara Barbieri ha frequentato la laurea triennale in lingua inglese in Food production management e Cremona, dove ha trascorso il primo anno della doppia laurea magistrale, prima di volare a Bonn per il secondo anno: «Sto scrivendo la tesi sulla psicologia dei consumi nel settore food e ora sono in stage da Mars: ho ricevuto una preparazione robusta e l’anno all’estero ha allargato i miei interessi. Ma il mio cuore mi riporterà in Italia, dove spero di poter dare il mio contributo».

Pubblicato il 3 agosto 2023

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Sono 188 i posti disponibili per il bando di medicina generale

Nuovi medici di famiglia

Via libera dalla Giunta regionale al bando per l’ammissione di 188 candidati al corso triennale 2023-2026 di formazione specifica in medicina generale. Un bando che prevede l’assegnazione di altrettante borse di studio ai vincitori della selezione pubblica, di cui 126 finanziate dalla Regione Emilia-Romagna con 4,74 milioni di euro provenienti dal Fondo sanitario nazionale e le restanti 62 con i fondi - oltre 2,34 milioni di euro - del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Per un investimento totale di 7,08 milioni di euro. “Siamo impegnati a tutto campo- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- per dare una risposta concreta ai temi della carenza dei professionisti sanitari e del ricambio generazionale, un tema che riguarda da vicino anche i medici di medicina generale, che rivestono un ruolo di primaria importanza per il rapporto fiduciario con i pazienti. Il bando, su cui investiamo risorse importanti, va esattamente in questa direzione”.

Per partecipare alla selezione pubblica i candidati devono essere in possesso del diploma di laurea in medicina e chirurgia e dell’abilitazione all’esercizio della professione medica sul territorio nazionale, oltre all’ iscrizione all’albo professionale dei medici chirurghi di un ordine provinciale sulla base delle indicazioni contenute nel bando. L’avvio del corso di formazione specifica in medicina generale 2023-2026 è previsto entro febbraio 2024, ha una durata di 36 mesi effettivi e comporta l’impegno a tempo pieno dei partecipanti, con obbligo di frequenza. Il triennio formativo prevede un totale di almeno 4.800 ore tra attività di natura pratica e teorica da svolgersi in strutture del servizio sanitario nazionale e/o nell’ambito di uno studio di medicina generale individuati dalla Regione. Attualmente le disposizioni normative consentono di riconoscere, a tutti gli effetti, quale attività formativa pratica del corso, l’attività lavorativa svolta (ai sensi dell’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale vigente), durante la frequenza del corso stesso. Il bando è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione n. 207 del 27 luglio 2023 ma per presentare la domanda occorrerà attendere la successiva pubblicazione per estratto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica. La domanda di ammissione al corso dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica.

Pubblicato il 2 agosto 2023

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Strage di Bologna, anche Piacenza presente per onorare il ricordo delle vittime

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La presidente del Consiglio comunale Paola Gazzolo ha rappresentato l'Amministrazione e la comunità piacentina stamani, a Bologna, nel 43° anniversario dell'attentato alla stazione ferroviaria, che causò la morte di 85 persone e 200 feriti. Anche il Gonfalone della nostra città, retto dal commissario maggiore della Polizia Locale Giuseppe Addabbo e dall'agente Nino Carota, ha sfilato tra gli stemmi e i labari che testimoniano il senso di profonda, autentica condivisione che unisce il Paese nel drammatico ricordo “di una strageche si imprime nella memoria collettiva – sottolinea Gazzolo,che ha manifestato la partecipazione di Piacenza anche al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e al sindaco di Bologna Matteo Lepore– come una delle pagine più buie nella storia italiana del Dopoguerra. La ricorrenza odierna è occasione non solo per onorare la memoria di chi perse la vita quel giorno, esprimendo solidarietà e vicinanza a tutti coloro che subirono, di quella tragedia, le gravissime conseguenze, ma anche per ribadire la più dura e ferma condanna nei confronti di ogni atto di terrorismo e violenza”.

Essere qui, oggi – rimarca la presidente dell'assemblea consiliare di Piacenza – significa sostenere il diritto allapienaverità e alla giustiziadi cui l'Associazione dei familiari delle vittime si è fatta costantemente portavoce, con appassionata dignità e tenacia. Come ha ribadito,nella sua dichiarazione diffusa proprio stamani, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al di là dell'accertata matrice neofascista e dei depistaggi portati alla luce dalle indagini giudiziarie, la ricerca della verità completa non si estingue con il trascorrere del tempo. E la presenza così numerosa e sentitamente partecipe di tante istituzionie cittadiniè il simbolo di principi, ideali e valori di democrazia e civiltà che siamo sempre chiamati a proteggere. Anche e soprattutto nel nome di chi oggi non può farlo insieme a noi”.

Pubblicato il 2 agosto 2023

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Con Marzonago salgono a 20 i defibrillatori in alta val Tidone

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E’ stato inaugurato nei giorni scorsi a Marzonago, nei pressi della chiesa parrocchiale, un nuovo defibrillatore semiautomatico, il 20° di cui è dotato il territorio del Comune di Alta Val Tidone.
“La cardio protezione territoriale riveste un ruolo di fondamentale importanza e soprattutto è fondamentale la tempestività dell’intervento in caso di arresto cardiaco – ha ricordato il Sindaco Franco Albertini che ha proceduto all’inaugurazione del nuovo dispositivo insieme al parroco di Marzonago – Per questo l’Amministrazione è impegnata sia nella implementazione della rete dei defibrillatori - oggi 20, ma altri due già in fase di installazione sul nostro territorio - sia nella sensibilizzazione al loro utilizzo con corsi specifici a cui sono invitati a partecipare gli abitanti di Alta Val Tidone”.
L’estensione della rete dei defibrillatori prosegue in collaborazione con Progetto Vita, la dott.ssa Daniela Aschieri presidente dell’associazione “Il cuore a Piacenza” e il 118. In Italia, l’arresto cardiaco colpisce ogni anno circa 73mila cittadini, 1 ogni 8 minuti. Spesso in assenza di una patologia cardiaca nota e quindi in pieno benessere a qualunque età. Se non si interviene entro 5 minuti con un DAE (Defibrillatore semi Automatico Esterno) queste persone muoiono perché l’arresto cardiaco diviene irreversibile.
Grazie all’opera di Progetto Vita, oggi Piacenza è considerata la città più cardioprotetta d’Europa e con la maggiore possibilità di salvarsi da un arresto cardiaco.

“Oggi il territorio del Comune di Alta Val Tidone è dotato di una rete di defibrillatori davvero importante – prosegue Franco Albertini - grazie a donazioni da parte di istituzioni pubbliche, aziende, Cantina Sociale Valtidone, associazioni e, soprattutto, per l’evento calcistico con la nazionale cantanti, promosso dall’azienda Allied: iniziative meritorie, nella prospettiva che le comunità locali siano sempre più realisticamente coinvolte sul tema delle emergenze cardiologiche, in rapporto alle maggiori difficoltà del pronto intervento nelle zone collinari e montane. Quello di Marzonago ha visto il generoso contributo della comunità locale e il prezioso intervento della ditta LTS di Alessandro Tinaburri che è legato sentimentalmente alla frazione”.

Oltre ai 3 a Nibbiano, i 4 a Pecorara e quello a Caminata, i defibrillatori sono oggi presenti nelle maggiori frazioni e località del territorio dell’Alta Val Tidone. Dopo quello di Marzonago sarà installato e inaugurato un nuovo defibrillatore, il 21esimo, a Pecorara Vecchia.

Nella foto, il sindaco Franco Albertini con don Enrico Zazzali.

Pubblicato il 1° agosto 2023

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