Menu
logo new2015 ok logo appStore logo googleStore

Notizie Varie

Notizie Varie

Alla Cattolica un nuovo evento analizza gli aspetti più rilevanti e il futuro della modellistica per la salute delle piante

Phem 1

Un nuovo appuntamento si è tenuto, il 28 e il 29 gennaio nel campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, per studiare gli aspetti più rilevanti e il futuro della modellistica per la salute delle piante, analizzando strumenti e metodi. È questo l’obiettivo del primo PHEM Forum, l’evento organizzato dal Centro di ricerca per la modellistica per la salute delle piante (Plant HEalth Modelling) diretto da Paola Battilani, a capo del Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili (DI.PRO.VE.S.) dell’ateneo.
Lo sviluppo e l’applicazione di modelli utilizza dati meteorologici e relativi alla salute delle piante. La bontà di questi dati è un prerequisito, ben declinato nella prima sessione del Forum, dopo i saluti di Pier Sandro Cocconcelli, preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. La sessione ha riguardato “Sensori e sistemi di trasmissione per l’agrometeorologia e la modellistica del futuro”. Nella relazione tenuta dal Daniele Trinchero, docente di Ingegneria industriale e dell'informazione al Politecnico di Torino, è emerso come le competenze di settori anche molto diversi dall’area agronomica possano essere cruciali per definire gli standard minimi o per fornire supporti innovativi ed efficienti per la raccolta di dati.
In occasione della chiusura dei progetti finanziati in ambito PNRR, durante la seconda sessione “Agritech: contributo a raccolta dati e sviluppo modelli” si è tenuto un confronto tra gli attori che, nell’ambito del centro nazionale Agritech, hanno contribuito allo sviluppo di piattaforme per la gestione dei dati e dei modelli, oltre che allo sviluppo di nuovi modelli. Se ne è parlato anche attraverso la relazione di Federico Spanna, referente di Regione Piemonte per il settore fitosanitario.

La terza sessione, più applicativa, è stata dedicata ai “Modelli per la salute delle piante”. Vittorio Rossi, docente all’Università Cattolica, ha introdotto gli approcci utilizzabili, con diversi esempi pratici riferiti a importanti colture e patogeni.
Durante il Forum, poi, si sono susseguite due tavole rotonde che hanno affrontato temi attuali. Non poteva mancare una discussione su “Il contributo dell'intelligenza artificiale nello sviluppo di modelli per la salute delle piante”, connessa anche al secondo tema: “DSS e salute delle piante: come sviluppare strumenti di nuova generazione”. Nonostante l’inevitabile sottolineatura dei limiti e dell’attenzione che si deve porre nell’impiego dell’intelligenza artificiale, sono stati evidenziati aspetti che aiuteranno a migliorare i modelli e, in particolare, la possibilità di imparare dall’uso che ne fanno settori totalmente diversi da quello agronomico, a sostegno del ruolo cruciale dell’interazione fra saperi.

Durante l’incontro finale sul tema delle “Frontiere nella modellizzazione della salute delle piante: dalla ricerca alla pratica”, Marco Camardo Leggieri, docente di Patologia vegetale all’Università Cattolica, Luca Rossini, post dottorato in Entomologia e modellistica applicata all'Université Libre de Bruxelles e Pier Paolo Roggero, docente di Agronoma e coltivazioni erbacee all’Università degli Studi di Sassari, hanno portato esempi concreti stimolando un dibattito costruttivo con la platea. L’organizzazione di queste due giornate mirava a raggiungere una molteplicità di attori, coinvolti in vario modo sul tema della salute delle piante, dal settore pubblico a quello privato, per stimolare un confronto sulla validità degli strumenti disponibili e sul percorso futuro. I numerosi partecipanti, provenienti da molte regioni italiane, oltre che da vari settori - dalla ricerca alle aziende - suggeriscono che l’obiettivo sia stato raggiunto, e che sia opportuno mantenere questo appuntamento anche in futuro.

Pubblicato il 4 febbraio 2026

Ascolta l'audio

Ecco il Cau della Valtidone: casi urgenti (ma non gravi) e assistenza sanitaria h24

 Gruppo

Assistenza sanitaria 24 ore al giorno per i casi urgenti, ma non gravi. È la novità introdotta dal Centro assistenza e urgenza (Cau) dell’ospedale della Valtidone, a Castel San Giovanni, inaugurato nel tardo pomeriggio di lunedì 2 febbraio alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi. Il nuovo servizio sostituisce il Pronto soccorso del comune della Valtidone, ma non modifica il sistema di emergenza-urgenza: il 118 resta il riferimento per le situazioni gravi. Il Cau di Castello completa la programmazione provinciale condivisa con la Conferenza territoriale sociale e sanitaria, aggiungendosi a quelli di Piacenza, Fiorenzuola e Bobbio, già attivi 7 giorni su 7, 24 ore su 24, e a quello della Casa della Comunità di Podenzano, accessibile dalle 8 alle 20.

Gli intervenuti

All’inaugurazione sono intervenuti la direttrice generale dell’Azienda Usl di Piacenza Paola Bardasi, la sindaca di Castel San Giovanni Valentina Stragliati, la presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria e della Provincia Monica Patelli, i consiglieri regionali Lodovico Albasi e Luca Quintavalla, il direttore del distretto di Ponente Stefano Nani, la responsabile del Cau Cristina Maestri e il presidente del Comitato consultivo misto degli utenti Luigi Tirotta, insieme a diversi sindaci, volontari e rappresentanti degli Ordini professionali.

Come si accede al Cau?

Le persone che si rivolgono al Cau (in via 2 Giugno) vengono visitate e ricevono le prestazioni urgenti necessarie a risolvere, in tutto o in parte, il loro problema (per esempio prescrizioni urgenti, medicazioni e terapie non differibili). Per accedere al servizio è sufficiente presentarsi di persona con la tessera sanitaria. L’accesso può avvenire anche su indicazione del medico di famiglia. All’arrivo in struttura, i cittadini ricevono un numero progressivo tramite totem eliminacode, che definisce in modo chiaro e trasparente la priorità di accesso.

Fabi: “La scelta dei Cau sta dando risultati”

“Non è stato piacevole aumentare i ticket sui farmaci, il bollo auto, l’Irap e l’Irpef – ha detto l’assessore Fabi, riferendosi ai ‘ritocchi’ decisi dalla giunta de Pascale poco dopo essersi insediata – ma l’alternativa era fare tagli orizzontali o non riuscire ad aprire servizi come questo. La nostra è stata una scelta coraggiosa, volta a mantenere questo grande bene comune. L’aumento delle imposte ci consentirà di avere 135 milioni in tre anni per aumentare l’offerta di posti letto nei servizi socioassistenziali e nei centri diurni. La programmazione dei Cau in Emilia-Romagna, e in particolare sul territorio piacentino, sta dando risultati, anche grazie agli operatori della sanità pubblica”.

Bardasi: “Cau di Castello ridurrà gli accessi al pronto soccorso di Piacenza”

La direttrice generale dell’Ausl di Piacenza, Paola Bardasi, si è detta contenta “di aver portato a termine l’ultimo impegno preso in Conferenza territoriale sociale e sanitaria: questo progetto – ha ricordato – completa la rete degli ospedali di comunità. Confidiamo che quest’ulteriore servizio, dedicato ai codici verdi e bianchi, consenta di affaticare di meno l’hub di Piacenza”. Prima del taglio del nastro ha preso la parola anche la responsabile del Cau, Cristina Maestri, e la sindaca Valentina Stragliati. Quest’ultima ha sottolineato come Castel San Giovanni attrae pazienti da un bacino ampio, che si estende anche in Lombardia. “Quando furono presentati i Cau eravamo scettici, ma poi siamo stati rassicurati. Grazie alla Regione, all’Ausl, al personale sanitario e a tutte le associazioni di volontariato”, ha detto. Per Monica Patelli, presidente della Provincia di Piacenza e della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, nonché sindaca della vicina Borgonovo Val Tidone, l’inaugurazione del Cau di Castello “è un momento di soddisfazione per la nostra sanità pubblica”. “Sapere che in caso di bisogno possiamo rivolgerci a una struttura come questa rende più tranquilli noi amministratori e tutta la cittadinanza”.

Francesco Petronzio

Pubblicato il 3 febbraio 2026

Ascolta l'audio

Aperto a Cerignale il dispensario farmaceutico

Dispensario farmaceutico Cerignale

Da mercoledì 4 febbraio è operativo il dispensario farmaceutico a Cerignale. Grazie all’istituzione, a cura delle precedenti amministrazioni comunali, di una sede farmaceutica, che risultava vacante, è stato creato, a seguito di specifico sopralluogo dell’Ausl di Piacenza, un dispensario farmaceutico permanente in un locale ad uso esclusivo di proprietà comunale, collocato al primo piano del municipio di Cerignale (accessibile anche con ascensore). La gestione del dispensario è stata assegnata alla dottoressa Cristina Gazzola, titolare da anni della farmacia di Ottone, la quale ha accolto con entusiasmo e grande disponibilità la proposta avanzatale dal Comune di Cerignale. La dottoressa Gazzola sarà affiancata nella gestione del dispensario dalla dottoressa Elisabetta Biggio, che già collabora nella farmacia di Ottone. Gli orari di apertura del dispensario di Cerignale saranno i seguenti: mercoledì mattina dalle ore 8.30 alle ore 12,30; venerdì mattina dalle 9 alle 11. Il dispensario ha il seguente numero di telefono “dedicato” 3420933591: a questo numero ci si può rivolgere per informazioni e prenotazione di farmaci. Il servizio farmaceutico riveste una particolare importanza per il Comune di Cerignale, la cui popolazione, con età anagrafica avanzata, potrà beneficiare direttamente dell’approvvigionamento di farmaci, ad oggi consentito solo percorrendo chilometri di strada per raggiungere la farmacia più vicina. Il sindaco Fausta Pizzaghi esprime tutta la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto. “Sicuramente - commenta la prima cittadina - renderà un po’ più vivibile un territorio già tanto penalizzato dall’assenza di servizi e questo obiettivo è stato raggiunto grazie alla disponibilità di professionisti, ma prima di tutto persone, che da tempo lavorano nei territori montani e sanno capirne le esigenze e le carenze, rispondendo con dedizione e sensibilità alle domande della popolazione”.

Pubblicato il 3 febbraio 2026

Ascolta l'audio

Piacenza ricorda don Borea. Messa il 7 nella chiesa di Santa Maria del Suffragio

obolomessaborea

Una doppia commmemorazione per ricordare don Giuseppe Borea, il prete morto fucilato durante la Resistenza il 9 febbraio 1945 a soli 35 anni.
Domenica scorsa la messa in suo suffragio è stata celebrata a Obolo dove don Borea fu parroco: una chiesa gremita di fedeli dove don Lodovico Groppi ha presieduta la messa in ricordo di don Borea, accompagnata dal coro di Obolo diretto da Barbara Calderone. 
Presenti il vice sindaco di Gropparello Giuseppe Previdi, i consiglieri Salvatore Scafuto e Marino Rapacioli per i Comuni di Piacenza e Morfasso, Franco Bersani per l’ Unione Nazionale Mutilati per Servizio e Andrea Losi presidente del Museo della Resistenza della provincia di Piacenza.

Il secondo appuntamento è previsto sabato 7 febbraio alle ore 10 nella chiesa di Santa Maria del Suffragio al cimitero di Piacenza dove la celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Giuseppe Basini, vicario generale della diocesi.
Verranno anche ricordati tutti i martiri morti fucilati per la libertà.

Nella foto, il gruppo delle autorità presente alla messa celebrata domenica scorsa nella chiesa di Obolo.

Pubblicato il 3 febbraio 2026

Donazione degli organi, riparte la campagna dell’Aido nei Comuni

cartello 

Nel 2025 si è verificato in tutta Italia - con dati simili nel Piacentino - un aumento delle opposizioni al consenso per la donazione degli organi, al momento in cui in comune si richiede il rinnovo della carta di identità. Questo determina un aumento significativo del tempo di attesa per le 8mila persone che aspettano il trapianto di un organo, tenendo presente che proprio per la carenza di organi disponibili ogni anno circa trecento persone perdono la vita. Consapevoli che molte di queste opposizioni dipendono da una scarsa o cattiva informazione sull'argomento, la sezione Aido provinciale di Piacenza (con il presidente Gianfranco Antonelli) ha organizzato, in collaborazione con l’Amministrazione provinciale, uno specifico incontro con tutti i sindaci piacentini per evidenziare il ruolo delle amministrazioni locali e dei relativi uffici anagrafe per sensibilizzare i cittadini sull'importanza di una scelta consapevole che può ridare la vita a tanti pazienti.

L'incontro, programmato per il prossimo 5 febbraio, alle ore 11, presso la sala consiliare della provincia di via Garibaldi, servirà per consegnare ai sindaci stessi i “roll up” informativi, donati dai Lyons di Castel San Giovanni, e dedicati alla sensibilizzazione al “Sì” al dono in occasione del rinnovo della carta d’identità, da collocare, preferibilmente, nelle adiacenze degli uffici dell’anagrafe. Nell'occasione sarà presentato il cortometraggio "Briciole al cielo" realizzato dal regista Gian Francesco Tiramani con il Cineclub Cattivelli di Piacenza che Aido nazionale ha scelto per la campagna di sensibilizzazione in tutta Italia.

Pubblicato il 3 febbraio 2026

Ascolta l'audio

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente