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Notizie Varie

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Come intervenire a livello psicologico nelle emergenze? Ecco le linee guida

Linee guida in casi demergenza

La pandemia, l’accoglienza di migliaia di profughi ucraini in fuga dalla guerra, le alluvioni e le pesantissime ondate di maltempo degli ultimi tre anni. O ancora l’esplosione alla centrale idroelettrica di Bargi, nel Bolognese, che costò la vita a sette lavoratori, fino alla strage di capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. È dalle drammatiche esperienze maturate sul campo nel recente passato che la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto le nuove linee di indirizzo per l’organizzazione dell’intervento psicologico nei contesti di urgenza ed emergenza. Un provvedimento innovativo, il primo del genere in Italia, che ha coinvolto l’assessorato alla Sanità e le Aziende sanitarie, la Protezione civile e le Associazioni di volontariato esperte in psicologia dell’emergenza, comprese quelle del privato organizzato, e che prevede l’attivazione immediata di team territoriali di Psicologia dell’emergenza in caso di grande criticità, che si tratti di un evento singolo o di maggiore portata. Specialisti nell’assistenza a vittime, familiari e soccorritori che entrano in azione quando l’evento è ancora in corso, spesso già al suo principio, affiancandosi, in modo organizzato, alle attività di messa in sicurezza della popolazione. I dettagli sono stati illustrati in un convegno, in Regione a Bologna, aperto dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e dalla sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. Dietro la necessità di un approccio integrato e sistematico alle catastrofi c’è la consapevolezza della fondamentale importanza del contributo psicologico strutturato in emergenza. Il ruolo degli specialisti diventa così parte integrante della risposta sanitaria e di assistenza messa in campo in caso di crisi e riguarda le vittime colpite dall’evento, gli eventuali sopravvissuti, le famiglie, le comunità interessate e anche gli stessi soccorritori. La dimensione psicologica, insomma, diventa una componente essenziale della sicurezza e dell’attività di protezione civile. Grazie alle numerose esperienze degli ultimi anni, la Regione può contare oggi su un livello organizzativo molto strutturato e su una rete consolidata di professionisti qualificati. Per facilitare tutto questo, è stato istituito a livello regionale, un Board di psicologia nei contesti di emergenza, che avrà il compito, contestualmente all’attivazione della funzione sanità, di favorire il coordinamento dell’intervento psicologico dal livello regionale a quello locale.

Come funziona

In caso di maxiemergenza, vengono attivati immediatamente team territoriali specializzati in Psicologia dell’emergenza: le Epe, équipe psicosociali per l’emergenza. Affiancheranno gli operatori di soccorso e di Protezione civile, garantendo assistenza alle persone colpite e ai soccorritori stessi. Ma il loro lavoro non si esaurirà con la fine dell’evento, bensì continuerà con attività di follow up, una raccolta dati fino al ripristino delle attività ordinarie nella fase post-emergenziale. Nei prossimi mesi è previsto un percorso di coinvolgimento di tutto il territorio regionale per rendere operative le linee di indirizzo: verrà messo in atto un piano di monitoraggio per l’implementazione delle indicazioni e un programma formativo, articolato in moduli e con diversi stakeholders, che prevederà anche esercitazioni congiunte. Un monitoraggio essenziale per garantire l’efficacia del provvedimento, dove giocherà un ruolo centrale il Board regionale che sarà il punto di riferimento stabile delle attività psicologiche in situazione critica. Solo per far fronte agli eventi di maltempo dimaggio e giugno 2023, sono stati attivati 190 psicologi sul campo, di cui 171 appartenenti alle Ausl e alle Associazioni di Protezione civile regionale. Le persone intercettate sono state 2.664, di cui 1.569 residenti nel Ravennate e 885 tra Forlì e Cesena. Circa la metà, 1.219, hanno ricevuto un intervento psicologico individuale e di gruppo, a cui vanno aggiunti 92 interventi a favore di soccorritori coinvolti nella prima e nella seconda fase dell’emergenza. Attività ripetute anche nel 2024, con 36 psicologi messi a disposizione dalla Società italiana Psicologia dell’emergenza-Sipem, dal Servizio psicosociale del Comitato regionale di Croce rossa italiana, da Psicologi per i Popoli e da Emdr-Italia nei territori di Lugo, Bagnacavallo, Traversara, Faenza, Forlì, Modigliana e Cotignola: 260 gli utenti intercettati tramite 262 colloqui. Inoltre, l’Ausl Romagna ha attivato 24 specialisti formati in psicologia dell’emergenza per garantire interventi specialistici, la gestione della linea telefonica di Supporto psicologico e l’accompagnamento presso gli ambulatori di adulti e adolescenti.

Nella foto, la presentazione delle linee guida per le emergenze.

Pubblicato il 17 febbraio 2026

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Giovani e lavoro, il 45% non vede sul territorio un’opportunità professionale

Ricerca del Comune sui giovani

È pronta la versione integrale del report “Giovani e lavoro a Piacenza”, pubblicata online per tutti sulla pagina web del Comune di Piacenza. L’iniziativa fa parte del progetto “Stay Jude”, voluto dall’assessorato alle Politiche Giovanili (guidato da Francesco Brianzi) e affidato all’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e al Laboratorio di Economia Locale della sede cittadina dell'Università Cattolica. L’iniziativa ha ottenuto il cofinanziamento della Regione Emilia Romagna, sulla base della “Legge Talenti”. L’indagine ha preso in esame la fascia d’età tra i 18 e i 35 anni, è stata presentata dal professor Paolo Rizzi, direttore del Lel e dal professor Adriano Mauro Ellena dell’Istituto “Giuseppe Toniolo” di Studi Superiori.

Il campione

Il campione di riferimento è costituito da 2507 giovani, di cui il 41.8% frequentanti le secondarie di 2° grado, il 37.9% studenti universitari, il 18.5% lavoratori e l'1.8% in condizioni di inattività. Il 71.3% dei giovani intervistati è originario della nostra provincia, il 16.5% proviene da altre regioni e il 12.2% è di origine straniera. Ne emerge un patrimonio di dati e analisi qualitative che, come sottolineano il sindaco Katia Tarasconi e l’assessore Brianzi nella prefazione alla ricerca, “sono destinati a entrare stabilmente nel quadro strategico dell'Ente, anche grazie all'introduzione della Vig, la Valutazione di impatto generazionale adottata da Piacenza come primo Comune in Italia a recepire e applicare le linee guide Anci in materia, orientando concretamente le scelte pubbliche in una prospettiva intergenerazionale”. Tra gli elementi presi in considerazione, i settori verso cui si orienta maggiormente l'ambizione professionale, significativamente influenzati dal genere: netta la preferenza femminile verso il comparto del welfare, mentre il 45% degli uomini intervistati predilige il lavoro autonomo. Sanità e scuola vengono percepite come aree più stabili e meno soggette alla precarietà che viene invece associata, soprattutto nelle fasi di avvio all'occupazione, a industria e commercio, ma in linea generale gran parte del campione opta per ambiti coerenti con il proprio percorso di studi. Circa il 12% mostra un orientamento chiaro verso le attività creative (moda, design, spettacolo e comunicazione), con un calo drastico - forse anche per la domanda prevalente rispetto all'offerta effettiva - rispetto al 31.3% rilevato nel 2006. Il report mette in luce l’importanza attribuita all'equilibrio tra vita lavorativa e personale come valore prioritario (con un punteggio medio superiore a 8 su 10 nel valutare le offerte di impiego), attribuendo una media di 6.9 all'utilità sociale della propria mansione, percepita quindi come meno determinante rispetto a possibilità di realizzazione personale, retribuzione e carriera.

Cosa emerge

Per quanto riguarda la formazione, il 76.7% del campione desidera portare avanti gli studi, con una maggiore incidenza tra le donne e gli under 25. D’altra parte, il 20% degli intervistati teme di non avere competenze adeguate per affrontare il mercato del lavoro, mentre il 45% considera le opportunità professionali del territorio non corrispondenti alle proprie potenzialità e aspirazioni. Positiva, invece, l'attesa contenuta per quanto concerne i tempi di inserimento lavorativo: oltre il 26% ha trovato un impiego entro il primo mese dal termine degli studi, il 60% entro i primi tre mesi, con tempi più lunghi per gli over 25, i cittadini di nazionalità straniera e le fasce di popolazione con reddito più basso.

Il 62% dei giovani sostiene che Piacenza offra un buon livello di qualità della vita, giudicando positivamente il contesto locale in termini di accessibilità, servizi e sicurezza: fattori che portano il 65% del campione, anche in virtù delle relazioni umane radicate sul territorio, ad affermare di voler rimanere in città, mentre il 68% dichiara di sentirsi parte integrante della comunità.

Dai focus group condotti sia con gli stakeholders, sia con il campione di intervistati, si evince che Piacenza viene considerata un contesto lavorativo di grande vivibilità - con aspetti più favorevoli rispetto a città limitrofe - soprattutto nell'ottica di chi ha già un impiego. Arrivano principalmente dagli studenti, invece, le istanze di maggiore dinamismo in termini culturali, economici e di socialità, con richieste di un ventaglio più ampio di percorsi accademici o formativi e maggiori incentivi per l'avvio di imprese anche in settori non tradizionali. Per i giovani lavoratori, la chiave sta nella creazione di “un ecosistema urbano dinamico, capace di sostenere innovazione, socialità e qualità della vita”. “Spazi di aggregazione e di studio, attività extra-lavorative, promozione di startup e microimprese innovative, valorizzazione delle risorse naturali come le valli, oltre a corsi accessibili, sono visti come fattori decisivi - si legge nella ricerca - per rendere Piacenza attrattiva. In questa prospettiva - si commenta nel report - la città non dovrebbe limitarsi a trattenere i giovani perché qui si sentono a casa, ma diventare un luogo scelto attivamente per opportunità e qualità”.

Nella foto, la presentazione in Municipio del report “Giovani e lavoro a Piacenza”.

Pubblicato il 17 febbraio 2026

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Una targa a Carpaneto per ricordare Giovanni Palatucci, eroe della Polizia

 Targa polizia Carpaneto

Si è tenuta a Carpaneto, all’interno del giardino di piazzale Caduti, presso il polo scolastico, la commemorazione tramite una targa intitolata al funzionario di Polizia Giovanni Palatucci, già questore di Fiume, medaglia d’oro al merito civile e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”. All’iniziativa hanno partecipato anche diversi alunni delle scuole della cittadina, i quali hanno scoperto la targa commemorativa ed hanno piantumato un alberello di alloro, simbolo di protezione e buon auspicio, perché possano anche loro intraprendere un cammino centrato sui valori della pace e della solidarietà. Erano presenti il prefetto Patrizia Palmisani, il questore Gianpaolo Bonafini, il sindaco di Carpaneto Andrea Arfani, il Cappellano della Polizia di Stato Padre Bernard Jalkh.

Con l’occasione il Questore ha ricordato la figura di Giovanni Palatucci, uomo-eroe per scelta, che ha salvato migliaia di ebrei dai campi di concentramento. “La Polizia significa vita, quella vita che serve ad aiutare il prossimo, la povera gente”, queste furono le sue parole, pronunciate poco prima della deportazione nei campi di concentramento dove è morto in giovane età, e rimaste vive nella memoria e nella storia dell’Italia e della Polizia di Stato, messaggio da tramandare ai più giovani, celebrandolo ogni anno con rinnovata ammirazione.

Pubblicato il 16 febbraio 2026

Nella foto, la commemorazione in ricordo di Giovanni Palatucci svoltasi a Carpaneto.

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Il «Val Tidone Lentamente» prepara l'edizione 2026

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Archiviato il "Val Tidone Lentamente - Edizione 2025" con un bilancio superiore alle aspettative, la guide AIGAE organizzatrici delle escursioni nella Val Tidone e nei territori limitrofi, unitamente al "Comitato Storico Culturale Val Tidone" che ne cura la parte comunicativa e promozionale, annunciano la nuova edizione 2026. In questi mesi si sono svolti vari incontri organizzativi che hanno portato alla realizzazione di un calendario che prevede un ciclo di escursioni che abbracciano un vasto territorio piacentino e pavese e che si svolgeranno da marzo a novembre, con tantissime proposte per gli amanti del cammino lento.

"Lo scorso anno è stata un'edizione particolare in cui c'è stato il passaggio di consegne con l'associazione "Sentiero del Tidone APS" - dicono gli organizzatori - e, grazie alle guide, sono state diverse le iniziative che hanno avuto un ottimo riscontro. Abbiamo mantenuto le caratteristiche del "Val Tidone Lentamente" che si svolge da diversi anni ed ha un suo seguito tra gli amanti della natura e dell'escursionismo, diventando nei fatti una solida e conosciuta realtà: i partecipanti hanno sempre apprezzato che ogni escursione non è solo una passeggiata, ma diventa un'occasione per conoscere in maniera approfondita la storia, la cultura, le tradizioni e le tante realtà che oggi rendono il territorio così attraente. All'interno dell'iniziativa infatti c'è sempre, da parte della guida, uno o più elementi storici, culturali e religiosi che arricchiscono l'evento e che portano i partecipanti alla scoperta di luoghi, paesaggi, monumenti, aziende, produzioni che rappresentano la Val Tidone e le vallate limitrofe".

Il calendario è in fase di definizione e verrà ultimato nelle prossime settimane: accanto alla conferma di collaborazioni che hanno caratterizzato le edizioni passate, sono in arrivo tantissimo novità, a partire dal numero di escursioni, al momento oltre venti, nuove sinergie, location originali e nuove guide AIGAE pronte a far "camminare lentamente" tutti i partecipanti in questo 2026.

Nella foto, gruppo di escursionisti in val Tidone.

Pubblicato il 17 febbraio 2026

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A Luigi Piazza il riconoscimento «Uomo GAEP 2025»

uomo GAEP 2025 6


È stato un momento semplice, autentico e profondamente sentito quello vissuto presso l’Agriturismo Val Riglio di Ronco in occasione del pranzo sociale del Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini – APS, durante il quale è stato consegnato il riconoscimento “Uomo GAEP 2025” a Luigi Piazza, nella foto, storico riferimento del Salumificio San Bono. Un riconoscimento che non nasce per celebrare imprese sportive o risultati individuali, ma per dire grazie a chi, nel tempo, ha camminato accanto all’associazione con costanza, discrezione e sincero spirito di amicizia.

La giornata si è aperta con un’emozione particolare. C’era, nell’aria, il timore che il tempo potesse aver allontanato quel gruppo storico di amici con cui, negli anni, si era costruito un legame profondo fatto di collaborazione e affetto, in particolare in occasione delle numerose edizioni della Lunga Marcia GAEP sostenute dal Salumificio San Bono. Ma è bastato poco. Dopo i primi saluti, tra racconti, ricordi e un bicchiere di vino condiviso, le preoccupazioni si sono sciolte. La memoria di chi non c’è più e le storie condivise hanno riempito lo spazio, riportando tutti a quella dimensione che il GAEP conosce bene: sentirsi “a casa”, tra persone che condividono la stessa passione per l’escursionismo e per l’Alta Val Nure. Il momento centrale della giornata è stato, come da tradizione, la consegna della piccozza “Uomo GAEP”, realizzata appositamente dall’associazione. Un simbolo forte, tangibile, che vuole rappresentare la gratitudine verso chi ha fatto e continua a fare qualcosa di significativo per l’associazione, per la montagna e per il territorio.

Come ha sottolineato la presidente Monica Rebessi, la scelta di Luigi Piazza non è casuale: «Luigi rappresenta un rapporto di amicizia nato tanti anni fa e invariato nel tempo. Anche se oggi non è più titolare del Salumificio San Bono, la sua storia prosegue attraverso figli e nipoti. Con questo riconoscimento il GAEP ha voluto rinnovare quel legame e dire grazie per una collaborazione che è sempre stata prima di tutto umana». Da oltre due decenni, infatti, la famiglia Piazza sostiene con generosità la Lunga Marcia GAEP, contribuendo alla buona riuscita di una manifestazione che è diventata un appuntamento storico per il territorio e per l’Appennino piacentino. Non sono mancati, durante il pranzo, momenti di confronto anche sul progetto eolico che interessa il Monte Crociglia, tema che in queste settimane coinvolge profondamente il territorio e la comunità escursionistica. Tra i presenti c’è chi ha già presentato la propria osservazione, chi sta ultimando la redazione e chi ha chiesto indicazioni su come accedere al portale del MASE per partecipare attivamente al procedimento. Il confronto è stato sereno ma determinato, con una posizione condivisa che conferma la forte attenzione verso la tutela della montagna e del paesaggio dell’Alta Val Nure.

Il pensiero finale è stato rivolto al futuro. L’augurio condiviso è di ritrovarsi presto al Rifugio, magari in occasione della Festa di Primavera del 1° maggio o della 54a Lunga Marcia GAEP, in programma il 24 maggio; un evento che lungo lo storico sentierro 001, il più lungo della provincia, mantenuto dal CAI di Piacenza – propone tre percorsi di 33, 25 e 11 chilometri, con il tracciato più lungo che collega il Passo del Cavanagh al Rifugio Vincenzo Stoto.
Il riconoscimento a Luigi Piazza ha ricordato a tutti che, al di là degli anni che passano e dei volti che cambiano, lo spirito del GAEP rimane lo stesso: un gruppo di persone unite da passione autentica, amicizia vera e amore per la montagna.

Pubblicato il 16 febbraio 2026

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