Il movimento cristiano lavoratori di Piacenza, MCL, in merito al parco eolico del Crociglia desidera portare la propria riflessione in merito.Il nostro movimento pur essendo favorevole all 'emissione e all'uso delle energie rinnovabili, attraverso impianti eolici, per salvaguardare al meglio l'ambiente, in merito al parco del Crociglia, desideriamo manifestare il nostro più totale e convinto dissenso, esprimendo la nostra vicinanza e il nostro sostegno alle popolazioni residenti nella zona. A nostro parere il territorio prescelto non è idoneo a ospitare tale opera, e nello stesso tempo, la sua eventuale realizzazione oltre a deturpare l'ambiente circostante, non incrementerebbe ulteriormente la sostenibilità economica e occupazionale dei territori stessi . MCL, da alcuni mesi è impegnato in percorsi di approfondimento, e di studio sulle problematiche delle aree interne a rischio spopolamento per cui, a nostro parere, tale progetto potrebbe essere una giusta forma di rilancio per questi territori, anche se il progetto in questione, ci sembra al quanto macchinoso e potrebbe portare tutto ciò ad essere la "classica cattedrale nel deserto", non in grado di sostenere i bisogni dei territori con un inutile spreco economico di fondi pubblici. Desideriamo, nonostante già il forte interessamento lanciare alle istituzioni locali un forte appello di mettere in campo il massimo impegno per salvaguardare il rischio ambientale di queste comunità, e insieme al proponente del progetto che, a sua volta deve al quanto chiarire i punti dello stesso sia positivi, che negativi, individuando un territorio in cui, 'eventuale collocazione dell'impianto sia a livello economico, occupazionale e ambientale sia un privilegio e un valore aggiunto per lo stesso territorio e le sue popolazioni.
Sono quaranta i bimbi nati nel 2025 a Gragnano: 24 maschietti e 16 bimbe che il Comune ha accolto presso il Centro Culturale donando a ciascuno di loro una primula. Il sindaco Patrizia Calza, il vicesindaco Marco Caviati, l’assistente sociale Luisa Zioni e il dottor Gianni Tosca in rappresentanza del Centro per le famiglie che ha sede a Castel San Giovanni hanno incontrato i genitori con una cerimonia toccante e conclusa con le immagini e le parole della poesia "I figli" tratta dal profeta di Gibran. “Il paese sta cambiando – ha detto il primo cittadino Calza - ci sono molte famiglie che sono arrivate da poco nella comunità. Con questo appuntamento vogliamo cominciare a tessere una relazione con loro e con le altre famiglie residenti sul nostro territorio. Le coppie giovani che hanno deciso di scommettere sul futuro devono sentirsi accompagnate e devono essere certe di non essere abbandonate nel momento del bisogno. Per questo abbiamo deciso di incontrarle ricordando loro i servizi che l'amministrazione comunale mette a disposizione per sostenere la genitorialità ma soprattutto per ringraziarli di avere deciso di scegliere la vita al di là dei messaggi negativi che ogni giorno arrivano e al di là delle concrete di difficoltà che la società ci pone davanti”.
Successivamente l’assistente sociale e Caviati hanno ricordato i bonus e servizi forniti da Comune, Stato e Regione, i rappresentanti del Centro per le famiglie hanno illustrato le iniziative che vengono organizzate dallo stesso sia a Castel San Giovanni che a Gragnano. Al termine della mattinata infatti già diversi genitori si sono iscritti ai diversi laboratori organizzati per favorire la relazione tra i genitori e i loro piccoli figli. Si è poi ricordato che il 7 marzo si svolgerà una mattinata sulla disostruzione pediatrica presso il Centro Culturale organizzato in collaborazione con Anspi di Gragnanino. Matteo Provini, consigliere comunale e volontario della Biblioteca ha invece illustrato le iniziative dalla biblioteca comunale “Margherita Hack” sono previste per favorire l'amore per la lettura fin dalla più tenera età. Don Alessandro Ponticelli ha invitato tutti a partecipare ai momenti di incontro e di gioco organizzati dalla Parrocchia ma aperti anche a tutti i fedeli anche di altre religioni cosicché si impari fin da piccoli a convivere insieme al di là di ogni differenza. Una manifestazione quella di ieri che davvero trasmette gioia e fiducia nel futuro suggellata da una bella foto di gruppo.
Nella foto, il gruppo delle famiglie e i loro piccoli con il sindaco di Gragnano Patrizia Calza.
Brusca inversione di tendenza per le imprese attive a Piacenza. Dopo nove mesi di crescita rispetto ai valori di fine 2024, al 31 dicembre scorso, infatti, il numero delle imprese attive è diminuito del 3,5%, portandosi a 24.681 unità, mentre le ultime stime di Prometeia sull’occupazione indicano un aumento superiore al 4%. A seguito delle modifiche intervenute nel 2025 sulla classificazione delle attività economiche (codici Ateco 2025), al momento è ancora impossibile determinare quali siano stati, con esattezza, i movimenti all’interno dei diversi comparti produttivi e di servizio. Dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere, emerge un quadro del tessuto imprenditoriale piacentino che vede in rafforzamento i comparti dei servizi, il più forte traino per l’occupazione locale, che nel settore è indicata da Prometeia in aumento del 7,7%. I servizi alle imprese, infatti, con 4.962 attività incidono per il 20,1% sul totale delle imprese piacentine, seguiti dal settore del commercio con 4.751 imprese attive e un’incidenza al 19,2% sul totale. Seguono, abbastanza da vicino, l’agricoltura (4.266 imprese attive e quota del 17,3%) sul totale e le costruzioni (4.060 e 16,4%), ovvero i due comparti che hanno registrato le migliori performance sul Pil (+1,5% e +10,2%, rispettivamente).
Con un’incidenza inferiore al 10,0% sul totale delle imprese piacentine, ma con incidenze decisive sull’economia locale, si collocano poi i servizi alla persona (2.362 imprese attive e un peso del 9,6% sul totale), il manifatturiero (2.302 realtà attive e quota del 9,3% del totale) e, infine, le attività di alloggio e ristorazione, sviluppate da 1.839 aziende (incidenza sul totale al 7,5%). Le analisi della Camera di Commercio dell’Emilia hanno riguardato anche i movimenti all’interno delle diverse classi di natura giuridica delle imprese piacentine, ed è qui che si evidenzia, innanzitutto, il rafforzamento della presenza delle società di capitale (182 in più rispetto al 2024), salite a 6.034 (+3,1%.) Per converso, le ditte individuali, che incidono del 58% sul totale delle imprese attive piacentine, si sono attestate a 14.325 unità (-6,3%), con un contemporaneo arretramento anche per le società di persone (3.864, con un -2,6%) e una lieve flessione per le altre forme di impresa (prevalentemente cooperative e consorzi), che si sono attestate a 458 unità (-0,7%).
Una chiamata alla progettazione per giovani under 26 del territorio. È il nuovo Bando Youthbank della Fondazione di Piacenza e Vigevano, presentato a Palazzo Rota Pisaroni. Un progetto partito come YouthBank Piacenza nel 2023, che nel 2024 si è ampliato, dando vita a YouthBank Piacenza città, Youthbank Piacenza Levante, Youthbank Piacenza Ponente e Youthbank Vigevano. Il Bando mette a disposizione 120mila euro - 30mila per ciascuna delle quattro Youthbank - e intende dare particolare attenzione alle idee progettuali dei giovani under 26 finalizzate a promuovere il benessere psicofisico, l’inclusione sociale e la prevenzione del disagio; incentivare la cittadinanza attiva, la sicurezza urbana e la tutela ambientale; sviluppare l’aggregazione, la cultura e la valorizzazione del territorio; sostenere l’orientamento, la formazione e l’educazione digitale. Rispetto allo scorso anno, inoltre, il Bando vede raddoppiata la soglia massime di costo di un singolo progetto, che ora potrà arrivare fino a 16mila euro. Un aumento deciso per consentire la realizzazione di iniziative ancor più rilevanti, dalle quali ci si aspetta un risultato significativo in termini di impatto sulla comunità.
I tempi L’accesso al bando si articola in due fasi. Nella prima fase, che termina il 31 marzo 2026, gli aspiranti Youthplanner (i giovani progettisti dai 16 ai 25 anni) che intendono partecipare devono presentare le loro proposte compilando un semplice modulo online attivo al link https://youthbank.fondazionepiacenzavigevano.it. Dopodiché saranno contattati per un colloquio, utile a selezionare le idee preliminari che potranno accedere al bando vero e proprio. Se ammessi alla seconda fase i proponenti saranno invitati a partecipare a una formazione obbligatoria gratuita di un giorno durante la quale i coordinatori di YouthBank li aiuteranno a definire tutti gli aspetti progettuali. Al termine del percorso formativo, le idee dovranno essere formalizzate come vere e proprie richieste di contributo, indirizzate a Fondazione, in collaborazione con un’organizzazione no profit che affiancherà i giovani. Le domande dovranno essere presentate on line entro il 31 maggio 2026. Nel mese di giugno, nel corso di un evento pubblico, verranno presentati i progetti vincitori, che dovranno essere realizzati e rendicontati entro il 30 aprile 2027.
Per rendere l’iniziativa ancora più inclusiva, gli YouthBanker hanno realizzato anche delle schede sintetiche e multilingua che illustrano il meccanismo del bando, e sono disponibili sul sito della YouthBank in inglese, arabo, francese e spagnolo. «Il progetto YouthBank è l’investimento più significativo della Fondazione di Piacenza e Vigevano nell'ottica di promuovere il protagonismo giovanile - sottolinea il presidente della Fondazione Roberto Reggi -. Si fonda su un principio educativo a mio avviso fondamentale: dare fiducia, risorse e autonomia per consentire ai più giovani di agire da protagonisti nel proprio contesto sociale, operare delle scelte per il bene comune e assumersi le responsabilità di queste scelte. Una scommessa che finora ha dato ottimi frutti, come dimostrano le tante iniziative che sono state finanziate dalla YouthBank. Ma al di là dei singoli progetti, lo ricordiamo, l'obiettivo è riconoscere i giovani come agenti di cambiamento, fornendo loro strumenti per aumentare il loro impatto nel contesto sociale in cui vivono».
«Dal 2022 a oggi il progetto YouthBank è cresciuto e si è ampliato, costruendo un tessuto di relazioni fra giovani attivi e propositivi, di cui siamo molto orgogliosi. Sono nate belle iniziative culturali e sociali che prima non c’erano, si sono anche affrontate alcune criticità,, di cui si è fatto tesoro, per trovare soluzioni e migliorare l’azione della YouthBank - ha spiegato il coordinatore del progetto Edoardo Favari -. Novità di quest’anno, ad esempio, la formazione di un gruppo di Banker ‘senior’, giovani che hanno vissuto l’esperienza negli anni passati e che si stanno spendendo per trasmettere ai nuovi entrati i valori e le modalità del progetto, in ottica peer to peer, e una collaborazione sempre più stretta con il Centro di servizio per il volontariato, CSV Emilia - sezione di Piacenza, e con le organizzazioni di volontariato che supportano l’azione dei giovani nella presentazione e nella realizzazione dei progetti, nel segno di una rete di azioni e collaborazioni che accresce il valore delle iniziative. Il mio più sentito ringraziamento va a tutte le realtà che ci stanno affiancando».
Alla conferenza stampa di presentazione ha preso parte, con il presidente della Fondazione Roberto Reggi e il coordinatore del progetto Edoardo Favari, anche una delegazione ristretta del più ampio gruppo dei banker (in tutto 36 giovani), rappresentata al tavolo dei relatori da.Giulio Fontanella e Lisa Bonelli. È intervenuto anche l'assessore alle politiche giovanili del Comune di PIacenza Francesco Brianzi, che ha portato il saluto dell’ente che dal 2024 fornisce il patrocinio all'iniziativa.
Una «banca» under 26 La Youthbank di Piacenza e Vigevano è una ‘banca’ formata da un gruppo di ragazze e ragazzi under 26, gli YouthBanker, che hanno a disposizione risorse economiche della Fondazione di Piacenza e Vigevano per sostenere progetti sociali ideati e gestiti da loro coetanei (gli YouthPlanner). Con questo progetto, avviato nel 2022, la Fondazione si propone di coinvolgere i giovani nella cura e promozione della comunità offrendo loro l’opportunità di progettare e decidere gli interventi sociali in autonomia. Per informazioni sulle modalità di presentazione delle idee preliminari e sui contenuti progettuali del Bando è possibile contattare la mail
Nella foto, il gruppo alla presentazione del Bando 2026 Youthbank: al centro Roberto Reggi.
La pandemia, l’accoglienza di migliaia di profughi ucraini in fuga dalla guerra, le alluvioni e le pesantissime ondate di maltempo degli ultimi tre anni. O ancora l’esplosione alla centrale idroelettrica di Bargi, nel Bolognese, che costò la vita a sette lavoratori, fino alla strage di capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. È dalle drammatiche esperienze maturate sul campo nel recente passato che la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto le nuove linee di indirizzo per l’organizzazione dell’intervento psicologico nei contesti di urgenza ed emergenza. Un provvedimento innovativo, il primo del genere in Italia, che ha coinvolto l’assessorato alla Sanità e le Aziende sanitarie, la Protezione civile e le Associazioni di volontariato esperte in psicologia dell’emergenza, comprese quelle del privato organizzato, e che prevede l’attivazione immediata di team territoriali di Psicologia dell’emergenza in caso di grande criticità, che si tratti di un evento singolo o di maggiore portata. Specialisti nell’assistenza a vittime, familiari e soccorritori che entrano in azione quando l’evento è ancora in corso, spesso già al suo principio, affiancandosi, in modo organizzato, alle attività di messa in sicurezza della popolazione. I dettagli sono stati illustrati in un convegno, in Regione a Bologna, aperto dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e dalla sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. Dietro la necessità di un approccio integrato e sistematico alle catastrofi c’è la consapevolezza della fondamentale importanza del contributo psicologico strutturato in emergenza. Il ruolo degli specialisti diventa così parte integrante della risposta sanitaria e di assistenza messa in campo in caso di crisi e riguarda le vittime colpite dall’evento, gli eventuali sopravvissuti, le famiglie, le comunità interessate e anche gli stessi soccorritori. La dimensione psicologica, insomma, diventa una componente essenziale della sicurezza e dell’attività di protezione civile. Grazie alle numerose esperienze degli ultimi anni, la Regione può contare oggi su un livello organizzativo molto strutturato e su una rete consolidata di professionisti qualificati. Per facilitare tutto questo, è stato istituito a livello regionale, un Board di psicologia nei contesti di emergenza, che avrà il compito, contestualmente all’attivazione della funzione sanità, di favorire il coordinamento dell’intervento psicologico dal livello regionale a quello locale.
Come funziona
In caso di maxiemergenza, vengono attivati immediatamente team territoriali specializzati in Psicologia dell’emergenza: le Epe, équipe psicosociali per l’emergenza. Affiancheranno gli operatori di soccorso e di Protezione civile, garantendo assistenza alle persone colpite e ai soccorritori stessi. Ma il loro lavoro non si esaurirà con la fine dell’evento, bensì continuerà con attività di follow up, una raccolta dati fino al ripristino delle attività ordinarie nella fase post-emergenziale. Nei prossimi mesi è previsto un percorso di coinvolgimento di tutto il territorio regionale per rendere operative le linee di indirizzo: verrà messo in atto un piano di monitoraggio per l’implementazione delle indicazioni e un programma formativo, articolato in moduli e con diversi stakeholders, che prevederà anche esercitazioni congiunte. Un monitoraggio essenziale per garantire l’efficacia del provvedimento, dove giocherà un ruolo centrale il Board regionale che sarà il punto di riferimento stabile delle attività psicologiche in situazione critica. Solo per far fronte agli eventi di maltempo dimaggio e giugno 2023, sono stati attivati 190 psicologi sul campo, di cui 171 appartenenti alle Ausl e alle Associazioni di Protezione civile regionale. Le persone intercettate sono state 2.664, di cui 1.569 residenti nel Ravennate e 885 tra Forlì e Cesena. Circa la metà, 1.219, hanno ricevuto un intervento psicologico individuale e di gruppo, a cui vanno aggiunti 92 interventi a favore di soccorritori coinvolti nella prima e nella seconda fase dell’emergenza. Attività ripetute anche nel 2024, con 36 psicologi messi a disposizione dalla Società italiana Psicologia dell’emergenza-Sipem, dal Servizio psicosociale del Comitato regionale di Croce rossa italiana, da Psicologi per i Popoli e da Emdr-Italia nei territori di Lugo, Bagnacavallo, Traversara, Faenza, Forlì, Modigliana e Cotignola: 260 gli utenti intercettati tramite 262 colloqui. Inoltre, l’Ausl Romagna ha attivato 24 specialisti formati in psicologia dell’emergenza per garantire interventi specialistici, la gestione della linea telefonica di Supporto psicologico e l’accompagnamento presso gli ambulatori di adulti e adolescenti.
Nella foto, la presentazione delle linee guida per le emergenze.
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