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Notizie Varie

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Fiepet Confesercenti, Cristian Lertora entra nella giunta nazionale

Cristian Lertora Fiepet

Si è tenuta la prima riunione della presidenza nazionale della Fiepet, l’associazione Italiana che rappresenta e tutela le imprese della ristorazione, trattorie, pizzerie, sale da ballo, gelaterie e pasticcerie, locali di intrattenimento e spettacolo, internet caffè, videobar, pub della Confesercenti nel corso della quale è stata nominata la nuova giunta nazionale in rappresentanza delle varie realtà regionali. È entrato a far parte della giunta nazionale il presidente provinciale, nonché regionale Fiepet Emilia Romagna, Cristian Lertora, noto operatore della nostra città. La presidenza ha anche definito i temi su cui si concentrerà l’attività della Fiepet nei prossimi mesi: rimodulazione della Tari per i pubblici esercizi della ristorazione; contrasto all’abusivismo e alla concorrenza sleale; revisione della normativa sulle manifestazioni temporanee; dehor e semplificazione nelle zone tutelate; finanziamenti mirati e accessibili alle micro e piccole imprese; reperimento personale e lavoro e formazione professionale.

Pubblicato il 14 febbraio 2026

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Sarà un 2026 di cautela per le Pmi piacentine

PAPARO PONGINIBBI

“Cautela” è la parola che descrive le aspettative delle piccole e medie imprese piacentine dal 2026. Dopo un 2025 segnato dall’aumento della produzione e del fatturato, l’imprenditoria piacentina “tiene”, aspettando che arrivino temi migliori. È questa, in sintesi, la fotografia scattata da Confapi Industria Piacenza, che ha condotto un’indagine congiunturale basata su un campione di 150 imprese associate. L’indagine è stata presentata alla stampa nel pomeriggio di venerdì 13 febbraio nella sede di via Menicanti dal presidente Giangiacomo Ponginibbi e dal direttore Andrea Paparo (clicca qui per il video). “I dati restituiscono l’immagine di un sistema produttivo che non arretra, ma che ha piena consapevolezza del contesto in cui opera – ha sottolineato Ponginibbi – le imprese piacentine dimostrano capacità di tenuta, accompagnata però da un atteggiamento di grande prudenza nelle scelte per il futuro”.

Un 2025 in equilibrio

Il campione utilizzato per l’indagine è composto da 150 piccole e medie imprese piacentine, l’86% delle quali ha meno di 50 addetti e l’83% ha un fatturato sotto i dieci milioni. La composizione settoriale evidenzia una netta prevalenza della metalmeccanica, dell’impiantistica affiancate da edilizia, logistica, servizi e agroalimentare. “Parliamo di un campione che rappresenta fedelmente il nostro territorio: imprese piccole, manifatturiere, fortemente radicate e con margini di manovra limitati. È su questa struttura reale che vanno costruite politiche industriali e non su modelli astratti”, ha spiegato Paparo. I dati mostrati durante la conferenza stampa testimoniano un 2025 in sostanziale equilibrio, ma privo di una reale spinta espansiva. La produzione è aumentata nel 43% dei casi, nel 29% si è contratta e nel 28% è rimasta stabile. Il fatturato è cresciuto per il 42% delle Pmi intervistate, è calato per il 29% ed è rimasto stabile per un altro 29%. “Il 2025 conferma una buona capacità di resistenza – ha commentato il direttore – c’è una quota rilevante di imprese che cresce, ma si tratta spesso di aumenti contenuti, che non cambiano il quadro generale: il sistema resta in equilibrio, senza una vera spinta espansiva”.

Preoccupa il mercato interno

Malgrado i dazi statunitensi, per il 2026 l’elemento di maggiore incertezza resta il mercato interno: il 36% degli intervistati prevede una riduzione del fatturato, il 43% si attende una stabilità e solo il 21% ipotizza una crescita. “Il mercato interno resta l’anello debole – ha spiegato Paparo – oltre un terzo delle imprese prevede una riduzione del fatturato in Italia: è un dato che riflette la debolezza della domanda e la pressione sui consumi, soprattutto per le Pmi. L’export continua invece a svolgere un ruolo di stabilizzazione, ma non di traino: la maggioranza delle imprese prevede volumi invariati, segno che anche sui mercati esteri manca, al momento, una vera dinamica di crescita. E anche il portafoglio ordini è sostanzialmente stabile. La domanda non è scomparsa, ma non presenta segnali di rafforzamento: questo spiega perché molte imprese scelgano di attendere prima di assumere impegni più strutturali”.

Poche assunzioni nel 2026

La prudenza si ripercuote anche sull’occupazione: il 58% delle aziende esclude incrementi dell’organico, solo il 21% ipotizza nuove assunzioni e oltre l’84% prevede l’utilizzo di ammortizzatori sociali (strumenti ordinari e temporanei). “Solo una minoranza di imprese prevede nuove assunzioni – ha spiegato Ponginibbi – è un dato coerente con il quadro generale: le aziende difendono l’occupazione esistente, ma non vedono ancora le condizioni per ampliarla in modo significativo. Il ricorso agli ammortizzatori resta residuale, ed è un segnale positivo. Le imprese stanno reggendo l’urto senza fare ricorso a strumenti straordinari, ma questo non significa che il contesto sia privo di criticità. Anche gli investimenti non si fermano, ma sono selettivi e prudenti. Poco più di un terzo delle imprese investirà, principalmente per mantenere competitività ed efficienza. Non parliamo di espansione, ma di adattamento a un contesto complesso”.

Investimenti “cauti” e aumenti delle materie prime

Approccio cauto anche per gli investimenti: il 64% del campione non dichiara di averne in programma, mentre il restante 36% prevede nuovi interventi (di questi, il 58% per impianti e macchinari). Si preferisce attuare scelte mirate, orientate più alla tenuta dei margini e all’adattamento dei processi produttivi che a una crescita dei volumi. Sotto osservazione i costi di produzione: per oltre il 75% delle imprese, l’impatto dei prezzi dell’energia resterà entro il 10%. Maggiore preoccupazione per le materie prime: il 60% prevede un aumento nel 2026, con potenziali effetti significativi su margini e politiche di prezzo nel corso dell’anno. “Sul fronte energetico – ha spiegato il direttore di Confapi – la situazione appare sotto controllo per molte imprese, ma resta un elemento da monitorare anche piccoli scostamenti possono avere effetti rilevanti su margini già compressi. La vera preoccupazione riguarda le materie prime. Sei imprese su dieci ne prevedono un aumento dei costi nel 2026, con effetti diretti sulla redditività e sulla capacità di trasferire i rincari sui prezzi finali”.

Un anno di transizione

Il 2026 è visto, dunque, come un anno di transizione, caratterizzato da quattro aspetti: sistema solido (un tessuto piacentino che resiste), fase di attesa (orientata a difendere i livelli raggiunti), investimenti mirati (scelte selettive per mantenere competitività) e priorità chiara (gestione dell’incertezza più che crescita accelerata). “Il 2026 si apre come un anno di transizione in cui la priorità per le imprese resta la gestione dell’incertezza e il mantenimento della competitività, più che una crescita accelerata – ha concluso Ponginibbi – le aziende piacentine non rinunciano a investire e a innovare, ma chiedono stabilità, certezze e politiche industriali coerenti con la realtà delle Pmi. Senza questo, la prudenza resterà la scelta obbligata”. “Le aspettative per il 2026 – ha aggiunto Paparo – ci dicono chiaramente che le imprese non vedono ancora un punto di svolta, le previsioni di crescita e di calo si equivalgono, mentre prevale l’attesa. È un segnale di incertezza che non va sottovalutato”.

Francesco Petronzio

Pubblicato il 14 febbraio 2026

Nella foto, Andrea Paparo e  Giangiacomo Ponginibbi.

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Oltre 2,5 milioni di chiamate in un anno al 112

Numero unico emergenza i dati

Servono solo 5,9 secondi per ricevere in Emilia-Romagna una risposta in caso di emergenza. Tanto impiega il numero unico europeo 112, che dal 3 dicembre 2024 al 1° aprile 2025 è stato attivato progressivamente su tutto il territorio regionale. Un solo numero per richiedere l’intervento di Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco, Soccorso sanitario e Soccorso in mare. In regione, nei primi 428 giorni di operatività (dal 3 dicembre 2024 al 4 febbraio 2026), con date di attivazione differenti, le Centrali Uniche di Risposta, una a Bologna e una a Parma, hanno ricevuto complessivamente 2.537.304 telefonate, con una media giornaliera di 1.500 per milione di abitanti, di cui il 46% riguardano l’emergenza sanitaria. É il bilancio dell’attività del Nue 112 in Emilia-Romagna, per la Giornata europea del Nue, istituita nel 2009 per sensibilizzare i cittadini sul numero di emergenza valido in tutta l'Unione europea e che non a caso si celebra domani, l’11 di febbraio (112). “Oggi il Nue 112 - sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi - è diventato un punto di riferimento che ha permesso di migliorare la gestione delle emergenze nella nostra regione, grazie a un sistema complesso e ben organizzato, alla professionalità degli operatori e alla geolocalizzazione immediata. Un sistema di risposta ancora più veloce, altamente tecnologico e preciso, messo a punto con grande rigore insieme alle altre istituzioni coinvolte. A poco più di un anno dalla sua prima attivazione, i dati confermano che i cittadini, grazie anche alla campagna di comunicazione promossa dalla Regione, hanno imparato a conoscere un sistema che garantisce un punto unico di accesso alle emergenze”. E proprio per celebrare questa giornata, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma e l’Ausl di Bologna organizzano per domani un Open Day nelle rispettive Centrali uniche di risposta, le due attive in Emilia-Romagna, collocate in via del Taglio 6 a Parma e in Largo B. Nigrisoli 20 a Bologna. L’iniziativa, che ha già fatto registrare in entrambi i casi il tutto esaurito, consente di mostrare alle cittadine e ai cittadini, con visite effettuate da accompagnatori, cosa succede quando arriva una richiesta di emergenza e come funziona il sistema di risposta.

I DATI DEL NUE 112 IN EMILIA-ROMAGNA

Al 4 febbraio 2026, nei distretti telefonici dove è stato attivato con date differenti a partire dal 3 dicembre 2024, sono complessivamente 2.537.304 le telefonate ricevute, con una media giornaliera di 1.500 per milione di abitanti (in linea con il dato nazionale), di cui 1.132.370, pari al 45%, filtrato dalle Centrali uniche di risposta. Una delle funzioni del Nue 112, infatti, è filtrare le telefonate, ovvero smaltire quelle che non riguardano vere e proprie emergenze, liberando così le centrali di secondo livello che possono, invece, dedicarsi alla gestione delle emergenze. Delle chiamate inoltrate, pari a 1.404.934, le richieste riguardano per il 46% Emergenza sanitaria (652.653 telefonate), 28% Carabinieri (398.718), 19% Polizia di Stato (261.144), 7% Vigili del Fuoco (101.140), 0,02% Capitaneria di Porto (279). Le Centrali uniche di risposta, una a Bologna e una a Parma, servono 59 centrali di secondo livello (di cui 3 di Emergenza sanitaria, 34 dei Carabinieri, una della Capitaneria di Porto, 10 di Polizia di Stato, 9 dei Vigili del Fuoco e 2 della Polizia Stradale). Nel 6% delle chiamate inoltrate alle centrali di secondo livello vengono allertate più centrali contemporaneamente per garantire tempestività e rapidità di intervento. Per tutti i distretti telefonici il tempo medio di risposta al cittadino è di 5,9 secondi. Dopo il completamento di questa prima fase di avvio, in base alla dotazione tecnologica e alla attivazione del servizio h24, sarà possibile includere anche le sedi della Polizia locale tra gli enti di soccorso.

Pubblicato il 12 febbraio 2026

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Quaresima con Giona: corso on line con Marco Maggi

corso su giona di marco maggi

Nuova proposta dedicata al tempo di Quaresima con il formatore piacentino Marco Maggi, tra gli autori del progetto CatecheticaFILM che si propone di offrire, attraverso venti film, materiali per lavorare nelle tappe dell’anno liturgico, in aggiunta ai percorsi dei catechismi classici. È già stato realizzato il volume dedicato alla festa dei Santi e alla commemorazione dei defunti e quello per l'Avvento-Natale. 

Un percorso on line (qui la locandina) a partire dal 17 febbraio permetterà ai partecipanti di essere accompagnati in anteprima sul tema della Quaresima con l'itinerario educativo-biblico a partire dal libro del profeta Giona. L'iniziativa è rivolta a insegnanti di religione, catechisti, animatori e genitori.

Perché Giona

“Il percorso quaresimale in preparazione alla Pasqua, basato sul libro di Giona, invita al cambiamento (pentimento e conversione) attraverso il superamento delle resistenze interiori e la riscoperta della misericordia divina - spiega Maggi -. Il libro di Giona è il quinto della serie dei dodici profeti minori nella Bibbia cristiana. Si tratta di un libro unico nel suo genere, non solo per la sua brevità - è infatti composto da soli 48 versi - ma anche perché, a differenza di altri libri in cui sono riportate le parole dei profeti, il libro di Giona è incentrato sul racconto di un'avventura e sulle vicende di un protagonista, quasi come in un romanzo. Giona è attuale perché tutti noi possiamo identificarci con lui: la sua disubbidienza e le sue conseguenze, la grazia di Dio che gli offre un nuovo inizio e il progetto di Dio che va avanti nonostante i nostri fallimenti. Giona è un nostro fratello nella speranza! Giona siamo noi!”.
Oltre all'approfondimento del libro del profeta Giona verrà proposto un percorso filmico attraverso il lungometraggio di animazione “Jonah: un film dei verdurini”.

Com'è strutturato il percorso

Il percorso si articola in 5 moduli e 8 ore di formazione on line. 

Modulo 1: Il libro del profeta Giona. Si affronta il tema - Fuggire da Dio: le tre alzate e discese di Giona”.
Modulo 2: Nel ventre del pesce: le tre nascite
Modulo3: Nemici, malvagità e ira: i tre pentimenti/conversioni
Modulo 4 e 5: All'ombra del ricino: i tre attributi di Dio e Il segno di Giona: i tre giorni e le tre notti nel cuore della terra di Gesù

Il corso si svolge nelle serate del 17 e 25 febbraio e del 4 e 11 marzo, dalle ore 20,30 alle 22,30.
La quota di partecipazione è di 80 euro. 
Iscrizioni entro il 15 febbraio 2026 attraverso SMS al 340.8796318.

Pubblicato il 13 febbraio 2026

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Una farmacia a Marsaglia e un dispensario a Cerignale

 Farmacia a Marsaglia e dispensario Cerignale

Riapre a Marsaglia la farmacia, gestita dalla dottoressa Alessandra Iardino. Il presidio farmaceutico ha i seguenti orari: dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle19.30, dal martedì al sabato. Nelle giornate di domenica e lunedì la farmacia è chiusa. In questo presidio è attivo il servizio di prenotazione Cup, il pagamento delle prestazioni ambulatoriali e il servizio di ritiro di presidi diabetologici autorizzati Ausl. In precedenza a Marsaglia era operativo un dispensario farmaceutico, ospitato nei locali della sede del gruppo Alpini del paese. Dal 4 febbraio è operativo anche il dispensario farmaceutico a Cerignale. Grazie all’istituzione, a cura delle precedenti amministrazioni comunali, di una sede farmaceutica, che risultava vacante, è stato creato, a seguito di specifico sopralluogo dell’Ausl di Piacenza, un dispensario farmaceutico permanente presso un locale ad uso esclusivo di proprietà comunale, collocato al primo piano del municipio di Cerignale (accessibile anche con ascensore). La gestione del dispensario è stata assegnata alla dottoressa Cristina Gazzola, titolare da anni della farmacia di Ottone, la quale ha accolto con entusiasmo e grande disponibilità la proposta avanzatale dal Comune di Cerignale. Sarà affiancata nella gestione del dispensario dalla dottoressa Elisabetta Biggio, che già collabora nella farmacia di Ottone. Gli orari di apertura del dispensario di Cerignale saranno: mercoledì mattina dalle 8,30 alle 12,30 e venerdì mattina dalle 9 alle 11.

Il dispensario ha un numero di telefono dedicato - 3420933591 - al quale ci si può rivolgere per informazioni e prenotazione di farmaci. Il servizio farmaceutico riveste una particolare importanza per il Comune di Cerignale, la cui popolazione, con età anagrafica avanzata, potrà beneficiare direttamente dell’approvvigionamento di farmaci, ad oggi consentito solo percorrendo chilometri di strada per raggiungere la farmacia più vicina. La sindaca Fausta Pizzaghi esprime tutta la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto, che sicuramente renderà un po’ più vivibile un territorio già tanto penalizzato dall’assenza di servizi e questo obiettivo è stato raggiunto grazie alla disponibilità di professionisti, ma prima di tutto “persone”, che da tempo lavorano nei territori montani e sanno capirne le esigenze e le carenze, rispondendo con dedizione e sensibilità alle domande della popolazione.

Pubblicato il 12 febbrio 2026

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