Il Movimento Cristiano Lavoratori di Piacenza, desidera manifestare la propia preoccupazione per l'annunciato concordato preventivo annunciato nelle scorse settimane dal gruppo REALCO, che coinvolge tutto il comparto operativo collegato ai marchi, SIGMA, ECU, ECONOMY che coinvolge operativamente solo sul territorio piacentino circa 80 persone. Con una crisi economica sociale sempre più acuta la messa in discussione sia di un importante numero di posti di lavoro nel già precario mondo del lavoro della nostra realtà provinciale come movimento di lavoratori al servizio dei lavoratori ci preoccupa intensamente per la serenità e il futuro dei lavoratori e dei loro nuclei famigliari ai quali vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Auspichiamo vivamente nell'impegno sia delle istituzioni, sia delle organizzazioni sindacali che possono grazie un opera concertata con l'azienda proprietaria dei marchi dei siti di della grande distribuzione oggi in estrema difficoltà possano quanto prima trovare soluzioni che favoriscono la crescita economica del territorio Piacentino. Come "movimento di testimonianza evangelica" non possiamo che augurarsi che che dal confronto fra le forze sociali con gli imprenditori possono nascere prospettive di lavoro stabile e giustamente remunerato e svolto in luoghi sicuri in cui non si debba aver paura di perdere la vita con il rischio giornaliero di non poter riabbracciare i propri cari alla fine della giornata lavorativa, come ci richiamano sia il magistero sociale e al dottrina sociale della chiesa che da più di 50 anni componenti importanti del nostro dna associativo che ogni giorno ispira la nstra attività all'interno della comunità piacentina
Umberto Morelli Presidente Regionale MCL Emilia-Romagna Segretario prov mcl piacenza
Grazie a un finanziamento complessivo di 2,4 milioni di euro proveniente dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), sul territorio piacentino stanno per essere attivate quattro strutture destinate ad accogliere 26 anziani non autosufficienti. Si tratta di edifici già esistenti, oggetto di interventi di riqualificazione che consentiranno di restituirli alla comunità in una nuova veste. Gli alloggi previsti sono 13 in totale: ciascuno sarà concepito come una vera abitazione, capace di garantire agli ospiti autonomia e, al tempo stesso, adeguati livelli di tutela. A Piacenza la Giunta comunale ha già approvato le linee guida per l’accesso alla nuova residenza “Il Gelsomino”, gestita da Asp Città di Piacenza e situata accanto alla Cra “Vittorio Emanuele”, in via Campagna 153. La struttura comprenderà sei appartamenti destinati a due persone ciascuno, per una capienza complessiva di 12 anziani. La ristrutturazione dell’immobile è stata sostenuta con un contributo Pnrr pari a 930mila euro.
Gli altri tre interventi interesseranno Gropparello, con 8 posti disponibili, Morfasso con 4 posti e Alta Val Tidone con 2 posti. Come annunciato, tutte le residenze saranno operative entro giugno 2026. I progetti sono stati presentati mercoledì mattina, 11 febbraio, durante una conferenza stampa tenutasi nel Municipio di Piacenza. Il quadro generale degli interventi è stato illustrato da Chiara Messori, funzionaria del Comune di Piacenza. Per approfondire i singoli progetti sono intervenuti l’assessora al welfare Nicoletta Corvi, l’amministratore unico e la direttrice generale di Asp Andrea Chiozza e Cristiana Bocchi, oltre ai sindaci di Gropparello, Armando Piazza, e di Morfasso, Paolo Calestani. Era presente anche la vicesindaca di Fiorenzuola d’Arda, Paola Pizzelli. La ripartizione dei fondi Pnrr prevede 930mila euro per Piacenza, poco più di un milione di euro per il distretto di Levante (Gropparello e Morfasso) e circa 396mila euro per Alta Val Tidone, destinati alla struttura di Pecorara. Una quota residua del finanziamento, oltre agli interventi infrastrutturali, sarà impiegata per potenziare servizi di assistenza domiciliare e telesoccorso rivolti ad altri 76 anziani della provincia.
Piacenza: 12 posti nella residenza “Il Gelsomino”
“L’accesso viene governato dai vari territori – ha spiegato Chiara Messori – a Piacenza le adesioni verranno raccolte a seguito di un bando che uscirà la prossima settimana. L’accesso avverrà attraverso il Servizio sociale, che prenderà in carico la domanda. La situazione verrà poi analizzata dall'unità di valutazione geriatrica. Infine, verrà stilata una graduatoria. Per accedere alle strutture i richiedenti devono avere un’età pari o superiore a 65 anni e una non autosufficienza medio-lieve. Verrà riconosciuta una priorità a chi si presenta già in coppia. Prevediamo che le persone potranno entrare negli alloggi a partire da giugno”. Agli anziani che beneficeranno del servizio a Piacenza sarà chiesta una retta giornaliera di 50 euro. L'amministratore unico di Asp Città di Piacenza, Andrea Chiozza, ha parlato di “una soluzione che vuole consentire di mantenere un’autonomia abitativa in un sistema sicuro, protetto e accogliente. L'autonomia abitativa sarà messa in relazione ai servizi già strutturati con efficienza e qualità di messa in carico. Per noi è un'occasione concreta di innovare i nostri modelli di servizio, con una presenza socioassistenziale continua. Abbiamo provato a costruire un sistema più flessibile, sostenibile e aderente ai bisogni di oggi”.
Informazioni più “tecniche” sono state date dalla direttrice generale Cristiana Bocchi: “Le due parole chiave di questo servizio sono indipendenza e protezione. Avremo a disposizione sei bilocali, tutti dotati di comfort e domotica. La palazzina si trova nell’area cortilizia del Vittorio Emanuele, quindi un contesto chiuso ma non isolato. Gli alloggi saranno destinati ad anziani non autosufficienti, per i quali vivere da soli può rappresentare un problema: per questo motivo gli ospiti della struttura potranno contare sulla presenza costante, 24 ore al giorno, di un operatore sociosanitario (Oss) che li aiuteranno nella gestione dell’alloggio, dalla pulizia degli ambienti al lavaggio delle stoviglie, dall'aiuto nella preparazione dei pasti alle incombenze quotidiane. Gli anziani saranno supportati in tutte quelle attività utili a mantenere la propria indipendenza. L’Oss si occuperà anche di monitorare le condizioni fisiche e assistere gli anziani nell’assunzione dei farmaci”. Tra gli altri servizi offerti, come ha spiegato Bocchi, c’è anche la fornitura e il lavaggio settimanale della biancheria e degli indumenti, la manutenzione ordinaria della struttura, un portierato diurno e notturno che verrà esteso dal Vittorio Emanuele alla “Gelsomino”. La vicinanza al Vittorio Emanuele è preziosa perché i servizi della Cra potranno essere estesi alla nuova residenza. "Su richiesta si potranno fornire pasti, prestazioni infermieristiche, trattamenti di fisioterapia, parrucchiere, barbiere, podologo e estetica a domicilio”, ha detto la direttrice di Asp. L’assessora Nicoletta Corvi ha aggiunto che il nuovo servizio sarà fruibile, potenzialmente, anche da persone già ospiti della Cra: una sorta di “trasferimento” con un’assistenza più leggera. In questo caso, ha spiegato Corvi, chi già paga una retta calmierata nella Cra manterrà i propri benefici anche nella residenza “Il Gelsomino”. “Lasciare la propria casa è sempre motivo di sofferenza, soprattutto per gli anziani - ha commentato - perciò, la possibilità di vivere in un contesto comunque familiare, «di casa», e contemporaneamente beneficiare anche dei servizi di sostegno credo possa fare la differenza”.
Gropparello
Dalla ristrutturazione dell’ex scuola di Sariano erano già nati cinque appartamenti destinati agli anziani meno abbienti. Con questo progetto, nella stessa struttura nascono altri quattro alloggi per otto anziani non autosufficienti. Al finanziamento Pnrr di 780mila euro si aggiungono altri 240mila euro di fondi comunali. “Abbiamo partecipato con entusiasmo a quest'altro progetto – ha commentato il sindaco Armando Piazza – che ci consente di dare una possibilità a persone più sfortunate di noi e ci ha permesso di completare la ristrutturazione dell’ex scuola di Sariano. Nella palazzina sorgeranno altri quattro appartamenti da 60 metri quadri l’uno, un’area comune con sala tv e giochi e un’area esterna con un giardino fruibile da tutti gli abitanti della frazione, per cercare di includere il più possibile gli utilizzatori del servizio nella vita sociale del paese”. A Pecorara, nel Comune di Alta Val Tidone, sorgerà un appartamento per due persone all’interno della comunità alloggio “Giacomo da Pecorara” con un contributo di circa 396mila euro dal Pnrr.
Morfasso
Anche a Morfasso il finanziamento del Pnrr non è bastato: ai 230mila euro di contributo sono stati aggiunti dal Comune altri 80mila euro. Verranno realizzati due alloggi, capaci di ospitare quattro anziani non autosufficienti, al secondo piano del Municipio, che finora era usato come magazzino. “Nei Comuni montani – ha spiegato il sindaco Paolo Calestani – c’è una buona percentuale di persone anziane, che vanno tutelate. Non tutte hanno un appoggio familiare, e quindi è compito nostro aiutarle. Gli alloggi avranno un ingresso indipendente rispetto a quello del comune. È prevista una riqualificazione dell'impiantistica e l’eliminazione delle barriere architettoniche: a breve monteremo anche un ascensore esterno per favorire l’accesso alle persone con disabilità. Questo nuovo servizio potrà essere integrato con quelli già attivi nelle aree interne, come l’infermiere di comunità. L’obiettivo è assicurare la massima autonomia delle persone in carico”.
Francesco Petronzio
Nella foto, dietro, da sinistra: Chiara Messori, Filippo Sassi, Luigi Squeri e Cristiana Bocchi. Davanti, da sinistra: Armando Piazza, Paola Pizzelli, Nicoletta Corvi, Paolo Calestani e Andrea Chiozza.
Mani che si cercano con pudore per un segno tattile di gratitudine, applausi che sorgono spontaneamente – senza regia alcuna – in un’atmosfera che sa di buono, del buono che sgorga con vigore per dimostrare che la solidarietà non è solo un fatto culturale e sociale ma una “pratica” quotidiana, alimento insostituibile della comunità locale. Quel buono concreto di cui la gente ha bisogno ed aspetta solo un piccolo input per farlo divenire sentimento vero ed azione. L’occasione è la prima tappa italiana del tour del cortometraggio “Briciole al cielo” svoltasi di recente nel salone parrocchiale di Morfasso che toccherà scuole, oratori, municipi, aule universitarie, teatri e cinema in tutta Italia. Ad accoglierla, le tante associazioni di volontariato morfassine che per la prima volta si presentano tutte insieme, non solo per programmare e gestire attività, ma per raccontare cosa sta all’origine del loro donare: tempo, competenze, passione.
Si inizia con AIDO, organizzatrice dell’evento, che per bocca del presidente provinciale Gianfranco Antonelli e di quello della sezione di Lugagnano ed alta Val d’Arda, Giancarlo Bersani, sottolinea l’importanza del “Sì’” per continuare la vita in altri quando la nostra terrena termina. I tanti, troppi no alla donazione sono uno schiaffo doloroso per le 8.000 persone che in Italia stanno aspettando un organo per continuare a vivere, dolore che diventa dramma per i circa 300 che se ne vanno perché non ne arriva alcuno. Segue il momento del cortometraggio “Briciole al cielo”, introdotto dalla conduttrice Valeria Tedaldi, che del film è anche segretaria di edizione. Prima, però, è il maestro Paolo Burzoni a spiegare come è stata pensata e realizzata la colonna sonora che accompagna per mano lo spettatore, facendolo entrare direttamente nella storia raccontata.
Poi i 12 minuti del film: respiri rallentati in sala ed occhi incollati al grande schermo con i visi protesi che replicano i diversi momenti del racconto. Nessuno si muove, quasi a non voler interrompere quel filo invisibile che lega la storia del piccolo Giordano ai ricordi personali proiettati ad esperienze vissute e drammi sfiorati o dolorosamente consumati. Ed allora l’applauso finale, lungo, partecipato e spontaneo serve per liberare il pesante carico emotivo che è salito a galla: gli occhi si cercano per un cenno di consenso, di partecipazione, tra le mille domande che esplodono senza far rumore.
AVIS comunale (con Stefania Negri), la Pubblica Assistenza Croce Verde (con Marino Rapacioli), il Gruppo Alpini (con Flavio Casali), la Pro Loco Alta val d’Arda (con Silvia Antonioni), la Pro Loco di Casali (con Monica Casali) che ha anche presentato un video che riassume le tante attività del gruppo, la Pro Loco di Monastero (con Stefano Corradi) e la Pro Loco di Morfasso (con Alessandro Negri) fanno capire questa vitalità unica della collettività morfassina. Raccontano come la fatica diviene condivisione per donare aiuto, sicurezza, serenità, cultura, spensieratezza, ogni realtà con la propria specifica declinazione. Durante la presentazione delle associazioni è il piccolo Diego a sorprendere tutti portando un regalo da far avere a Giordano, che ha conosciuto solo attraverso il film.
A tirare le somme della coinvolgente serata la parola va prima al nuovo parroco, don Nicolas, colpito in particolare da una scena del film, quando il cardiochirurgo che ha impiantato il nuovo cuore osserva le sue mani e risponde alla mamma “Io le ho solo avute in prestito”; “Tutta la nostra esistenza è in prestito” ricorda il parroco “e Gesù è stato il primo a donare la sua stessa vita per tutti noi”. Microfono, infine, al sindaco Paolo Calestani che si è detto orgoglioso di amministrare da tempo una comunità così viva e solidale e concludendo con “in questa vita dove tutto è incombente e di fretta dobbiamo imparare a fermarci un attimo per riflettere seriamente sui valori importanti della vita, come quello del dono, in tutte le sue espressioni.”
Infine il regista Tiramani rcommenta con emozione: “Nella mia vita da soccorritore in Italia e all’estero mi è capitato più volte di trovarmi accanto a famigliari ai quali veniva chiesto se acconsentivano al prelievo degli organi del loro caro che non aveva più speranze; il loro «Sì» equivale a dire stop alla sua vita e mai alcun famigliare dovrebbe essere chiamato a tale decisione. Nessuno – però - si ricorda mai dei donatori e dei loro famigliari per cui vi chiedo un gesto simbolico importante: alziamoci in piede e facciamo un applauso per tutti loro…”
Nelle foto, alcuni momenti della Serata del dono svoltasi nel salone parrocchiale di Morfasso.
L'11 febbraio la Chiesa celebra la Giornata mondiale del Malato. Una presenza importante accanto chi è ricoverato è quella di Avo (Associazione volontari ospedalieri), che da poco ha avviato il nuovo corso per aspiranti volontari. Chi lo desidera può ancora aderire - spiega Marisa Monticelli, presidente Avo Piacenza ed Emilia-Romagna -. È sufficiente scrivere a o andare sul sito www.avopiacenza.it. Fino al 19 febbraio le prime sei lezioni, con la partecipazione delle sezioni Avo delle altre città, saranno online sulla piattaforma Zoom. Il 24 e 26 febbraio si terranno invece al Centro servizi per il volontariato Emilia in via Primo Maggio 62 in città. Ci sono anche iscritti di Fiorenzuola d’Arda per ricostituire il gruppo Avo su richiesta della Ausl. In tutta la regione sono 60 le persone che stanno seguendo il corso.
Un tempo di valore Perché iscriversi? “Quello donato ad Avo è tempo di valore - sottolinea Monticelli -. Un momento per scoprire il nostro prossimo e la bellezza di donare a persone che non si conoscono”. Tra gli argomenti trattati “Conoscere l’Avo: come l’organizzazione sostiene il prendersi cura”, “La relazione con le fragilità nello spazio e nel tempo Avo”, “Volontari custodi di gentilezza: deontologia, motivazione e cura di sé”, “Avo: il servizio che diventa comunità”. Per diventare volontari bisogna essere maggiorenni, sostenere un colloquio per valutare le motivazioni e l’idoneità al servizio e frequentare il corso di formazione. Occorre poi seguire con esito positivo un periodo di tirocinio con l’affiancamento di un volontario. Il volontario Avo è una persona che dedica parte del suo tempo a chi vive situazioni di fragilità presso i reparti e gli ambulatori ospedalieri, le case residenze per gli anziani, i centri socio-riabilitativi per disabili e i servizi di prossimità. A Piacenza l’associazione opera dal 1990. I volontari sono circa 110, 15mila in Italia, e prestano la loro opera presso numerose strutture tra cui l’Ospedale Civile di Piacenza, quello di Castel San Giovanni, il pensionato e casa protetta Vittorio Emanuele II. “In ospedale, oltre al servizio di vicinanza alle persone nei reparti, abbiamo introdotto anche le attività di accoglienza nei poliambulatori, presso i poli vaccinali o l’accoglienza dei familiari presso alcuni reparti - continua Marisa Monticelli -. Ci occupiamo delle persone con disabilità presso il centro residenziale per disabili adulti «Emma Serena» a San Nicolò nel comune di Rottofreno. Non solo, alcuni volontari si occupano della consegna dei farmaci e altri servizi per le persone”.
A 18 anni il primo corso Marisa Monticelli è presidente Avo a Piacenza e anche a livello regionale. Quando ha iniziato il suo cammino di volontariato nell’Avo? “Mi sono avvicinata a questa realtà giovanissima - racconta -. Appena compiuti i 18 anni ho frequentato il corso di formazione. Avevo conosciuto i volontari in ospedale nel reparto di geriatria dove era ricoverato mio nonno. Mi avevano colpito il loro modo di stare vicino alle persone e i benefici che mio nonno riceveva dalla loro presenza. Quando c’erano loro era sempre sorridente e faceva qualche battuta scherzosa. Avo fa parte della mia vita da quasi 30 anni. Ho svolto varie tipologie di servizio. Sono stata presso il reparto di oncologia e attualmente sono impegnata nel servizio delle accoglienze”.
Giuseppina Agosti
Nella foto in alto, Marisa Monticelli (a sinistra) con la vicepresidente piacentina dell’Avo Giusi Maini.
Da oggi fino lunedì 16 febbraio anche a Piacenza e provincia la 26ª edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco, l’iniziativa di Banco Farmaceutico realizzata con il patrocinio di AIFA e in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Egualia - Industrie Farmaci Accessibili.
Quali medicinali si possono donare
In Emilia-Romagna la raccolta si svolgerà in 566 farmacie, con la presenza dei volontari del Banco nella giornata di sabato 14 febbraio. I farmaci raccolti sosterranno 212 enti e realtà benefiche del territorio regionale, per un fabbisogno espresso di oltre 85mila confezioni. A Piacenza il fabbisogno espresso è di 3.046 confezioni, che saranno poi consegnate a 21 enti benefici del territorio: servono soprattutto farmaci per l’influenza e pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antistaminici e antifebbrili, farmaci ginecologici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, preparati per il trattamento di ferite e ulcerazioni, antinfiammatori, farmaci per i dolori articolari e disinfettanti. Sono 38 le farmacie aderenti sul nostro territorio, suddivise tra la città e Castel San Giovanni, Borgonovo, Pontenure, Caorso, Fontana Fredda, Podenzano, Roveleto, Ponte dell’Olio, Castelvetro, San Nicolò, Niviano, Rivergaro.
L’appello
“Anno dopo anno constatiamo la crescita del numero di persone in povertà sanitaria, anche in una Regione come l’Emilia-Romagna da sempre sul podio nazionale per l’eccellenza del suo sistema sanitario pubblico - dice il delegato di Banco Farmaceutico Emilia-Romagna Massimiliano Fracassi -. Abbiamo ben presenti le difficoltà che, in misura più o meno marcata, tutti i cittadini sperimentano in uno scenario diffuso di incertezza: ma conosciamo anche la grande generosità dei nostri concittadini e concittadine, e l’importanza dei valori di solidarietà e vicinanza a chi si trova in condizioni di estremo bisogno. Siamo certi che anche quest’anno tanti risponderanno al nostro appello”.
“Le Giornate di Raccolta del Farmaco sono un gesto semplice, ma essenziale per tante persone fragili che, per ragioni economiche, non si curano in modo adeguato. Chiediamo a chiunque ne abbia la possibilità di partecipare. Per rispondere a un bisogno concreto, ma anche perché, in un mondo in cui le preoccupazioni sono tante e complesse, e la condizione economica di migliaia di famiglie italiane sempre più fragile, si avverte con forza il bisogno che emergano segni di speranza, come scegliere di entrare in farmacia per compiere un gesto di gratuità”, ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets.
“La farmacia è un presidio attento ai bisogni della collettività, sempre aperto e vicino al cittadino, anche nelle aree più interne del Paese, per garantire a tutti uguaglianza di accesso al farmaco» dichiara il presidente di Federfarma Nazionale, Marco Cossolo. «Questo ruolo è testimoniato dall’adesione alle Giornate di Raccolta del Farmaco: anche quest’anno le farmacie hanno partecipato con impegno e con grande spirito di responsabilità sociale, per dare un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà dal punto di vista sanitario, sociale ed economico”.
“Anche quest’anno la FOFI è al fianco di Banco Farmaceutico in questa iniziativa di straordinario valore sociale che può contare sull’impegno dei farmacisti insieme alla grande squadra dei volontari. Un’azione concreta per sostenere la raccolta dei medicinali e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della gratuità del dono verso chi vive situazioni di fragilità. Ringrazio tutte le colleghe e i colleghi che, sempre più numerosi di anno in anno, scelgono di mettersi a disposizione di chi ha più bisogno, interpretando al meglio la prossimità e lo spirito di solidarietà che contraddistinguono la nostra professione”, ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI).
“Le GRF rappresentano un esempio concreto di come la collaborazione tra soggetti differenti – realtà del Terzo settore, imprese, farmacisti, volontari e cittadini – possa generare una risposta efficace a un bisogno reale e crescente come la povertà sanitaria. È una filiera del bene essenziale al giorno d’oggi e che funziona perché pone al centro del discorso la persona, valorizzando il contributo che ognuno di noi può portare. Giornate come queste sono possibili innanzitutto grazie ai donatori, a persone che scelgono consapevolmente di entrare in farmacia e compiere un gesto semplice ma fondamentale per chi, a causa di difficoltà economiche, rischia di rinunciare alle cure. È da questa responsabilità personale che nasce una grande opera collettiva, resa possibile anchedall’impegno prezioso dei volontari, che sottolineano il valore della gratuità. In un contesto sociale sempre più fragile e complesso, la partecipazione dei cittadini e la dedizione di chi dona tempo ed energie rappresentano un evidente cambio di rotta. Come Cdo, continuiamo a sostenere con convinzione iniziative che dimostrano come la collaborazione tra profit e non profit possa generare un impatto reale sulla vita delle persone”,dichiara Andrea Dellabianca, Presidente di Compagnia delle Opere.
La GRF è realizzata grazie all’importante contributo incondizionato di DOC Pharma, EG STADA Group e DHL Supply Chain Italia e al sostegno di IBSA Italy, Piam Farmaceutici, Zentiva Italia e Krka Farmaceutici. La Raccolta è supportata da RAI per la Sostenibilità – ESG, Mediafriends, La7, Sky per il sociale, Warner Bros. Discovery e Pubblicità Progresso.
Nella foto in alto, una delle precedenti edizioni dell'iniziativa nel Piacentino.
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