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«Kronos - Museo della Cattedrale»: percorso esclusivo per «Piacenza Wine Days»

cattedralevino

In occasione dei Wine Days, Kronos – Museo della Cattedrale in collaborazione con CoolTour, apre le sue porte per accompagnare il pubblico a scoprire uno speciale itinerario culturale serale, dedicato alla rappresentazione figurativa e alla simbologia della vite e del vino: un'esperienza che partirà dal museo, esplorando – attraverso diverse opere d’arte e antichi documenti presenti – la connessione tra la vigna, l'arte, la storia e la spiritualità.
Un focus particolare sul Libro del Maestro, chiamato anche Codice 65, introdurrà alla degustazione di vini curata da una cantina locale, che avverrà nel contesto della sala dedicata al manoscritto del XII secolo, nelle cui pagine sono contenute nozioni di astronomia e astrologia, indicazioni sui cicli lunari e sul modo in cui questi incidono sulla vita dell’uomo e dei campi. Il Codice per l’occasione verrà aperto sulla pagina dedicata alla preziosa miniatura raffigurante la vendemmia: un’antica rappresentazione medievale di un gesto rimasto immutato nei secoli, a dimostrazione della persistenza e della continuità di questa tradizione agricola che affonda le radici nel nostro territorio.
L'esperienza proseguirà lungo la via della bellezza che conduce, in un percorso di ascesa, alla grande cupola affrescata da Guercino, per discendere poi all’interno della Cattedrale.

Come partecipare

Sono disponibili quattro turni: sabato 18 e domenica 19 novembre, alle ore 19.00 e alle ore 20.30.
Ciascun turno partirà al raggiungimento di un numero minimo di visitatori.
Evento a pagamento, con posti limitati: prenotazione obbligatoria entro le ore 15 del giorno dell’evento al 331.4606435;
I primi visitatori che prenoteranno, avranno in omaggio un ingresso alla Fiera dei Vini di Piacenza del 18-20 novembre (da ritirare durante la visita).

Pubblicato il 16 novembre 2023

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Sottocategorie

  • Un libro per capire le differenze tra cristianesimo e islam e costruire il dialogo

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    “La grande sfida che deve affrontare il cristianesimo oggi è di coniugare la più leale e condivisa partecipazione al dialogo interreligioso con una fede indiscussa sul significato salvifico universale di Gesù Cristo”. Con questa citazione del cardinale Raniero Cantalamessa si potrebbe cercare di riassumere il senso e lo scopo del libro “Verità e dialogo: contributo per un discernimento cristiano sul fenomeno dell’Islam”, scritto dal prof. Roberto Caprini e presentato di recente al Seminario vescovile di via Scalabrini a Piacenza grazie alle associazioni Confederex (Confederazione italiana ex alunni di scuole cattoliche) e Gebetsliga (Unione di preghiera per il beato Carlo d’Asburgo).

    Conoscere l’altro

    L’autore, introdotto dal prof. Maurizio Dossena, ha raccontato come questa ricerca sia nata da un interesse personale che l’ha portato a leggere il Corano per capire meglio la spiritualità e la religione islamica, sia da un punto di vista storico sia contenutistico. La conoscenza dell’altro - sintetizziamo il suo pensiero - è un fattore fondamentale per poter dialogare, e per conoscere il mondo islamico risulta di straordinaria importanza la conoscenza del Corano, che non è solo il testo sacro di riferimento per i musulmani ma è la base, il pilastro portante del modus operandi e vivendi dei fedeli islamici, un insieme di versi da recitare a memoria (Corano dall’arabo Quran significa proprio “la recitazione”) senza l’interpretazione o la mediazione di un sacerdote. Nel libro sono spiegati numerosi passi del Corano che mettono in luce le grandi differenze tra l’islam e la religione cristiana, ma non è questo il motivo per cui far cessare il dialogo, che secondo Roberto Caprini “parte proprio dal riconoscere la Verità che è Cristo. Questo punto fermo rende possibile un dialogo solo sul piano umano che ovviamente è estremamente utile per una convivenza civile, ma tenendo sempre che è nella Chiesa e in Cristo che risiede la Verità”.

    Le differenze tra le due religioni

    Anche il cardinal Giacomo Biffi, in un’intervista nel 2004, spiegò come il dovere della carità e del dialogo si attui proprio nel non nascondere la verità, anche quando questo può creare incomprensioni. Partendo da questo il prof. Caprini ha messo in luce la presenza di Cristo e dei cristiani nel Corano, in cui sono accusati di aver creato un culto politeista (la Santissima Trinità), nonché la negazione della divinità di Gesù, descritto sempre e solo come “figlio di Maria”. Queste divergenze teologiche per Caprini non sono le uniche differenze che allontanano il mondo giudaico-cristiano da quello islamico: il concetto di sharia, il ruolo della donna e la guerra di religione sono aspetti inconciliabili con le democrazie occidentali, ma che non precludono la possibilità di vivere in pace e in armonia con persone di fede islamica. Sono chiare ed ampie le differenze religiose ma è altrettanto chiara la necessità di dover convivere con persone islamiche e proprio su questo punto Caprini ricorda un tassello fondamentale: siamo tutti uomini, tutti figli di Dio. E su questo, sull’umanità, possiamo fondare il rispetto reciproco e possiamo costruire un mondo dove, nonostante le divergenze, si può convivere guardando, però, sempre con certezza e sicurezza alla luce che proviene dalla Verità che è Gesù Cristo.

                                                                                                   Francesco Archilli

     
    Nella foto, l’autore del libro, prof. Roberto Caprini, accanto al prof. Maurizio Dossena.

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