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Notizie Varie

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«Intrecci»: venti coperte solidali per le donne vittime di violenza

intrecci

Si è conclusa con una partecipazione sentita e generosa l’iniziativa “Intrecci”, promossa in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e ospitata in piazza Cavalli sabato 29 novembre. Da un gesto semplice – portare un gomitolo rosso, un uncinetto o un ferro da maglia – è nato un progetto capace di unire persone, storie ed emozioni: la realizzazione di quadrati di lana, intrecciati insieme per diventare coperte solidali, simbolo di cura, protezione e vicinanza. Un’iniziativa che ha coinvolto numerose cittadine e cittadini, anche provenienti da altri comuni della provincia, dimostrando quanto il tema della violenza di genere sia sentito dall’intera comunità.
Intrecci”, nato grazie al lavoro del Tavolo Politiche di Genere del Comune di Piacenza e della Commissione delle Elette, a seguito della proposta delle Pirines (gruppo informale di crochet), si è trasformato in un vero e proprio dono natalizio per molte donne del territorio: un segno concreto di solidarietà, ma anche un messaggio collettivo di attenzione e responsabilità verso un fenomeno ancora troppo diffuso. Grazie al lavoro condiviso di donne e uomini di tutte le età – tra cui anche una donna vittima di violenza, accompagnata dalla figlia – sono state realizzate venti coperte, donate al Centro Antiviolenza di Piacenza tramite la presidente, avvocata Donatella Scardi, e alle donne seguite dai Servizi sociali, consegnate alla funzionaria Paola Poggi, responsabile dell’Unità Operativa Minori del Comune di Piacenza.

L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie al sostegno di numerose realtà del territorio, tra cui Confindustria Piacenza, le biblioteche comunali Giana Anguissola e Passerini Landi, diversi centri diurni e molte associazioni che hanno contribuito con entusiasmo alla raccolta dei materiali e alla realizzazione dei quadrati.
Nel ringraziare tutte le persone coinvolte, le assessore Nicoletta Corvi e Serena Groppelli, rispettivamente al Welfare e alle Pari Opportunità, hanno sottolineato il profondo valore simbolico e umano del progetto: un intreccio di mani e di storie che racconta la vicinanza dell’intera comunità piacentina alle donne che hanno vissuto esperienze di violenza e ribadisce l’impegno collettivo a non lasciare nessuna sola.

Pubblicato il 30 dicembre 2025

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Beppe Cantarelli e i suoi racconti per «Scacco Matto» alla serata del Rotary Sant’Antonino

Cantarelli 1 bis

Martedì 9 dicembre si è svolta una insolita e piacevole serata organizzata dal Rotary Club Piacenza Sant’Antonino per lanciare il service di punta dell’anno rotariano in corso, a favore di Scacco Matto, realtà del territorio che cura i disagi mentali con metodi innovativi. Il salone della sede degli “Amici dell’Arte” nel complesso Ricci Oddi era gremito dei tanti partecipanti che hanno aderito alla proposta di passare una serata diversa, all’insegna di arte, musica e welfare, per sostenere il progetto e l’impegno del Rotary Sant’Antonino di sovvenzionare il restyling della sede di «Scacco Matto».
La serata si è aperta con la visita guidata da parte di Davide Cammi (titolare di ED Gallery e curatore della mostra) all’esposizione  “Un Viaggio tra Materia e Luce” delle opere di Aimo Cerati, "artista – come ha specificato Cammi - che ha saputo fondere l'originalità del figurativo e della scultura con l'espressione potente dell'informale". Presente anche la figlia dell’artista, Anna Cerati, che ha dimostrato sensibilità verso l’obiettivo benefico regalando un’opera del padre da mettere in palio come premio per la tradizionale tombola di Natale del Club, il cui ricavato andrà sempre a «Scacco Matto».
Raffinato il trio jazz del Conservatorio Nicolini, formato da Saverio Greco (chitarra), Davide Montagnani, (basso) e dalla voce suadente di Fabricia Fernandes da Silva. Hanno catturato l'attenzione del folto pubblico, attento e partecipe ai loro interventi musicali : Honeysuckle Rose, Desafinado, Centerpiece, My baby just cares for me, Samba de Verão.
Seguito con attenzione e partecipazione il dialogo/intervista a Beppe Cantarelli da parte del maestro Patrizia Bernelich. “E’ stato un piacere – ha dichiarato Cantarelli - dare supporto alla vostra causa, raccontando alcuni momenti di una vita professionale di ben 50 anni: un po' di dietro le quinte, quindi abbastanza sconosciuti al grande pubblico, ciò nonostante con artisti ultra noti di respiro nazionale ed internazionale, con i quali ho avuto il piacere, l'onore e soprattutto la fortuna di collaborare, quali Mina, Aretha Franklin, Mariah Carey, Michael Jackson, Quincy Jones ed altri che abbiamo menzionato durante una serata squisita. Spero di esser riuscito – continua Cantarelli – nell’intento di conferire - con la mia umile ma sentita partecipazione - un piccolo ma ulteriore 'valore aggiunto' all’obiettivo del service a favore di Scacco Matto, unitamente al Rotary Sant'Antonino di Piacenza e ai tanti generosi e numerosi sostenitori, nonché al Maestro Patrizia Bernelich che ci ha messo in contatto, al Conservatorio Nicolini di Piacenza e ai bravi Musicisti che hanno allietato l'evento”.

Successo ha avuto anche il momento food, con una cena allestita da TAAMA Catering di Aicha Diabate, che con le sue specialità ha unito cibo, arte e tradizione, facendo scoprire e gustare sapori lontani che hanno incuriosito e stupito tutti i commensali.
Numerosi i sostenitori e gli sponsor della serata, a partire dall’ Associazione “Amici dell’Arte” che ha messo a disposizione la sede con grande disponibilità e collaborazione da parte del presidente Stefano Marchesi, per passare per il patrocinio della Fondazione di Piacenza e Vigevano (che ha presenziato con due membri del Consiglio Generale: Mauro Monti e Maria Grazia Sabato) e del Conservatorio Nicolini (rappresentato dal Presidente Massimo Trespidi; significativa la presenza del Comune di Piacenza nella persona dell’Assessore al Welfare Nicoletta Corvi, e apprezzatissimi e decisivi i numerosi sponsor che hanno effettuato significative donazioni a favore della causa, come A. Romano Assicurazioni - Reale Mutua Assicurazioni Agenzia TrabucchiI - Assibroker Piacenza - The Best il Mondo SRL - Profitech SRL - Associazione Produttori vin santo Vigoleno - Azienda Vinicola Perini - Il Poggiarello Vini – Illica vini biologici - Tipografia Marchi che hanno dimostrato come anche le aziende del territorio fanno squadra per sostenere progetti importanti.

"Siamo felici e soddisfatti di dedicare come Club il nostro service principale di quest'anno a favore di «Scacco Matto». - dichiara Simona Cogni, presidente del Rotary Sant'Antonino per l'anno rotariano 2025/26 - I disagi mentali sono in aumento e abbiamo sentito il dovere di supportare una struttura come « Scacco Matto» i cui operatori si impegnano con professionalità e dedizione per offrire un servizio importante alla comunità".

Cantarelli istituzioni bis



“Come Rotary ci impegniamo costantemente - dichiara Maria Grazia Sabato, segretaria del Club - sia a promuovere conoscenza e cultura, che a essere riferimento, ascolto e accoglienza rispetto alle segnalazioni o all’individuazione di disagi e bisogni del territorio, dimostrando apertura e sensibilità verso la comunità in cui viviamo, per ottenere risultati concreti in termini di service realizzati attraverso le più svariate modalità di raccolta. In quest’ottica – prosegue la Sabato – eventi come questo hanno l’obiettivo di proporre sia ai Soci del Club che alla collettività, momenti di svago, di arricchimento culturale e musicale e esperienze gastronomiche, con finalità benefiche. Ringrazio a nome di tutto il Club il Maestro Patrizia Bernelich che in ogni occasione si adopera sempre con disponibilità e generosità ad offrire la sua preziosa consulenza come direttore artistico, per costruire eventi di grande richiamo”.

Alessandro Romano, prefetto del Club e Presidente incoming per l’anno rotariano 2026/27, si dichiara entusiasta e soddisfatto – riguardo la realizzazione di questo service a favore di Scacco Matto -, delle collaborazioni sviluppate all’interno del Club tra i Soci e all’esterno attraverso il contributo dei tanti sponsor che hanno aderito a sostenere l’obiettivo. “Sono in programma altre proposte per il territorio per raccogliere i fondi necessari ad attuare il restyling della sede di Scacco Matto – racconta Romano - attraverso futuri eventi che sempre toccheranno più interessi in vari ambiti, per essere partecipati da più persone possibile”. Si dichiara pronto a continuare su questa strada anche quando sarà Presidente il prossimo anno, affiancato da una squadra del Direttivo forte e compatta, con figure chiave come Maria Grazia Sabato (nel ruolo di segretario) e Matteo Galante (nel ruolo di tesoriere), entrambi con un passato sia da Presidenti che con varie esperienze di ruoli primari all’interno dei passati Consigli Direttivi, e Federico Trabucchi, giovane rotariano con un passato importante nel Rotaract.

Nelle foto, Beppe Cantarelli con rappresentanti del Rotary club Piacenza Sant'Antonino e del Conservatorio.

Pubblicato il 30 dicembre 2025

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Il Vescovo a Fabbiano di Borgonovo: una comunità si rispecchia nel suo patrono

fabbiano
È festa per la comunità di Fabbiano di Borgonovo, che ha commemorato il patrono Santo Stefano con il Vescovo mons. Adriano Cevolotto.
Mons. Cevolotto ha celebrato la messa con l'Amministratore parrocchiale don Gianni Bergomi e al parroco di Castelnovo padre Alberto Quagliaroli, con l'accompagnamento del Coro di Borgonovo.
"Una comunità - ha detto il Vescovo - si rispecchia nel suo Patrono: la festa è importante per fare il punto sul suo cammino di santità, cioè sul cammino di sequela a Cristo. Presi da tante cose, infatti. rischiamo di perdere la via: il Santo patrono ci sollecita a camminare secondo la fede e ci offre un modello di santità. Dopo la festa e la gioia del Natale impattiamo in una morte violenta, il martirio di Stefano. Se guardiamo l'atto in sé ci sembra una cosa ingiusta, comunque lontano dal nostro modo di pensare, ma se iscriviamo il martirio nell'ordine del messaggio Cristiano che da Betlemme arriva al Calvario, un filo rosso che collega Natale e Pasqua. Cristo viene per amore e da la vita per amore: anche il martire accoglie l'amore di Cristo e lo contraccambia fino a dar la vita, per questo si tratta di un amore totale. Guardando a Stefano possiamo chiederci quanto amore del Signore e quanto amore per il Signore c'è nella nostra fede. 
Una seconda cosa lui ci insegna: egli, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Cristo alla sua destra. Il suo sguardo in alto è rivolto al cielo, dove il bambino deposto nella mangiatoia ha il suo orizzonte finale, realizzando il disegno del padre. Dobbiamo guardare a Gesù per vedere l'orizzonte, la meta, della sua vita e del suo percorso, se i nostri occhi sono rivolti al basso, alle cose di poco conto, ci perdiamo, mentre la fede ci fa rivolgere gli occhi al cielo”.
“Morendo Stefano, ha proseguito il Vescovo,  consegna a Cristo il suo spirito, come Gesù in croce, e come Lui perdona i suoi assassini: nella morte la sua vita diventa conforme a Cristo. Molto spesso noi non cerchiamo la santità, ma Cristo è venuto nel mondo proprio per questo, per renderci Santi e trasformarci, per farci veri figli, figli in Lui. Chiediamo a Santo Stefano che ci renda docili alla grazia di Cristo”.
Don Gianni, nel ringraziare il Vescovo per la sua presenza, ha sottolineato l'attenzione che il pastore ha verso tutte le comunità a lui affidate, anche a quella di Fabbiano che aveva espresso il desiderio di incontrare già durante la visita pastorale. Alla fine della celebrazione mons. Cevolotto si è intrattenuto con i parrocchiani per lo scambio degli auguri donando a tutti un'immaginetta a ricordo della giornata.
Matteo Lunni
Nella foto, la messa in onore del patrono Santo Stefano presieduta da Vescovo nella chiesa di Fabbiano di Borgonovo.
Pubblicato il 29 dicembre 2025

Disarmati e disarmanti: il 3 gennaio la Camminata per la pace

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È passato un anno da quando le diverse reti per la pace e la nonviolenza dell’Emilia Romagna promossero la prima mobilitazione regionale il 1° gennaio scorso, in occasione della 58ª Giornata mondiale della pace. Da quella presenza pacifista e nonviolenta nelle piazze di tutta la regione, è stato lanciato un doppio appello: da un lato alle stesse reti per costituire una strutturata Rete regionale per la pace e la nonviolenza e dall’altro all’allora neo-insediato presidente De Pascale per istituire una delega alla pace nel governo della regione.
Un anno dopo continua l’inutile strage in Ucraina, non è stato ancora fermato il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania, cresce la strage di migranti nel Mediterraneo e nella rotta balcanica, aumentano le spese militari globali e i conflitti armati in ogni parte del mondo. Mentre decisori politici e militari, nazionali e internazionali sembrano i
ncarnare “l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza” come ha scritto anche papa Leone XIV nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del prossimo 1° gennaio la Rete Pace e Nonviolenza dell’Emilia Romagna è oggi una realtà costituita, che ha svolto lo scorso 5 ottobre a Parma la propria Assemblea fondativa, dotandosi di un Manifesto di impegni per un’Emilia Romagna regione di pace che ripudia la guerra.

Un Decalogo nel quale, tra i diversi impegni citiamo i seguenti:
Rispetto a ogni conflitto armato e a ogni atto di violenza e terrorismo, stiamo sempre dalla parte di tutte le vittime e dei disertori della compattezza bellica, capaci di costruire ponti e abbattere muri – come gli obiettori di coscienza russi, ucraini, israeliani e gli attivisti nonviolenti palestinesi – dichiarandoci, a nostra volta, obiettori di coscienza alla guerra. Ci opponiamo all’uso del territorio emiliano-romagnolo ai fini dell’industria bellica e armiera e delle sue manifestazioni espositive. Contrastiamo la ristrutturazione militare delle industrie civili e ci impegniamo per la riconversione civile delle industrie belliche o collegate, direttamente o indirettamente, alle filiere di guerra”.
La Rete regionale pace e nonviolenza si mobilita nelle piazze di Bologna, Faenza, Ferrara, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. Disarmati e disarmanti, in nome del ripudio costituzionale della guerra e a difesa del diritto internazionale e del sistema dei diritti umani che ha portato la convivenza tra i popoli e le democrazie fuori dalla tragedia di due conflitti mondiali, la Rete dei nonviolenti darà voce in tutta l'Emilia-Romagna alla domanda di pace del Paese, che si oppone al riarmo dell'Europa e al precipitare della sua cultura, del suo sistema educativo e della sua economia nuovamente nell'abisso della guerra, in cui tutto è perduto e tutti siamo perduti, immemori della lezione della Storia.

In questo anno la Rete regionale Pace e Nonviolenza ha avviato anche un dialogo serio e costruttivo con il governo della Regione Emilia Romagna, in particolare con l’Assessora Gessica Allegni che dovrebbe generare, auspichiamo a breve, un Tavolo regionale istituzionale per la pace. La società civile che rappresentiamo continua a svolgere il proprio ruolo di critica e stimolo, anche nei confronti dei decisori politici del nostro territorio. È il caso, ad esempio, della Risoluzione approvata dall’Assemblea legislativa regionale lo scorso 11 novembre 2025 che condanna l’ingerenza della “propaganda russa”, dimenticando però di fare i conti e di condannare contemporaneamente anche il bellicismo nostrano con il quale – come sottolinea ancora Papa Leone XIV - si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza”. Parole assonanti con quanto scritto nel Manifesto della Rete pace e nonviolenza dell’Emilia Romagna: “Rifiutiamo e contrastiamo la propaganda bellica di ogni tipo, da quella pervasiva, che si manifesta attraverso i media, a quella attuata attraverso una sempre più frequente presenza delle forze armate nelle scuole e nelle università. Ci impegniamo a decostruirne i presupposti e i contenuti, ad approntarne le alternative culturali e organizzative.”
Queste sono alcune delle ragioni con le quali anche quest’anno promuoviamo le molte iniziative territoriali coordinate in tutta la regione per la 59^ Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2026. Disarmati e disarmanti.

RETE REGIONALE PACE E NONVIOLENZA EMILIA-ROMAGNA

Europe for Peace Piacenza

A Piacenza si terrà una Camminata per la Pace sabato 3 gennaio, anziché il 1 gennaio, per questioni organizzative, come nel resto della regione ma con la stessa piattaforma. Sarà organizzata da Europe for Peace Piacenza, che fa parte della rete Regionale. Ci si troverà alle ore 16 in Piazza Cavalli da dove partirà la Marcia che attraverserà le vie del centro e si concluderà in Piazza Duomo dove ci saranno alcune letture tra cui il Manifesto/Decalogo della Rete Regionale Pace e Nonviolenza.
Interverrà Laila Simoncelli – coordinatrice della Campagna “Ministero della Pace” e della Comunità Papa Giovanni XXIII°; in collegamento interverrà Mimmo Lucano - Sindaco di Riace ed europarlamentare europeo ed altri di cui daremo conferma più avanti. Inoltre ci saranno musica e la lettura di altri testi.
Hanno aderito sino a questo momento:
Acli,
Anpi, Arci, Art. 21 Presidio di Piacenza, Associazione Arcangelo Dimaggio, Associazione di promozione sociale ok club, Associazione Protezione della Giovane, Attac, Centro Missionario Diocesano, Cgil, Cpp, Emergency, Donne in nero, Legambiente, Mce, Mondo Aperto, Progetto Mondo, Ricicliamo for Africa, Unicef.

Pubblicato il 29 dicembre 2025

 

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Natale alla Protezione della Giovane: un momento di festa e condivisione per donne e bambini

 nataleprotezionegiovane

La cena per lo scambio di auguri natalizi e buon inizio anno è ormai un appuntamento annuale fisso alla Protezione della Giovane di Piacenza, in via Tempio. Arrivata puntuale lo scorso 15 dicembre, la serata conviviale ha unito ospiti e volontari dell’associazione cattolica femminile guidata da Giuseppina Schiavi e quest’anno ha visto la presenza di un ospite molto speciale: Babbo Natale. “Si è approfittato del momento comunitario non solo per l'augurio di buone feste, ma anche per cogliere le istanze delle ospiti – ha spiegato Schiavi, responsabile della struttura piacentina dedicata all'accoglienza di donne migranti e dei loro figli, o di lavoratrici e studentesse fuori sede -. Diverse le proposte ricevute, tra cui una serata di musica e karaoke per la Giornata della donna, qualche gita in località di interesse culturale e la visita alla mostra Sibille al Farnese”.
In Italia e in Europa si continua a parlare di crisi della natalità, ma qui da noi questo problema non c’è – osserva -. In questo momento abbiamo in struttura sette bimbi piccoli di età diverse, figli di richiedenti asilo o di donne già rifugiate in carico ai servizi sociali. E 12 bimbi di nuove famiglie da noi seguite, con piccoli nati da noi e altri nati dopo; o arrivati dall'Africa in ricongiungimento. Tra le ospiti più recenti ci sono due ragazze neomaggiorenni inviate dal «Progetto Blessing», che hanno cominciato a sperimentare l’organizzazione della loro vita in autonomia: spesa, cucina, gestione frigo e armadietto deposito, pulizia stanza e lavanderia. Dal libro intitolato: «La vita è un profumo. Canto a due voci» di Chiara Ingrao con Blessing e Giovanna Calciati, è nata infatti una fondazione che si prefigge il compito di realizzare i sogni e le aspirazioni delle giovani donne”.

Scambio multiculturale, doni di Babbo Natale

“Il saluto comunitario prima delle festività non è solo una cena, ma un momento importante di condivisione, spensieratezza e scambio interculturale – ha sottolineato Schiavi -. Le suore congolesi e le ragazze della Costa D’avorio hanno preparato bignè africani e banane fritte, tipiche dei loro Paesi; abolita la carne di maiale nel rispetto di chi professa la religione musulmana, le lasagne al pesto sono state il piatto forte italiano da gustare insieme. Una delle nostre ospiti adulte di origine ucraina si è travestita da Babbo Natale, arrivato a luci spente all’improvviso tra gli invitati con il suo sacco dorato sulle spalle carico di doni. Macchinine, giochi didattici, uno xilofono, sonagli per i piccoli, dolci a profusione: Babbo Natale con i suoi regali non ha dimenticato nessuno, portando una ventata di gioia a grandi e piccini. Poi abbiamo distribuito gadget natalizi per adulti e volontari”. “È sempre bello vedere la curiosità, l’attesa e lo stupore dei nostri bambini che aprono i regali - spiega Giuseppina. Sono pensieri piccoli, ma per loro, che non conoscevano il Natale nei Paesi d’origine e sono abituati alla scarsità, vogliono dire tanto”. Apprezzano quello che ricevono in modo genuino, nella nostra società succede sempre più raramente”.

Messa e preghiera alla Madonna del Buon Consiglio

Prima della cena c’è stato spazio per la messa, celebrata dall'assistente ecclesiastico mons. Luigi Bavagnoli. Per l’occasione la cappelletta si è arricchita del piccolo presepe donato all’associazione Pesatori. Al termine della celebrazione è stata letta la preghiera alla Madonna del Buon Consiglio, composta nel 1913 e dedicata dall’allora Papa Pio X alla missione d’accoglienza solidale portata avanti dall’Associazione Cattolica internazionale delle Opere per la Protezione della Giovane.

La riportiamo qui come buon auspicio per il nuovo anno.

O Maria, Madre del Buon Consiglio, noi ci raccogliamo oggi fidenti intorno al tuo Altare per offrirti il tributo annuale dell’umile opera nostra. Quel poco che abbiamo fatto, o Maria, è tuo: a Te quindi l’offriamo, consapevoli insieme della piccolezza nostra e della tua misericordiosissima benignità; e all’offerta aggiungiamo una calda preghiera. Ogni giorno più si fanno gravi ed urgenti i bisogni ed i pericoli della gioventù femminile nel mondo, e molte, purtroppo, sono le creature deboli ed inesperte che nella grande lotta si perdono. Tu, o Maria, che conosci tutte le insidie e ascolti il grido ci chi sta per cader vittima di esse, nella sapiente tenerezza del tuo cuore materno, proteggi le giovani vite che solo in Te si affidano. Sii Tu di esse la luce e la forza, la gioia e la speranza; custodisci la loro purezza, fa che nel lavoro riconoscano la loro dignità, nel dolore non venga meno la loro speranza, a tutte le lusinghe del mondo sappiano opporre l’invitta fortezza della loro libera coscienza cristiana, nelle lotte e nelle difficoltà ne sorregga la sicura speranza del divino aiuto, sicché possano umili e serene camminare sulla terra il sentiero tracciato loro dall’amorosa volontà del Padre che è nei Cieli. E poiché Tu, Madre del Buon Consiglio, ci hai ispirati questi santi desideri, Tu ci ottieni dal Signore la grazia di sentirli sempre più potenti nell’animo, e di tradurli in un ardore costante d’apostolato per la salvezza di tante nostre sorelle, per la gloria del nome di Cristo e per la diffusione del suo Regno, che è il Regno della verità e della giustizia, della libertà e della pace.

Micaela Ghisoni

Nella foto, il Natale alla Protezione della Giovane in via Tempio a Piacenza.

Pubblicato il 29 dicembre 2025

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