Domenica 16 gennaio a Rallio di Montechiaro, piccola frazione del Comune di Rivergaro incastonata sulle prime colline della Val Trebbia, si celebra la festa patronale. Alle ore 15 sarà celebrata la messa da don Valerio Picchioni, parroco di Rivergaro e amministratore della parrocchia intitolata a Sant'Ilario, il santo vescovo di Poitiers la cui memoria liturgica ricorre il 13 gennaio. Al termine della celebrazione eucaristica, quale piccolo segno di festa, e di condivisione, ci sarà la distribuzione delle ciambelline. Il ricavato dell'iniziativa parrocchiale contribuirà a sostenere le spese della parrocchia.
La chiesa consacrata dal vescovo Scalabrini La chiesa di Rallio dedicata a Sant’Ilario Vescovo, risale all’inizio del XII secolo: è quanto riporta una lapide posta sopra il portale d’ingresso della neoclassica facciata, che menziona le date principali della storia del tempio. La chiesa venne, poi, ristrutturata ed ampliata nel 1754 e fu il vescovo, mons. Giovanni Battista Scalabrini, a consacrarla nel 1883. Infine, fu decorata, nel 1954. Quest’ultimo intervento, ha donato all’interno - ad aula unica con una cappella a sinistra e due a destra - un aspetto elegante ed un vivace cromatismo. Nell’abside vi è il coro ligneo e, aggettante, dietro all’altare maggiore, la statua raffigurante il patrono Sant’Ilario. Negli anni sono stati compiuti diversi interventi di restauro quali il portale d’ingresso, manufatto di pregio risalente al XVIII secolo, la bussola e il campanile e la sacrestia, grazie alla sensibilità di don Giovanni Cordani, ex parroco di Rivergaro morto per covid nel marzo 2020 e della comunità parrocchiale.
Le guardie mediche di Ferriere e Ottone sono momentaneamente sospese a causa dell’emergenza pandemica che nelle ultime settimane costringe l’Ausl a uno sforzo maggiore. “Non è nostra intenzione – ha chiarito il direttore generale Luca Baldino – toglierle in maniera strutturale. Abbiamo sospeso questo servizi e il pronto soccorso di Castelsangiovanni perché mancano i medici sul territorio in questo momento”. Il chiarimento è arrivato in conferenza socio-sanitaria, dopo un confronto con i sindaci Carlotta Oppizzi (Ferriere) e Federico Beccia (Ottone), molto preoccupati per il futuro dei presidi sanitari dei rispettivi territori, sospesi dal primo gennaio di quest’anno.
In conferenza socio-sanitaria gli altri sindaci hanno convenuto che, in caso di una riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale (le guardie mediche), sarebbe comunque necessario coprire le realtà di montagna, le più lontane da Piacenza e dagli ospedali del territorio (Bobbio, Castelsangiovanni e Fiorenzuola). Per fare un esempio, Bobbio e l’intera Alta Valtrebbia hanno dichiarato di voler spostare la propria guardia medica ad Ottone, il comune della vallata più lontano e periferico. In Valnure il sindaco di Bettola Paolo Negri ha fatto notare che la guardia medica di Podenzano, messa a confronto con quella della stessa Bettola o di Ferriere, è maggiormente superflua rispetto alle altre realtà. “Podenzano dista solo 10 minuti dalla città di Piacenza – è il pensiero di Negri - in caso di bisogno è più facile spostarsi. Da una frazione di Ferriere, invece, occorrerebbe mezz’ora per raggiungere Bettola, che a sua volta è distante da Piacenza”. Nel frattempo ci si arrangia. Il sindaco di Ottone Federico Beccia sta provvedendo lui stesso (è medico di medicina generale) a coprire alcuni turni nel capoluogo dell’Alta Valtrebbia, in attesa di rinforzi.
L’ordine dei medici pronto a dare una mano
Il consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici di Piacenza si è riunito in seduta straordinaria l’11 gennaio per discutere delle criticità che si sono recentemente manifestate nella assistenza sanitaria territoriale a causa della carenza di medici del Servizio di Continuità Assistenziale (le ex guardie mediche) dell’Ausl. “Considerata la gravità del problema e la urgenza di trovare una adeguata soluzione che possa garantire alla cittadinanza la disponibilità di questo servizio sanitario essenziale – esprime l’ordine in una nota - il Consiglio direttivo di Piacenza si mette doverosamente a disposizione delle istituzioni per quanto ritenuto utile. In attesa di auspicate ed auspicabili soluzioni strutturali e definitive, che potrebbero non essere di immediata applicazione, si ritiene opportuno proporre intanto una soluzione alternativa, che potrebbe trovare una rapida attuazione e rappresentare un supporto temporaneo e flessibile al Servizio di Continuità Assistenziale gestito dall’Ausl nell'ambito del Servizio Sanitario regionale”. “Preme ribadire che il servizio oggetto della presente proposta dovrebbe sostenere e non sostituire il servizio di continuità assistenziale previsto dal Servizio sanitario regionale, e che dovrebbe essere attivato nel caso in cui l’Ausl di Piacenza non disponesse di un numero di medici sufficienti a garantire la piena funzionalità del Servizio di Continuità Assistenziale organizzato a livello provinciale”.
“In questo caso, per il tempo necessario e nella misura sufficiente a garantire la assistenza su tutto il territorio provinciale, si potrebbe, valutata la fattibilità tecnica-amministrativa della proposta da parte dell’Ausl, attivare in affiancamento un servizio di Guardia Medica domiciliare notturna e festiva, prestato su base volontaria da medici iscritti all'Ordine di Piacenza, reperibili al proprio domicilio in numero pari al numero dei punti di Continuità Assistenziale sguarniti, reperibili al proprio domicilio ed attivabili dagli operatori della centrale operativa dell’Ausl. Tutti gli iscritti possono dichiarare la loro disponibilità, indipendentemente dalla loro attività professionale di medici convenzionati, dipendenti, liberi professionisti o pensionati o specializzandi del corso di medicina generale”. “Il loro compenso dovrebbe essere a carico dell’Ausl di Piacenza e dovrebbe corrispondere a quello dei medici del servizio di continuità assistenziale per i quali si ritiene in ogni caso necessario adeguare gli odierni emolumenti a quelli previsti dagli accordi integrativi locali stipulati da altre Ausl della Regione Emilia-Romagna e le rappresentanze sindacali dei medici convenzionati. Si ritiene che dovrebbe essere mantenuta aperta a Piacenza una sede di Continuità Assistenziale per visite ambulatoriali e rilascio di certificato di malattia per il lavoro”.
“Ancora una volta affido, al calore di una lettera, i sentimenti di solidarietà e affetto dell’intera comunità piacentina, che oggi più che mai vi è vicina nel ricordo, condividendo un dolore che il tempo non affievolisce”. Così scrive il sindaco Patrizia Barbieri ai familiari delle vittime della tragedia ferroviaria dell’Etr 500 “Botticelli”, che il 12 gennaio 1997 deragliò alla stazione di Piacenza, causando la morte di otto persone: i macchinisti Pasquale Sorbo e Lidio e De Sanctis, le hostess di bordo Cinzia Assetta e Lorella Santone, gli agenti della Polfer Francesco Ardito e Gaetano Morgese, Agatina Carbonaro e Carmela Landi tra i passeggeri. Il perdurare dell’emergenza sanitaria non ha consentito lo svolgimento della tradizionale commemorazione alla presenza dei loro cari, ma non sono mancati gli omaggi floreali da parte dei parenti, accanto a quelli dell’Amministrazione comunale, delle Ferrovie dello Stato e del Dopolavoro Ferroviario di Piacenza, che anno dopo anno ha organizzato, con la commossa partecipazione delle istituzioni locali, la toccante cerimonia che riuniva nella nostra città gli affetti di chi perse la vita in quella drammatica circostanza. “Come già è avvenuto nel 2021 – sottolinea il presidente del Dopolavoro Ferroviario Clemente Bernardo – per ragioni precauzionali legate alla pandemia non abbiamo potuto accogliere le famiglie, provenienti da diverse regioni d’Italia. Ciò nonostante, si rinnova sempre con emozione la forte vicinanza nei loro confronti, anche attraverso le attestazioni di cordoglio, sensibilità e attenzione di Comune, Provincia, Prefettura e Questura”. Lo ha ribadito anche il sindaco Patrizia Barbieri, nella sua lettera ai familiari, riaffermando “l’impegno affinché la memoria dei vostri cari possa essere onorata ogni giorno, nella responsabilità della nostra coscienza civile e nel rigoroso rispetto delle regole che devono garantire la sicurezza delle infrastrutture del Paese, la dignità e la tutela dei lavoratori, l’incolumità di tutte le persone che fruiscono di un servizio alla collettività”. La ricorrenza della tragedia ferroviaria è da sempre l’occasione – nel ricordo riconoscente rivolto a tutti i soccorritori, operatori sanitari, forze dell’ordine e volontari che intervennero con coraggio e prontezza quel giorno – in cui dare voce a queste riflessioni, ma anche per esprimere, “a nome della Città di Piacenza, la partecipazione a un lutto che sentiamo anche nostro, con tutto il cuore. Ed è dal cuore – conclude il sindaco – che vengono queste mie parole, con cui spero di potervi trasmettere il profondo, ideale senso di amicizia che ormai da 25 anni ci lega alle vostre famiglie e alla vostra storia”.
Pubblicato il 12 gennaio 2022
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Nella foto di Del Papa il monumento che ricorda le vittime della tragedia del Pendolino all stazione di Piacenza.
Si è insediato giovedì 13 gennaio il nuovo Consiglio Provinciale di Piacenza, scaturito dai risultati delle elezioni del 18 dicembre scorso. Dopo un minuto di silenzio dedicato alla memoria delle quattro giovani vittime della recente tragedia di Calendasco e dell’ex presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, la seduta è iniziata con l'esame della condizione degli eletti e la convalida dei Consiglieri, votata all'unanimità.
Sulla base dei risultati elettorali, come noto, sono stati eletti alla carica di Consigliere Provinciale:
Franco Albertini (Sindaco Alta Val Tidone), Massimiliano Morganti (Consigliere comunale Fiorenzuola d’Arda), Giampaolo Maloberti (Consigliere comunale Rivergaro), Federico Bonini (Consigliere comunale Bobbio), Paola Galvani (Sindaco Rottofreno), Giulia Monteleone (Consigliere comunale Borgonovo Val Tidone) e Armando Piazza (Sindaco Gropparello) per la lista “Per Barbieri Presidente”;
Patrizia Calza (Sindaco Gragnano Trebbiense), Claudia Ferrari (Sindaco Sarmato) e Lodovico Albasi (Sindaco Travo) per la lista “Provincia di Piacenza-Piacenza Unita”.
Il Presidente della Provincia, Patrizia Barbieri, ha annunciato di aver nominato Vice Presidente Franco Albertini e di aver conferito ai Consiglieri Provinciali e al Vice Presidente le seguenti deleghe:
Franco Albertini (Vice Presidente): Politiche per la Montagna; Rapporti con la Regione in materia di Protezione Civile; Rapporti con il Gal del Ducato.
Federico Bonini: Rapporti con la Regione in materia di Cultura e Sport; Rapporti con Anas per la Strada Statale 45; Turismo e Marketing territoriale; Rapporti con Destinazione Turistica Emilia.
Paola Galvani: Trasporto Pubblico Locale e Mobilità; Istruzione e Diritto allo studio; Rapporti con la Regione e con l’Agenzia regionale per il lavoro in materia di Politiche del lavoro; Rapporti con la Regione e ARPAE in materia di Ambiente.
Giampaolo Maloberti: Rapporti con la Regione in materia di Agricoltura, Caccia e Pesca; Parchi e Biodiversità; Rapporti istituzionali per la valorizzazione del fiume Po.
Giulia Monteleone: Pari Opportunità; Relazioni istituzionali in materia di Politiche giovanili e sociali; Relazioni istituzionali in materia di Poltiche europee.
Massimiliano Morganti: Lavori pubblici e Edilizia scolastica; Relazioni istituzionali in materia di assistenza e supporto agli Enti Locali; Stazione Unica Appaltante.
Armando Piazza: Bilancio e Patrimonio; Partecipate; Acquisti.
Restano in capo al Presidente Patrizia Barbieri le materie non delegate, in particolare quelle relative a Sviluppo Economico e Pianificazione; Relazioni istituzionali in materia di Sanità; Personale e Polizia Provinciale. In sede di comunicazioni (che, oltre agli auspici per il lavoro a venire, hanno toccato tra l’altro i temi della peste suina e dei progetti che possono candidarsi ai fondi del PNRR), il Presidente Barbieri ha informato il Consiglio che si è reso necessario effettuare un prelevamento dal fondo di riserva per adeguare le dotazioni del capitolo di spesa per le utenze degli edifici scolastici in quanto, a partire dall’autunno 2021, le fatture per l’energia elettrica hanno registrato un’impennata dei prezzi che ha comportato il raddoppio della spesa rispetto allo stesso periodo degli scorsi anni. In via prudenziale si è quindi prelevato la somma di 99.339,20 euro dal fondo di riserva, in vista delle fatture che perverranno in gennaio riferite ai consumi di dicembre 2021. Nel fondo di riserva è rimasta accantonata la quota minima prevista per legge, da destinare alle spese non prevedibili la cui mancata effettuazione comporterebbe danni certi.
Il periodo di fine anno e inizio dell'anno nuovo viene visto come il periodo di analisi e dei bilanci delle varie attività. A questo percorso non si sottrae anche l'organizzazione Caritas Agea - Mcl della parrocchia di Gragnano, per analizzare al meglio l'attività caritativa che viene attivata a cadenza mensile a favore dei nuclei famigliari indigenti residenti nelle parrocchie della Val Luretta. L'organizzazione ogni mese sostiene 36 nuclei famigliari che complessivamente contano circa 130 persone, a cui sono stati distribuiti circa 5500 kg di generi alimentari non deperibili, di cui 1700 kg provenienti da gesti di solidarietà come raccolte promosse dalla parrocchia locale, da donazione spontanee di aziende e privati o dalle due edizioni annuali dell'iniziativa "Dona la spesa", promossa e organizzata dalla Coop Alleanza 3.0.
Il quantitativo rimanente proviene dal circuito Caritas Agea grazie alla parrocchia gragnanese dedicata a San Michele Arcangelo che da anni è inserita nel percorso di solidarietà e grazie al quale gli è possibile con continuità sostenere famiglie in difficoltà economica, che per la pandemia, crisi aziendali o a causa della precarietà degli aspetti contrattuali da chi è impiegato nei siti limitrofi della logistica, nell'organizzazione caritativa hanno trovato un' "ancora di salvezza e di sostegno" nei momenti di difficoltà economica per i lavoratori e per i loro famigliari. Un'organizzazione di solidarietà che nel tempo si è consolidata ed è un punto di riferimento sia per le parrocchie del territorio, da cui vengono segnalate le emergenze economiche dei nuclei famigliari, sia per l'ufficio dei servizi sociali del comune della borgata trebbiense con cui ogni mese viene coordinata la distribuzione mensile agli stessi nuclei famigliari. Per far fronte alle varie emergenze di aiuto oggi ancora più frequenti vista anche la pandemia sociale in atto si cercano volontari disponibili per organizzare al meglio il servizio oggi sempre più ricercato, oggi sempre più indispensabile per tante famiglie del territorio, grazie al quale nonostante il momento non facile possono trovare un briciolo di serenità. Chi fosse interessato a mettere a disposizione qualche ora del proprio tempo può contattare sia la parrocchia di Gragnano o il 348 2265679.
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